Lettere dal fronte di guerra 1915-18 di Giuseppe Gregorio Cortesi


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Prima Guerra Mondiale.

Lettere dal fronte di guerra 1915-18 di Giuseppe Gregorio Cortesi

alla moglie Diva Sabatini

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Introduzione

Si tratta di lettere che il soldato Giuseppe Gregorio inviava alla sua famiglia, principalmente alla sua adorata moglie Diva Sabatini. In esse descrive la vita del soldato in guerra, le sue speranze e delusioni, l’amore, la perenne mancanza di denaro, gli amici che via via vede morire.

Giuseppe Gregorio Cortesi

L’incertezza e il pericolo, la consapevolezza di una vita appesa al filo della fortuna, acuiscono le doti di scrittore e poeta di Gregorio. Tanto che in certi momenti le sue lettere si trasformano in vere e proprie poesie, poesie d’amore rivolte all’adorata moglie.

A Diva va il merito di avere conservato queste lettere. A lei abbiamo dedicato la foto di apertura, lei, cui tutti attribuivano la dote di una particolare bellezza.

Di Gregorio abbiamo una bella foto in elegante abito dandy, e la sua tessera di iscrizione come corrispondente de “Il Nuovo Giornale”.

Giuseppe Gregorio morira’ il 6 Novembre 1917, a 34 anni, a causa di una larga ferita alla coscia per una scheggia vagante, all’indomani della disfatta di Caporetto di cui si avvertono gli echi nelle ultime lettere. Nel giorno stesso della sua morte non manchera’ di scrivere una rassicurante lettera alla moglie, dicendole di stare tranquilla che tutto si stava risolvendo per il meglio, ora che si trovava in Ospedale.

Il Nuovo Giornale

Brevi note esplicative

La famiglia di Gregorio

  • Diva E’ la sposa di Gregorio. Nata nel 1890. La famiglia vive a Rocca San Casciano (FC).
  • Diva aveva forse un negozio di stoffa?. Vedi 18/6/917 dove Gregorio chiede come vanno i mercati serici. E’ probabile pero’ che Rocca fosse semplicemente una zona importante di produzione e vendita della seta.
  • Ubaldina. Il primo figlio. Nata nel 1908. All’epoca ha nove anni.
  • Marcello. Il secondo figlio. Nato nel 1909. Ha poca voglia di studiare, vedi lettera 17 Agosto 🙂
  • Ubaldo. Il terzo figlio. Nato nel 1912. (vedi cartolina del 22/6/917)
  • Ivo. Il quarto figlio, nato nel 1916. E’ ancora un lattante. In seguito gli verra’ dato il nome di Triestino in ricordo del padre morto in guerra. Le sue poesie sono pubblicate in questo stesso blog: qui vai

Parenti e conoscenti

  • Mose’: Mose’ Sabatini, padre di Diva. All’epoca e’ gia’ spirato. Vedi lettere 5/4/917, 7/9/917
  • Laura: zia di Diva. il figlio Amilcare muore in guerra il 23 Maggio. Vedi lettere del 24 Luglio e 25 Luglio
  • Augusto: chiede un risarcimento per qualcosa. Gregorio lascia decidere Diva (vedi lettera del 9 Aprile). ). Pare si sia imboscato in infermeria. Vedi lettera senza data, segmento 08.
  • Adolfo: e’ il proprietario della bottega?. Vedi lettera senza data di Aprile 1917, si dice che ha evitato la leva militare, con grande rammarico di Gregorio, che invoca giustizia.
    3 Aprile 917: dichiara che Adolfo riceve una tassa buona. Forse Adolfo e’ il proprietario del negozio di Diva e ha recentemente chiesto un aumento di affitto? Cio’ giustificherebbe l’affermazione che la tassa e’ buona.
    9 Aprile 917: ancora Adolfo, sembra proprio abbia chiesto un aumento di affitto.
  • Renzino: amico di Gregorio e compaesano. Era il marito di una sorella di Diva? Vedi lettera 3/9/1917
  • On.Silvio Berti: deputato e senatore del Regno d’Italia, nativo di Rocca San Casciano, offre raccomandazione a Gregorio

Diserzioni e fughe

  • 3 Aprile 917
    Gigi Campadelli e’ fuggito e ha disertato. Vedi lettera
  • 5 Aprile 917
    pare che la vicenda di Gigi abbia avuto un triste epilogo. Vedi lettera
  • 17 Agosto 917
    dichiara che molti andati in licenza, non sono poi ritornati.

Curiosita’

  • D.S. sono le iniziali di Diva Sabatini. Molte lettere, scritte a matita, sono marcate D.S. a inchiostro. Molto probabilmente Diva stessa mandava la carta per scrivere a Gregorio, essendo lui in zona di guerra dove sicuramente non c’erano cartolerie.
  • 23 Febbraio 917
    Nella lettera si dichiara che vengono arruolati e inviati al fronte anche gli individui gia’ quarantenni e inizialmente dichiarati inabili.
  • 24 Aprile 917
    Commenti sulla speculazione economica fatta sui soldati nelle zone di guerra
  • 29 Marzo 917 e 29 Aprile 917
    vicenda degli scarponi rubati. L’esercito lo punira’ con una ammenda di 24 lire. Per le considerazioni sul costo della vita al tempo della prima Guerra Mondiale si vedano le considerazioni al punto Pensione di guerra
    .
  • .
  • Dichiarazione d’infamia sui soldati che non sono stati abbastanza valorosi dopo che il reggimento e’ stato catturato e decimato. Vedi lettera 9 giugno 917 e seguenti.
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  • 24 Giugno 917
    Commenti sulle condizioni igieniche in trincea.
  • 29 Luglio 917
    Vita gaia di una parte della societa’. Si accorge che non tutti stanno soffrendo per la guerra. Gia’ in marzo-aprile si era accorto che non tutti avevano ricevuto la lettera di chiamata alle armi e se ne era rammaricato con Diva.
  • 5 Agosto 917
    Commenti sulla situazione economica che in Italia comincia a farsi pesante a causa del prolungarsi della guerra
  • 17 Agosto, 3 Settembre, 25 Ottobre 1917
    Vicenda di una cambiale da 50 lire richiesta a Don Cantoni. Era il prete della parrocchia? Dalla lettera del 25 Ottobre pare che ci siano state difficolta’ a concederla.

Parole mascherate

  • Fatto d’armi: da intendere momento d’assalto in trincea
  • Salute ottima: da intendere non sono stato ferito.
  • Alla marinara: da intendere la situazione sta precipitando

Fatti salienti

  • A fine febbraio viene destinato a Mantova (Caserma Landucci, vedi lettera 23/2/917) dove gli insegnano un po’ di vita militare. Rigore, adunanze, appelli, lo lasciano assai disgustato.
  • Maggio: in questo mese sta in prima linea, svolge mansioni di scritturale, ma il suo Reggimento viene sconfitto. Lui si salva per miracolo
  • 3, 4, 5 giugno 917. Scontri e cattura del battaglione dopo la sua decimazione. Dichiarazione d’infamia (Vedi lettera 9 giugno 917 e seguenti). 8 giugno assegnazione al 130° Reggimento e di nuovo in prima linea fino al 20 giugno circa.
  • 18 Giugno e 20 Giugno 917. Spiegazione azioni di guerra in prima linea dei primi di giugno
  • Nelle lettere di Giugno chiede sempre a moglie e figli di accendere candele in chiesa per lui perche’ e’ convinto che qualche Santo lo abbia aiutato.
  • In Luglio fa un corso da telegrafista. E cosi’ da scritturale diventa telegrafista.
  • 17 Agosto 917 si dichiara che ci sono state molte diserzioni durante le licenze per riposo
  • Agosto, Settembre, Ottobre. La vita si fa sempre piu’ dura, le difficolta’ sono evidenti e si leggono, nonostante la censura.

Localita’

  • 19 Febbraio 917 Corte Boldiera – Casaleone
  • 23 Febbraio 917 Mantova – Caserma Landucci
  • 4 Marzo 917 S.Maria La Longa Prov.di Udine 71°Reggimento Fanteria
  • 7 Marzo 917 Zona di Guerra
  • 29 aprile 917 Villanova
  • 18 Giugno 917 sul Carso 130° Reggimento Fanteria
  • 20 Giugno 917 dichiara che il 71° Regg.to durante le battaglie era sulla Harmada, quota 155 e quota 144, fra Monfalcone e Trieste
  • 23 Giugno 917 sul Carso alla destra di Opacchiasella (Opatje selo) fra Castagnevizza (Kostanjevica na Krasu) ed il Fait.
  • 24 Luglio 917 localita’ non dichiarata ma probabilmente Aiello del Friuli, vicino a Gorizia e sede del comando generale
  • 17 Agosto 917 finalmente dichiarata la localita’: Aiello del Friuli
  • 2 settembre 917 ritorno in trincea, con Renzino, quindi presumibilmente Castagnevizza
  • 8 settembre 917 dichiara che e’ partito da Aiello il 23 Agosto e ha raggiunto la trincea il 26 Agosto rimanendo li’ 12 giorni
  • 2 ottobre 917 ritorno dalla licenza e destinazione trincea
  • 14 ottobre 917 destinazione prima linea
  • 23 ottobre 917 si trova in seconda linea, ma viene travolto nei giorni successivi dalla disfatta di Caporetto
  • 6 novembre 917 Este (Padova) ultima tappa, ultimo giorno

Lettere contenenti poesie

Lettere censurate


Indice generale

Diva_amatissima
senza data
Li’, 28 Gennaio 1917
Li’, 19 Febbraio 1917
Li’, 23 Febbraio 917
Li’, 24 Febbraio 917
Li’, 27/2/917
Li, 2 marzo 917
Li, 4/3/917
Li’, 7/3/917
Li’, 9/3/917
Li’, 23/3/917
Amatissima_Diva
Li’, 29 Marzo 917
Li’, senza data
Li’, senza data
Li’, senza data
Li’, senza data
Li’, 3/4/917
Li’, 5/4/917
Li’, 9/4/917
Carissima_Diva2
Li’, 10/4/917
Li’, 11/4/917
Li’, 24/4/917
Li’, 25/4/917 cartolina
Li’, 26/4/917
Li’, 27/4/917 cartolina
Li’, 29/4/917
Li’, 30/4/917
Li’, 9/5/917 cartolina
Li’, 2 Giugno 917
Li’, 7/6/917
Li’, 9/6/917
Li’, 14/6/917
Li’, 15/6/917 cartolina

29 Luglio 917

Li’, 18/6/917
Li’, 20 Giugno 917
Li’, 21/6/917 cartolina
Li’, 22/6/917 cartolina
Li’, 23/6/917
Li’, 24 /6/917
Li’, 24/6/917 cartolina
Li’, 25/6/917 cartolina
Li’, 28/6/917
Li’, 29/6/917
Li’, 1 Luglio 917 cartolina
Li’, 3/7/ 917
Li’, 9/7/917
Li’, 10/7/917
Li’, 11/7/917
Li’, 19 Luglio 1917
Li’, 24 Luglio 1917
senza data
Li’, 25/7/917
Li’, 28/7/917
Li’, 29 Luglio 917 cartolina
Li’, 29 Luglio 917
Li’, 3 Agosto 917
Li’, 5 Agosto 917
Li’, 11/8/917
Li’, 17 Agosto 917
Li’, 1 Settembre 917 cartolina
Li’, 1 Settembre 917
Li’, 2 Settembre 917 cartolina
senza data
Li’, 3 Settembre 917
Li’, 7/9/917
Li’, 7/9/917 bis
Li’, 8 Settembre 917
Carissima_Diva1
Li’, 9 Settembre 917 cartolina
Li’, 10 Settembre 917 cartolina
Li’, 2 Ottobre 917 cartolina
Li’, 2 Ottobre 917
senza data
Li’, 4 Ottobre 917
Li’, 9 Ottobre 917
Li’, 11 Ottobre 917 cartolina
Li’, 12 Ottobre 917 cartolina
Li’, 14 Ottobre 917 cartolina
Li’, 15/10/917

Carissimo_Gregorio

Li’, 20/10/917 Diva a Gregorio
.
Li’, 21 Ottobre 917 cartolina
Li’, 22/10/917 cartolina
Li’, 23 Ottobre 917
Li’, 24 Ottobre 917 cartolina
Li’, 25 Ottobre 917 cartolina
Li’, 25 Ottobre 917
Li’, 1 Novembre 917 cartolina
Li’, 6/11/917

Li’, 30/1/1918 Annuncio della morte
Lettera di Condoglianze
Estratto atto di morte
Pensione di guerra



senza data
(N.d.c.: In questo piccolo gruppo iniziale sono raccolti foglietti sparsi, senza data, ormai sbriciolati. Spesso scritti a matita, di cui si e’ perso l’inizio, ma forse non l’hanno mai avuto. A volte infatti Gregorio scriveva su foglietti recuperati, carta riutilizzata, essendo che in trincea anche la carta da scrivere era introvabile.
.
——————- 07 e’ una pagina molto sciupata, fra le lettere del gruppo estate 1917
La firma di Giuseppe Gregorio Cortesi
(…) di andare via e cosi’ non ho potuto fare neppure quella e non sono neppure sortito per nulla per non avere neppure un duino. Credi che ho mandato giu’ tanta di quella rabbia da non immaginarsi. E qui non c’e’ il verso neppure di accostarsi a qualche amico per la paura da un momento all’altro di dover partire e separarci. Pero’ pare ora che si debba stare tutto il mese ancora e quindi potro’ cosi’ essere (…) e fare quello che devo fare. Vorrei seguitare ma la mancanza di carta non me lo permette, che come vedi ho dovuto scrivere nella carta (…)
(N.d.c.: al tatto sembra carta assorbente)

——————- 08 e’ una pagina sciupata, fra le lettere del gruppo luglio/agosto 1917
(…) tocchera’ buttarli via ed arrangiarmi alla meglio con quella del governo. La’ ci mandano a riposo in qualche paese che si trova le botteghe, mi compro qualche cosa, specialmente i calzini, cosi’ invece della roba mi manderai (…) che spendero’. Ho inteso riguardo ad Alfonso e me lo immaginavo. Augusto e’ sempre al suo solito posto ed e’ fortunato perche’ se conoscesse cosa succede e che vita e’ quella di trincea, farebbe due anni di piu’ all’infermeria campale. Volevo scriverci ma non ho avuto mai il francobollo perche’ in zona di guerra non si possono spedire cartoline in franchigia. Basta (…) sempre bene e che presto possa finire questa guerra, giacche’ regna una (…) incredibile. Le tue le ricevo puntualmente dopo due giorni dalla data (…) giorni magari raccontandomi qualche pettegolezzo che cosi’ sono (…) tanto. Ho inteso in quanto a (…) e al figlio di (…) ma il rimanere feriti cosi’ e’ una fortuna. Coraggio Diva, pensiamo a quel giorno che potremo rivederci per non separarci piu’, quello sara’ il giorno piu’ bello della nostra vita e (…il resto manca)

——————- 09 e’ una pagina sciupata, fra le lettere del gruppo luglio/agosto 1917
Parole in poesia di Gregorio Cortesi
(…) e sotto l’incubo del dolore, penso a te che sapesti darmi l’amore e la vita. Ora non dubiterai piu’ del mio possente amore (dubbio sempre ingiustificabile), dopo le tante prove che ti ho dato, e quelle che sempre avrai in seguito, dopo che anche tu senza diffidenza mi hai fatto conoscere tutto quello che avevi nel tuo animo e nel tuo cuore.
.
Cosi’ sempre avverra’ la trasfusione delle nostre anime,
e l’uno accanto all’altro percorreremo sempre uniti
le vie dell’affetto e dell’amore.
Come potrei vivere o Diva senza di te,
quando il mio cuore e’ completamente unito al tuo?
Quando tu fai parte della mia vita?
Ti amo e ti amero’ fino nell’esistenza spirituale.
Se ancora lassu’ si puol amare,
io ti amero’ in eterno.
.
Bacia tanto i cari (…) Bruna e Teresita, l’Erminia, Simone e la Maria, fammi sapere le novita’ del paese se ce ne sono, e sempre colla grande speranza di presto rivederci ti bacio affettuosamente e pensami sempre tuo
Gregorio

——————- 10 piccolo foglietto, fra le lettere del gruppo luglio/agosto 1917
Qui c’e’ il cinematografo e ti mando il programma di ieri, Domenica.

Bacia i cari bimbi e per oggi tralascio per ricominciare domani. Ti bacio col piu’ possente affetto, col piu’ sublime amore dicendoti sempre t’amo per la vita e la morte. Tuo
Gregorio Cortesi

——————- 11 piccolo foglietto di colore verde, fra le lettere del gruppo luglio/agosto 1917
Regio Esercito. Posta Militare
(…) senza fumare. Credi che cosi’ non mi sono mai ritrovato, e non sono stato buono di farci ancora nulla ossia farmi imbiancare un po’ arrangiare tutti per non avere mai i soldi sufficienti a causa dei vaglia che di 4 non ho riscosso che due da 10 Lire. Oggi volevo farmi la fotografia per (…)
(…) volevo con la medesima rievocare tutti i piu’ bei momenti trascorsi durante il nostro amore e la nostra unione, ma non posso far cio’ perche’ la causa principale e’ quella della mancanza della carta per non avere neppure un soldo (…)
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separazione

Li’, 28 Gennaio 1917
(N.d.c.: Inizia l’avventura di guerra del soldato Giuseppe Gregorio. La chiamata alle armi comincia a destinarlo verso le zone operative.)
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Convalescenziario Equini
Corte Boldiera – Casaleone

Carissima Diva
Sono arrivato a Corte Boldiera Sabato verso le due. La sera del venerdi’ arrivammo a Forli’ alle cinque e partii col treno delle 7 e mezzo la sera. Trovai l’Ada e parlammo tanto di tutto il successo e non manco’ di darmi ragione nella maggior parte di tutto quanto e’ successo. Arrivai a Bologna alle 9 di sera e col mio foglio potei entrare in citta’, e cosi’ dopo aver mangiato andiedi a dormire in una bella camera che spesi due lire e partii poi alla mattina col treno delle sei. Pero’ faceva una abbondante mercata ed a Bologna piu’ che a Rocca, ed e’ generale perche anche a Corte Boldiera non abbiamo altro che Cielo e neve. Sono arrivato festeggiato da tutti, specialmente dal mio Capitano che mi ha fatto molta festa. Nel tempo che sono stato io a casa quelli del 72mo hanno passato ben tre visite e cioe’ una sono andati a Legnago passata da un tenente ed una seconda pure a Legnago dalla Commissione ed una terza qui da un altro medico. Io mi hanno lasciato cosi’ come ero. Non mi allungo in spiegazioni: che tu capisci bene. Io spero che noi non subiremo cambiamenti e ci lasceranno qui. Mi manderai poi quella roba ma cerca di accomodarla bene e la indirizzerai alla mia:
Lavanderia Sig,ra Adele Sipoli
Contrada S.Antonio
Casaleone
Io contemporaneamente la roba che non adopro te la rimandero’ per pacco postale. Mi terrai poi informato di tutto quanto succede nei riguardi delle tue sorelle e mi saprai poi dire qualche cosa quando Celestino avra’ accomodato tutto, compreso Galignano. Mi dirai poi come e quando sistemerai la Sig.ra Bianca. Ti hanno rimandato il tuo divano? Fatti ridare anche il lumino da notte. Mi dirai poi se si sono accomodate con Augusto, insomma tienimi informato di tutto. Salutami Augusto se arriverai in tempo. E Alfonso e’ contento ora? La Mariannina e’ sempre di quel temperamento? Per ora non ho altro a dirti, stai tranquilla non dar via soldi a nessuno e non sprecare nulla. Stai in casa tua, accomoda meglio che poi la tua casa, fatti dare la tovaglia dalla Luisa e custodisci cosi’ la tua roba giacche’ ora non ti manca nulla e lo poi fare benissimo. Bada i tuoi bambini e mandali alla scuola piu’ che poi che speriamo finire presto questa dura faccenda e potremo venire cosi’ per sempre a casa, ai nostri lavori ed alle nostre famiglie. Addio mia cara Diva, il tuo ricordo e’ grande e sempre mi sei scolpita nel cuore e non vedo l’ora ed il momento di poter esserti sempre vicino per non distaccarmene piu’ e condividere cosi’ le gioie ed i dolori di tutta la nostra esistenza. Ti bacio con affetto, bacia il mio Ivo e tutti gli altri adorati bambini e credimi sempre tuo
Per la vita
Gregorio
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Li’, 19 Febbraio 1917
Convalescenziario Equini
Corte Boldiera – Casaleone

Carissima Diva
Ieri sera con l’ultima posta ritrovai fra la tanta corrispondenza dei militari per prima la tua carissima che mi presi subito e mi lessi con tanto piacere. Pero’ rimasi alquanto turbato nel sentire della tua salute, e questo mi e’ rincresciuto immensamente. Riguardati, curati, prenditi quello che ti abbisogna, ma soprattutto guarda di stare contenta piu’ che poi e bere e mangiare che e’ l’unico divertimento che ci e’ rimasto. Spero ora come mi hai assicurato che starai meglio ed ancora piu’ di quanto mi hai scritto e fai in modo di curarti e di rifarti per bene, che cosi’ quando avremo la consolazione di rivederci, ti possa ritrovare sempre bella e sempre piacevole come sei sempre stata al tuo amato Gregorio. Ho inteso riguardo al ritratto del povero Ubaldo e mi e’ rincresciuto molto. Basta che non si sia rotta la cornice il vetro ce lo rifarai rimettere. Mi rincresce anche di quel specchietto, ma meno male che non ha rotto la sveglia. Hai fatto bene a svezzare quell’Ivone, se no ti mangiava viva, ci avevi dato inoltre quel brutto vizio di farti tirare tutta la notte. Godo molto nel sentire che i miei cari bambini godono tutti buona salute e che si mantengono allegri perche’ poverini e’ bene che nel suo momento d’innocenza siano inconsci di tutto quanto il mondo si serba. A Marcellone ci ho mandato una cartolina con un ragazzo che sembra proprio il suo ritratto quando si metteva le fasce. Dille che non ci posso mandare nulla perche’ quassu’ non si trova niente, ma se un giorno o l’altro dovessi andare a Mantova (fosse tardi piu’ che si puole) tempo permettendolo le mandero’ un bel regalino riserbandomi poi di portarle un regalone quando verro’ definitivamente a casa.
La Teresita l’hai sempre? Ti fa compagnia? E’ rimasta contenta delle scarpe? Quanto hai pagato di successione e per il sasso? E di Augusto, che non ho saputo piu’ nulla? Ed Alfonso e’ sempre in quel tema? Io di salute sto bene, ed ho tralasciato di fare quella cura, visto che mi hanno lasciato qui e la riprendero’ quando vedro’ la probabilita’ di dover partire. Speriamo che sia tardi, perche’ credi che qui e’ come sia a casa, se non fosse solo il pensiero di essere lontano da voi! Fatti coraggio Diva, che io me ne faccio piu’ che posso e lottero’ fino alla fine perche’ possa presto o tardi ritornare ad abbracciarvi e condividere fino alla tomba la nostra travagliata esistenza. Quanto bramerei ammalarmi, ma credi che ci vuole tanto e non ho avuto la soddisfazione di prendere una infreddatura. Pacienza, il destino degli uomini e’ scritto e bisogna lasciare sempre che le cose vadano per il suo verso. Ma quello che non ha fatto quel mio Capitano per farmi rimanere? Che gentiluomo, che santo uomo. Ieri Domenica mi porto’ con se’ ad un paese vicino, che v’e’ la ferrovia che si chiama Cerea, col calessino, e si ando’ a farsi la barba, a prendere il caffe’ assieme e tutti ci guardavano, per meraviglia vedere questo soldatino tutto pulitino con un Capitano il quale non ha riguardi anche fuori, perche’ quando parla con me ride sempre con quel fare amabile. Tutte le sere vado al paese col suo cavallo ed ogni tanto si va a fare una giratina a piedi a vedere i distaccamenti, giacche’ ne abbiamo due. Per ora non ho altro a dirti perche’ cosa vuoi, novita’ non ne ho, solo ti prego di rispondermi sempre a lungo su tutto quanto ti chiedo, io mi pare che scrivo quasi tutti i giorni e quando riceverai questa spero avrai ricevuto altre mie che ti ho spedite i giorni scorsi. Non dubitare che io ti scrivero’ tutti i giorni o molto o poco. Ti ripeto, stai tranquilla e contenta, curati e fatti tutto quello che ti ci vuole per la tua salute. Salutami Marcellone, l’Ubaldina e Ubaldone baciandomi pure Ivo che l’ho sempre davanti agli occhi.
Che carnevale si passa!! Salutami la Luisa e la Maria e la Teresita e la Bruna. Baci a te che sei sempre la mia Diva dal tuo per la vita
Gregorio
Ciao! Ciao!
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Li’, 23 Febbraio 917
(N.d.c.: L’atto di morte di Gregorio ci dice che nel 1917 aveva 34 anni, quindi era nato nel 1883. Quelli del ’78 percio’ ne avevano 39. Venivano arruolati e inviati al fronte anche i quarantenni.)

Mantova

Carissima Diva
Ti do la notizia purtroppo rincrescevole che appena arrivato a Mantova, ho passato la visita medica e mi hanno dichiarato abile. Percio’ sono passato subito al plotone provvisorio alla Caserma Landucci e di qui si partita’ per la fronte alla prima occasione che puol’ essere presto come puol essere ancora questione di molti giorni. Io ho preso la faccenda con una tranquillita’ indescrivibile e con una rassegnazione ammirabile percio’ purtroppo dovro’ affrontare anch’io il destino. Se saro’ destinato sara’ quello che Dio vuole. Faro’ il possibile di accomodarmi meglio che posso ed altro non vi e’ da fare. Credi che e’ una cosa incredibile: non bisogna avere la testa e allora ti riconoscono, altrimenti non vi e’ remissione. Vecchi e giovani e’ un vero affollarsi di uomini. Ho ritrovato vecchi amici che non avrei mai immaginato. Coraggio perche’ non son solo e gente molto piu’ vecchia, e cioe’ dal ’78 in su, sono tutti nelle nostre corcostanze. Fatti coraggio e prega sempre che la fortuna mi assista perche’ anche al fronte vi sono i fortunati piu’ che in Italia. Credi che anche stare e vivere come vivevo io era una vera agonia. Ripeto: sara’ destino e quello che e’ scritto non si cancella. Scrivimi al mio indirizzo e cioe’:
72° Fanteria
Plotone Provvisorio
Caserma Landucci
Mantova
Ti scrivero’ tutti i giorni e ti terro’ informata di tutto. Mi raccomando di essere quieta e non pensare a me perche’ ormai sara’ quel che sara’ e quindi anch’io sono rassegnato a tutto. Povero mio Capitano che mi voleva tanto bene. Speriamo che questo sia il colpo finale e che la si decida una buona volta. Non ti impressionare perche’ potrebbe essere la mia fortuna come anche una disgrazia, ma e’ sempre questione di destino. Bacia i bimbi e stai contenta che cerchero’ di fare altrettanto io. Ti bacio con affetto e credimi sempre tuo
Gregorio
Top

Li’, 24 Febbraio 917
Mantova

Amatissima Diva
Faccio seguito al mio espresso di ieri per darti mie notizie tutti i giorni. Come sai sono alla Caserma Landucci al plotone provvisorio e non poi credere come si sta male in questa Caserma. Si sorte solo dalle 6 alle 8 e a due a due, ci hanno dato solo una coperta e la notte si ha un freddo terribile. Qui certamente non si sa quanto si stara’, ma certamente si ci stara’ poco, forse qualche diecina di giorni e poi si andera’ al nostro destino. La camicia buona ed una camiciola li ho lasciati a Casaleone da quelle donne e te le faro’ spedire a te a casa perche’della roba ne ho troppa. Io sono abbastanza rassegnato e sara’ quello che Dio vuole. Solo credi che qui ora non si fa altro che spendere e nelle cantine viaggi e spostamenti e’ un vero disastro. Quindi non sapendo quando si partira’, il quale puol essere anche fra giorni, io dei soldi ne ho rimasti pochi ed ho solo una ventina di lire, ma siccome e’ bene quando parto ne abbia per tutte le combinazioni, vai da Celestino fatti dare 50 Lire e mandamele subito all’indirizzo che ti ho dato.
sarebbe meglio che andasse i soldi Quando poi saremo la’ se ne spendera’ meno certamente, ma sarebbe meglio che andasse i soldi e rimanessi io. Pazienza, voglion tutto e percio’ bisogna avere fede nella Divina Provvidenza. Ti prego di farti coraggio e di stare contenta che io sono forte abbastanza e me ne fo, deciso di seguire la mia sorte. Spero che la fortuna mi arridera’ anche al fronte e potrebbe darsi che mi trovassi bene anche la’. Ti saluto caramente, guarda i tuoi bambini e la tua casa e pensami come io ti penso. Bacia i bambini e quando saro’ al posto assegnatomi mi manderai la fotografia tua insieme ai bimbi. Coraggio e fede. Baci, tuo
Gregorio
Top

Li’, 27/2/917
(N.d.c.: E’ una lettera in carta intestata. Sembrano quattro pagine, ma le due interne sono state incollate col nastro adesivo e una porzione di carta sembra perduta.)

Comitato di Assistenza Civica
Mantova
Ufficio III Servizi Pubblici
Sala di scrittura per il soldato

Amatissima Diva
Oggi Martedi’ 27 ho ricevuto la tua la quale mi ha fatto fare gli occhi grossi ma pur nonostante mi ha incoraggiato maggiormente e mi ha dato forza maggiore alla rassegnazione. Si dice che Giovedi mattina si comincia: parti contento e stai certo che rivedrai la tua diletta sposa e gli amati figli. Sono certo che tu veglierai su di me come un angelo Custode, e se disgraziatamente il destino mi volesse essere avverso t’assicuro che il mio spirito ti seguira’ comunque e sempre. Ti raccomando i bimbi e se dovessi un giorno mancargli tu gli ricorderai sempre il suo amato babbo che posso assicurarti che il suo amore e’ sublime. Sono disgraziato e la vita mi ha riserbato troppo dispiacere e molte disillusioni. Dicono che non si muore di crepacuore, ma e’ vero perche’ mentre scrivo queste parole la gotta mi soffoca ma non abbastanza. Coraggio e fede. Tu mi dici di quella roba,…. Non mi ha fatto nessun effetto. Bisogna esser morti altrimenti non vi e’ nulla da fare. Addio Diva, questa e’ l’ultima lettera che ti scrivo da questa funesta citta’ la quale mi ha serbato tanti dispiaceri. Speriamo che non ci ritorni piu’ e che sia l’ultima volta che dovro’ vederla. Almeno prima di partire ricevessi dei soldi in modo che quando te li richiesi tu li avessi spediti subito che mi farebbero proprio buono. Mi manderai poi il ritratto, ma io non sono in tempo a farlo, ma se avro’ il modo te lo mandero’ subito. Addio, Addio.

(N.d.c.: ecco quanto si riesce a leggere all’interno)
(…) partenza. Credi che al fronte si stara’ male, ma anche in questa caserma e’ una cosa incredibile. Ci chiameranno cento volte al giorno con una disciplina ed un rigore dei veri g……… Ho trovato dei (…)

(…) Coraggio Diva, io me ne fo sebbene il mio pensiero e’ sempre su di te ed i bambini, ma sono contento che Iddio mi da’ la forza ed il coraggio di rassegnarmi a questo gran passo, perche’ mi sembra che una voce sovrumana mi sussurri nell’animo (…)

(…) se avro’ il tempo di riceverli faro’ alla meglio e me li manderai appena saro’ al mio destino. Di nuovo coraggio Diva che io me ne fo abbastanza e l’Amico Romagnoli mi fa coraggio e mi tiene allegro. Spero bene ma pur nonostante non posso fare a meno di pensare sempre al peggio. Ricevi i piu’ bei baci del mio amore che vorrei passare anche ai bimbi, salutami tutti quelli che domandano di me, la mia sorella e nipote e credimi sempre tuo
Gregorio
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Li, 2 marzo 917
Mia carissima Diva
Siamo al 2 marzo (Venerdi’) e siamo ancora a Mantova, ma dentro la giornata di domani Sabato pare che immancabilmente si debba partire perche’ oggi ci hanno fatto la rivista e pagato la cinquina a tutto domani.
Niente di male perche’ tanto si sa che si deve andare e queste giornate di aspettativa sono piu’ penose che mai, mentre poi stare tutto il giorno in questa maledetta caserma si spende una massa di soldi dopo essere sacrificati dalle continue adunate ed appelli ed altre cose simili. Pero’ e’ da diversi giorni che la sera ci danno quasi quattro ore di liberta’ giacche’ prima ce ne davano solo due. Siamo gia’ pronti e non ci manca nulla e non aspettiamo che l’ordine di fare zaino in spalla. Io sono tranquillissimo e rassegnato giacche’ vedo che tutti sono allegri e spensierati e partiamo tutti colle piu’ belle speranze che ci possono ripromettere. In quanto alla nostra nuova destinazione pare che si vada al 114° Regg.to, che si trova in Gorizia, ma a quanto pare si dice che non si vadi male, molto piu’ che con noi parte anche un centinaio del Deposito, inabili, ma armata pur essi come noi, e questo fa credere a tutti che non andremo in posti avanzati, come ci disse anche il colonnello, il quale ci disse che si stasse tranquilli che si partiva con degli inabili e che si vedra’ che non si andra’ male. Speriamo che sia vero, e quanto prima te lo sapro’ ridire. Appena saro’ al posto ti scrivero’ subito, e per sapere bene dove mi trovo, perche’ la censura non lo cancelli, scrivo alla rovescio e tu metti le lettere di fronte allo specchio che allora ritorna al diritto.
Per esempio ora ti scrivo il mio nome alla rovescio = oirogerG. Presentalo allo specchio e leggerai benissimo Gregorio. Stamane poi con mio sommo piacere ho ricevuto il tuo vaglia di L.40 il quale mi e’ arrivato proprio a buco perche’ ero rimasto (…) molto piu’ che da quando mi hanno fatto abile dopo aver patito tanta fame mi sono rifatto e non ho fatto altro che bere e mangiare. Ti posso proprio assicurare che in quanto alla salute sto benissimo ed ho fatto un colore abbronzato e scuro. Questo e’ l’essenziale e se mi dovro’(…) sara’ il destino ma io dei torti non ce ne voglio fare. Quando saro’ al mio posto mi faro’ fare una raccomandazione dal mio caro Capitano e una anche dal Berti al quale ho gia’ scritto della mia nuova situazione e spero che mi potra’ giovare moltissimo, tanto per mettermi bene. Bisogna avere sempre fede nel bene e nella combinazione perche’ l’ultima probabilita’ e’ quella di morire salvo che non sia la prima, ma vi sono piu’ probabilita’ e cioe’ quella di rimanere ferito benignamente, quella di ammalarsi e quella di rimanere prigionieri, che sono sempre meglio di quella di morire, e vi e’ anche quella che non succeda nulla del tutto. Spero avrai ricevuto tutte le mie che ti ho scritto, e pure ieri sera ti avevo spedito una cartolina espresso dove ti ripetevo di spedirmi L.10 perche’ credevo che tu avessi dato retta ad una mia nella quale dicevo che se tu non avevi spedito i soldi tu sospendesti perche’ si doveva partire, mentre poi la partenza e’ stata prolungata d’altri tre o quattro giorni e cosi’ ho proprio potuto ricevere in tempo i miei soldi, che per il viaggio mi faranno proprio buono perche’ ci danno da mangiare solo della galetta.
Compagni_cantano Mia carissima Diva, ti assicuro che parto tranquillo in mezzo a tanti altri compagni che cantano e sono allegri, ed anch’io rassegnato, parto contento perche’ sembra che una voce mi dica: parti tranquillo, fai il tuo dovere, sii coraggioso e non temere che ti troverai sempre bene. E con questa rassegnazione parto piu’ tranquillo che se mi fossi chiuso in un sconforto desolante, perche’ piu’ paurosi si e’ e piu’ prima ti capita la disgrazia. Calma e sangue freddo e principalmente della gran calma per avere l’occhio ed il pensiero sempre pronti. Pensa poi a ritirare quei pacchi che colle mie ti ho detto e cioe’ quello di Casaleone che si trova presso l’Adele Sipoli e mandaci i soldi per la spesa che ci vorra’, ed uno te l’ho spedito io qui da Mantova che pagherai l’assegno perche’ l’ho spedito dall’agenzia della confezione dei pacchi perche’ noi soldati non si puo’ impazzire mancandoci tutto il necessario ed avendo poco tempo da perdere.
Ora non ho altro a dirti, altro che assicurarti che appena al posto ti scrivero’ del mio viaggio e del mio posto e ti assicuro che non mi succedera’ disgrazia, non passero’ giorno che non mandi una mia. Addio Diva, stai tranquilla, guarda i tuoi bimbi piu’ che poi e pensa al tuo Gregorio lontano, ma col pensiero sempre vicino a te, agognando sempre il momento propizio di poterti raggiungere e non distaccarsi mai piu’ per tutto il breve tempo di questa vita illusoria (…) Baciami tanto i bimbi e agogno avere il vostro ritratto appena saro’ al mio destino. Salutami tutti i parenti e dandoti un forte bacio in bocca (…)
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Li, 4/3/917
S.Maria La Longa
Prov.di Udine

Carissima Diva
Siamo partiti ieri Sabato 3 Marzo alla mattina alle 6 e abbiamo viaggiato tutto il giorno e la notte in uno di quei soliti treni in cui girano i soldati ed al mattino del giorno quattro cioe’ oggi Domenica, siamo arrivati a Palmanova da dove, con una piccola marcia di tre o quattro chilometri siamo arrivati in questo paese dove ci hanno messi in bei baraccamenti muniti di brande e qui dovremo aspettare fra giorni la Brigata che viene in riposo e poi verremo assegnati, pare, al 71° Fant. ma rimanendo pero’ sempre alla nostra Brigata. Pero’ si cambia Deposito perche’ il 71° ha il deposito a Venezia. Qui poi il riposo sara’ una venticinquina di giorni e quindi a quanto pare abbiamo combinato bene. Finito poi il riposo, non si sa su che fronte passera’ la brigata e cioe’ se ritorna sul Carso o in altre parti. Potrai capire che viaggio abbiamo fatto, ma mi sono fatto coraggio e sono arrivato bene. Ti posso assicurare che sono abbastanza calmo e spero che in questa ventina di giorni potrei trovare anche da imbucarmi alla meglio possibile. Assieme a noi sono venuti tutti gli inabili, dunque vedi che oggi non vale piu’ nulla. Spero che avrai ricevuto tutte le mie, io l’ultima tua che mi dici nel vaglia di avermi scritto non l’ho potuta ricevere perche’ siamo partiti da Mantova prima che venisse distribuita la posta. Domani ci assegneranno la Compagnia ed allora ti daro’ l’indirizzo preciso affinche’ tu mi possa scrivere subito. Intanto io non ho indugiato a scriverti perche’ non posso aspettare darti mie notizie e molto piu’ che so che tu vuoi che te le dia tutti i giorni. Se tu vedessi Diva cosa si paga la roba in questo paese, e’ una cosa incredibile ed e’ una vera esagerazione, pero’ qui al Reggimento si mangia bene e ci danno anche il caffe’ perche’ siamo gia’ in zona di operazione. Il vino costa 75 cent. il mezzo litro, per dirti solo del vino, e tutti gli altri gingilli come penne, carta, inchiostro, lucido, candele, perche’ ci vogliono anche quelle che siamo al buio, e’ una vera esagerazione. Per ora non ho altro a dirti e faro’ il seguito a domani. Stai tranquilla e contenta e fatti coraggio che io me ne fo come tutti gli altri soldati, che vedo che non sembra neppure che dobbiamo andare alla guerra. Prega i nostri santi protettori e fai un voto per la mia salvezza e per la mia protezione. Bacia i bimbi tutti indistintamente per me e salutami gli amici e parenti e tutti quelli che ti chiedono di me. Ricevi il solito milione di baci dal tuo sempre
Gregorio
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Li’, 7/3/917
(N.d.c.: La poesia sulla croce e’ di Pietro Paolo Parzanese
Zona di Guerra

E’ da ieri sera che siamo in marcia e dovremo marciare anche tutt’oggi per raggiungere il nostro Battaglione che si trova a 10 chilometri dalle prime Linee. E’ una vita disagiata incredibile ed insopportabile ma pur nonostante non mi perdo del mio sangue freddo e io spero che oggi ce ne (…) altrimenti sarebbe un disastro.

Quando io nacqui mi disse una voce:
tu sei nato a portare la croce,
io piangendo la croce abbracciai
che dal cielo assegnata mi fu,
poi guardai, guardai, guardai,
tutti portan la croce quaggiu’.

Coraggio sempre purche’ si possa raggiungere la meta e ritornare in mezzo ai nostri cari e dividere i piaceri e le tribulazioni assieme. Scrivimi al mio indirizzo e cioe’:
71° Reggimento
3° Battaglione
10° Compagnia
Zona di Guerra

Di salute sto bene ed il morale altissimo perche’ spendo sempre del mio se no sarebbero dolori. Ti saluto cordialmente non avendo altro a dirti. Ti scrivero’ piu’ che posso e non ti impensierire se qualche giorno non scrivo perche’ in questo posto e’ difficile l’impostazione. Bacia i bimbi, li sogno e li guardo sempre e ci ho sempre impresso il caro volto (…) Tu sei il mio angelo che mi dirige e mi protegge (…) credimi sempre tuo
Gregorio
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Li’, 9/3/917
Zona di Guerra

Carissima Diva
Dopo 40 chilometri di strada fatta in due giorni abbiamo raggiunto il nostro Battaglione il quale si trova a lavorare proprio a poca distanza dalla linea di battaglia. Quest’oggi per la prima volta, dopo una marcia di piu’ di un’ora dai nostri Baraccamenti siamo giunti anche noi al lavoro di badile e di piccone, perche’ immaginerai che genere di lavoro si fanno. Potrai credere che lavoratore indefesso potro’ essere io e credi proprio che su tal genere di lavori io sono un’energia sciupata ed inutile. Speriamo che duri poco perche’ a quanto pare si dovra’ raggiungere il Regg.to per portarsi da altre parti ignote. E questo sara’ fra breve, almeno si presume. La vita non e’ certamente bella ed il sacrificio immenso perche’ manca qualsiasi comodita’, ma nulla mi meraviglia perche’ ben altro sono ancora i sacrifici che si devono sopportare in guerra. Io sono rassegnato a tutto come piu’ volte ti ho detto e lascio che il destino segua il suo corso. Ancora non ho ricevuto nulla da te, da dopo che sono partito da Mantova, ma non percio’ mi meraviglia perche’ qua e’ difficile scrivere e ricevere le risposte. Ora pero’ ti posso dare l’indirizzo esatto e cioe’:
71° Regg.to Fanti
10° Compagnia
3° Battaglione
Zona di Guerra

Ho visto tanti soldati ma non ho trovato una faccia che conosca all’infuori di quei pochi amici che siamo venuti assieme. Quanto abbiamo girato per arrivare quassu’! e non poi credere, cara Diva, quanto sono distante da te, ma posso assicurarti d’esserti sempre vicino col pensiero e col cuore, ed e’ tanto grande che le tante visioni del Teatro della guerra, ed il grande movimento immenso che potrebbe meravigliare il piu’ profano in materia, eppure nulla di tutto questo mi distrae perche’ ogni passo che muovo ho sempre la visione ed il ricordo della mia……….
Coraggio Diva, come io pure sono pronto a qualunque sacrificio purche’ presto possa terminare questo terribile stato di cose che tanto fa pensare e tanti e tanti sacrifici immensi ed incalcolabili si devono sopportare. Bacia tanto i bambini per me, vorrei tenermi a lungo ma il tempo e’ poco e poi le circostanze di tempo e luogo non permettono di poter fare e dire cosa la mente vorrebbe. Mi dirai poi se hai ricevuto tutte le mie che ti ho mandato dall’ultimo giorno che fui a Mantova ad oggi. Ricevi il solito milione di baci e credimi sempre tuo
Gregorio
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Li’, 23/3/917
N.1
Carissima Diva
Ricevei la tua lettera N.4 come pure ho ricevuto quella N.5 insieme alla tua fotografia nuovamente che questa volta e’ arrivata benissimo e che ho ricevuto con piacere. Ho ricevuto pure la tua cartolina di L.15 ma mandane subito pure altri perche’ sono pochi ed era gia’ diversi giorni che ero senza ed avevo dovuto fare qualche franco di debito. Percio’ capirai che di questi poco mi avanza ed intanto che siamo in riposo e’ bene che soldi non mi manchino. Perche’ poi da un momento all’altro se si dovra’ partire per destinazioni lunghe ed ignote, sarebbe brutto rimanere senza denari. Seguendo il tuo sistema che e’ bellissimo incomincio dalla presente a darle il numero progressivo e cosi’ si capisce meglio e si orizzonta facilmente. Ho inteso tutto quanto mi dici nel tuo al 5to riguardo ai nostri affari e tutto va bene. Ho avuto piacere del Fabretto ed anzi me lo saluterai. Anche Lello verra’ certamente a casa e cosi’ speriamo che possa presto venire anche me, ma e’ difficile perche’ si stenta ma ammalarsi e’ molto un gran caso. Se la vita che faccio qua ne avessi fatta una millesima parte a casa, sarei morto mille volte, ma qui tutti si sopporta. Certamente mi sono un po’ dimagrato, ma del resto sto benissimo, ed in quanto al coraggio non ci penso neppure alla guerra, solo il grande pensiero e’ quello di soffrire il disagio, che vedo che e’ grande e che non sara’ paragonabile con quello della trincea che purtroppo presto dovremo raggiungere. Come ti ho detto in altra mia, mi hanno scelto come telefonista ed ora me la passo che non c’e’ male, ma ancora non sono effettivo, ma speriamo in seguito mi possa toccare un posto buono con tale carica, se la fortuna non ne volesse dare altro. Sento che tu vorresti sapere tante cose nei suoi minuti particolari, ma e’ inutile intrattenersi perche’ ho sempre paura delle forbici, e poi saprai che qui vi e’ il massimo rigore per la censura fatta dai superiori ed in proposito vi sono sempre morali in giro. Quindi quello che tutto posso dirti te lo dico, ma cerco sempre di scansare nero. Ora siamo proprio in riposo ancora piu’, anzi molto distanti dalle linee di combattimento, ma non credere che sia un riposo da divano, perche’ delle noie ve ne sono piu’ che in trincea, a parte il pericolo. Basta, lasciamo queste cose, che spero che finiscano
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Li’, 29 Marzo 917
(N.d.c.: Il testo e’ senza data, ma attribuito al giorno 29 marzo. Si parla di soldi, percio’ e’ stato inserito qui, come premessa alla lettera del 29 Aprile 917. Qui dichiara che deve farsi accomodare le scarpe, ma nella lettera del 29 Aprile dira’ che gliele hanno rubate. Le iniziali significano Diva Sabatini)
.
D.S.
Bacioni alle iniziali

Si’, cara Diva, non vedo l’ora, il momento per correre nelle tue braccia perche’ troppo ho bisogno di affetto e troppo ho bisogno di un animo che mi consoli e mi sollevi lo spirito e il corpo. Tu sarai quella come sempre, e sarai l’unica anima eletta vera ed ideale come il destino mi designa e che deve conservarmi. Tralascio per oggi parlare del mio affetto e del mio amore per ripetertelo e confermartelo domani e poi sempre sempre …..
Oggi stesso ho ricevuto il tuo vaglia di L.10 in supplemento ai due inviatomi il 10 e 14. Giorni orsono ricevei pure il primo di L.10 col quale pagai qualche debito ed finirono come fumo, perche’ fra fumare, bere qualche bicchiere, e solo nella carta da scrivere, che costa un soldo il foglio, credi che con un franco non prendi nulla e 10 lire, anche a star limitatissimi, piu’ di 4 o 5 giorni non durano, tanto conta se qualche giorno ti scappa di mangiare una porzione di qualche cosa sentendo a volte la necessita’ indispensabile. Quello di L.15 fino ad oggi 29 non l’ho ricevuto e forse non ci penso piu’ di riceverlo, percio’ vai alla posta, fattelo rinnovare colla ricevuta e cosi’ cerca di mandarmi almeno una trentina di lire, perche’ ho bisogno di farmi accomodare le scarpe, farmi imbiancare che ho tutta la roba sporca e come ti ripeto ho bisogno di tante cosettine che ancora non ho potuto procurarmi causa questo inconveniente. Capirai, con 10 lire alla volta ora non si fa nulla, e come vedi ricevei quel primo vaglia di L.10 questi giorni ed oggi ricevo pure il tuo ultimo mentre di quelli e’ gia’ qualche giorno che son finiti, e percio’ con queste piccolezze non si puo’ far nulla perche’ necessitano per le piccole spese giornaliere e per i vizi. Non dico di mangiare e custodirsi perche’ ci vorrebbero 5 lire al giorno, dato a quel che costa la roba, se qualche sera si va a mangiare una porzione, si spende 3 o 4 lire. Quindi bisogna stare limitatissimi e astenersi da tutto perche’ sarebbe un disastro. Come vedi sono stato piu’ di dieci o 12 giorni sempre con quelle (…) dei piccoli ma grati favori e le prime 10 Lire, il giorno stesso che (…) rimasi in tasca che 2. (…) un vaglia adeguato, mi faro’ anche la fotografia. Oggi stesso spedisco la cartolina alla Mariannina. Domani Lunedi’ avremo il secondo esame, il primo si diede gia’ ed ando’ benissimo. Bacioni grandi a te e i carissimi bimbi (…)
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Li’, senza data
(N.d.c.: inserito qui perche’ parla del Sig.Adolfo, quindi attribuito ad aprile 917.)

Coraggio sempre, perche’ possa presto ritornare da te e poi in qualunque modo che voglia, sono contento. Ho inteso riguardo all’Artemia, e l’Amelia e’ andata in Francia anche lei? Hai trovato lavoro, l’ha il Sig.Adolfo? Ho piacere di sapere le sue novita’. Renzino non si e’ visto? Ho inteso riguardo al Frate e ne ho molto piacere proprio di cuore, ed appena viene a casa non mancare di farci i miei auguri ed i miei affettuosi saluti. Il Rossino non e’ ancora venuto in licenza? Quanti siamo a patire e soffrire, noi speriamo che al vino nuovo di essere tutti a casa salvo complicazioni. Mi ha scritto l’On.Berti di andarci che mi ha accontentato per quello che ci chiedevo, ma ancora il risultato e’ stato nullo e a dirti la verita’ ci spero anche poco. Non pretenderei delle belle cose, mi contenterei di fare qualunque lavoro pur di non stare in Compagnia e cioe’ farei il sordicente, il piantone, il cuciniere, insomma tutto, ma la vita di Compagnia non la digerisco. Basta, speriamo nelle complicazioni che sono sempre pronte quando meno ci si pensa. Non posso (…) nel sentire dei miei cari bimbi, i quali sono per me il tutto, e’ la forza che mi fa agire, e’ semplicemente il suo ricordo continuo come pure il tuo, e nient’altro mi preoccupa. Ti auguro che tu ti possa ristabilire completamente ed anzi quando vengo so se ti posso ritrovare degna dell’avvenimento solenne. Oggi che sono in riposo ho avuto modo di scrivere un po’ da cristiano ma gli altri giorni dovevo scrivere sempre dal lavoro in mezzo ai duelli delle artiglierie ed al continuo passaggio degli aeroplani. Per oggi non ho altro a dirti, ti saluto sempre col solito slancio che tu comprendi e coll’invio del solito milione di baci ed abbracci che li passi poi anche a tutti i cari bimbi. Sempre tuo
Gregorio
Io le tue lettere dopo due giorni dalla data le ricevo ma le mie dubito che mi piglieranno di piu’ da quanto capisco, perche’ so quelle che spedisco e guardo alle risposte. Addio di nuovo. Tuo
Gregorio
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Li’, senza data
( N.d.c.: forse aprile del 1917?)

(…) sterile a mio riguardo. Spero che tu non starai di peggio e vorrai stare tranquilla, piu’ che poi, per l’amore di quelle creature che hanno bisogno ancora tanto di noi. Vogliamo sperare, come e’ nell’idea di tutti, che sara’ l’ultimo anno di guerra percio’ il 1918 vorra’ portarci un’era di pace e di nuovo assetto dei popoli per formare una nuova politica di lavoro e di prosperita’. Presto entriamo nel mese di Maria, e noi non potremo passare questo bel mese di fiori e di rose che in mezzo ai sacrifici ed alle tribulazioni. Pero’ non mancheremo di rivolgere lo sguardo alla Madre protettrice, che ci aiuti e ci salvi da ogni insidia e da ogni pericolo. Il mese di Maggio segnera’ forse per noi pagine di sangue e voialtri cercate di seguirci colla preghiera nei perigli a cui potremo noi entrare, alfine che si possa tornare incolumi alle nostre famiglie, pur di aver fatto il nostro dovere. Bisogna avere pero’ sempre fede perche’ quel che si prevede nessuno lo sa, e tante volte si presume una cosa e poi invece ne viene fuori un’altra. Basta coraggio sempre. Alfonso e’ sempre in Francia? Dovra’ pur lui passare ancora nuova visita? Quando avrete sistemato quella successione me lo saprai poi dire. Il Notaro l’hanno pagato con quelle 200 lire che erano di frutto in quel libretto di 11.000 lire? Non dovra’ passare la visita anche il Sig.Adolfo? Ah!, se Dio fosse giusto, giustizia sarebbe che andasse anche lui a provare la vita di guerra. Ma invece purtroppo la fortuna vorra’ ancora assisterlo e liberarlo definitivamente dal servizio. Quanti ce n’e’ peggio di Lui e quanti padri di famiglia in eta’ matura sono qua a contare i sacrifici, mentre lui e’ rimasto a casa per venire a fare le leggi a noi ed a rubare cio’ che aspettava ai nostri figli. Verra’ il di’ che potremo piu’ liberamente parlarci, e cosi’ potremo meglio raccontarci tutto cio’ che il nostro seno racchiude. Quando penso a queste cose ed a tutto cio’ che hanno fatto quei tre brutti ceffi, non posso fare a meno d’imprecarli. Ma pur nonostante sarei contento lo stesso pure di poter quanto prima raggiungere la mia casa, ritornare al tuo fianco contornato dai miei bambini e poter dire alleluja con un bel Tedeum di soddisfazione in omaggio a Dio. Ricevi i piu’ bei baci che vorrei dare anche ai bimbi, e ti prometto che nella gioia e nel pianto sempre uniti a te saremo.
Gregorio
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Li’, senza data
(N.d.c.: attribuito ad aprile 1917 perche’ dice di doversi fare la fotografia)

(…) mi saro’ un po’ arrangiato mi faro’ la fotografia e te la mandero’ subito. Qui potresti anche venirmi a trovare ma la spesa sara’ troppa e piu’ di un giorno non ti poi trattenere ma basterebbe. Speriamo che in questi tempi succedera’ qualche cosa e che possa prendere il congedo qui. Per oggi tralascio mandando i miei piu’ teneri bacioni grossi grossi orgogliosi poterti dare sempre una buona notizia che ti facciano sempre piu’ contenta. Sono lontano ma fai conto che ti sia sempre al tuo fianco perche’ in ogni immagine ti ho sempre negli occhi e sul cuore.
Gregorio
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Li’, senza data
(N.d.c.: attribuito ad Aprile 917, prima della Pasqua)
(…) anche questa per non poterne piu’ parlare. Speriamo nella Santa Pasqua che ci porti il ramoscello della pace tanto invocata. Ho ricevuto la bella cartolina dell’Ubaldina che mi ha commosso. Ci hai fatto portare la candela per il Voto all’Ubaldina? Quanto bramerei poter assistere alla sua Prima Comunione ma forse non potro’ avere questa grazia certamente. Perche’ tanto patire? Non lo comprendo piu’ perche’ il mondo mi pare tutto una follia. Per oggi tralascio perche’ non piu’ argomenti importanti da trascrivere, solo ti diro’ che e’ diversi giorni che abbiamo una stagionazza, e un freddo come in questi giorni non l’ho sentito neppure in Febbraio. Speriamo che venga la buona stagione quando ci siamo e poi quanto al resto, vada quel che deve andare, purche’ si faccia presto. Stai tranquilla, curati sempre, fatti coraggio che io me ne fo colla grande speranza di presto poterci riabbracciare. Bacia sempre i bimbi e tu abbi le migliori cose e baci dal tuo sempre
Gregorio
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Li’ 3/4/917
Zona di guerra

Carissima Diva
Faccio seguito a tutte le mie che ti ho inviato fin dal giorno 27, giorno in cui arrivai in questo posto e che ti trascrissi subito il mio nuovo indirizzo, ieri ho ricevuta una lettera tua del 19 dove mi parlavi dell’affare di Gigi Campadelli, e la medesima era andata alla 10a Compagnia e mi fu respinta qui dove mi trovo dal mio Furiere.
Regio Esercito. Posta Militare
Sono rimasto meravigliato nel sentire la fuga di Gigi e ho piacere sapere come gli va a finire, mi dirai poi che impressione ha fatto in paese questo affare.
Sono impaziente che fino ad oggi non ho ancora ricevuto nulla da te, mentre questa settimana aspetto anche una tua cartolina vaglia per festeggiare la Pasqua. Spero questi giorni che ricevero’ tutto e che tu gia’ avrai pensato, dato che sai che noi si perde tempo a ricevere la posta, mentre voi la ricevete prima.
Per oggi non ho piu’ nulla a dirti, altro che assicurarti della mia salute, come sento pure che e’ egualmente dei bambini, e che tu pure vai migliorando.
Stai contenta e tranquilla, mangia e bevi che cerchero’ di fare altrettanto io. Ti saluto caramente insieme agli auguri piu’ affettuosi per la Santa Pasqua.
Baci infiniti, tuo
Gregorio
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Li’, 5/4/917
Zona di Guerra

Carissima Diva
Ho ricevuto le tue lettere, ma in data 27, ed ancora il N.1-2-3 insieme alla cartolina vaglia. Con piacere le ho lette tutte ed ho appreso tutto il suo contenuto. Credo che ora le arretrate le abbia ricevute tutte e si attribuisce il ritardo al cambiamento d’indirizzo il quale fa agglomerare la corrispondenza ma poi si riceve, altro che si sta in pena causa che si crede che non scrivano. Io spero che anche tu le avrai ricevute tutte perche’ io scrivo tutti i giorni e da voi devono venire anche piu’ facilmente. Inoltre voi ricevete la posta due o tre volte al giorno mentre noi si riceve solo una volta. Ho sentito del tutto quello che riguarda Gigi, e poco mi ha meravigliato, solo mi dispiace per quei poveri bambini. Ho sentito dell’Artemia, devono aver speso una bella massa di soldi a quello che costa ora il girare. Adolfo si e’ dato al lusso e non si curera’ certamente di lavorare perche’ la tassa e’ buona. Te l’ho detto altra volta: povero Mose’, se potesse rialzare la testa quante ce ne vorrei dire: pensare quello che faceva quell’uomo e che fine ha fatto le sue sostanze. Ma ci dovranno fare poco pro e vedrai che la mia profezia non sbagliera’. Li faranno poco pro anche a noi, ma io mi accontento che mi rimanga L.2000 per essere un Signore, basta che abbia la grazia di ritornare a casa. Quanto avrei piacere di poter assistere all’inaugurazione della luce elettrica, e fare la festa come tu dici. Appena ricevei la tua fotografia ti scrissi subito come pure quando ricevei la tua con le L.5 e sento poi ora che hai anche tu ricevuto tutto, mentre ieri, giorno 4, ricevei una tua in data 27-3 dove sentivo che ti lamentavi che non ti rispondevo nei riguardi di quanto mi chiedevi mentre io sapevo di averti risposto subito, ed oggi poi nelle tue 1-2 e tre mi confermi tutto. Ora sono contento e vedrai che la posta ora riprendera’ il suo corso regolare. Mi dici in una tua che desideri sapere che cosa faccio in sussistenza? Questo e’ l’Ufficio di Commissariato di sussistenza e noi siamo qui come scritturali per lavoro straordinario e non si sa quanto si potra’ rimanere. Per ora non ho piu’ nulla a dirti altro che augurarti nuovamente la Buona Pasqua a te e bimbi, e stai contenta e tranquilla per tutto quello che le circostanze ti potranno permettere. Non eri a pari con Garosi? Non rimanesti a pari dopo quella famosa cambiale? Hai fatto bene a fare il vestito all’Ubaldina e quello delle zie dove e’ andato a finire? Non ci hanno dato nulla prima di andar via? Cattive e finte, ma il mio odio e’ imperdonabile. Addio. Tuo
Gregorio
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Li’, 9/4/917
Zona di Guerra

Carissima Diva
Rispondo alla tua del 5, ricevuta proprio il giorno di Pasqua. La medesima mi sorprende nel sentire che il quel giorno non hai ricevuto mie, mentre io ne ho sempre scritte e di piu’ ho spedito cartoline di ogni qualita’ a voi tutti di famiglia, a parenti ed amici. Spero pero’ che mentre dico questo e rispondo ai meriti sulla medesima, restimi la mia affermazione paga che sarai gia’ in possesso di tutto quanto premurosamente mi sono affrettato (…) Sento di Augusto e della richiesta che ti ha fatto. Cosa voi che io ti dica? Non comprendo come si rivolga a te per tale sciocchezza. Si vede che la tengono cara. Certo che sono denari persi sicuramente. Io lascio la scelta a te, a farci cosa tu voi. Certo che in questo momento specialmente per noi che abbiamo molta famiglia e che io consumo molto senza produrre, dovere versare soldi per tutti i versi, rincresce. Ad ogni modo, ripeto, fai che ti pare. Celestino ha gia’ risposto alla mia cartolina con un gentile biglietto che ho ricevuto con piacere. Sento della tua salute la quale non e’ del tutto florida, perche’ vai dimagrando? Certo la causa di questo deperimento e’ la gran preoccupazione che la ti prendi di me tanto che il mangiare non ti fa nessun profitto. Percio’ se voi farmi contento, ti prego di stare tranquilla piu’ che poi, se voi stare bene. D’altronde bisogna persuadersi che tutti siamo nella medesima condizione e che molti stanno peggio di noi, e bisogna che tu pensi che finora io sono stato uno dei piu’ fortunati. Certo il sacrificio e’ grande da ambo le parti e credi che pure a me la nostalgia mi perseguita in modo straordinario. Pur nonostante sono rassegnatissimo a seguire tutto il destino sempre con la speranza e fiducia che questo non mi sia mai avaro. Ti ripeto, ho ricevuto tutte le tue, insieme al vaglia che mi ha servito per Pasqua, la quale l’ho passata magnificamente nei riguardi che le circostanze potranno permettere. Sono stato abbastanza allegro cogli amici, specialmente nelle ore pomeriggiane. La mattina non ho mancato di assistere alla Messa, e durante la settimana Santa non mancava sera che non andassi ad assistere alle funzioni tanto belle in chiesa. Certo che tutto questo contribuisce maggiormente a rievocare i giorni passati gli altri anni nel mio diletto paese e certi momenti ma poi cercavo di scacciare il pensiero tanto cupo con un po’ di distrazione con gli amici. Figurati se io desidero stare con te e coi miei bimbi! Darei una parte della mia vita purche’ potessi istantaneamente a voi…
Tralascio perche’ ho da fare, solo ti bacio col piu’ immenso affetto ripetendoti la preghiera di stare contenta piu’ che poi per il bene tuo e mio. Baci ai cari bimbi e credimi sempre tuo
Gregorio
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Li’, 10/4/917
Zona di Guerra

Carissima Diva
Anche oggi sento il bisogno di intrattenermi un po’ con te, molto piu’ che attendevo una tua e non ho visto nulla. Ah! benedetta posta, quanti sospiri fai versare occultamente perche’ la sua missione e’ l’unica che consoli il povero soldato, il padre, lo sposo, dall’angoscia del pensiero continuo. Non si trova maggior consolazione che quella di ricevere una lettera dai suoi cari e sentire la voce del cuore parlare dei nostri posti e dei nostri costumi e delle nostre care famiglie. Pacienza, e’ inutile rimpiangerci in questi continui episodi, giacche’ quello di poter accontentare una immensa massa di uomini come qui li siamo incorporati, e’ impossibile che tutto vadi regolarmente. I servizi logistici fanno miracoli ma il troppo porta sempre a dei contrasti e disbrighi come pur noi dobbiamo constatare. Oggi pare che si abbia terminato il nostro lavoro in questo ufficio e non sappiamo se dovremo seguitarne altro, ma ad ogni modo non sappiamo nulla piu’ da questo momento, ma facilmente presto si dovra’ partire e ritornare al Regg.to. Siamo rimasti un po’ illusi perche’ si credeva ad un lavoro piu’ propizio, ma anche in questo ci vuol pacienza perche’ qua siamo come i commessi viaggiatori. Come stai Diva? Sei peggiorata? Dimmelo (…il resto manca)
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Li’, 11/4/917
Zona di Guerra

Carissima Diva
In seguito alla mia di ieri debbo aggiungere. Domani 12 si parte per rientrare al Regg.to. Arrivati qui, pare che ci occupino nuovamente come scritturali al Comando di Brigata, ma pero’ non ne siamo certi. In settimana poi la Divisione pare che debba iniziare una lunga marcia che durera’ parecchi giorni, e questo perche’ si dice che debba cambiare posizione. Ti terro’ informata di tutto. Ti posso assicurare pero’ che ancora io non ho visto la trincea, e sono sempre rimasto in paesi lontani dal fronte del fuoco. Speriamo sempre che iddio mi aiuti e mi voglia proteggere da ogni pericolo. Mi rincresce che ti avevo scritto perche’ tu scrivesti a Silvio per tutto quello che ti dicevo, perche’ credevo di rimanere ancora un pezzo in questo posto, ma ora dovendo andarsene, sono tentativi nulli. Vuol dire che ci riscriverai avvertendolo del cambiamento. Ora in questi momenti ricevo la tua in data del 9 e sento che tu gia’ avevi scritto ma siamo rimasti ingannati perche’ sembrava che si dovesse rimanere qui dei mesi, ed invece e’ stato solo per una quindicina di giorni. Credo che ormai sara’ tutto inutile e percio’ non mancare di avvisarlo di quanto mi e’ successo. Vuol dire che non manchera’ altra occasione per rivolgerle altre proposte. Ho sentito con piacere che hai ricevuto tutte le mie ed anche i bambini hanno ricevuto le mie cartoline e sento con dispiacere la nostalgia provata da te nel giorno di Pasqua. Stai calma che tutto passera’ ma bisogna avere una grande pacienza e rassegnazione. Mi ricolma nel sentire il tuo immenso amore e non dubitare che il mio oltrepassa il tuo e mai ti ho amato come in questo momento. Se potessi descriverti tutto cio’ che sente il mio cuore tu resteresti perplessa e mai potresti credere a tutto cio’ che potrebbe esprimerti. Appena ti mandero’ il mio indirizzo nuovo mandami denari, anche in probabilita’ che si debba partire per lungo viaggio. Addio Diva sempre allegra e contenta colla speranza nella fede e nel destino propizio. Baciami i bimbi e tu abbiti i migliori baci ed abbracci dal tuo
Gregorio
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Li’, 24/4/917
Diva Carissima,
ricevo in questo istante la tua lettera con le L.5 dentro. Ti ringrazio del pensiero gentile e mi hanno fatto comodo perche’ il vaglia di L.15 non l’ho ancora riscosso, e fino domani 25 non lo pagano. Pero’ la tua lettera mi ha arrecato un dispiacere grandissimo. Tu credi forse che io sciupi i soldi? Ti compatisco perche’ non hai un’idea di quello che puol essere stare qua, e mi rincresce che non posso spiegarti tutto perche’ non mi si permette. Non sai che con una lira al giorno non mangi e non prendi nulla quando un bicchiere di vino costa 40 centesimi? Ferma fiammiferi, carta e tutte quelle piccole spesucce, con il resto cosa compri? Non sai se volessi andare a mangiare qualche sera fuori, con 5 lire non mangerei nulla? E’ meglio tacere. Quando sei per quelle faticose marce, se vuoi comprare un arancio ci vuole tre soldi? Ti lascio immaginare, perche’ e’ piu’ facile immaginare che descrivere. Debbo ancor dirti, Tu forse crederai che noi si sia a Firenze, ma tu non sai dove siamo? Siamo nelle retrovie vicino al fronte, e fra giorni forse …… Ah! Diva mia, se potessi farti conoscere tutto cio’ che ho d’intorno e tutto cio’ che il mio cuore, il mio pensiero, la nostalgia, il deperimento, ed infine il morale, che mi fanno soffrire, tu resteresti meravigliata, ed un giorno forse non crederai a tutto cio’ che io potro’ raccontarti, e non crederai che io possa aver resistito a tanti disagi e privazioni. Io comprendo pure le spese che ti corrono in casa e faccio conto tutto di vedere e d’esserci, che comprendo purtroppo tutto e tutto vedo. Cosa voi che ci facci? Bisogna sperare che finisca presto, altrimenti vedi da me che e’ un disastro, pensando poi di poter portare a casa la pelle quello che maggiormente mi dispiace e’ nel sentire l’avvilimento che tu ti abbatti e ti lasci vincere, mentre in queste circostanze dovresti cercare di essere forte e farti coraggio colla fede e la speranza che in fondo in fondo poi sara’ l’ultimo anno e gia’ a meta’ ci siamo. Bisogna pensare che tutti siamo qua e che tante famiglie si trovano peggio di noi e pure anche loro si rassegnano. Comprendo che tu ed anche io non siamo di quelli che tutto passano sopra, ma che ci faresti? Se tu mi vedessi, io qua, diresti che non sono piu’ io, oltre poi cercare di nasconderti tutto cio’ che ci succede a torno. Ti avevo scritto una cartolina dove dicevo che tu mi mandassi L.50, ma non mandare nulla che non ne voglio piu’ ed il soffrire vuole il soffrire. Adesso cerchero’ di fare alla meglio e me li manderai poi in seguito, quanto li chiedero’. Non credere che li avessi chiesti per spendere, ma semplicemente per comodita’ e per non impazzire a mandarli ed a chiederli in tante volte e per tenere sempre moneta in riserva per qualunque evenienza. Mi dispiace che tu ti impermalisci per nulla e non sai compatirmi se in un momento di disperazione ho scritto quella incosciente frase che poi in fondo non dice nulla, e mi vien fuori con frasi inutili e poco corrette tanto da farmi andar via col capo da fatto. Mi devo sentire dire che ho il pensiero sempre nei soldi piuttosto che ricevere vostre notizie? Quasi quasi direi che non l’hai scritta te quella frase, perche’ ti ho detto tante volte che i soldi non so neppure che ci siano e solo il mio pensiero e’ sempre alla famiglia ed in quanto ad interessi, bottega ed altro, non mi sembra neppure d’averne mai avuti. Spiacemi che non posso manifestarmi in tutto, che non posso aprirti il mio cuore, e vedresti allora che non mi lanceresti frasi simili per rinnovare a me novella pena. Cosa c’entrava di dirmi che non ti voglio piu’ bene se nulla sono stato impertinente a chiederti i soldi? D’altronde dovrai anche capire che tutti i soldati li chiedono poi anche sette od otto giorni avanti perche’ sanno bene che ora che i soldi li spediscono, riceverli e riscoterli ci vuol giorni e cosi’ si fa i calcoli per non poter rimanere senza. Mi dici che non ti voglio bene: invece io ti dico che se Dio mi dasse la grazia di poterti rivedere, chi dovrebbe piu’ staccarmi da te? Ricordi il mio pensiero continuo quando ero in licenza? Tu l’attribuivi che non ti volevo piu’ bene, che avevo trovato altre donne, invece purtroppo pensavo a quello che mi doveva succedere, e lo prevedevo e lo sentivo, e pensavo che la tua compagnia era un sogno e che non me lo potevo godere e pensavo, pensavo, come penso, penso ……
Mi dici che tu non dormi? Sara’ il mio fantasma che ti e’ sempre vicino e credilo, che veglia su te e non si stacca mai. Perche’ non dormi? E’ la telepatia dei miei patimenti, perche’ forse mi vedrai nella tua mente accasciato nei patimenti, e’ forse la realta’ del pensiero che ti strugge. (…il resto manca)
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Li’, 25/4/917 cartolina
Carissima Diva
Tu sei inquieta con me a motivo di quella famosa frase? Spero riceverai la mia lunga lettera che ti ho inviato e vorrai scusarmi se momentaneamente e’ senza la minima intenzione di voler attribuire quello che hai voluto attribuire tu che non e’ stato altro che una falsa interpretazione. Vuoi che io non riceva volentieri le tue? Non ho altro al mondo che l’amore, specialmente come in questo momento, che e’ tanto grande e sublime! Io dissi cosi’ perche’ non ti avevo dato l’indirizzo della Compagnia e vedevo che tu mandavi lettere e non ne (…) quella frase.
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Li’, 26/4/917
Diva amatissima,
Tuo silenzio mi angoscia ma non persuademi. Non si vive invano una pagina cosi’ alta d’amore. Verra’ il giorno che la tua parola attesa con tanta passione tu dirai nel rinnovato desiderio di una tenerezza mai illanguidita. Si’ gran fede non puol esser vana. Non e’ vero? Quando ricevero’ una tua che esultante attendo che mi dara’ pace, allora vivro’, perche’ non potrei concepire piu’ esistenza senza di te, e vorrei che tu pure provasti la gioia che provo in questo momento, quanto la speranza mi riempie l’animo di letizia perche’ desidero ardentemente la tua fiducia, la quale e’ il massimo coefficiente dell’armonia dei cuori. Percio’ amami sempre molto, che io ti do’ tutto me stesso. Tu vorrai confermarmi il tuo affetto e vorrai darmi tutto o meglio tutte le cose piu’ belle. Oggi che abbiamo una giornata di riposo per aver subito la seconda puntura, dedico a te queste ore, ed in questo momento il mio cuore e’ vicino al tuo, ti vede e batte di fremiti. Siamo qui in attesa di giorno in giorno di dover raggiungere la prima linea, ma pur nonostante sono sempre tranquillo e rassegnato al fato. Tu non ne hai un’idea sia pure relativa, o mia carissima Diva, della vita del fronte. Qui si sente, bisogna pur dirlo, che il paese ha superato nella nuova organizzazione e nella nuova anima che gia’ annusiamo una vittoria morale della Nazione che si e’ fatta nello sforzo e nel sacrificio quotidiano. In questi giorni non e’ cronaca di battaglie, ma di eloquenti episodi di cerimonie e di preparazione che nella bellezza dei loro profili, si rispecchia in tutto la vigilia delle armi. Percio’ noi dobbiamo prepararci al gran cimento per conseguire la vittoria, e colla vittoria sara’ la pace nella giustizia e nella liberta’. L’altro giorno fui chiamato dal mio Capitano il quale ricevendo la lettera di Silvio mi fece tante dimande e mi promise di mandarmi a fare il corso allievi Ufficiali, percio’ spero che mi ci mandera’ al piu’ presto. Capirai, la vita di Compagnia non e’ per me perche’ vita faticosa, ed anche moralmente non trovo quella compagnia adatta e relativa. Capirai, per lo piu’ sono tutta gente rozza, abituati alle fatiche, ed io invece ho il fisico debole, tanto che mi tocca fare tutto uno sforzo per riuscire un po’. Spero sempre bene e la benevolenza del Sig.Capitano non vorra’ essere (…il resto manca)
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Li’, 27/4/917 cartolina
(…) giacche’ se fosse per questo rinuncerei sempre a tutto pure di avere ogni momento sempre una tua. Tu non sai che noi soldati non si aspetta che trepidamente l’ora della distribuzione della posta e si resta mortificati quando non si vede nulla di nostro e si invidia coloro che hanno la fortuna di avere in mano qualche scritto dei suoi cari. Spero che mi avrai gia’ perdonato giacche’ lo meriti per le circostanze in cui mi trovo e per il mio amore che ti ho sempre portato e che ti porto sempre piu’. Se disgraziatamente dovessi perire in mezzo a questa lotta che stiamo per intraprendere, l’ultima mia parola sara’ il tuo nome, quello dei miei figli ed in ultimo sara’ quello della Patria per la quale tanti sacrifici si compiono (…)
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Li, 29/4/917
Casa del Soldato
Villanova

Carissima Diva
Ho avuto la combinazione che siamo fermi qui in questo paese dove si trova la Casa del Soldato e facendo una visita a questo locale che per essere un piccolo paese, pur e’ qualche cosa di bellino perche’ si trovano tutti i comodi. Oggi stesso ti ho spedito un’altra cartolina in franchigia dove mostravo il desiderio e l’augurio di trovare questa sera una tua ma purtroppo e’ rimasto anche per oggi un pio desiderio. Come mai? Perche’ farmi stare cosi’ in pena? Cosa mai io ho commesso verso te? Che delitto ho mai commesso? Che offesa ti ho mai dato? Sei tu che ti sei offesa, ma io ti ripeto per la centesima volta che non ho creduto nessuno di offendere per dire che non era il caso di domandare dove dovevi spedire i soldi, mentre gia’ ti avevo dato l’indirizzo della Compagnia. Questo lo dissi perche’ era la necessita’ che me lo faceva dire e vorrei metterti tu un’ora sola nei miei piedi e poi vedresti se tu dicessi che non penso ad altro che ai soldi. Tu dici che cerchi in famiglia di fare tutta la economia e poi vedi che non giova, cosa allora dobbiamo dire noi? Sai qua che spendere un franco al giorno si chiama spendere nulla? Se potessi spiegarti tutto cio’ che e’ la vita qua, ti farei io il quadro. Se ti dicessi che di quei soldi che tu mi hai mandato non ho altro che L.5 in tasca, tu mi risponderai che li ho sciupati, mentre io ti dico che e’ quasi due mesi che si gira di qua e di la’, e quando il soldato gira cosi’, se non hai qualche soldo in tasca da comprarti qualche cosa, tu non mangi nulla. E poi per dirtela schietta lo vuoi sapere: (N.d.c.…la frase e’ cancellata, ma si legge: non …da me quasi piu’ nulla). Inoltre ora devo pagare un paio di scarpe che me le rubarono e me le fanno pagare 24 Lire, quindi per un pezzo addio, amica mia. Basta, lasciamo andare questi discorsi che ormai se vuoi capire avrai capito, e solo diro’ che io ho cercato di farvi patire sempre poco, e voi mi rinfacciate cio’ che mi dovreste dare col cuore senza che ci fosse il bisogno che lo chiedessi. Bisognerebbe che mi vedeste solo una volta a che son ridotto, e poi non direste piu’ cosi’. Sull’argomento non ci torno piu’ perche’ sebbene non abbia tanta liberta’ di pensiero, credo di essermi spiegato abbastanza. Per oggi non ho altro da aggiungere, passo nuovamente a baciarvi ed abbracciarvi tutti e credimi tuo
Gregorio
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Li’, 30/4/917
Casa del Soldato
Villanova

Carissima Diva
Ho ricevuto la tua gradita lettera con dentro le L.5 e del tutto il suo contenuto ne ho presa visione. Sono rimasto contentissimo nel ricevere questa lettera che mi ha rimesso alquanto un po’ di umore. Ne attendo altre eguali da te, che desidero sempre come l’ossigeno. Ho piacere che tu sia stata da Stefanelli e certo che il tuo male non puo’ essere differente di quanto ti ha detto? Ho inteso riguardo all’Ubaldina e prima di Domenica le scrivero’ una bella letterina. Noi siamo sempre qui e non si sa nulla ne’ quando si partira’ e quando si restera’. Tu sai che fra i miltari corrono sempre le voci piu’ vaghe e quindi poi nulla sanno nessuno. Riceverai anche altre mie sempre su quel tenore. Stai calma che io pure sono calmissimo perche’ tu non mi lasci desiderare le notizie come mi avevi minacciato. Tu ti lamenti che non ti ho spedito mai una mia fottografia, ma siamo stati sempre in paesi vicino al fronte e fottografi non se ne trovano e non posso accontentarti, ma del resto ci avevo pensato anch’io. Spero di mandarti presto la fottografia dal vero quando potro’ venire io personalmente. Ti scrivero’ piu’ a lungo domani perche’ e’ tardi e vogliono chiudere la Casa del Soldato. Stai calma e tranquilla e cerca che ti possa trovare un giorno sempre bella come sempre per ritornare nella prima vera donna. Bacioni lunghi e tu ricevi i miei piu’ caldi abbracci. Tuo
Gregorio
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Li’, 9/5/917 cartolina
Carissima Diva
Sempre bene. E tu vai migliorando? Ora mi trovo contento perche’ qui al Comando si sta bene, poche noie e mi vogliono tutti bene. Credo che si stara’ bene qui anche se si andra’ in linea. Scrivimi spesso. E stai contenta pensando che siamo a meta’ anno e che presto finira’. Et erat in votis. Baci a tutti, tuo
Gregorio
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Li’, 2 Giugno 917
Carissima Diva
Ho ricevuto la tua ultima lettera la quale ho letto con tanto compiacimento. Ho pure ricevuto quella della Rosina e nel taciturno e pensieroso tempo di trincea, pur nonostante non ho potuto fare a meno di ridere e di stare una mezzora allegro. Ringraziala e dille che rispondero’ a comodo e con calma perche’ qui bisogna stare sempre nascosti e quindi poco tempo da perdere. Mi dirai se hai fatto dire quella messa, e se non l’hai fatto falla dire subito alla Madonna delle Grazie, perche’ credi che merita di essere ringraziata dopo a quello che mi son trovato. Ora siamo sempre in pericolo perche’ siamo in linea, ma pure dopo la burrasca e’ venuta un po’ di calma, ma relativa. Non posso dirti di piu’, ma lascio tutto immaginare, tutto che si puol credere. Ti avvisero’ appena si viene giu’. Prega anche tu i nostri santi che vedo proprio non ci abbandonano e ci aiutano. Stai tranquilla e contenta, che tutto andra’ bene. Bacia i bimbi e saluta tutti i parenti ed amici specialmente Gino ed Annina che rispondero’ poi a loro quando avro’ tempo. Ricevi i piu’ bei baci dal tuo indimenticabile
Gregorio
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Li’, 7/6/917
Carissima Diva
Ieri ricevei la tua lettera alla quale risposi in fretta per assicurarti della mia salute. Io pero’ ti ho sempre mandato qualche cartolina anche dalla trincea ma chissa’ che fine avranno fatto dato la poca comodita’ che si aveva di trasmissione. Mi sono trovato a due accaniti combattimenti, e non so come possa essere ancora al mondo. Si vede che proprio avevo un angelo che mi guidava e mi proteggeva. Ti avevo scritto che tu facessi dire una messa di ringraziamento nella chiesa di S.Antonio alla Madonna delle Grazie e se non l’hai fatto fallo pure subito perche’ e’ mio desiderio e merita questa funzione a Maria ed a S.Antonio perche’ proprio mi hanno aiutato e spero mi aiuteranno anche in avvenire. Se potessi descriverti tutto cio’ che mi e’ successo e tutto cio’ che mi sono ritrovato, forse non crederesti a tanto. Ora siamo un po’ a riposo, ma non saranno certo le ultime fatiche e gli ultimi fatti che dovremo ritrovarci. Vorrei dirti tutto, ma non potendo far cio’, ti lascio immaginare tutto. Posso certo molto anche alla mia salvezza l’essere stato a questo Comando. Speriamo bene anche per l’avvenire e tu pure non stancarti di raccomandarmi nelle tue preghiere ai nostri santi protettori per la mia salvezza. Ricevei in trincea la lettera della Rosina e non potei fare a meno di ridere sebbene il mio stato d’animo non era normale. Rispondero’, ma il mio spirito non permette per il momento il solito buon umore. Basta, per ora contentiamoci di essere qui in buona salute dopo aver perso anche il telefono ma la burrasca e’ stata grande (…) ti raccomando cara Diva di spedirmi subito un pacco postale, con una camicia da estate, un paio di mutande sottili e se l’hai, una maglia sottile, due paia di calzini con qualche fazzoletto da naso. Mettici anche un rasoio vecchio per tagliarmi i calli che mi danno noia. Mi raccomando che la maglia sia di quelle fini da estate e non della lana nostra, perche’ quella che avevo l’ho (…il resto manca)
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Li’, 9/6/917
Carissima Diva
Spero avrai ricevuto le mie inviateti. In una mia ti dicevo di inviarmi biancheria ecc. Se non l’hai fatto, meglio, ed attendi miei ordini. Sono caduto in disgrazia perche’ il mio Battaglione (…) e’ stato (…) per motivi di punizione inflitta a tutto il battaglione, perche’ durante fatti d’armi avvenuti recentemente e tra i quali mi sono trovato anch’io, e che sono scampato miracolosamente insieme al mio Sig.Tenente Aiutante Maggiore il quale non ha mancato di coaiudarli in tutto e per tutto sfidando i pericoli, pur nonostante per punire la codardia della quasi collettivita’ hanno preso questo provvedimento sciogliendo e sopprimendo il 3zo Battaglione, inviando tutti i superstiti alle compagnie di altri Reggimenti, non salvando nessuno. Cosi’ ho visto tutti i miei colleghi d’ufficio passare alle compagnie e dividendoci abbiamo passato un momento di angoscia e di dolore. Se tu sapessi quanto moralmente ho sofferto e soffro, perche’ arrivati in nuovi ambienti con fama di vigliacchi, bisogna subire e trangugiare parole amare di rimprovero e di ammonimento, mentre si e’ sicuri di avere fatto tutti il dovere che al momento incombeva. Pacienza, la mia onorabilita’ e rispettabilita’ di cittadino onesto e di patriota sincero sara’ riconosciuta anche in questo nuovo ambiente, il quale a mio vedere rappresenta un Regg.to bravo e valoroso con a capo uomini e superiori degni di tutto ed anche ho gia’ trovato dei bravi ragazzi che hanno saputo subito lenire la mia angoscia. Il destino volse cosi’ ed il fato lo ha seguito. Pacienza e coraggio. Sicche’ il mio nuovo indirizzo e’ questo:
Soldato Cortesi Giuseppe
130° Reggimento Fanteria
6° Compagnia
Non poi credere quanto mi sia dispiaciuto lasciare gli amici e dover perdere il mio posto acquistatomi con sacrificio. Sia fatta la volonta’ di Dio. Se mandi soldi, spediscili a questo nuovo indirizzo, ma se la roba non l’hai spedita aspetta un altro po’ (…il resto manca)
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Li’, 14/6/917
Carissima Diva
Ti ho gia’ scritto del mio cambiamento di indirizzo e del motivo di questo cambiamento che mi ha fatto entrare al 130° Reggimento sesta Compagnia zona di guerra. Allora non sono stato disgraziato dopo avere sofferto per (…) sacrifici (…) e cosi’ tuttavia ne devo (…) a tanti materialmente che (…) tradimento. (…) persa la fede, il coraggio (…) la forza di tutto sopportare. (…) Stai tranquilla in attesa a casa che ti possa dare migliori notizie e piu’ in attesa anch’io delle tue sempre buone.
Bacia i bimbi e (…)
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Li’, 15/6/917 cartolina
Sig.ra Cortesi Diva
Zona di Guerra
Saluti e baci a te e bimbi. Attendo ansioso tue. Salute buona questo e’ molto. Stai tranquilla questo e’ il mio desiderio e sono contento quando ti so tale. Baci dal tuo
Gregorio
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Li’, 18/6/917
Carissima Diva
Ho ricevuto la tua graditissima lettera insieme al vaglia di L.30 e ti ringrazio. Sento del dispiacere che hai provato nell’apprendere la mia sorte ed a me mi e’ rincresciuto anche per questo, e cioe’ nel doverti arrecare questo dispiacere. Dopo tanto sacrificio, e’ stata la ricompensa che mi hanno dato. Dopo due fatti d’armi in cui ci siamo trovati, uno il 29 Maggio ed uno la notte del 3 Giugno, dove in quest’ultimo mi sono salvato miracolosamente, il 71mo venne via dalla linea e ci riunimmo in un paesello, e dopo pochi giorni venne l’ordine di sciogliere il IIIo Battaglione perche’ nella avanzata del 29 la maggior parte del battaglione si erano dati prigionieri macchiandosi cosi’ d’infamia. Cosi’ tutti che si ricopriva una carica speciale coi pochi rimasti siamo stati distribuiti una diecina per vari reggimenti dove io sono capitato al 130°. Dopo una giornata di viaggio abbiamo raggiunto questo Comando, dove di qui ci rimandarono subito in prima linea dopo una nottata di viaggio percorsa fra aspri sentieri ed esposti a duro pericolo. Qui sono stato assegnato alla Compagnia ed appena arrivato dovetti montare subito di vedetta. Una sera poi fui mandato di vedetta ai piccoli posti avanzati, e scopertoci gli Austriaci cominciarono a far fuoco e cosi’ pure i nostri, e noi che eravamo fuori di trincea rimanemmo in mezzo a due fuochi di palle e credi che io mi ero perduto e rassegnato a morire, ma miracolosamente potei mantenere il sangue freddo e sfuggire illeso ritornando alla nostra trincea. Una palla sola mi sfioro’ appena la pelle di un dito facendo un po’ di sangue. Se potessi descriverti tutto nei suoi particolari ci vorrebbe un messale. Se avro’ la fortuna di ritornare a casa e raccontarti a cio’ che mi sono ritrovato, non crederai a tanto. Quello passato non ci si pensa piu’ e speriamo di non ritrovarmi ancora di peggio, se questa guerra non arriva al suo epilogo. Ora il Regg.to e’ addietro e pare che si vada a Riposo, ma sara’ questione di una quindicina di giorni e poi saremo destinati nuovamente a qualche altro fronte, ma pero’ sempre sul Carso. Speriamo che possa trovare anche qui un buco per poter sortire dalla Compagnia se no sono dolori, ma non per questo mi perdo. Salute ottima con buon appetito. Fammi sapere se hai fatto dire la messa alla Madonna delle Grazie nella nostra chiesuola di S.Antonio come ti ho mandato a dire con mie diverse lettere. Dimmi se ricevi sempre le mie perche’ ne spedisco sempre, specialmente le cartoline. Il pacco lo poi spedire e ci metterai anche un piccolo asciugamano e qualche saponetta. Ma non tanta roba perche’ e’ difficile riponerla. Ho inteso riguardo a Giovanni, al povero Italo Berti, ed alla Rosina, la quale ho piacere che si accomodi bene. Me la saluterai e le farai i miei auguri. Mi dirai poi come vanno i mercati serici. Speriamo che nel prossimo autunno finisca questa guerra e che si possa ritornare tutti alle nostre famiglie a riposare le nostre stanche membra. Ho piacere che voi stiate tutti bene e tu fatti coraggio come me lo faccio io. Senti, non sono morto dopo che mi son trovato dove mi son trovato, spero di non morire piu’. Mi raccomando la messa e fammi sapere appena avrai appagato il mio desiderio. Mi raccomando rispondimi sempre a tutto cio’ che ti chiedo. Stai bene, ricevi i miei piu’ bei baci sempre colla fede nel cuore e la speranza in seno. Bacia i bimbi sempre e credimi tuo
Gregorio
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Li’, 20 Giugno 917
Carissima Diva
Ho ricevuto le tue ultime due lettere, una in data 15 ed una del 17. Sono rimasto contento e desidero riceverne continuamente. Spero avrai ricevuta la mia ultima dove mi spiegavo un po’ angosciati desideri e sfidando la censura mi spieghero’ in questa mia un po’ meglio. Prima di tutto ti dico che ho inteso riguardo a Simone e terra volentieri la sua offerta. Me lo saluterai tanto tanto. Pure le dici che non vedo il momento di ritornare in mezzo alla mia famiglia ed ai miei clienti e sara’ per me un giorno tanto grande che mi sembra perfino (…) si debba arrivare fin a tanta gioia. Credi che mi son fatto coraggio e me lo fo tuttora, se vedssi che la guerra dovesse prolungarsi anche quest’ultimo anno sarebbe un avvilimento che non potrebbe far a meno di venire perche’ cio’ che si passa lo sappiamo solo noi che si prova. Pero’ la Provvidenza fa si’ che si possa abituare a tutto e ci d’ molta rassegnazione coronata sempre da quel pensiero che possa venire un momento di tregua e che una mano sovrumana intervenga in favore dell’umanita’. Chi non vede la guerra nei suoi particolari non puol immaginare nulla di nulla. Basta, questi apprezzamenti te li potro’ illustrare se avro’ la gioia di ritornare sano e salvo a te. Ti ringrazio delle tue assicurazioni che mi fai ed ho fede in cio’ che mi dici perche’ anche nei momenti piu’ terribili e difficili il mio animo era sempre tranquillo, come dovessi compiere un lavoro qualunque. Ti ringrazio pure delle messe che hai fatto celebrare perche’ ho potuto vedere che la mia devozione in Maria Santissima non e’ senza profitto perche’ fino ad ora mi ha assistito. Non mancare di farci bruciare anche il lumicino innanzi all’immagine come pure io facevo sovente e che ora e’ un ricordo bello per me, come il ricordo di una fanciullezza passata. Veniamo ora un po’ alla descrizione che desideri, ma capirai che cio’ faccio brevemente perche’ troppo ci vorrebbe e si potrebbe inciampare nei regolamenti tanto severi della censura, specialmente per noi militari al fronte. Dunque saprai che il 71mo Fanteria era destinato ad una azione sulla Harmada e cioe’ quota 155 posizione fra Monfalcone e Trieste. Dopo una peregrinazione di parecchi giorni accampati nei boschi un bel giorno, cioe’ una notte, arriva l’ordine di partire con Camios Automobili per questa posizione a cui eravamo destinati. Arrivammo vicino alla destinazione ed ancora ci fermammo per un paio di giorni ad una quota detta 144 (le quote sono colline) e finalmente la sera del 29 Maggio il 3zo Battaglione, proprio il nostro, doveva partire per prendere parte all’azione sull’Armada, che doveva avvenire quella notte stessa. L’azione si fece e per me fu il mio battesimo di fuoco e non sto a descriverti quello che successe perche’ immaginerai…
Venuta la calma si rimase su questa posizione in trincea, pero’ pericolosa molto. La notte dal 3 al 4 Giugno fummo attaccati dagli Austriaci e questa volta fu piu’ terribile della prima, e del nostro Battaglione perche’ ne rimasero e cioe’ fra tutti un centinaio appena. Venuti abbasso i pochi superstiti ci riorganizzammo un po’, ma passati pochi giorni arriva quel famoso ordine di scioglimento del battaglione perche’ si era macchiato d’infamia nell’azione del g. 5 dandosi quasi tutto volontariamente al nemico. Poi immaginare come rimanemmo quel pugno di superstiti ed a malincuore ci dovemmo separare tutti essendo destinati in diecine per vari reggimenti. Io insieme ad altri dieci fui assegnato al 130° che dopo un giorno di cammino raggiungemmo accompagnati dai Carabinieri e nella notte stessa ci portarono in prima linea dove questa si trova sul Carso e precisamente alla destra del Monte Fait. Questo fu il giorno 8 Giugno e sono rimasto fino al giorno 16 in prima linea, la giornata ho spiegato cosa dovevo fare, di piu’ qualche sera ero destinato andare a prendere il rancio, cosi’ detto corve’, sotto il tiro dei cannoni e dei fucili. Il resto te l’ho detto in altra mia che spero avrai capito, e ricevuto. Ora il reggimento, sempre sulla medesima posizione, e’ passato in IIIa linea e qui non si fa nulla e siamo anche abbastanza sicuri e pare che ci staremo fin al giorno 25 e poi si dice andremo a riposo, cosa che sara’ certamente. Io spero in questo frattempo di mettermi un po’ a posto dato anche che ho riscritto a Silvio spiegandoci la mia situazione. Pero’ qui in questo Reggimento (…) mandare a prendere qualche fiasco di vino e qualche cosa da mangiare, insomma si vive e di azioni non ce ne sono a fare che su tutto il fronte non ci e’ nulla di nuovo, e speriamo che sia cosi’ fino alla fine. (…) Sentirai cosa mi risponde (…) fiducia che mi possa giovare (…) Conto nel prossimo Agosto di venire in licenza invernale se le cose non (…) Spero che in quel (…) ci sia piu’ della licenza (…) Ti ripeto qui ci si abitua a tutto (…) preoccupazione della vita e’ grande perche se ne vede troppe da sopportare. Basta, spero di rimanere il piu’ a riposo, cosi’ mi cambio tuta, poi credere che ne avro’ bisogno. Per oggi ti abbraccio (…)
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Li’, 21/6/917 cartolina
Alla cara bimba Ubaldina Cortesi
Ti vedo sempre, ti ricordo e ti bacio con effusione ed affetto infinito. Ricordami come io ti sto ricordando. Tuo babbo. Bacia tanto Ivo per me.
Gregorio
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Li’, 22/6/917 cartolina
Caro bimbo Ubaldo Cortesi
Presso la Sig.ra Diva
Bacioni forti forti dal tuo babbo
Gregorio

Fai sempre il buono?
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Li’, 23/6/917
Carissima Diva
Ho ricevuto la tua ultima in data 19 e sento della tua preoccupazione perche’ aspetti mie notizie. Io credo prima di questa riceverai altre mie inviateti, dove ti davo particolareggiate appunto delle mie notizie. Non ti meravigliare se qualche giorno indugiano le mie perche’ qui al fronte la posta parte giorni si’ e gioni no, secondo le circostanze ed i movimenti, e poi se non si arriva ad impostare in quell’ora precisa, ecco un giorno perso, perche’ non parte altro che il giorno dopo. Poi passa tutti gli uffici superiori e cosi’ vedi che tutto va lento e per le lunghe. Passa differenza ad essere in linea ed essere in zona di operazione. Noi ora fin d’ora siamo sempre in IIIa linea e questi giorni si va a riposo se non prima immancabilmente il giorno 26 e cioe’ dopo un mese di trincea. Qui in IIIa linea ora si fa solo il corve’ e cioe’ di notte si va a cercare tutto il materiale vecchio sparso per queste colline, come fucili, obici, elmi, attrezzi, tutta roba abbandonata da molto tempo durante i combattimenti. Il giorno si dorme e pericolo non ve n’e’ punto perche’ anche il cannone passa lontano. Fa un caldo terribile il giorno e si deve lottare piuttosto colla sete essendo l’acqua poca e ce la misurano come il balsamo. Ti ripeto siamo sul Carso alla destra di Opachiesella fra Castagnevizza ed il Fait. E’ tutta quella catena di posizioni che formano il Carso e ogni tanto si sposta da una quota all’altra. E’ un mese che non leggo il giornale e mi pare d’essere fuori dell’orbita. Che si dice della guerra? Cosa succede nel mondo? Mandami qualche giornale di letteratura ed (…) che mi spedisca il giornale al mio indirizzo (…) almeno mi divertiro’ a leggere e sapro’ qualche cosa anche dei nostri posti. Mi dispiace che tu non possa spedire il pacco perche’ non ho piu’ nulla e quel po’ che avevo persi tutto davanti la Nazione. Anche le (…) le ho tutte rotte e quando vengo in riposo mi (…il resto manca)
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Li’, 24 /6/917
Carissima Diva
Rispondo alla tua ultima in data 21 giacche’ alle altre ho gia’ risposto, e spero che alla ricevuta della presente ne sarai gia’ in possesso. So certo che le lettere ti arrivano prima delle cartoline e di qui in avanti scrivero’ piu’ lettere che sia possibile, ma prima non lo facevo perche’ in trincea mi mancava tutto e non avevo provveduto nulla perche’ quando mi mandarono al 130 non sapevo dove si trovava e poi non ci fecero fermare in nessun posto. Ho inteso riguardo al bravino e spero riceverlo regolarmente. Dici che le mie le ricevi passati 5 o 6 giorni, io invece le tue le ricevo dopo due giorni ed al massimo tre, e mentre tu scrivevi e dicevi questo nell’ultima tua, io ero gia’ in possesso delle tutte tue. Ti ho gia’ descritto in altre mie tutto cio’ che desideravi e spero che ora ne sarai in possesso ed a cognizione di tutto. Speriamo che qui sul Carso delle azioni non ne facciano piu’, e che al piu’ presto la guerra entri in buone fasi di risoluzione perche’ ormai bisogna proprio la si decida come dicono a Firenze. Ti ho scritto tu mi faccia abbonare al Resto del Carlino o all’Avvenire d’Italia, perche’ dato il caso che ritorni in trincea appena finito il riposo, posso stare al corrente di qualche cosa di cio’ che succede nel mondo. Guarda cosa si spende per i militari in zona di guerra e poi ci mandi una piccola cartolina vaglia dicendogli che mi spediscano il giornale al mio indirizzo, e l’abbonamento lo rinnovi mese per mese. Speriamo che a riposo ci tengano per un bel po’ e ci mandino a farlo in un posto discreto. Abbiamo bisogno di pulirci. Siamo come gli uomini selvaggi. Ora io tengo la cacarella e mangio e caco ma la febbre non vuol venire. Forse dipende dal caldo e dall’acqua che si beve. Il vino ora che se ne puol comprare mi fa piu’ male perche’ non sono piu’ abituato. E’ un mese che ci troviamo in trincea e cioe’ io ho fatto 10 giorni col 71° e il resto col 130. A riposo si va immancabilmente il giorno 26. Speriamo che in questo nuovo Regg.to alla peggiore ipotesi possa ottenere presto la licenza perche’ ne mandano molti anche di quelli che e’ poco che ci sono. Non ho altro per ora a dirti, mi dirai poi se hai ricevuto tutte le mie e rispondimi a tutto in proposito. Bacia i bimbi specialmente l’Ubaldina per le comunioni che fa in mia grazia. State tranquilli sempre colla speranza in cuore. Addio cara Diva tu sei il mio angelo e la mia vita e te ne saro’ sempre riconoscente. Bacioni tuo
Gregorio
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Li’, 24/6/917 cartolina
Alla cara bimba Ubaldina Cortesi
Ti ringrazio del pensiero continuo che hai verso il padre lontano. Le tue bonta’ sono degne di te. Se avro’ il bene di rivederti, ricompensero’ la tua preghiera con un bel regalo.
Prega sempre che Gesu’ ascolta benigno le preghiere dei fanciulli perche’ li ama tanto. Bacia i fratelli per me e dille che siano buoni e che non facciano arrabbiare la mamma.
Ricevi i piu’ bei bacini dal tuo padre
Gregorio
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Li’, 25/6/917 cartolina
Sempre bene pero’ col ricordo indimenticabile della tua compagnia. Quando verra’ il giorno della Resurrezione?
Resurrectio et vita…
Baci, saluti e felicita’ relativa, tuo
Gregorio
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Li’, 28/6/917
Carissima Diva
Spero che alla data della presente sarai gia’ in possesso di tutte le mie inviateti. Ora con questa ti ripeto che ricevei fin dal giorno 25 il brevetto di Simone come ti dissi subito con una mia cartolina. Fin dal giorno 26 non siamo piu’ in trincea e siamo in marcia da due giorni avendo gia’ percorso una cinquantina di chilometri. Siamo gia’ vicino all’Italia e pare che si vada un po’ in Italia per andare poi sul Trentino. Sarei contento di scappare dal Carso perche’ e’ tutto brutto e poco riparato. Dispiacentemente debbo dirti che oggi mentre mi lavavo in un fiume ho messo momentaneamente l’orologio sopra un sasso e poi me lo sono dimenticato e quando sono stato a ricercarlo il fiume era pieno di soldati e non l’ho trovato piu’. Mi e’ dispiaciuto immensamente perche faceva molto comodo. Cosi’ ora non ho piu’ nulla affatto perche’ l’anello pure lo persi anche quello per essere dietro a lavarmi. Relativamente il male e’ poco ma pure sono cosettine che dispiacciono. Ieri pure mi recai in un paese dove fui interrogato dal Giudice Istruttore del Tribunale Militare nei riguardi del mio vecchio battaglione. Abbiamo in caldo terribili (…cancellato dalla censura) pero’, quando si gira, si gira di notte. Ho letto nel giornale i prezzi delle sete e sono meravigliato. Se effettivamente si avra’ la fortuna di toccare l’Italia guardero’ a vedere se mi faccio una fotografia. Col primo del mese fanno la nota di quelli che dovranno partire ancora in licenza invernale e mi hanno promesso che mi ci metteranno anche me. Se potessi arrivare a tanta consolazione! Per ora non ho piu’ nulla a dirti altro che mandarti i soliti baci a te e bimbi sempre colla speranza in cuore. Tuo sempre
Gregorio
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Li’, 29/6/917
(N.d.c.: foglio riutilizzato da un biglietto di saluti. Viene riportato il buffo testo e poi l’inizio della lettera)

Buffo testo
Bassano, 20/5/17
Carissimo compagno vengo darti la mia buona salute e cosi’ sperando di te sappi che io oggi vado alla Compagnia. Oh! io credevo stare ancora, ma caro mio, dobbiamo partire tutti uno alla volta. Basta, pasienza. I tuoi di casa stanno tutti bene e ti saluta, e coraggio, speremo di portare ancora la vita, a si, mio compagno Antonio. Ora io ti “Saluti e Baci chi parte” da tuo caro compagno.
Eugenio Cortese
Se puoi rispondimi subito
Antonio

Carissima Diva
Ieri ricevei le tue in data 24 e 25 corr. che restai commosso. Vorrei tutti i momenti ricevere le tue. In quel momento che leggo, maggiormente sento il ricordo della mia casa e la nostalgia del ritorno. Leggendo poi quelle tue frasi, sentendo tutta la passione che ti avvolge e che sei soggetta a subire, il cuore mi scoppia e mi sbalza. E’ inutile il sacrificio che io compio star lontano da te e dai miei bambini, nessun uomo a me pare lo (…il resto manca)
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Li’, 1 Luglio 917 cartolina
Carissima Diva
Ricevuta tua carissima ultima. Appreso tutto. Apprezzo tuoi sentimenti del pari grado posso assicurarti dei miei. Oggi stesso rispondero’ lunga lettera. Baci Baci tuo
Gregorio
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Li’, 3/7/ 917
Carissima Diva
ricevei la tua ultima lettera in data 27 che lessi e rilessi tanto volentieri. Oh! Quanta nostalgia di ricordi cari mi ispira la tua tanto bella e consolante, che non vorrei mai terminare di leggere. A me manca ora quella prosa e poesia che avevo un tempo, perche’ la dura vita di trincea (40 giorni di seguito e due combattimenti e quasi tre con quell’episodio che ti raccontai e che rimasi ferito a quel dito) mi hanno scombussolato ed abbattuto, tenuto anche conto dell’episodio morale di quando passai al 130°, quanti sacrifici ho fatto nel mese di Maggio e Giugno!
La Grazia1Ora il Regg.to si trova a riposo come piu’ volte ti ho detto e siamo in un paese quasi vicino all’Italia. Staremo ancora una diecina di giorni e forse piu’, e poi non si sa su che fronte andra’ questo Reggimento. Ora io sono passato scritturale in Compagnia ed il furiere, un bravo giovane bolognese, mi vuole un bene immenso e mi rispetta con tutte le gentilezze. Ha visto che sono piu’ capace e ha provato subito la mia intelligenza. Anche degli Ufficiali sono buonissimi e tutti mi rispettano, e credi che ho trovato anche nei soldati Caporali e Sergenti tutti bravi giovani che hanno apprezzato e conosciuto subito la mia disgrazia. Ma voglio dirti ancor di piu’. Ieri sera marcai visita, ed il medico mi riconobbe subito che sono decaduto immensamente e mi trovo’ il deperimento organico, e dissemi di farmi passare la commissione, e cosi’ dichiararmi inabile oppure farmi passare la rassegna oppure una licenza di convalescenza, e mi fece prendere in nota. Io spero in trincea di non andarci piu’, anche per male che vada, perche’ tutt’al piu’ inabile devono farmi, perche’ sono debole in un modo straordinario, e tutto quello che facevo mi sforzavo. Mi hanno segnato bene fra quelli che devono avere la licenza invernale e, tutto vada male, il mese d’Agosto dovrei venire in licenza. Speriamo che vada tutto bene, ma la piu’ grazia sarebbe quella del medico. Fai dire una messa a S.Antonio che mi faccia questa grazia, e se il gran Santo mi facesse questa grazia, ho promesso di cuore di portarci L.100 alla Grotta di Monte Paolo. Volesse il miracoloso Santo riconoscere il nostro dolore ed il nostro sacrificio e venire ancora maggiormente in nostro aiuto. Ho fede perche’ chi prega spera. Spero sempre di qui in avanti darti migliori notizie e sempre piu’ buone. Pensa Diva, se dovessimo riunirci per non piu’ lasciarci. Oltre la tenuta consolazione saremmo ancora Signori. Prega Diva, prega di cuore affinche’ questa grazia ci sia concessa. Prega i nostri morti che ci aiutino in questa grande cosa e cosi’ avremo raggiunto ancora la nostra felicita’.
Estinzione Ora io non vado piu’ all’estinzione e come ti ripeto sto in fureria e per il momento mi contento, ma penso a maggiori cose perche’ sento che non sono piu’ buono di fare questa vita e devo essere riconosciuto. Ricevi tanti baci non avendo per oggi altro a dirti. Bacia i bimbi e credimi tuo
Gregorio

Mi ha scritto Augusto e anche lui mi dice che spera di venire a casa per una quarantina di giorni. Domani scrivero’ anche a Lui.
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Li’, 9/7/917
Carissima Diva
Ti avevo detto in una mia che ero passato scritturale alla fureria e stavo molto bene, godendo la stima e il bene dei miei superiori. Ti garantisco che facevo la vita del Signore, ed ero contento, molto piu’ che avevo anche ora l’amico Renzo, mentre ieri venne l’ordine di mandare 4 soldati per compagnia, intelligenti, a fare un corso telegrafisti. Io subito abboccai all’amo e pregai subito il mio Tenente che mi mandasse anch’io. Lui non voleva mandarmi perche’ vedeva che gli facevo buono, ma io visto che il Regg.to fra giorni dovra’ andare in linea, io lo pregai tanto che mi mandasse anch’io, e cosi’ fece per accontentarmi. Cosi’ ora siamo venuti in un paesello ancora piu’ vicino all’Italia e siamo aggregati al 3zo Genio, 13° Comp.Telegrafisti, e qui faremo un corso di telegrafia dove ci tratterremo almeno due mesi, e poi come abbiamo imparato, speriamo di trovare un posto ancor meglio. Finito questo corso verro’ subito in licenza. Figurati la mia contentezza di passare qui quasi un paio di mesi e poi passare ad un posto importante da imboscatura. Vedi che tutto il male non viene per nuocere. Quando io provo questa sorpresa il mio morale si rialza subito e comincio subito ad avere umore buono e buon appetito. Renzino gli e’ dispiaciuto di lasciarlo, ma che vuoi si tratta di andare a star bene, mentre rimanendo al Regg.to si trattava fra pochi giorni di andare in linea. Se poi quanto prima mandami (…) Pensando alla realta’ a cui allora devo. Ritornera’ il momento della realta’. Ho letto del tuo sogno nella tua ultima lettera e mi ha molto acceso i sensi.
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Li’, 10/7/917
Carissima Diva
Faccio seguito alla mia ultima dove ti dicevo del mio cambiamento avvenuto. Siamo in una bella cittadina ai confini d’Italia e si trova tutto ed offre tutto. Non manca nulla, ed e’ un piacere anche se si ha una lira da spendere. Qui siamo aggregati al Genio e si fa il corso di telegrafia ottica, sistema nuovo venuto dalla Francia, e a far poco il corso per finirlo ci vorra’ una cinquantina di giorni, perche’ altri venuti prima di noi e’ piu’ di cinquanta giorni che sono qui e ancora non li destinano a partire. Noi s’incomincia col giorno 11 e vedi che, per completarlo, si arriva in la’. Quando poi avremo ultimato ci faranno dare un esame e quelli che risultano ottimi li rimandano ai comandi e agli osservatori a fare questi servizi e si rimane effettivi alla compagnia genio Telegrafisti. Vedi che la fortuna non mi abbandona. Mi e’ dispiaciuto di lasciare Renzino ma pacienza perche’ quando si tratta di andare a stare bene bisogna arrangiarsi. Mi dispiace della licenza, che stando al Regg.to la potevo aver presto, ma intanto e’ meglio passare questo tempo bene ed al sicuro, e poi venire anche in licenza perche’ in tutti i modi mi aspetta e verro’ da qualsiasi luogo. Spero che anche tu sarai contenta del mio posto e starai tranquilla. Col giorno 15 il nostro reggimento comincera’ a spostare e dove andra’ non si sa, quindi noi siamo proprio sortiti a tempo perche’ si cominciava la dolorosa istoria. E’ vero che come ti avevo detto ero in fureria, ma in linea si sta male anche a quel posto. Intanto ora si sta proprio bene e qui abbiamo il comodo di tutto. Ora qui potrei comprarmi tutto quello che mi abbisogna perche’ c’e’ tutto. Percio’vedi di fare un sacrificio a mandarmi i soldi, che almeno questo tempo lo passi discretamente, levandomi qualche voglia di mangiare, giacche’ vi sono buone trattorie. Qui si trova anche il fotografo, e quando mi saro’ arrangiato mi faro’ anche la fotografia per mandartela. L’indirizzo fai cosi’: Soldato Cortesi G. del 130° Fanteria aggregato alla 13° Compagnia Telegrafisti – Z.d.G.
Ciao per oggi, bacia i bimbi e tu abbiti i migliori miei abbracci e baci
Cortesi Gregorio

Finito questo corso spero rivederti.
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Li’, 11/7/917
Carissima Diva
Faccio seguito alle mie ma poco ho da aggiungere. Io sto magnificamente in una bella cittadella che offre tutte le comodita’ come in Italia. Ma siamo vicinissimi ai confini. Oggi abbiamo cominciato le nostre lezioni e spero d’imparare bene e farmi onore e cosi’ spero di rimanere nel genio. Per far cio’ bisogna studiare, custodirsi e star bene, se no la mente non sviluppa l’intelligenza necessaria. Di piu’ qui siamo considerati come in Italia in guarnigione, percio’ il mangiare e’ molto scadente per non dire cattivo. Quindi fai un sacrificio di tenermi e farmi star bene dopo tanti e poi tanti sacrifici e patimenti passati. Ora sono proprio contento e quindi per completare la mia contentezza ci vuole che non stia senza soldi, perche’ in un posto cosi’ si sta male giacche’ qui c’e’ tutta gente che fanno gli splendidi e marciano bene. Ci sono tutti gl’im….ti (N.d.c.: gl’importanti) e quindi bisogna farsi vedere discreti. Spero questa sera di leggere qualche tua giacche’ e’ andato un amico al Regg.to in bicicletta per vedere se trovava posta per noi e spero ne portera’. Quando poi avrai ricevuto il mio nuovo indirizzo le spedirai subito a quello. E cioe’: Sold……del 130° Fanteria aggregato alla 13° Comp. Genio-Telegrafisti. Ti ripeto, staremo qui quasi due mesi e poi se si rimane la licenza si prendera’ di qui e se si ritorna al reggimento, si prendera’ dal reggimento. Certo che se non venivo a fare questo corso potevo venire prima in licenza, ma non importa, quando si tratta di passare due mesi al sicuro, tranquilli, contenti e bene solo andando male, ed andando ancor meglio si tratta di rimanerci stabili e sfuggire tutti i pericoli. Ti ripeto, qui abbiamo anche il fotografo e quando avro’ soldi e (…il resto manca)

Bacioni ai nostri cari bimbi che sono e saranno il complemento della nostra futura felicita’. Ciao tuo
Gregorio
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Li’, 19 Luglio 1917
Carissima Diva
Dopo che sono qui, fino ad oggi giovedi 19 non ho ricevuto altro che una tua a questo indirizzo, giacche’ le altre due lunghe lettere le avrai mandate in compagnia e le ebbi di la’. In una poi dici di avermi mandato L.10 e nulla ancora ho visto. Ormai sono una quindicina di giorni che ti avevo avvisata di aver bisogno di danari ed ancora non ho visto nulla, ed e’ gia’ un pezzo che sono pulito pulito. Credi che qui specialmente si sta male oltre che senza soldi, perche’ in guarnigione danno meno da mangiare, oltre cio’ mi preoccupa il non avere come in compagnia spesso tue notizie. Io ti ho sempre scritto tutti i giorni con lettere e cartoline, ed ho piacere sapere se le hai ricevute ed aspetto tutti i giorni risposta a queste mie, ed in proposito a tutto il suo contenuto. Spero che starete tutti bene di salute e nulla avrete a lamentarvi. Io ti ripeto sono in un bel paese dove si fa sempre istruzione sedentaria, per imparare a ricevere e trasmettere telegrammi. Renzino parte domani 20 per la linea sul fronte di Gorizia. Cosi’ se c’ero anch’io dovevo andar su. Pero’ come ti ho detto sarei stato ora a casa in licenza perche’ ero gia’ stato chiamato per andare il giorno 13, ma trovandomi a fare il corso fui sostituito. Per ora non ho altro a dirti, spero presto che la guerra finira’ e cosi’ potremo riunirci per sempre per non abbandonarci piu’ fino alla morte. Ricorderemo sempre questo penoso distacco ma sara’ per noi sempre maggiore monito per amarci ancora di piu’. Bacioni infiniti a te e ai cari bimbi che vedo sempre e contemplo insieme a te in mezzo a questa bella compagnia quando nelle ore di riposo medito e penso ai cari miei, idoli ed affetti lontani. Scrivimi spesso. Tuo
Gregorio
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Li’, 24 Luglio 1917
Carissima Diva
Ieri 23 ricevei la tua tanto bella ed amorosa lettera che ho letto e riletto tante e poi tante volte, pure accluso ho trovato l’annunzio funebre del povero Amilcare e credi che tanto mi ha disturbato la (…) mi avevi prima trasmessa. Oggi stesso faro’ una lettera di condoglianze alla povera tua zia, che immagino il dolore indescrivibile che avra’ provato per quel povero figlio, buono, mite, intelligente e bravo, che il piombo Austriaco non ha voluto risparmiare. Povero Amilcare, e dire che il 23 Maggio forse ci saremo stati vicini, perche’ lo posso dire e forse l’avro’ visto passare! Scommetti che non isbaglio e forse un giorno potro’ confermare questa mia asserzione: (N.d.c.:diverse righe cancellate dalla censura) …della sciagura lugubre!
Lettera censurata Basta, anche su questo metteremo il velo dell’oblio e passeremo ancora ad altro. Ripeto che ancora oggi Lunedi’ non ho ricevuto vaglia di sorta, come ti annunziai pure ieri nell’altra mia. Credi che a causa di questi vaglia e’ per me un vero disastro, e forse saranno andati in altri distaccamenti, perche’ di questi ve ne sono altri della 13° Compagnia telegrafisti e cosi’ restano a dormire nelle furerie. Non dico che anderanno smarriti, ma verranno chissa’ quando, e cosi’ io, coi soldi in viaggio, mi tocca star senza. Alla peggiore ipotesi ritorneranno a te se mai a suo comodo non giungeranno a me. Speriamo che arriveranno, ma mi contentavo che almeno, di due, ne fosse arrivato uno, ma devono aver preso tutti e due la medesima strada. Cosi’ non mi era mai successo neppure quando ero in linea. Pero’ le lettere le ricevo bene, ad eccezione di una che come ti ho detto in altra mia, ha impiegato quasi otto giorni, e forse avra’ preso la direzione dei vaglia. Cara Diva, cerca di stare contenta, mangia e bevi e pensa che io sto bene, sono in un bel posto, sto seduto tutto il giorno e nelle ore di liberta’ si puol godere un po’ di vita civile. Il caldo anche me mi ha un po’ sbattuto tirandomi fuori un po’ d’anemia, ma mangiando discretamente passa subito. Tu mi dici che ti voglia bene, che ti ami?! Ah! credi Diva che pure io ho sentito mai un amore grande, sublime, come dal momento che ho dovuto subire il tuo distacco e credi che mai donna ho creduto piu’ bella di te, se ti giuro per l’onore dei miei figli che dopo che sono partito, piu’ donne ho accostato, e mai ho contaminato l’animo mio di un piacere passeggero per un affetto materiale, perche’ il mio animo ha bisogno di affetto costante e duraturo come tu mi hai giurato e mi hai dimostrato perennemente. Si’, io ti amero’ ancora sempre piu’ anche se i patimenti ti avessero deturpato e tu farai altrettanto con me se forse, al mio ritorno, non troverai piu’ il tuo Gregorio con quella febbre di prima e forse maggiormente incanutito, con l’impronta ed i solchi del doloroso sacrificio immolato in olocausto per il tuo affetto e per quello dei miei adorati figli. Non importa di questi e non mi curo, perche’ so che le tue cure, le tue carezze, sapranno ancora ridonarmi quella lucidita’ e quella forza di serenita’ e di spirito il quale mai mi e’ mancato in tutti i momenti tristi del nostro amore. Coraggio Diva, che il tuo sacrificio sara’ ricompensato, e sara’ soddisfatto nella redenzione di nuova vita. Penso che il sacrificio non e’ solo tuo, ma bensi’ di milioni di vite, e quando penserete e capirete il sacrificio che si compie noi, non e’ nulla il vostro di fronte all’immensita’ del nostro. Eppure tutti si sopporta, nello scopo unico e nell’intento di poter arrivare al fine orgogliosi di aver saputo sopportare fino in ultimo tutto il peso che la civilta’ degli uomini ci aveva riserbato. Senti dei soldi e mi rincresce dell’incomodo che ti arreco, ma infine al Sig.Paolo chiedi del tuo e non avra’ certamente paura di darti quella somma, se li ha in mano lui. Vuol dire che da qui in avanti cerchero’ anch’io di fare alla meglio se le cose dovessero prolungarsi. In Settembre spero di venire in licenza e cosi’ potremo regolare meglio i nostri interessi. Comprendo la situazione critica in cui si dibatte non solo la nostra, ma tutte le famiglie, ma tu devi cercare di non patire, lascia che vada tutto, giacche’ abbiamo sempre campato bene prima con debiti, ora se non altro non avremo debiti e ci mangeremo del nostro, che ancora sarebbe stato peggio se si doveva mangiare soldi degli altri.
Ora noi qui il corso l’abbiamo ormai finito e forse nella settimana che entra anderemo in distaccamento in un paesello vicino a questo, e se vi sara’ richieste di telegrafisti potremo passare ad altre compagnie telegrafisti, come han fatto con altri, ed allora la licenza si chiedera’ alla Compagnia che verremo designati, e se si rimane a questa, l’avremo di qui. Avrei piacere di rimanere qui almeno per tutta questa settimana per potermi fare il ritratto appena ricevero’ i tuoi soldi, e cosi’ appagare un tuo desiderio tante volte espressomi. Ma se si rimarra’ a questa compagnia, anche dal distaccamento una sera si’ ed una no si puol venire qui, giacche’ siamo sempre (N.d.c.…mancano pagine) che tanti me ne ha serbati questa vita di lacrime. L’amore dei nostri figli coronera’ la nostra felicita’ ed entrambi veglieremo sulle nostalgiche ore tristi, orgogliosi di aver fortemente saputo resistere per i nostri cari piccini nella breccia del dolore. E tutto passera’ nell’oblio, dimenticato! E solo resistera’ il momento felice che sempre dovra’ continuare fino alla fine di nostra esistenza. Mi dici se qui vi sono delle donne di mondo? No, qui non ve ne sono, ma se ci fossero anche, non dubitare che il mio animo non lo contaminerei perche’ ha troppo bisogno di affetti piu’ nobili per poter consolare tutto cio’ che ha patito e sofferto. Senza la pace non si sente neppure la necessita’ di sfoghi materiali, ma bensi’ non si cerca altro che il nobile affetto della moglie e dei figli. Io posso giurare che continuamente guardo la tua fotografia ed in mezzo alle ubertose campagne ti parlo continuamente, quando (…) fresche della sera, e poi se il ricordo mi fa venire i stimoli del desiderio, a te dedico tutti …….. il mio pensiero e’ tutto a te per sempre. Vorrei seguitare e sfogare tutto cio’ che mi sento, ma serbero’ tutto per un giorno che non sara’ lontano, nel quale potro’ venire sia pure a passare un po’ di tempo con te. Ma spero sempre migliori cose. (…il resto manca)
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senza data
——————- 06 (N.d.c.: pagine da 2 a 5 di un documento, trovate all’interno della lettera del 24 luglio 917)
debba sentire e provare perche’ li vedo tutti indifferenti e tranquilli mentre io penso sempre e prego i miei santi. Io vedo sempre che la guerra debba esser lunga e che ancora per molto debba star lontano da casa mia, ecco il pensiero che mi tormenta piu’ che il pericolo. Basta, l’uomo vive di fede e questa e’ l’unico suo conforto. Come in una precedente mia ora siamo in riposo fin dal giorno 26 e ci siamo fermati in un bel posto che si sta bene, e siamo all’Italia e chi sa se si cambiera’ fronte, ma sara’ difficile. Sono voce di soldati ma di certo nulla si sa. Speriamo almeno di stare una 15na di giorni cosi’, e in questo frattempo possa dar fuori qualche cosa anche per me. Tu mi dici della licenza, tu mi dici che ci vuole sei mesi per usufruirla, ma ci vuole invece 10 mesi dall’ultima licenza avuta ed io non sono ancora 6 mesi. Pero’ io tentero’ dicendo che mai sono stato in licenza, ma se se ne informano presso i Carabinieri, dopo mi puniscono. E’ lo stesso, chi non arrisca non rosica. Tu sei allarmata perche’ credi che sia stato ferito gravemente. Sarebbe stato meglio, a quest’ora sarei stato all’Ospedale e tu saresti venuta pure a vedermi ed avrei finito di fare la guerra, invece una palla mi sfioro’ appena la pelle di un dito facendo un po’ di sangue appena. Ma pero’ credi che quella sera essere in mezzo al fuoco dei tedeschi e quello degli Italiani, passare le palle da per tutte le parti del corpo e rimanere illeso dopo che si fuggiva in mezzo al fuoco, quelli sono miracoli viventi. Due miei compagni rimasero pure feriti piuttosto gravemente. Quando potro’ raccontarti tutto quello che ho passato nel mese di Maggio e Giugno, dirai basta. Ma al passato non ci si pensa e si pensa sempre all’avvenire. Speriamo che questo non sia peggiore del passato. Mi ha sorpreso la morte del Sig.Rodolfo. Cerchiamo di stare tranquilli e di aver fede nel destino perche’ tanto e’ lui che decide.
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Li’, 25/7/917
Carissima Diva
Anche oggi voglio inviarti due righi per stare sempre in tua conversazione continua. Nulla di piu’ ho da aggiungere alla lunga mia di ieri, e pure oggi solo debbo ripeterti che nella posta giunta oggi non ho trovato i vaglia. Percio’ cerca di tenere d’acconto le ricevute che se mai fra giorni non saranno giunti, ne farai i tuoi reclami. Ormai sono dieci o dodici giorni e mi pare che dovessero esser giunti. Cosi’ non mi e’ mai successo e mi e’ successo proprio qui che maggiormente ne ho bisogno, dato anche l’ambiente favorevole per potere un po’ comparire. Avrei pagato una parte del mio sangue se avessi potuto averli oggi, sai perche’? Si da’ la combinazione che ad un caporale che dorme vicino a me, giovane di famiglia signorile, questa notte mentre si e’ recato alla latrina gli hanno rubato il portafoglio, contenente un 130 lire. Per debito d’imparzialita’ ci hanno perquisito tutti, quelli che eravamo vicini, e per l’appunto ho dovuto far vedere che non avevo soldi, ma in giornata se mi fossero arrivati era proprio una cosa splendida. Non poi credere quanto mi sia rincresciuto questo incidente, e sono rimasto tanto male da passare un grande dispiacere. Certo che i dubbi non sono stati neppure lontani per me, ma nonostante il rincrescimento e’ stato di una enormita’ immaginabile. Sono combinazioni che si danno e proprio si doveva dare anche a me. Basta, io sono certo del fatto mio e sono tranquillo e sereno. Oggi stesso ho scritto alla zia Laura, e ti rimetto copia di cio’ che le ho detto. Capirai non vi e’ altro verso per ricordare uno che e’ morto in guerra e per consolare il dolore di una madre. Cosa vorresti dire altrimenti? Baci a te e bimbi e credimi tuo sempre in attesa di tue
Gregorio
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Li’, 28/7/917
Carissima Diva
Ieri 27 ricevei la tua ultima lettera in data 24 e dove mi parlavi di Mengone dell’Innocenza. Questo tanto per farti capire che lettera e. Ho inteso nella medesima tutto quanto mi dici riguardo alle punture che il medico mi voleva fare? Io mi feci la prima e poi non ci sono tornato piu’, pero’ posso assicurarti che da diversi giorni che sto molto bene con buon appetito ed anche ho rifatto il colore. Forse sara’ anche il gran riposo perche’ si sta sempre a sedere al fresco in un bel giardino. Ora posso pure assicurarti che sono tranquillo, pieno di ottimismo per la fine di questo conflitto. Credi che non ho passato pero’ tanta rabbia coi soldi come quando sono qui, e fino ad oggi non ho ricevuto nulla. Quindi attendo tu mi rimetta un po’, che non sono mai stato male come qui per i soldi, dove poi qui ne avrei avuto maggior bisogno. Ho dovuto tenermi a certe ristrettezze indescrivibili, e solo ho avuto la bonta’ di un amico fattomi qui in questo corso, che qualche sera mi ha invitato a mangiare un boccone ed un bicchiere di vino, ma bisogna poi che lo rifaccia a tempo opportuno. Dimmi se hai ancora le ricevute di quei vaglia e poi ti diro’ come devi fare a ritirarli. Cerca di spedirmene piu’ che poi, che almeno non ci sara’ bisogno di picchiare sempre in quell’argomento. Spero che avrai oppure riceverai puntualmente le mie. Non vedo l’ora poterti anch’io rivederti, per raccontarti tutto cio’ che il mio cuore rinserra, come pure tu mi dici sempre di dover esprimermi tutte le tue passioni d’affetto. Stai contenta perche’ i miei bimbi rappresentano il padre e loro occupano il mio posto e tu guarda loro e cosi’ vedrai la mia visione. Bacioni grossi. Appena avro’ i soldi mi faro’ la fotografia.
Gregorio
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Li’, 29 Luglio 917 cartolina
A tu mia donna che mi disseti con le dolci stille pregustando baci infiniti mio ritorno, ti abbraccia e ti bacia il tuo
Gregorio

Da questo Cielo sereno tra la vivacita’ di baci e di dolori pieno di salute e di vita con la (…) augurante (…)
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Li’, 29 Luglio 917
Carissima Diva
Anche oggi, Domenica, dedico tutto il mio pensiero a te e bimbi, cui negli affetti i piu’ puri e i piu’ sublimi non (…) esservi vicino e di gustare il massimo dei piaceri che e’ quello di dare alla mia le vibrazioni dei piu’ santi ideali.
Io non ho mai odiato, ma dopo che sono stato strappato da voi ci odio tutti specialmente coloro che vedo contenti e felici passeggiare allegri con le loro mogli e i bambini indifferenti e incuranti di quanti che non possono avere questo piacere e che sono costretti in trincea lontani dai loro cari per tanto tempo. Io vorrei essere un eremita per non vedere piu’ cio’ che i miei occhi hanno visto fin ora, e non vedere piu’ essere umano specialmente il sesso femminile, che vedo sempre piu’ gaio e sfolgorante, sempre con le impronte piu’ marcate della sua vanita’ e civetteria, impassibili e non pensanti alle tante anime travagliate ed afflitte ed ai tanto cari bimbi privi del piacere affettuoso di vedere il suo caro padre. E forse tanti non curano il piacere ed il conforto di rivederli mai piu’ e vivranno cosi’ nell’oblio perenne di tanto ricordo. Quanto vorrei dire alla mia penna, ma cerchero’ di tutto frenare per solo serbare il tutto a un giorno piu’ bello e di nuova vita. (…) trascrivo un sonetto (…) trincea il quale sapeva tutta la vita passare ed al quale aveva dischiuse tutte le pene, dal mio cuore a un bravo amico collega mio e caro giornalista. Ecco il titolo:

Ricordo di trincea

La prima volta ti conobbi, o amico
figlio della Toscana benedetta,
lassu’ in trincea, innanzi al nemico,
armato di fucile e baiometta.

Presso Castagnevizza il colle (…)
Dove l’odio saturo e la vendetta
(…)
Dove soffre ogni persona eletta.

Pure tu soffrivi, e nel cuor tuo sincero
Forse pensavi in quella triste sera
Non alle Patrie od ai suoi confini,

Ma amante del gusto, il bello, il vero,
Grandi virtu’ della tua vita intera,
Tu pensavi alla moglie e ai tuoi bambini.

In questo momento in cui scrivo si sente il grido rituale del sergente di giornata il quale annunzia la distribuzione del pasto, che avremo tutti i giorni dopo aver consumato il primo rancio. Il grido di gioia si ripercuote in tutti i petti e si corre tutti nel cortile, dove il distributore deve affannarsi a leggere quella litania di nomi e cognomi (…) per la gran (…) fatta nei molteplici uffici passati tanto da questo inconvegnente lo costringe a gridare e chiamare nomi i piu’ svariati e ironici. Pero’ oggi ho trovato proprio la tua ultima in data 27 dove mi annunzi la ricevuta delle mie in data 22 e 24 ove sento pure quella del 24 e’ giunta di un piacere (…il resto manca)
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Li’, 3 Agosto 917
Carissima Diva
In risposta alla tua carissima ultima ti ripeto cio’ che ti ho detto in una mia cartolina prima di questa, e cioe’ che ho(…) in quanto al vaglia che ti e’ (…) ed ho avuto piacere che cosi’ non avrai da impazzire a fare ricerche. Si vede che era andato in qualche posto dove io ero sconosciuto e cosi’ senza impazzire l’hanno rispedito al mittente.
Spero me li rimetterai immediatamente con l’aggiunta che ti avevo richiesto.
Nella medesima tu mi dici che la madre di Renzino e’ pensierosa che da diversi giorni non ha notizie, per quello che ti posso dire io, so che il Reggimento si trova in linea da diversi giorni, e forse avra’ poco tempo di scrivere. Credo che sia nel posto dove ero prima anch’io e che gia’ ti dissi e sono ritornati li’. Tu mi dici della licenza. Certo che quando avremo finito il corso, o si rientri al Reggimento o si stia al Genio, abbiamo diritto alla licenza e ce la daranno dove ci troviamo. Certo che prima di finire il corso avremo ancora piu’ di un mese. Anche se si dovesse rientrare al Reggimento, noi si sta alle stazioni ai comandi Divisione Brigata e Reggimento e le stazioni sono messe in sotterranei sicuri. Certo che avremo sempre un posto di privilegio. Tu mi dici che e’ riaperto l’invio dei pacchi postali in zona di guerra, questo l’avevo letto anch’io, ma ho pensato di aspettare perche’ se al piu’ presto dovro’ venire in licenza, bisognerebbe che la riportassi a casa per non perderla e quindi mi pare che non meriti impazzire. Ad ogni modo se sara’ il caso ti avvertiro’ subito. Ora di salute sto benissimo e in questi giorni mi sono rifatto proprio, cosi’ spero che anche tu sarai calma e contenta consolandoti con le mie, come io non trovo altro piacere quando rileggo le tue che vorrei ogni momento.
Per ora ti bacio forte come sempre insieme ai bimbi cari e credimi tuo
Gregorio
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Li’, 5 Agosto 917
(N.d.c.: cosa e’ successo alla Mariannina? Forse e’ fallita l’azienda in cui lavorava, o la banca presso cui aveva i risparmi, e Gregorio si affretta ad assicurare che il Governo garantisce comunque fino ad una certa cifra, tuttavia anch’egli non e’ pienamente convinto delle sue affermazioni.)

——————————– pagine 1 e 2
Carissima Diva
Oggi Domenica 5 Agosto ricevo la tua ultima lettera in data del due, dove mi annunzi la ricevuta della mia lunga lettera nella quale era contenuto anche il mio racconto. La medesima la scrissi anche otto giorni fa, ossia Domenica passata e dietro a quella te ne ho inviate altre insieme a cartoline che spero riceverai sempre. Dimmi, le cartoline le ricevi? Non ne parli mai di queste. Ho piacere che la medesima cosa tutte le altre mie ti abbia consolata e che ti sia convinta d’ancora una volta della grandezza del mio amore, che non solo e’ grande, ma sublime. In quella mia non vi e’ esagerazione, ma se guardi bene e’ il grido di un’anima che agogna a dividere gli affetti piu’ puri e gli ideali piu’ veri. Vorrei in mille termini esprimermi ma tu gia’ mi comprendi senza altra rettorica di versi che poi serbero’ per un giorno quando nell’intimita’ nostra sfogheremo il dolore (N.d.c. …mancano pagine)
——————————– pagina 7
nei limiti di presidio essendo distante appena 2 chilometri il Distaccamento. E solo si puo’ venire una sera si’ ed una no, perche’ la sera si fa istruzione una si’ ed una no, e la sera dell’istruzione non si sorte. Se andremo in Distaccamento l’indirizzo rimane cosi’, ed in caso si dovesse cambiare compagnia (cosa che non sara’ subito), ti divisero’ prontamente. Dimmi se le mie lettere ne hai mai ricevute censurate, perche’ io posso assicurarti che mai ho ricevuto una tua lettera
——————————– pagina 8
che sia stata vista dalla Censura come invece a tanti altri non ricevono una lettera che non sia stata aperta. Ho piacere di saperlo tanto per curiosita’. Renzino si trova in linea e si trovano in una posizione brutta dove avviene bombardamenti continui e terribili. Dentro a questo mese (…) presumere o a Napoli in carrozza o alla macchia a far carbone. Io spero di starci lontano ma nella peggiore ipotesi andro’ ad una stazione a qualche comando come sono andati i primi che vennero a fare il corso, ma crediamo che ora le stazioni saranno complete e che non ci sara’
——————————– pagine 9 e 10
piu’ richieste di telegrafisti, perche’ ne e’ andato via parecchi. Ho sentito della morte del povero Arturo, povero ragazzo, si vede che era nato disgraziato. Come e’ andato quest’anno il raccolto? Dubito che sara’ stato poco (…) E l’uva come va? Non ho avuto ancora nessun riscontro alla lettera che mandai a tua zia, mi rincrescerebbe se non l’avesse ricevuta, ma questo non dubito. Che poi forse avra’ poco tempo da perdere, anche lei. Ho inteso riguardo alla Mariannina, ma non c’e’ d’avere nulla paura, perche’ garantisce sempre il Governo, perche’ queste imprese hanno i depositi garanzia, ed il Governo sistema tutto con questi. Quando le imprese non (…) Certo che avra’ da impazzire ed aspettare parecchio e dovra’ trovarsi certamente in laberinto con quella gente che ha attorno. Certo che queste imprese, con uno stato di cose simili non possono andar avanti
——————————– pagine 11 e 12
perche’ se non si va noi non vanno neppure loro e cosi’ vedrai che se la guerra dovesse prolungarsi ancora nell’anno venturo sara’ un disastro su tutta la linea. Speriamo bene perche’ altrimenti sara’ un vero caos! Per oggi non aggiungo altro, stai contenta e tranquilla, cerca di custodirti e pensare a campare, questo e’ tutto, ed in quanto al resto tutto si rimedia. Stai contenta coi tuoi bambini e pensa alla salute. E la famiglia Squinquina che fa? Squinquino bene sempre? E Alfonso e’ ritornato al solito tema? Ed ora che strada ha preso? Quanti (…) Bacioni grossi grossi a te e cari piccini colla speranza presto di abbracciarvi tutti. Tuo sempre
Gregorio
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Li’, 11/8/917
Carissima Diva
Questa sera mentre doveva avvenire il pagamento dei vaglia ed anche io ero per riscuotere il tuo vaglia di L.20 ricevuto ieri come ti ho detto nell’altra mia, con mia somma sorpresa non me l’hanno pagato perche’ il vaglia di L.20 e’ tagliato fino a L.10. Ed effettivamente se guardi nel lato del medesimo dove dice: = fino a L.5 – fino a L.10, e cioe’ ne manca un’altra colonna che doveva dire: fino a L.20. Quindi mancando quell’accertamento non lo pagano perche’ bisogna che impazziscano per l’accertamento della somma. Quindi mi dissero di portarlo all’ufficio postale perche’ facessero le indagini necessarie, ma dato che si perde del tempo lo stesso, e quando poi esplicate le pratiche io non ci dovessi essere piu’ qui, chissa’ quando mi avrebbero raggiunto quei soldi! Percio’ ho pensato di rimandartelo, tu lo faccia annullare e farne rifare un altro e rimandarlo per espresso. Non poi credere la rabbia che ho provato, molto piu’ che mi tocchera’ stare senza soldi tutta la settimana e domani 12 domenica avevo contato di stare un po’ bene, cosi’ invece mi tocca andar rammengo. Ti ripeto che non sono mai stato male come qui a soldi, e le combinazioni incontrate coi vaglia non mi erano mai successe. Io sarei per fare il possibile di fare tutto un debito e spedirmi L.50 tutte in una volta per cosi’ non trovarsi un’altra combinazione simile e non piu’ impazzire con quelle richieste continue. Non poi credere la rabbia che butto giu’, vedendo che tutto contribuisce per non darmi un momento di pace. Non mancare di fare le tue lagnanze all’Ufficiale Postale, che certi sbagli non dovrebbero avvenire. Fai fare l’indirizzo cosi’:
Soldato del 130° aggregato al 3° Genio 13° Compagnia Telegrafisti.
Per ora non si parte e spero riceverlo ancora qui, ma in caso si partisse cosi’ arriverebbe al 130° perche’ lo respingerebbero. Ti raccomando fai presto e magari fallo espresso. Attendo novita’ tutti i giorni. Speriamo non succedano piu’ queste cose. Baci di nuovo, tuo
Gregorio
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Li’, 17 Agosto 917
Zona di guerra Aiello
Carissima Diva
Oggi 17 Venerdi’ ricevo la tua lettera ultima con accluso di ritorno il vaglia che ti avevo rimandato, e questa volta speriamo che lo possa riscuotere. Ieri 16 giovedi’ ricevei pure la tua penultima lettera in data 13, scrittami cioe’ Lunedi’, e che tanto grata come sempre ho letto. Pero’ mi e’ rincresciuto sulla medesima sentire di Ivo che e’ stato poco bene, ma poi mi assicuri essere stata cosa passeggera. Dalla tua ultima ho sentito che Rusignoli non ha potuto farti il piacere per mandare a me cio’ che ti chiedevo, ma non importa, per ora faccio lo stesso, e staro’ cosi’ a vedere dove ci mandano, e se avro’ bisogno scrivero’ come tu dici al Sig.Paolo, oppure a Don Cantoni, che in caso credo non avra’ difficolta’ a mandarmi una cinquantina di lire. Prima poi che la cambiale scada, se io non potro’ venire in licenza, ci consiglieremo come vogliam fare. Che voi, ora noi siamo qui a disposizione, vale a dire che si puol partire da un momento all’altro, mentre possiamo stare ancora parecchi giorni e poi non si sa dove ci manderanno, e quindi se non mi capita di poter ritornare al 130° sara’ difficile poter ottenere subito la licenza, molto piu’ ora che ho sentito dire che per la Toscana le hanno sospese dato che molti non sono piu’ ritornati. Ma per questo io potrei riuscirci lo stesso, perche’ noi siamo del Distretto di Forli’e quindi non siamo considerati come Toscani. Tutto sta poter andare ad un posto fisso, perche’ fino che si sta qui e’ inutile, perche’ a noi aggregati non possono dare licenze. Staremo a vedere come andra’ a finire, pero’ non poi credere quanto si stia bene qui, molto piu’ che ora non si fa piu’ nulla, e tutto il giorno si va a zonzoni per squadre per la compagnia, intanto che si aspetta l’ora del rancio. Cosi’ si mangia della grand’uva. Ritornando sulla licenza, quando saro’ destinato dove mi manderanno, se in caso ti faro’ una lettera che tu invierai al mio comandante, e se ci sara’ bisogno faro’ scrivere anche all’On.Berti, che cosi’ sono sicuro che mi manderanno, ma questo se non dovessi ritornare al 130°, ma se poi ritornero’ li’, credo che non ci sara’ bisogno di nulla. Basta, fino che non siamo fermi non c’e’ nulla da dire. Speriamo poi che dentro l’anno finisca tutto pero’ io ci credo poco finche’ non vedo, certo che a lungo non potro’ piu’ andare, ma e’ ancora una grande incognita. Certo che ora e’ piu’ guerra diplomatica che di armi, e non meraviglia se questa ci serbasse delle sorprese. Lasciamo correre e speriamo sempre bene. L’altro giorno ricevei una tua in data del 18 Luglio, che si vede aveva preso altra strada, e dove tu mi parlavi di un triduo che tu avevi fatto alla Madonna di Pompei, e che ti aveva fatta la grazia che tu desideravi. Fanne un altro, per vedere se almeno potro’ presto venire in licenza. Mi dicevi poi anche in questa di venirmi a trovare a Bologna, ma se in caso a Forli’ basterebbe, per passare almeno qualche ora dall’Ada. Questo non perche’ non volessi che tu venissi a Bologna, ma perche’ li’ c’e’ troppa confusione e i militari che girano nelle tradotte, da quella stazione non sortano. In fondo alla medesima ho trovato una buona notizia, datami di suo pugno Marcello e che mi dice non e’ passato all’esame perche’ non ha punta voglia di studiare e che passera’ quest’altro anno, mi ha fatto ridere, e mi e’ sembrato sentirlo discorrere. Gli farai i miei rallegramenti. Hai sentito la nuova visita dei riformati? Questa volta se non finisce la guerra, ce n’e’ per tutti, e ce ne sara’ anche per il Sig.Adolfo che cosi’ dovra’ lasciare le Signorine. Anche li’ per Rocca ci sara’ qualcheduno che questa volta non ci andera’ come anno scorso, e cosi’ verranno a provare il morso del Lupo. Piu’ che siamo e piu’ si ride. Di Renzino non ho saputo piu’ nulla e non so se la Brigata e’ venuta a riposo come ti avevo detto, ma fino ad oggi credo ancora no, perche’ si dovrebbe vedere di qui qualcheduno a passare, e poi si sa subito in Reggimento quando sono a riposo. La tua zia Zaira non ho avuto nessuna risposta alla lettera che ci scrissi, e non so spiegarmi il perche’. Domenica ti inviai una mia lettera che spero ora avrai ricevuta anche quella, nella quale dicevo tante cose, ed era ispirata al mio grande desiderio di poterti possedere, desiderio immenso che non mi lascia tregua e mi da’ occasione a sfoghi simili a cui ti dicevo. Non vedo l’ora di ricevere una tua risposta in proposito, e cosi’ potro’ ancora ripeterti simili cose se lo desideri, perche’ e’ uno sfogo sublime anche quello, e cosi’ in quegli istanti mi pare di essere a parlare con te. Domenica rinnovero’ una lettera simile, ma tu mi devi dire se le ricevi volentieri,
e se ti fanno piacere e se ti stimolano al pari mio il desiderio ed il ricordo di tanti bei momenti passati nel piu’ puro affetto. Tu seguita per ora a scrivermi sempre, e se anche dovessi andare, le lettere non si perdono, e poi in caso sara’ questione di qualcheduna, perche’ appena andati via io ti avviso subito. Ho inteso riguardo a Giovanni, che voi, io non la ho di quella fortuna, mi ci voleva a me quell’amico. Per oggi tralascio, promettendoti Domenica di trattenermi molto con te, parlando anche del nostro amore. Bacia i cari gioielli che sono i nostri bimbi e tu abbi tutte le cose piu’ affettuose dal
Tuo sempre
Gregorio
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Li’, 1 Settembre 917 cartolina
Diva Carissima
Anche oggi t’invio i piu’ fervidi baci ed abbracci col pensiero sempre rivolto a te, e coll’attesa penosa di presto rivederti. Attendo qualche tua che da un pezzo per forza di cose piu’ non vedo. Pertanto mi auguro che starete tutti bene e che non ci sia nulla da lamentare in famiglia. Attendo Renzino. Spero pero’ avrai sempre ricevute mie notizie. A mezzo Settembre spero passare una quindicina di giorni felici. In questo momento ho trovato Renzino di ritorno. Ci siamo trattenuti tanto. Sta bene ed e’ contento. Ora ci potiamo vedere tutti i momenti. Riscrivero’ anche domani. Bacioni sempre a te e cari bimbi tuo
Gregorio
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Li’, 1 Settembre 917
(N.d.c.: questa lettera senza data viene attribuita al giorno 1 Settembre perche’ dichiara di avere ritrovato Renzino quel giorno stesso.)
Con mia somma sorpresa e contentezza, quest’amane ho trovato Renzino che pure lui e’ passato a questo Regg.to nella sezione mitraglieri. Poi credi che grande sorpresa e’ stata per entrambi. Abbiamo parlato tanto assieme e se tutto dovesse andare male, almeno rimarremo assieme allo stesso Reggimento. Questa sezione mitragliatori arrivo’ in sera a questo Reggimento, essendo nuova, essendo partita la nostra vecchia per andarsi a ricostituirsi. Ha scritto subito anche lui a casa sua, all’Amelia, e credo ti abbia scritto anche a te. Che combinazione, credo che non ce ne siano poche. Meglio cosi’. Bacio di (…) e bacioni tuo
Gregorio
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Li’, 2 Settembre 917 cartolina
Salute ottima. Spero quanto prima poterci rivedere ed abbracciare te e i bimbi cari. Saluti da Renzino. Baci tuo
Gregorio
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senza data
(N.d.c.: lettera attribuita al 3 o 4 Settembre 1917 perche’ dichiara di avere da poco trovato Renzino)
Qualche cosa a questo indirizzo perche’ al momento sono allo sciutto perche’ come ti ho detto, trovando Renzino ho fatto qualche complimento, e poi dal giorno che si passo’ alla 14ma linea e che si comincio’ a poter spendere, ne abbiamo sempre spese per levarci qualche voglia. Dopo 40 giorni di linea sono contentissimo della fortuna che vedo non mi abbandona e cosi’ spero che tutto finisca bene fino all’ultimo. Passato agosto e settembre dopo e’ fatta, il pericolo sparisce.
Rispondimi subito. Bacioni a te e ai cari bimbi e credimi sempre
Gregorio Giuseppe
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Li’, 3 Settembre 917
Carissima Diva
Anche oggi ti invio le mie notizie che sono buonissime in quanto alla salute. Siamo sempre qui in trincea ma quanto prima speriamo di aver terminato il nostro turno. Cosi’ ci potremo godere il desiderato riposo. Appena poi che scenderemo saro’ mandato subito in licenza, come ti ho detto in altra mia che spero avrai ricevuta insieme anche alle mie cartoline. Cosi’ credo che per la meta’ del mese di poter essere a casa. Cosi’ ti ripeto che in quanto alla sistemazione del nostro affare con Don Cantoni aspetta che vengo io che cosi’ accomodero’ tutto. Da dopo che sono partito da Aiello non ho ricevuto piu’ tue e mi pare d’essere privo di tutto. Ti ho mandato l’indirizzo della 6ta Comp. Perche’ ero comodo a ritirare la posta, ma io sono aggregato al 2° Battaglione (plotone autonomo). Ad ogni modo scrivi pure a quell’indirizzo giacche’ vado sempre a trovare il furiere e cosi’ prendo anche la posta. Ho visto Renzino ed abbiamo parlato tanto delle tue sorelle, e mi ha detto che stanno benissimo e si sono accomodate benissimo ed Adolfo guadagna bene. Pure la Rosina dice che sta bene ed e’ sempre allegra. Parleremo di tutto quando potro’ venire a passare quegli agognati 15 giorni. Ho ideato di andare a passare quattro o cinque giorni assieme a Firenze per potere parlare personalmente anche col Sig. Silvio. Mi ha detto Renzino che ha dei soldi da mandare a sua Madre e me li dara’ a me che io me ne serviro’ e cosi’ quando vengo glieli passero’ io. Cosi’ se vengo a casa mi faranno comodo per tutto e appunto penso che tu dopo la mia partenza da Aiello sarai stata un po’ in pena, ma stai certa e tranquilla che non ho nulla da lamentarmi e che sto benissimo grazie a Dio. Vogliamo sperare che non mi vorra’ succedere nulla anche di qui in avanti perche’ come ti ripeto qua il pericolo e’ dappertutto e le disgrazie sono sempre pronte, ma con cio’ voglio credere che la fortuna non vorra’ essermi avversa nei piu’ pochi giorni che dovremo ancora fare. Bacioni infiniti a tutti colla speranza di presto arrivederci. Non ho altro da aggiungere. Stai tranquilla e pensa ai bei momenti che passeremo in quei 15 giorni che potro’ vivere e rivederti ed abbracciarti tanto coi bimbi. Credimi sempre tuo
Gregorio
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Li’, 7/9/917
Carissima Diva
Ieri sera 6 ricevei la tua carissima lettera annunziatami dalle tue belle ed espressive cartoline illustrate. Quando riceverai la presente spero sarai in possesso delle altre mie in cui tanto ti raccontavo e specialmente della venuta di Renzino a questo stesso Reggimento. Puoi credere la mia consolazione che ho provato, tanto che mi trovavo pensieroso e taciturno, e dopo venuto Lui mi sono rifatto, ripigliando molto buon umore. Tanto e’ vero, la sera avanti che venisse Renzino, come ti ho gia’ detto nella mia, avevo marcato visita ed il medico mi riconobbe tanto, che mi disse di farmi passare la visita superiore. Ora poi io alla visita non ci sono tornato piu’ perche’ passai alla fureria, ed alla istruzione non ci vado piu’, e credi che il furiere ed il Tenente che comanda la Compagnia, mi hanno preso a voler un bene che e’ una cosa incredibile, tanto che avevo trovato altre combinazioni di andare in altri posti, ed il Tenente non mi ha voluto lasciar scappare. Il furiere mi dice: “Stia qui, ora che il Tenente l’ha preso a voler bene vedra’ che sta bene piu’ che in altri posti. Certo che anche in trincea in fureria si sta bene, non manca nulla, e si sta sempre in ricovero col Comandante. Quindi, data questa contentezza, nel vedere che tutti, cominciando dai soldati e tutti gli altri graduati, mi vogliono bene e mi hanno un rispetto immenso; e nel trovare Renzino, col quale abbiamo incominciato la sera andare assieme a bere ed a mangiare e stare allegri e contenti parlando, poi credere di tante cose. Percio’ dato questo insieme di cose ho ricominciato a rifarmi e credo e dubito che se mi rivede il medico non mi mandi piu’. Pero’ se torno in trincea, se non e’ per questa volta sara’ per quest’altra, ma ci devo arrivare. Intanto spero ad ogni modo presto venire in licenza, perche’ ne mandano molti di quelli che hanno segnato (e fra i quali ci sono anch’io) tutti i giorni, e se continuano cosi’, in Agosto certamente la licenza non manca, almeno credo sia una speranza certa. Renzino l’ho trovato senza un soldo, e per passare qualche ora assieme ho dovuto pagare sempre io. Mi son meravigliato perche’ credevo che l’Amelia ora lo mantenesse bene, invece si e’ bestemmiato che dopo la morte di Mose’ non ci hanno mandato altro che L.30. Mi ha raccontato che non e’ punto contento che stia la’, e quando io gli ho detto che vi andava anche la Rosina, e’ stato un disastro. Quando poi gli ho detto che spese 100 scudi per fare il regalo all’Artemia, e’ rimasto di stucco, tanto che anche lui e’ del mio parere che li finiscono presto. Mi ha raccontato tutti i giri che hanno fatto, e mi ha detto anche che hanno cominciato a levare i soldi dalla Cassa di Risparmio. Ho inteso quanto mi hai detto riguardo all’Ubaldina, e se devi spendere tanto fai bene a non la mandare per ora. Come stai con Celestino? Sei a pari? M’immagino, perche’ mi dicesti che erano rimasti pochi. Renzino ha scritto all’Amelia che non le rispondera’ piu’ finche’ non la sapra’ a Rocca. Insomma, credi che abbiamo parlato tanto, lui mi ha raccontato tutto, ed io pure, senza nasconderci nulla da una parte e dall’altra. Pero’ ti raccomando di non far discorsi perche’ mi si e’ raccomandato il segreto e non avrebbe piacere che sortissero da noi, e poi ti raccontero’ tutto un giorno meglio. Per oggi tralascio e mi allunghero’ ancora un altro giorno.
Siamo ancora qui a riposo e speriamo ancora starci per parecchi giorni. Ho speso diversi soldi in tante cosettine essendo sprovvisto di tutto, e come ti ho detto, trovando Renzino, ho pagato sempre io e quindi sono andato in giu’, percio’ quanto prima, se non ti scomodano, mandami qualche cos’altro. Bacia i bimbi e tu abbi i soliti baci sempre dal tuo
Gregorio

Fammi sapere se la Rosina va poi la’.
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Li’, 7/9/917 bis
N.3
Carissima Diva
Spero che alla ricevuta della presente sarai gia’ in possesso delle mie due precedenti gia’ inviateti. Poco ho da aggiungere a quelle, altro che assicurarti dell’ottimo mio stato di salute. Siamo sempre messi bene, solo il tempo da scrivere ed allungarsi e’ poco perche’ andando il nostro battaglione a fare dei lavori, si parte la mattina presto e si rientra alla sera alle 6, ora che in questa stagione e’ gia’ tardi. Attendo poi una tua in risposta alle mie, che credo sara’ gia in viaggio. Ho visto Marcone di Spada e mi ha fatto una festa immensa, e mi ha detto che vicino a noi si trova il fidanzato della Bruna ed il fidanzato della Rosina, Gino, e questi giorni quando abbiamo tempo li cercheremo perche’ lui sa dove sono, che li ha gia’ visti, come ha gia’ visto anche Dino di Attilio che mi ha detto che passa tutte le sere vicino a noi, e cosi’ ripeto quando avremo un po’ di liberta’ si cerchera’ di trovarli tutti. Renzino ripeto sta come un papa, e sta meglio di me perche’ ha un superiore che proprio gli vuol bene come a suo figlio. Non te ne far tanto caso se ricevi la posta un po’ (N.d.c.: il resto manca)
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Li’, 8 Settembre 917
Carissima Diva
Dopo due giorni di lungo viaggio fatto un po’ a piedi ed un po’ su carri siamo scesi a riposo in un paese molto vicino (…) ma distante dal fronte una 60 di chilometri. Qui certamente sara’ un riposo lungo perche’ il Regg.to e’ stato molto in linea. Noi fortunatamente siamo partiti da Aiello il giorno 23 Agosto e siamo giunti al Regg.to il giorno 26 e cosi’ siamo stati in linea solo 12 giorni ove ce la siamo passata discretamente ma il cannone ci dava poca pace. Fortunatamente non abbiamo a lamentare il piu’ minimo male e cosi’ tanto io che i miei compagni stiamo tutti bene, sani, e svelti. Come ti ripeto Renzino lo vidi subito appena ritorno’ da Torino ed ora a riposo ci siamo ancora vicinissimi e cioe’ a pochi passi. La licenza l’ha passata bene ed e’ rimasto contento. Voleva mandare una quarantina di lire a sua madre e li voleva dare a me quando verro’ in licenza, ma sceso a riposo e siccome era da molti giorni che non avevo soldi, cosi’ piuttosto che scrivere che me li mandassero, mi ha dato lui L.35 che quando poi tu li passerai a sua madre. Cosi’ poi quando vengo io parlero’ di tutto. Io spero fra giorni e cioe’ nei primi turni di poter venire, certo che questo benedetto giorno non sara’ piu’ lontano. Ricevei la tua lettera insieme alla carta, e l’attendevo ansiosamente. Mi rincresce di quelle lettere che sono andate ad Aiello e speriamo che o tu od io si possono recuperare. La ricevesti tu quella famosa lettera che riguardava tutta la nostalgica visione dei tempi passati? Da quanto ho potuto capire credo di si’, ma non ti spieghi bene. Stai tranquilla e contenta che spero presto farti per pochi giorni contenta. Per ora non ho altro da aggiungere, anche perche’ parte la posta. Percio’ chiudo inviandoti i piu’ bei baci a te e bimbi con la speranza presto di poterli avverare. Arrivederci al giorno agognato. Bacioni di nuovo dal sempre tuo
Gregorio
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Li’, 9 Settembre 917 cartolina
Ai cari bimbi Ubaldina, Marcello ed Ubaldo Cortesi
Vi mando i piu’ bei baci colla speranza presto venire a portarvi un bel regalo. Siate buoni ed ubbidite la mamma. Vostro padre
Gregorio
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Li’, 10 Settembre 917 cartolina
Carissima Diva
Ricevuto anche tua lettera dove acclusa carta, ma ora non mi abbisogna piu’ perche’ ne trovo ad esuberanza. Ti ripeto siamo a riposo ed aspetto di giorno in giorno d’essere inviato in licenza. Salute sempre ottima. Saluti da Renzino. Bacia tutti. Sempre tuo
Gregorio
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Li’, 2 Ottobre 917 cartolina
Zona di Guerra
Carissima Diva
Sono in attesa per andare a raggiungere il Regg.to ma ancora non posso dirti nulla. Ho fatto un ottimo viaggio. Appena arrivato ti scrivero’ lettera informandoti di tutto. Ti bacio con immenso affetto. Baci ai bimbi. (…) Saluti a tutti i parenti (…) e chi ancora che voi a Forli’. Bacioni di nuovo dal tuo
Gregorio
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Li’, 2 Ottobre 917
D.S.
Carissima Diva
Alle ore 11 di stamane martedi’ ho raggiunto il Reggimento che ho trovato vicinissimo. Ho fatto appena 3 chilometri a piedi. Ho ritrovato tutti gli amici che mi hanno complimentato e festeggiato. Sono arrivato con pochissimo ritardo e credo che tutto passera’ inosservato. Appena sono arrivato mi hanno consegnato due tue lettere che erano andate ad Aiello e fra quelle vi e’ quella famosa che ci premeva e che mi divertiro’ a leggere. Ancora in questo momento che scrivo non ho visto Renzino, ma appena ho finito di scrivere lo vado a trovare che e’ qui in una baracca vicina, e gli consegnero’ la sua roba. Sono arrivato a Cervignano senza smontare punto dal treno, senza impazzimento, e mi sono proprio accontentato. Tu poi appena ricevuta la mia mi risponderai subito e mi dirai poi come hai fatto con la cambiale delle L.50. Ti raccomando in avvenire la massima economia di spendere il puro necessario per vedere se ce ne rimanesse qualcuno di quei quattro soldi. Bada casa tua, stai contenta piu’ che poi che per ora siamo messi bene e speriamo che continui un pezzo fino alla fine. Il mio indirizzo lo farai cosi’:
Sold. Cortesi Giuseppe
130° Fant.
7° plotone autonomo
Z.d.G.
Per ora non ho altro a dirti e rimetto il seguito a domani, promettendoti che non manchero’ di darti mie notizie tutti i giorni. Stai bene cara Diva, stai contenta, ed in seguito invochero’ le mie impressioni del breve tempo passato assieme. Ricordami come ti ricordo, nella nota melanconica del breve e caro ricordo. Bacioni grossi a te ed agli adorati bimbi, sempre colla fede nel cuore. Sempre tuo affezionatissimo
Gregorio
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senza data
——————- 03 (N.d.c.: una serie di foglietti collegati, ma sembrano mancanti della meta’ superiore. Dal tono retorico sembra la vigilia o il perdurare di una importante operazione di guerra. Lo attribuisco all’autunno del 1917)
.
(…) posso dirti poco nonostante se involontariamente non avro’ incorso fuori dei limiti della censura, cosa che spero di no perche’ credo di conoscere il termine approssimativo che il censore suol permettere, dato anche che a scartamento ridotto lo esercito anch’io qui all’Ufficio di Battaglione sulle cartoline che dipendono da questo Comando e che hanno la prima revisione qui per poi passare piu’ minute e diligenti revisioni in altri uffici.

(…) risvegliano il desiderio di rinnovarli . Chi avrebbe mai creduto e pensato che il fato dovesse noi dividerci per tanto tempo dal nostro amore e dalla nostra compagnia? Nulla sembrava che cio’ potesse avvenire, eppure e’ venuta la guerra, che sola essa ci voleva per troncare la nostra felicita’ e la nostra unione. Ma anche questo spettro passera’ col velo dell’oblio e solo

(…) lamentarmi del tutto perche’ col posto che occupo sto benone e non credere che quando sto di servizio la notte dormo il giorno, giacche’ a questo posto siamo di servizio due buoni amici che disimpegnamo la carica come meglio crediamo e come meglio ci torna comodo. Io poi come ti ho detto altre volte, aiuto in ufficio a fare tante cosettine che mi competono e che posso disimpegnare benissimo data la mia praticita’ ed anche modesta intelligenza, pur godendo

(…) il grano (…) carne, noi lo sentiamo ancor maggiormente questo nostalgico doloroso pensiero, dato anche che la vita non tanto comoda della guerra ci arreca sempre continuo il ricordo della casa a cui tanti comodi ci serbava. Pacienza, tutto bisogna sopportare pure di poter sortire bene da questa immane e dura lotta che tanta pace durevole deve portare ai popoli oggi tanto provati ai pericoli.
(…) amor di patria tutto quello che la mia mente vorrebbe, e cioe’ vorrei descriverti tutto senza che mi potesse sfuggire nulla, tutta la vita di guerra, tutti gli episodi e tutta la cronaca piu’ o meno bella e brutta, ma ti ripeto per norme speciali di carattere generale non permettono, perche’ l’abuso che succederebbe sarebbe troppo pericoloso per la massa d’incoscienti

Lapide soldato Giuseppe Gregorio Cortesi
(…) dei reparti dipendenti, io in questa veglia delicata volgo il mio pensiero a te lontana, mentre nella missione del dovere vigilo ed ascolto e tu riposi nel nostro dolce letto il quale tanti e poi tanti ricordi ci richiama. Io ti auguro un felice riposo, ma immagino che sara’ il riposo di sposa assopita nel pensiero dello sposo lontano, vicino al fragor della battaglia, e percio’ sognerai sempre la visione

(…) nostre lagrime, ma rimaniamo fermi, impavidi, nella fede che passera’ il flagello e verra’ il giorno della resurrezione. “Resurrectio et Vita” ecco il motto. E noi vi assicuriamo che questo e’ il grido di tutti quanti combattono e soffrono, e sorpassa la voce del cannone, e dice ai nostri cari che essi possono fidare sulla nostra vigilanza e sul nostro coraggio e che il nostro sacrificio quando scocchera’ l’ora del ritorno, dopo la pace vittoriosa, ci fara’

(…) questo sentimento in cuore. Spero avrai ricevute tutte le mie cartoline quando riceverai questa, e spero avrai ricevuto anche quella che riguarda la Mariannina, ma pero’ posso ancora ripetertelo, e cioe’ che l’inventario delle Carceri lo misi fra tutto il carteggio che consegnai a Piazza, percio’ ne (…) che lo troveranno fra quegli incartamenti se li hanno tenuti per bene. Buona notte, altro per oggi non dico. Domani quando ti alzi passa un bacio ai cari bimbi per me, e dalle il buon giorno da parte del babbo
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Li’, 4 Ottobre 917
D.S.
N.2
Carissima Diva
Faccio seguito alla mia prima che spero avrai gia’ ricevuto. Poco ho da aggiungere solo ti dico che ho visto subito Renzino, gli consegnai il suo (…) e la lettera. Sta benissimo e si e’ ingrassato ed io gli ho dato assicurazione di tutti i suoi di famiglia. Siamo sempre messi bene e staremo cosi’ per molto tempo. Solo posso assicurarti che il distacco dai miei cari mi tormenta moltissimo, ma arrivati fra la vita dei camerati ho ripreso il mio abituale andamento. Siamo passati effettivi al comando di Battaglione e cosi’ ce la passiamo proprio discretamente. Ho avuto piacere di ricevere le tue lettere che tu mi inviasti ad Aiello e poi credere non mi stanco di rileggere, sebbene l’effetto che dovevano avere non e’ stato piu’ quello. Perche’ ne avevo avuto sentore verbale da te del contenuto durante la mia breve permanenza. Ho trovato pure qui al Comando di Battaglione un contadino che sta nel popolo di Ontaneta, che e’ attendente del Sig.Maggiore e che conoscevo benissimo. E poi credere mi fa e mi ha fatto molta festa. Attendo poi una tua in risposta alla mia dove mi parlerai anche di cio’ che ti dicevo e cioe’ come hai fatto con la cambiale di Garrosi, e pure degli altri interessi. Fai in modo di mandare a scuola quei bambini, guardali e curali, e mi raccomando sempre la massima economia.

Il mio pensiero del distacco tuo e dei bei momenti fugaci passati assieme,
ogni sera mi invade di profonda e perenne malinconia,
e vola a te la triste rimembranza del bel tempo passato,
e mi sconvolge la mente.
Ripenso le ore trascorse deliziosamente in tua compagnia,
gli istanti sublimi nei quali i nostri cuori si fusero e si coalizzarono.

Sempre per queste strade solitarie,
mentre il puro rame si stende dinanzi a me inondato da luce crepuscolare,
e reso piu’ austero dal silenzio monotono del tramonto autunnale,
io ti sussurro a fior di labbro,
soggiogato dal fascino dei tuoi occhi profondi ed irrequieti,
e ricordo il tuo poema d’amore

So che la donna e’ per l’uomo il gran raggio luminoso che lo spinge alle piu’ alte aspirazioni, ma non tutti gli uomini la pensano come me, anzi i piu’ dicono che le donne sono perfide come l’onda, ma capisco che questi sono animi avvelenati da disillusioni provate nel campo dell’amore, spiriti imbevuti di materiali sofismi, percio’ per questi uomini la donna restera’ sempre nel dominio dell’ostilita’, ma per me invece la donna e’ tutto un poema di gentilezza e di poetica idealita’ ….
Tornando alla santita’ del tuo affetto, alla generosita’ del tuo cuore, tutto questo e’ il pensiero della mia triste vita, percio’ debbo, per la virtu’ dei tuoi sentimenti, amarti sempre con grandiosita’ di affetto, con rispettosa concezione di idealita. Nessuna al mondo sapra’ridarmi l’amore tuo, perche’ tu sei per me tutto, tutto, capisci.

L’anima tua e’ mia, il pensiero tuo e’ mio,
ogni qualvolta che tu mi scrivi cosi’, io ne sono lieto,
e le tue parole mi fanno cosi’ bene al cuore
che vorrei leggerle in ogni momento.

Quanto si e’ pianto, si e’ disperato, per possedere un amore,
ed il destino ha voluto mettere un freno a questo amore
con la separazione forzata.
Pero’ siamo certi che noi saremo sempre per noi,
percio’ imponiamo al nostro cuore una necessita’ imperiosa,
soffrire.

Ma si vive per la sublimita’ di questo amore che per il momento
(… il resto manca)
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Li’, 9 Ottobre 917
(N.d.c.: la Fiera di San Donnino era il 9 ottobre. Da questo particolare e’ stato possibile ricongiungere le due parti della lettera e ricostruirla interamente.)

N.4

Diva Carissima,
ieri sera come ti ho detto con una mia precedente cartolina, ricevei la tua tanto attesa N.1, prima letetra dove sentii tutto cio’ che in essa mi esprimevi. Immagino il tuo grande dolore per il distacco crudele, mai questo puo’ eguagliare il mio, ma cio’ nonostante stai calma piu’ che poi e non ti abbandonare in un inutile avvilimento che sarebbe dannoso alla tua preziosa salute, e sarebbe per me un grande dispiacere sapendoti ammalata. Noi come ti ripeto siamo distaccati dal Regg.to per una diecina di giorni perche’ il Battaglione deve compiere lavori di rafforzamento nelle retrovie ma fra pochi giorni si rientra avendo gia’ completato il turno e cosi’ passeremo un altro tempo sempre in riposo. Insomma, a quanto pare la partita non sembra accomodata male perche’ sembra che questa brigata debba stare per un pezzetto addetta a questi lavori. Basta, ormai mi pare che il piu’ si sia fatto ed ho sempre speranza che gli uomini ritornino a riconciliarsi. Ho avuto piacere di Garrosi, e vedi che la mia lettera ha fatto effetto! Mi dici che alla tua lettera venutami da Aiello che a certe dimande potrei risponderci ancora, ma bisogna che mi riguardi. Perche’ qui non e’ come Aiello, ed ho paura che aprano le lettere perche’ sono rigorosi con la censura. Ad ogni modo quando avro’ piu’ tempo e che ci sara’ maggior calma, potremo riprendere il ciclo dei nostri discorsi. Ho inteso in quanto alla Nina, fai alla meglio, e magari se poi trovarli, trovali. Fammi poi sapere le novita’ del paese e di quella poi che fanno abili quando avranno la visita, specialmente di Olivero e Celestino e del figlio di Finicio Augenio Pucci e tutto il resto. E di Alfonso hai saputo nulla con certezza? Che fa lavora poi? Ho inteso riguardo ad Amelia, e sentiro’ cosa dice Renzino. La Morettina come sta? Il pane come va? Oggi e’ la Fiera di San Donnino, giorno di grati ricordi. Lo rammento di cuore e queste giornate di ritrovo mi rievocano le melanconiche note nostalgiche del mio diletto paese. Mi raccomando fai studiare l’Ubaldina, specialmente anche col mandolino, e tutti quei bambini, specialmente Ubalda fai che vada a scuola. Saluta la Luisa, Fiorella la Bruna la Marta e Bartolini e tutti quelli che domandano di me. Ormai per oggi non ho altro a dirti, ricevi i piu’ caldi baci te e bimbi e credimi tuo sempre
Gregorio
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Li’, 11 Ottobre 917 cartolina
Carissima Diva
Sempre bene, spero riceverai mie gia’ speditoti. Saluti da Renzino. Saluta pure sua mamma da parte mia. Saluti a tutti, baci ai bimbi, tuo
Giuseppe Gregorio
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Li’, 12 Ottobre 917 cartolina
Carissima Diva
Sempre bene in salute. Siamo ancora a riposo ma forse sara’ per poco. Ti informero’ sempre. Attendo una tua per risponderti piu’ a lungo. Quando ricevi la presente spero di avere gia’ avuto una tua. Bacioni. Sempre tuo
Gregorio
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Li’, 14 Ottobre 917 cartolina
Diva carissima
Mentre ci accingiamo al nuovo destino, il mio pensiero e’ sempre sovente a voi tutti. Sempre colla fede e colla speranza e la tranquillita’ serena e costante nel cuore.
Bacioni grossi grossi a te e ai bimbi, tuo
Giuseppe
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Li’, 15/10/917
Diva carissima
Sono a te con questa mia per poco dirti della vita militare la quale e’ sempre la medesima, solo un po’ piu’ indurita col incominciare della stagione invernale. Oggi (…) al nostro posto di linea e speriamo che (…) favorira’ senza disgrazie e senza (…) di sorta. Morale sempre buono, il buonumore regna sempre nel cuore di questi nostri soldati abituati ormai alla vita rude della trincea.
Psicologia ormai del soldato italiano intrepido valoroso che da’ forza di se stesso. Io seguo passo passo la via che reputo anch’io nei pericoli, nell’angoscia e nel gaudio.

Sulla fronte di questi soldati e’ scolpita con la gloria la bonta’ e la rettitudine,
oh! forse nella tua casa fratello la vecchia mamma ti attende, sai?
Ella ogni sera prega innanzi alla Pia Immagine,
domanda il tributo per la tua salvezza,
da’ le lacrime del suo cuore per te,
la sua mano rugosa si stende sul tuo capo a fare una benedizione.

Gli occhi tuoi vedono forse nella lontana casetta
la mite compagna del desco famigliare
e vedono dei bimbi giulivi sorridenti di grazia.
Quella sposa quei bimbi che sono tuoi saranno angeli protettori
che allontaneranno da te ogni insidia.

E se il tuo cuore anela ad un dolce viso di fanciulla e di sposa,
nel silenzio della tua mente si asconde un segreto di amore,
non dubitarne,
nulla varra’a togliere l’affetto dalla vita di colei che ami.

Guarda come gioisce allorche’ tu le invii un messaggio,
come lo stringe al seno e ascolta come parla di te coi compagni d’armi!
L’amore vigila, veglia, sulla sorte di chi santamente l’invocava,
Diva carissima.

A te che sei onesta, che sei buona,
io ho eretto un altare nel mio cuore,
e ti idolatro come una Madonna.

Nelle notti insonni e nelle giornate nostalgiche io ti cerco,
vorrei farti mia, il mio cuore batte all’unisono col tuo,
accoglitelo al tuo seno e lo sentirai palpitare con possanza.

E ancora dovrai, volonta’, mantenere il segreto del mio soffrire,
ma come io posso?
Come posso sopprimere la voce del cuore
quando tu stessa mi inviti a svelarlo?

Guarda sempre idealmente come io ti amo,
serbami sempre nel tuo (…) di sposa il miglior posto,
sia per me sposa affettuosa per la vita e per la morte (…)

Mentre ancora la notte regnava sovrana,
noi eravamo soli e tristi a contemplare ed aspettare l’ora funesta.
Tu mi fissavi
sembrando volessi sovrastare sui turbamenti del mio cuore affranto
e tu volessi cosi’ lenire il mio vivo dolore…
Io pure ti fissavo mentre la mia mente vagava lontana lontana per tante cose…
e soffriva in silenzio.

Tu, o anima mia, che veramente sapesti essermi di conforto,
tu che sei tanto buona,
comprendevi tutto quanto combatteva il cuore mio
e davi sfogo all’anima tua nel pianto calmo e languente che solo sa soffrire,
in silenzio poi provare.

La luna continuava a guardare,
la mente cesso’ di fantasticare, volai,
lo sguardo verso la porta e mi procingevo a partire,
ma tu mi venisti ancora vicino col pianto sugli occhi,
mi prendesti ancora la mano sulla tua e me la stringesti,
fissandomi sugli occhi,
e sempre muta mi baciasti sulla fronte.

Ero felice.
La luna ancora ci guardava,
ma con un sorriso mesto e sembrava dicesse:
la realta’ e’ dura, sempre triste.

Tralascio per incominciare domani. Forse non riceverai con tanta sollecitudine queste mie, ma non fartene nessun caso perche’ la via burocratica e’ lunga. Pure io non ricevo tanto sollecitamente le tue, ma (…) faccio nessun caso.
Spero pero’ che voi starete tutti sempre bene, come al presente e’ di me, che posso assicurarti salute ottima ed appetito sempre abbondante. Renzino pure sta benone e siamo sempre assieme, contenti di essere sempre vicini.
L’altra sera lui era da Bernardino che e’ vicino ai suoi, ma io non l’ho ancora visto, forse in seguito lo vedro’ anch’io. Il giorno 9 ottobre, giorno di (…) non manco’ di richiamarci alla memoria tante cose belle passate ai (…) Per ora non ho bisogno di (…) avro’, non manchero’ richiederlo. (…) Che novita’ in paese?Per il momento non ho piu’ nulla a dirti, altro che assicurarti che io dedico sempre il mio pensiero a te (…) assieme dispiacente di non potermi esprimere come facevo in certe mie (…) Saluta tanto le sorelle, parenti ed ancora tutti. Bacia i familiari forte forte e ricordati di (…) sempre col pensiero tuo in cuore. Bacioni grossi (…)
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Li’, 20/10/917 Diva a Gregorio
(N.d.c: Perche’ di Diva abbiamo solo questa lettera? Non e’ possibile che Gregorio buttasse via le lettere di sua moglie dopo averle lette. La spiegazione piu’ plausibile e’ che Gregorio avesse questa lettera addosso quando e’ rimasto ferito. Il resto dei suoi bagagli e’ andato perduto nella ritirata. Alla sua morte, le poche cose che aveva sono state restituite alla moglie, che le ha messe insieme alle lettere del suo amato marito, facendole giungere fino a noi. Cara Diva, noi generazioni successive ti siamo grate, ci hai dato la possibilita’ di conoscere il grande amore che vi ha unito e, nonostante il destino avverso, siamo certi che ora siete uniti per sempre, come avete piu’ volte vicendevolmente promesso. Si’, sia questo l’augurio che noi generazioni future vi facciamo, ed e’ con tale speranza nel cuore che vogliamo umilmente prendere congedo da voi, che ci avete preceduto.)
Giuseppe Gregorio Cortesi
N.d.c.: Carissima Diva, fra le lettere del tuo Gregorio c’era anche questa foto, sciupata e con un foro in alto, segno che l’avevi appesa all’anta di un armadio. L’abbiamo messa accanto alla tua lettera, per simpatia. Il tuo Gregorio e’ il primo in alto da sinistra, lo riconosciamo dalla capigliatura.

Rocca San Casciano

Carissimo Gregorio
La tua lunghissima, gradita lettera, ha riempito di gioia il mio cuore. Quanto bene mi fanno le tue espressioni affettuose! Grazie, e vorrei anch’io saper scrivere cosi’ come tu sai, per contraccambiarti la gioia che mi procuri scrivendomi. Ma tu ben sai che la mia penna non eguaglia alla tua nel trascrivere tutta la pienezza del mio sentimento, pero’ il mio amore e’ eguale al tuo. Si’, il mio amore batte all’unisono col tuo, ti ama e ti cerca. In qualunque cosa io faccia, in qualsiasi momento mi trovi, penso sempre a te; che amo, che adoro di un amore immenso, infinito. Ah! Mio carissimo Gregorio, io pure ho vivo in me il nostro distacco, e sento ancora il tuo ultimo bacio vibrare nell’anima mia. E quante volte sento forte il desio di esserti vicina, di essere tua, di baciarti lungamente, affettuosamente. Quando mi sara’ dato ancora di riunire le nostre labbra in un cocente bacio d’amore? Quando ci riuniremo per sempre. Ricordati che se la lontananza ti divide dalla tua Diva che ami, le nostre anime rimarranno unite indissolubilmente, come lo giurammo dinanzi a Dio e agli uomini. Tu sei tutto per me, la vita istessa. Ogni giorno che passa mi e’ piu’ doloroso esserti lontana, e mi conforta solo il pensiero del tuo amore, del tuo ricordo. Le tue carissime sono come un raggio di sole che irradia questa mia triste vita e portano un po’ di calma nell’ansia continua che mi tormenta. Io le leggo le tue lettere, avidamente, poi rileggo con lentezza per imprimere nella mia mente i tuoi cari detti. Le bacio e le porto con me sul mio seno e m’illudo quasi di avere una parte di te stesso. Non sono esse forse l’espressione del tuo pensiero? Si’, amiamoci e cosi’ ci sara’ meno dura questa vita di lacrime.
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Li’, 21 Ottobre 917 cartolina
Carissima Diva
Nulla di nuovo da aggiungere alle mie. Salute sempre ottima. Vorrei scriverti belle lunghe lettere ma la scomodita’ me lo vieta. Bacioni (…) Spero la tua salute non sara’ peggio. Bacioni ai bimbi. Tuo
Gregorio
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Li’, 22/10/917 cartolina
Carissima Diva
Nulla per oggi ho da aggiungere alle mie precedenti. Sempre bene. Ieri sera ricevei la tua bella cartolina illustrata assicurandomi tue altre prossime notizie. Grazie. (…)
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Li’, 23 Ottobre 917
Diva mia
Vaga sposa del mio cuore
Ieri sera ricevei la tua carissima ed amatissima lettera che non mancai di leggere e rileggere con trasporto sublime ed apprezzare unitamente a tutto il (…) del suo contenuto. Ah! Come sono contento quando posso avere in mano una tua, ed in quel momento mi pare d’essere con te e favellar con te. Debbo ringraziarti della premurosa soavita’ di certe espressioni che mi invii con squisita cortesia d’animo. Le accetto volentieri per l’affetto di buona sposa adorata e qualche cosa di piu’. Sei cosi’ gentile che in ogni momento ispiri maggiore amore entro al mio seno. Dimmi dove potrei trovare un altro angiolo di Sposa come te, per impulso di generosita’, per emanazione di nobili sentimenti, per l’abnegazione, per la sublime idealita’ della vita?

E’ cosi’ sacra, cosi’ suprema la tua missione!
Paralizza il bacio delle nostre anime.
Io ti penso vaga sposa del mio amore,
sognandomi addenso dolce cullato all’ombra del tuo cuore.
Ah! Quanto scriverei cosi’ sognando!

Perche’ quiete duri cosi’ poco?
L’ore che passo in te fantasticando, mi sono care,
sono vero fuoco di affetti,
che sempre amando vado la vita d’amore,
per il quale vivo e spero.

Renzino non l’ho piu’ visto perche’ loro sono in linea e noi siamo molto di dietro e speriamo che finisca in questo modo. Spero andando avanti poterti dare notizie buone nei miei riguardi, ma finche’ non ne avro’ certezza, non te ne faro’ accenno. Prega per me affinche’ questa mia prospettiva si possa verificare e realizzare e che la sorte mi assista per il bene nostro e dei nostri amati bimbi. Scrivimi spesso tutte le novita’ del paese che desidero sapere anche il piu’ piccolo casarello. Sempre fede e speranza che al piu’ presto tutti si possa ritornare in grembo a voi con l’alta idealita’ di aver fatto il piu’ grande dei doveri e dei sacrifici. Bacioni grossi a te e bimbi sempre credimi tuo
Gregorio

Saluti a tutti, sorelle, parenti ed amici.
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Li’, 24 Ottobre 917 cartolina
N.d.c.: il 24 Ottobre e’ il giorno della disfatta di Caporetto. Il messaggio e’ in parte mascherato per via della censura, ma si puo’ leggere cosi’: Ti invio le mie notizie ma c’e’ molta burrasca e si vive di momento in momento una situazione estremamente incerta. Comunque sto bene e non sono stato ferito.

Li’, 24 Ottobre 917 cartolina

Diva Cortesi
Sempre mia cara
Anche oggi t’invio le mie notizie che sono alla marinara, e cioe’: poco pesce e cul bagnara. Pero’ salute sempre discreta senza lamentare nessun inconveniente di sorta. Le hai ricevute tutte le mie cartoline? Saluti e bacioni a te e bimbi. Tuo
Gregorio
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Li’, 25 Ottobre 917 cartolina
N.d.c.: Anche questo messaggio e’ mascherato. Si puo’ intendere cosi’: Siamo in una situazione disastrosa, col rischio di morire da un momento all’altro. Siamo demoralizzati e sfiniti e non si sa se riusciremo ad uscirne vivi.

Li’, 25 Ottobre 917 cartolina

Diva Carissima
Anche oggi posso assicurarti l’ottimo stato di salute, sempre pero’ esposto a clima poco igienico, con temperatura agitatissima poco tendente alla calma e con mare burrascoso. Morale altissimo e fiducia immensa. Bacioni grossi sempre colla speranza poterti dare notizie piu’ rassicuranti. Baci ai bimbi. Tuo
Gregorio
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Li’, 25 Ottobre 917
Lettera N.2, Li’ 25 notte
Zona di guerra
Amatissima Diva
Ieri sera 24 ricevei la tua gradita lettera con accluse le L.5. Ti ringrazio del pensiero gentile ma debbo avvertirti che e’ molto pericoloso perche’ le lettere le aprono e precisamente quella di ieri sera me la consegnarono aperta. Pero’ le trovai lo stesso perche’ nessuno si vede che senti’ l’odore. Ora, per dirti perche’ scrivo di notte, e’ perche’ sono di guardia al telefono dell’Ufficio di Battaglione, ed e’ gia’ diverse sere che monto di guardia come (…) Mi vogliono bene tutti (…) telefonate a tutti quelli addetti all’ufficio perche’ mi hanno gia’ conosciuto che sono abbastanza intelligente. Io in Compagnia non faccio piu’ nulla perche’ con questa carica speciale sono rimasto dispensato da tutto. Pero’ questa sera ho avuto una sorpresa piu’ gradita, sono stato chiamato al Comando del Reggimento e mi hanno fatto fare un saggio di scrittura e pare che insieme ad altri ci mandino fra giorni quali scritturali all’Ufficio Vettovagliamento che si trova presso la Divisione (…); vedi, da una porta si aprirebbe un portone e la fortuna non comincerebbe a essermi avara e troppo sarei contento. Ancora la noce non e’ nel sacco ma spero che non si affondera’ la barca. Basta leggere sempre che le cose vanno per il loro verso e non mai (…) Tanto negli uomini e’ destino e quindi andare contro e’ inutile. Ho inteso riguardo ai Cantoni che non sono messi bene e sarebbe stato inutile far storie molto piu’ che te sei a casa sola. (…) Ho inteso riguardo all’effetto di August, delle difficolta’ che sono rimaste, (…) Ho sentito riguardo alla luce elettrica ed ho piacere di questa cosa che il paese fa, che e’ tanto necessaria. Ho piacere che tu metta la luce elettrica in casa ed in bottega, pervhe’ e’ necessarissima, ed ora e’ risparmio ai tempi che corrono, e figurati poi quando saranno ritornate le cose a posto, viene a costare nulla. Riguardo al contratto d’impianto verso il gestore, mi pare sia (…) per ora garantita (…il resto manca)
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Li’, 1 Novembre 917
Carissima Diva
Solo oggi ho potuto scriverti (…) ma per dirti che dopo la (…) ora siamo sani senza (…) Stai contenta (…) scrivero’ piu’ a lungo quando saremo al posto destinato
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Li’, 6/11/917
Este
Diva carissima,
immagino la tua preoccupazione giacche’ certamente sara’ da dieci giorni che non ho potuto scriverti una lettera perche’ dalla prima linea venire al Tagliamento cogli Austriaci calzando non funzionava piu’niente. Ad ogni modo quel che e’ stato e’ stato, ma pero’ non ti allarmare, se ti dico ora che mi trovo all’Ospedale Territoriale di Este, vicino a Padova. Conosci la mia sincerita’ e quindi non ti allarmare, perche’ il motivo per cui mi trovo qui e’ causa di una scheggia di troppo che mi ha leso il polpaccio della gamba sinistra. Quindi ferita intelligente che potra’ salvarmi da avvenimenti che si stanno maturando. Speriamo in seguito di venire pure ad uno ospedale piu’ vicino, come Ferrara o Bologna. L’ospedale in cui mi trovo e’ grandissimo, munito di tutto cio’ che puo’ fornire la scienza. Ora che da qui finalmente si puo’ scrivere, non manchero’ di darti mie notizie tutti i giorni. Il dolore non lo sento gia’ piu’, ad eccezione del breve momento di medicazione che si fa una volta al giorno. Questa e’ la pura verita’, ne’ di piu’, ne’ di meno, quindi ti prego di non darci nessuna importanza. Per ora passo a baciarti e ai bimbi in attesa di un istante(…) Questo e’ il mio indirizzo:
Sold.C.G.
Ospedale Militare e Territoriale
Letto atr.20
Este

Provo di piu’ dirti(…)
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Li’, 30/1/1918
(N.d.c.: annuncio della morte, fatta dal cappellano dell’Ospedale)

Este
Stimatissima Sig.ra,
Lo sposo suo, soldato Giuseppe Cortesi, arrivo’ in questo Ospedale Militare con una larga ferita alla coscia. La mattina seguente al suo arrivo fu sottoposto all’operazione. Quando fu portato sul letto, io fui chiamato ad assisterlo poiche’ si comprese che il caso era grave. Egli era in pieno possesso delle sue facolta’ mentali; parlava, un po’ a stento, perche’ molto debole per il sangue perduto. Io cominciai a confortarlo: mi disse qual’era il suo paese, quale il suo mestiere; mi parlo’ della sua famiglia, della sposa, e di tutti i suoi cari. Io gli proposi di fare la S.Confessione: fu ben contento, e si confesso’ bene; subito dopo ricevette la S.Comunione. Fu sempre assistito da me, dalla suora, e dagli infermieri. Vedendo che si aggravava sempre piu, gli amministrai anche l’Estrema Unzione e con la Benedizione Pontifizia.

Egli spiro’ serenamente verso le 11 antimeridiane del 6 Novembre 917.

Nel suo grande dolore deve trovare conforto nel pensiero che il suo caro consorte mori’ da vero cristiano, e che un giorno potra’ rivederlo nel Cielo! …Intanto non cessi di pregare per la pace dell’anima sua!… Pensi ancora che tanti altri soldati lasciarono la vita sul campo di battaglia, e forse prima di morire non ebbero chi loro porgesse un sorso d’acqua; mentre invece il suo caro Giuseppe fu qui circondato da ogni cura affettuosa, come se fosse stato in famiglia. I funerali si eseguirono la mattina stessa di quel giorno che Lei venne qui ad Este. La sua salma riposa nel Cimitero Comunale, nel Rep.8vo riservato pei militari, al N.44, fila 13°. Mi ricordero’ di pregare anch’io per l’animo del buono e valoroso soldato. Le porgo le mie condoglianze piu’ vive, e con tutta stima mi segno
Piev.no Lami
D’ansea Rigoni
Cappell.Mil.
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Lettera di Condoglianze
(N.d.c.: Chi scrive? E’ uno zio di Gregorio? Dall’estratto atto di morte di Gregorio si deduce che all’epoca egli era gia’ orfano. Comunque il mittente scrive alla zia di Diva, ricordando che entrambi, sia Laura che lui hanno avuto un figlio strappato alla vita dalla guerra. Nella foto: la chiesetta dei caduti in guerra, a Rocca San Casciano, dove riposa Giuseppe Gregorio.)

Egregia Sig.ra Laura e Famiglia,
col cuore straziato e nell’angoscia la piu’ profonda, ho appreso per mezzo di mia moglie e sua nipote Diva la triste ed inaspettata notizia della immatura ma gloriosa fine del povero Gregorio (…)
Gregorio_ultima_dimora
prode ha compiuto il sacro dovere d’Italiano sul campo di battaglia, dove si combatte gloriosamente e si muore per la civilta’ d’Europa, per una piu’ grande e libera Italia. E mentre la vita gli sorrideva piu’ luminosa e piu’ bella nella dolce primavera degli anni quando tutto sorride, spiace chi come Amilcare nella nobilta’ degli affetti i piu’ puri e generosi faceva corona alla sua vita intemerata nobile e giusta, e’ una dipartita talmente dolorosa che difficilmente si puo’ attenuare. Ma se pure nel triste frangente e’ dato alla Consorte sconsolata in qualche modo attenuarle il dolore, condividendone insieme lo strazio, Le porgo insieme al rimpianto l’espressione piu’ grande del verace cordoglio, certo che le giungera’ in qualche modo grato. Caduto dove splendeva la fede della vittoria, sul campo della gloria avra’ imperitura riconoscenza e rimpianto da tutti, ed in ispecial modo da chi conobbe le sue non (…) Nel pianto e nel dolore materno che le ha arrecato si’ dolorosa perdita, le sia di conforto, oltre l’umile mio sincero rimpianto, il superbo ricordo di sapere il suo caro figlio caduto da eroe per una causa nobile, che come gli altri martiri sara’ posto negli albi degli Eroi nel limbo degli Dei, nella eterna riconoscenza della redenta Italia. Riceva pertanto le piu’ profonde e sentite condoglianze insieme ai piu’ cordiali ed affettuosi (…) a Lei e famiglia. Saluti (…)
Cortesi(…)
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Estratto atto di morte
Estratto dal Registro atti di morte del Comune di Este dell’anno 1918 PS. Serie C N.7
L’anno 1917 in die 9 di Novembre alle ore nove antimeridiane e minuti quindici nella Casa Comunale io sottoscritto Dal Musto Cav. Umberto Primo, Assessore in assenza del Sindaco Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Este, avendo ricevuto dal Direttore di questo Spedale militare un avviso in data di ieri relativo alla morte di cui in oggetto, e che munito del mio visto inserisco nel volume degli allegati a questo Registro, io notai che le ore nove del giorno sei del corrente mese nella casa posta in Via Garibaldi al numero dieci e’ morto Cortesi Giuseppe Gregorio, di anni trentaquattro, soldato residente e nato in Rocca San Casciano da fu Antonio e da fu Cappelli Rosa, coniugato con Sabatini Diva.
Ivo Umberto Dal Musto
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Pensione di guerra
Pensione_di_guerra
N.d.c.: Alla vedova Diva verra’ erogata una pensione di 730 lire a decorrere dal 7 Novembre 1917, importo innalzato poi a 905 lire a decorrere dal 30 Novembre 1918.

Questo fatto ci da’ l’occasione per esprimere alcune considerazioni sul costo della vita negli anni durante la Prima Guerra Mondiale. Dalle lettere si rileva infatti quanto segue:
————-
29 Marzo 1917: una cena costa 3 o 4 lire
29 Aprile 1917: scarpe 24 lire
24 Aprile 1917: un bicchiere di vino costa 40 centesimi
La pensione erogata e’ di 730 lire annuali.

Considerando la punizione inflitta a Gregorio per il furto degli scarponi, si puo’ ritenere che un paio di scarponi militari di buona fattura, robusti, di cuoio, potrebbero essere costati all’Esercito tanto quanto un paio di scarpe commerciali di buona qualita’. L’Esercito quindi punisce Gregorio facendogli pagare gli scarponi al prezzo commerciale delle scarpe. Se e’ valida questa ipotesi, oggi un paio di buone scarpe commerciali si aggirano intorno a 100 euro, quindi si puo’ stabilire il rapporto:

25 Lire del 1917 = 100 euro del 2013

Quindi 1 Lira = 4 Euro

Sottoponendo a questo rapporto le cifre dichiarate da Gregorio, si stabilisce quanto segue:
una cena costa 3 o 4 lire , cioe’ circa 20 euro
un bicchiere di vino costa 40 centesimi, cioe’ 1 euro e mezzo
Gregorio si fa inviare vaglia postali da 5, 10, 20 Lire, cioe’ 20, 40, 80 euro
Gregorio e Diva chiedono una cambiale da 50 Lire, cioe’ 200 euro
la pensione erogata a Diva e’ di 730 lire annuali, cioe’ poco meno di 3000 euro, portati a 3600 euro l’anno successivo.

In conclusione, la vedova dovra’ crescere quattro figli con una pensione di guerra di circa 300 euro mensili.
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Fine del documento

 

Ho scritto un mio commento a queste lettere. Si puo’ leggere qui: vai

 

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