Entropia – La malattia della Vita


Entropia: la malattia della Vita

Commento all’articolo “Entropia e Vita” di Oscar Bettelli

Introduzione

C’e’ una parola che ha suscitato la mia curiosita’ in questi ultimi tempi: entropia. E’ un po’ un mistero il suo significato, ma in breve vuol dire disordine, caos.

Il concetto si trova sparso anche nel romanzo di fantascienza “Il Cuore del Serpente” di Ivan Efremov, il cui commento e’ disponibile qui vai. Gli astronauti, immersi in un sonno letargico durante il viaggio nello spazio, vengono svegliati, all’arrivo, da una musica soave e una voce che li esorta a non farsi sedurre dalla sinistra entropia e tornare quindi alla vita cosciente.

L’entropia sembra una sorta di malattia della Vita, per cui tutto pare destinato ad uno stato finale di disordine e disgregazione. Se prendiamo due contenitori, uno pieno di gas e l’altro vuoto, e li mettiamo in comunicazione, osserviamo che lo stato di quiete si ottiene solo dopo che il gas si e’ distribuito uniformemente, ma disordinatamente, in entrambi i contenitori. Solleticato da questa osservazione, ho ricercato commenti e considerazioni sul tema e mi sono imbattuto nell’articolo di Oscar Bettelli: “Entropia e vita” vai

Entropia e Vita – L’articolo

E’ un lungo articolo, denso di concetti e significati, pubblicato senza una immagine ne’ uno schema che offrano al lettore l’occasione per una pausa meditativa e un attimo di tregua; 🙂 quel povero lettore cosi’ e’ catturato dalla logica serrata delle argomentazioni e costretto a leggere ininterrottamente fino alla fine. Cosi’ ho fatto io. In realta’, nonostante la critica all’impaginazione (benevola critica, l’autore non me ne voglia), la mia adesione ai concetti espressi nell’articolo, e’ totale.

E veniamo alle impressioni suscitate. Riassumo brevemente i concetti:

  1. l’entropia e’ uno stato di disordine cui tendono tutte le cose di questo universo
  2. il disordine e’ piu’ potente dell’ordine
  3. ogni aggregazione ordinata, razionale, intelligente, ha comunque una tendenza inesorabile al caos e alla dissoluzione
  4. le teorie evoluzionistiche, che tendono a dimostrare la necessita’ di una crescita ordinata e infinita di tutte le cose di questo universo, sono in errore
  5. le teorie materialistiche, che tendono a dimostrare la creazione dal nulla di un universo razionale e ordinato, sono in errore
  6. occorre distinguere fra auto-ordinamento e auto-organizzazione
    • auto-ordinamento: in una spiaggia di sassolini si abbatte un’ondata d’acqua. Quando l’acqua si ritira, i sassolini si saranno ordinati dal piu’ grande al piu’ piccolo.
    • auto-organizzazione: il processo della fotosintesi nelle piante, il processo della vita in un animale, il processo della coscienza di se’ e del proprio destino nell’uomo; tutto cio’ va al di la’ di un mero auto-ordinamento, va al di la’ di una sorprendente auto-organizzazione. Questi processi sono creazione.

L’articolo si conclude piu’ o meno qui, sulla soglia delle considerazioni che tutti gli uomini, da che hanno preso coscienza del destino che li accomuna, (ahime’, non e’ la vita eterna), si ritrovano ad affrontare. Andro’ pertanto avanti da solo, partendo da dove Oscar Bettelli si e’ fermato, cercando di sviluppare cio’ che nel suo articolo viene soltanto accennato; consapevole di remare controcorrente come in una imperversante bufera.

Necessita’ o Disegno precostituito

Aggiungo una distinzione:

  • necessita’ degli eventi
  • evidenza di un disegno precostituito.
  1. l’improvviso movimento migratorio degli uccelli, che partono e volano freneticamente tutti assieme, in gruppi ordinati, seguendo la stessa direzione e deviando tutti assieme per poi ritornare sulla stessa direzione; sono una necessita’ o un disegno precostituito?
  2. nonostante le cure amorose e le attenzioni infinite, a volte le piante del nostro terrazzo inesorabilmente muoiono, pur non essendo vecchie. E’ una necessita’ o un disegno precostituito?
  3. nella vita umana e animale, ci si affatica e si combatte, per mantenere l’ordine costituito dalla propria vita e scacciare l’entropia, ma viene il momento in cui si avverte un inesorabile bisogno di partire, un bisogno di mettere i remi in barca, di incrociare le palme delle mani sul petto e distendersi a terra. L’entropia, il caos, ti travolgono; e solo nella dissoluzione si ritrovano quiete e pace. E’ una necessita’ o un disegno precostituito?

Io sono ormai nell’eta’ che dal meriggio volge al tramonto, e sempre piu’ di frequente ho occasione di osservare gente (ma anche animali e piante), che improvvisamente “mettono i remi in barca”, per cosi’ dire, e attendono, rinunciando ad ogni resistenza, come se obbedissero ad una inderogabile necessita’, un disegno precostituito. Cosi’ sono anche quegli uccelli che improvvisamente iniziano a volare e migrano, come i pesci che percorrono migliaia di chilometri per ritrovarsi tutti nello stesso luogo, come le balene che vanno a morire nella stessa spiaggia. Che cosa spinge a un tale comportamento? Una necessita’ o un disegno precostituito?

Nel romanzo di fantascienza “Mutazione” di Robert Silverberg vai si propone lo stesso tipo di mistero costituito dalla necessita’ di partire. Nel pianeta alieno ci sono due razze che vivono pacificamente fra loro, unite indissolubilmente con la Natura che le circonda. Improvvisamente, a turno, gli individui dell’una e dell’altra razza sentono un insopprimibile bisogno di andare, e partono in pellegrinaggio verso il luogo della Rinascita. Cosa li spinge?

L’Anima del Mondo

Tornando all’articolo “Entropia e vita” e alle conclusioni accennate, dover ammettere una teoria scientifica che lasci spazio al creazionismo, e che questo creazionismo non sia auto-creazione dal nulla, ha due conseguenze inevitabili:

  • dimostra la parzialita’ delle spiegazioni che si possono ottenere osservando e studiando i fenomeni naturali: nonostante tutte le formule matematiche c’e’ un “quid” che rimane sempre celato in una nebbia di non-conoscenza. Inoltre, il soverchio sapere, la presunzione di avere la spiegazione a tutte le cose, e’ un antico peccato di ambizione del genere umano, cosi’ antico che viene trattato nel primo libro della Genesi Biblica; la’ dove si afferma che l’Uomo e’ stato scacciato dal Paradiso proprio a causa dell’aver mangiato la mela dell’albero della sapienza, e aver preso coscienza di se’, e aver aspirato ad essere al pari di un dio. E’ una “storiellina”, e’ vero, ma attraverso la luce dell’umilta’ che deve distinguere le azioni umane, risulta assai significativa.
  • l’altra conseguenza e’ che il creazionismo sposta solo di un passo il problema: e chi ha creato il Creatore?

Rimane una sola conclusione, che non approvo, ma continuando nel ragionamento, devo ammettere: l’auto-creazione dal nulla. Lo so, e’ un’equazione impossibile, come dire zero uguale uno. Ma intendo solamente dire che,

se esiste un dio creatore, questi va cercato nello stesso universo che ci contiene:

Dio e’ nel Mondo, il Mondo ha un’anima, l’anima e’ la Vita.

Bisogna essere spaventati da questo? Non credo.

  • Gia’ molti filosofi, a partire da Platone, hanno identificato un’anima e una intrinseca natura razionale intelligente nell’universo stesso.
  • E perche’ non ammettere che Dio sia parte del Mondo, e lo “informi”, e lo renda “ordinato” attraverso un disegno che va oltre la capacita’ di comprendere dell’uomo?
  • Pure la Chiesa ha fatto concessioni all’animismo. Ha accettato le dichiarazioni di San Francesco: Fratello Sole, Sorella Luna…

Proviamo a continuare, e seguiamo questa folle ipotesi che Dio sia nel Mondo, senza alcuna pretesa di volerla “vendere” come la migliore, ma cercando di capire a quali conseguenze ci puo’ condurre.

L’Uomo Conquistatore

Ammettere una “intelligenza” intrinseca all’Universo, ammettere cioe’ un’anima del Mondo (concetto platonico), potrebbe contribuire a correggere atteggiamenti umani imperversanti quali: “Vai, uomo. Conquista l’Universo. Sottometti e conquista animali e piante. Essi sono li’ apposta perche’ tu ne usi e ne tragga diletto.”

Sono concetti presenti anche nella Bibbia, nel primo libro della Genesi

Dio creo’ l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creo’;
maschio e femmina li creo’.
Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente
che striscia sulla terra».

Dio dichiara di aver posto animali e piante e tutta la Natura al servizio dell’Uomo, per essere soggiogati e dominati. Ma non si puo’ accusare la Bibbia e il suo libro della Genesi per l’attuale frenesia di crescita economica e di sviluppo; renderla responsabile del dissennato depauperamento delle risorse.

Questo affanno nel conquistare e sottomettere, questo uso indiscriminato delle risorse, forse e’ piu’ da ricercare quale causa di un istinto atavico che non come causa di un versetto in un testo religioso. No, la Bibbia non c’entra, oltreche’ si puo’ osservare questa aggressivita’ umana anche in popoli che nulla hanno a che fare con la Bibbia.

L’Uomo Costruttore

Per contro, ammettendo concetti quali l’anima del Mondo, Dio e’ nel Mondo ed e’ parte creatrice del Mondo; questi concetti avrebbero di certo smorzato le manie di conquista, le pretese di dover usare del Mondo come di un qualsiasi oggetto: si sfrutta e poi si butta. Ci sarebbe un maggiore rispetto per la vita, per le risorse offerte dal nostro pianeta (questa barca ormai affollata), se si tenesse presente che la vita in generale e’ intrinseca al Mondo stesso in cui siamo, la nostra vita e’ la vita del Mondo e noi siamo la vita del Mondo.

C’e’ un film, ormai di qualche anno fa, che ho trovato pertinente a quanto dichiarato finora e che, a mio avviso, mette bene in evidenza concetti quali l’anima del Mondo in contrapposizione alla conquista e allo sfruttamento. Questo film e’ “Avatar”.

Nel film infatti gli indigeni sono animisti, e identificano simbolicamente il Mondo nell’albero sacro sorgente di vita. Essi rispettano il mondo, e uccidono animali solo perche’ costretti da necessita’ o per fame, ma espiano immediatamente il peccato con un sacrificio simbolico. Nella ritualistica cristiana e’ rimasta una pallida luce dell’idea di sacrificio espiatorio per la necessita’ del cibo, nella preghiera che si eleva a Dio prima di iniziare un pasto. Di contro, gli uomini giunti sul pianeta a bordo di potenti astronavi, sono conquistatori e arroganti, stupidamente superbi della loro tecnologia, quella stessa che li portera’ alla rovina e alla sconfitta. Non significa che la tecnologia e’ male, ma e’ l’uso distorto che se ne fa ad essere contrario al volere della divinita’ creatrice.

Dunque bisogna ammettere l’esistenza di un disegno prestabilito, una volonta’ creatrice, nell’ordine delle cose quali le vediamo attuate nel Mondo. E’ una volonta’ che si oppone all’entropia, al caos. Suggerisce l’ipotesi che tale ordinamento della Natura, del Cosmo e dei suoi abitanti, sia frutto del volere di un Creatore. Se questi sia immanente al Mondo o esterno ad esso, e’ un dubbio che rimane senza risposta. Di certo, ammettere che il Mondo possa avere un’anima, una vita, potrebbe contribuire a smorzare gli atteggiamenti di conquista e sfruttamento, come gia’ ho messo in evidenza piu’ sopra.

Il compito degli uomini

Ma se c’e’ un disegno prestabilito, si potrebbe obiettare, perche’ dobbiamo preoccuparci di ordinare e migliorare? Perche’ remare? Lasciamoci invece trasportare dalla corrente! Mi verrebbe da dire: perche’ questo e’ il compito dell’uomo.

Egli e’ stato fatto con coscienza di se’ e del suo destino perche’ imparasse ad emulare, rispettare, onorare e migliorare, quel superiore disegno divino.

Quale sia il compito dell’Uomo, d’altronde, e’ gia’ stato scritto nelle tavolette dell’antica Mesopotamia, ancora prima della Bibbia (vedi il mio articolo “Poemi e Miti della Mesopotamia” vai).

La Pianta della Generazione

Gilgamesh«Colui che scrutò i confini del mondo alla disperata ricerca della vita eterna», l’eroe insuperabile, purtuttavia deve morire, senza aver conquistato e raggiunto la Pianta della Generazione, quella che gli avrebbe donato la vita eterna, perche’ cosi’ e’ stabilito. Non era suo destino vivere in eterno, si dice in quelle tavolette. Suo destino era condurre al meglio la propria vita, e trovandosi, da re, a godere di una particolare condizione di benevolenza divina, farsi percio’ “pastore di uomini”, e condurre al pascolo il suo gregge umano e ricoverarlo in luogo sicuro durante la notte.

Se re non sei, perche’ cosi’ e’ stabilito, ingegnati comunque a condurre la tua propria vita fino in fondo, finche’ le forze ti sosterranno, imparando ad imitare il disegno di Vita che il dio ha voluto per noi.

Il riposo

Mi sono spinto molto avanti, con la mia modesta barchetta dei ragionamenti. E’ necessario attraccare al porto di queste ultime considerazioni e lasciare che altri proseguano il viaggio nel mare tempestoso dei pensieri. La bufera si e’ un po’ calmata. Io mi fermo qui, a riposare e ascoltare.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...