John Milton – Il Paradiso Perduto


Poema epico ambientato e musicato in similguisa dei cantori omerici

John Milton – Il Paradiso Perduto

Traduzione di Lazzaro Papi – Versione a cura di Mirco Cortesi

Licenza Creative Commons 2.5 – http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/

Indice

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01) Premessa  
02) Struttura del poema    
03) Particolarita’ e curiosita’    
       
04) Libro Primo zip Libro 01  
05) Libro Secondo zip Libro 02  
06) Libro Terzo zip Libro 03  
07) Libro Quarto zip Libro 04  
08) Libro Quinto zip Libro 05  
09) Libro Sesto zip Libro 06  
10) Libro Settimo zip Libro 07 ascolta
11) Libro Ottavo zip Libro 08  
12) Libro Nono zip Libro 09  
13) Libro Decimo zip Libro 10 ascolta
14) Libro Undicesimo zip Libro 11  
15) Libro Dodicesimo zip Libro 12 ascolta
       
16) Riferimenti    
17) Considerazioni finali    

Premessa

Lazzaro Papi, che nel 1700 ha curato la traduzione in italiano, dichiarava nella premessa che l’ambiente culturale italiano aveva prestato poca attenzione a questo grande poema epico.Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre E’ mia convinzione che anche oggi la situazione non sia cambiata molto. Se cosi’ non e’, sono felice d’essermi sbagliato.

Al primo approccio l’argomento sembra obsoleto: Il Paradiso Terrestre, la coppia primigenia. Ammetto d’aver avuto un moto di nausea e repulsione, sfogliando le prime pagine: “E’ la solita storiellina ….e Adamo, …ed Eva, …e la coppia felice…”. Sara’ perche’ tutti noi siamo cresciuti con le lezioni di catechismo che fin da bambini ci sono state infilate nella testa. Mi ricordo, i primi anni delle scuole elementari, i pomeriggi passati nel locale istituto di suore dove per mesi ci preparavano alla Prima Comunione e alla Cresima. Oggi queste istruzioni vengono inculcate con meno insistenza, tuttavia la Bibbia e i suoi scritti continuano a permeare la vita e il costume di tutti noi, e della nostra societa’. Meno male, bisogna dire, che’ la religione si propone come baluardo morale e regole di convivenza civile; oggi in cui gli individui sembrano avere smarrito quegli ideali che sono stati alla base dell’odierna societa’: le lotte politiche dei secoli XIX e XX, i diritti e doveri del cittadino.

Questo poema vuol essere tuttavia qualcosa di piu’ di una vicenda narrata e una esaltazione del pio spirito religioso. Gli angeli ribelli conficcati a testa in giu' nell'InfernoEsso, oltreche’ un insegnamento morale, e’ una mirabile introspezione psicologica all’interno dell’anima, dentro ognuno di noi, dove nascondiamo i vizi e evidenziamo le virtu’. E cosi’ sia. Tale e’ l’essere umano: un intreccio di sentimenti contrastanti. Procedendo nella lettura del poema, ci si scopre coinvolti insieme a Satana a ragionare sulla vendetta; sul rancore per il disonore a causa della sconfitta subita in battaglia, in quanto angelo ribelle; sulla volonta’ di non sottomettersi e prostrarsi umile di fronte a chi dobbiamo riconoscere purtroppo piu’ forte e potente. Ci si scopre a partecipare agli slanci di saggezza di Adamo e poi ai suoi estremi rimorsi; alle velleitarie vanita’ di Eva e poi alle drastiche soluzioni di por fine alla vita di entrambi per non condannare con loro l’intera umanita’. Tutto in un perfetto intreccio di vizi, sentimenti, pulsioni, invidie, rancori.

La psicologia umana esce dalle pagine del poema e si fa immagine della psicologia universale degli esseri umani. Lo sforzo di lettura, una volta superate le difficolta’ di un linguaggio piuttosto arcaico e inusuale, viene ampiamente compensato dal disvelarsi di personaggi universalmente validi.Belzebu' amico e compagno d'armi di Satana Nella versione audio da me curata, ho provveduto a rendere il linguaggio piu’ moderno e piacevole, semplicemente sistemando la costruzione delle frasi. Il risultato e’ stato di notevole efficacia.

Il poema e’ estremamente lirico. Si presta ad essere recitato, in un’opera che intrecci suoni, musica e parole, come ai tempi di Omero. Le parti di azione sono poco estese, ampio spazio e’ dedicato all’introspezione. Ho colto l’occasione, e in abbondanza ho sfruttato l’opportunita’, di inserire ampi spazi musicali e lirici. La musica e’ infatti la migliore risposta per accompagnare e commentare i torbidi tormenti dell’anima e gli slanci sentimentali. Con l’aiuto della musica ho eliminato un altro dei pericoli di un’opera recitata: la noia di ascoltarla. Il risultato e’ stato di notevole efficacia.

Ho cercato di evidenziare ed estendere la caratteristica peculiare del poema: superare le barriere del tempo e farsi espressione della nostra, universale, imperfetta, umana umanita’.

Devo rendere merito a John Milton se tutto cio’ mi e’ stato reso possibile.

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Struttura del poema

Il poema si compone di tre grandi fasi:

  1. Gli angeli ribelli si riorganizzano e costruiscono una grande reggia nell’Inferno
    • analisi e discussione delle possibilita’ di riscatto e vendetta
    • partenza di Satana alla ricerca del Paradiso Terrestre dove deve attuare i suoi piani di distruzione
  2. Dio manda l’Arcangelo Raffaele ad istruire la coppia primigenia
    • l’Arcangelo racconta le vicende avvenute prima della nascita di Adamo e la battaglia fra angeli e demoni
    • l’Arcangelo racconta come e’ stato creato l’Universo da parte del Figlio di Dio
    • Adamo racconta le vicende del Paradiso da quando ha preso coscienza di se’ fino all’arrivo dell’Arcangelo
  3. Satana attua il progetto di indurre in tentazione Eva
    • Eva cede alla tentazione e mangia il frutto. Adamo si lascia convincere da Eva e mangia a sua volta il frutto
    • Effetti immediati sulla coppia: perduta innocenza, lussuria sfrenata, vergogna, disprezzo, accuse reciproche
    • L’Onnipotente incarica il Figlio di mettere in atto le misure di condanna
    • Il Figlio reclama su di se’, e ottiene, il permesso di redimere il genere umano attraverso il suo personale Sacrificio
    • Dio manda l’Arcangelo Michele a istruire Adamo ed Eva prima della cacciata dal Paradiso
    • La coppia viene scacciata. Termina la storia mitica e ha inizio la storia umana

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L'Inferno e il percorso di Satana

Particolarita’

  • Particolarmente toccanti le pagine iniziali del Libro Terzo e Libro Settimo, dove si accenna alla cecita’ fisica dell’autore. Cecita’ che ha illuminato e rinvigorito la sua fede religiosa.
  • Come si puo’ rendere la presenza di Dio con il solo strumento audio? Dio e’ pioggia, e’ gocce d’acqua che si infrangono sul terreno, e’ vento che muove le foglie, e’ acqua che scorre in ameni ruscelli.
  • Satana e’ astuto, intelligente, consapevole dei suoi difetti. Non ha rimorsi per i suoi vizi, anzi essi sono motivo di orgoglio.
  • Di cosa si occupano gli angeli ribelli, condannati li’ nell’Inferno? Le mie considerazioni nel Libro Secondo.
  • Cosa fanno Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre? Le mie considerazioni nel Libro Quarto.
  • Adamo e’ saggio. Consapevole dei suoi limiti, spesso fa’ da mediatore riconducendo Eva a decisioni ragionevoli
  • Eva non trova perdono nel poema di John Milton. Ella, dal punto di vista umano, e’ colei che ha condotto l’umanita’ alla rovina. Ma dal punto di vista divino, e’ anche colei che schiaccera’ simbolicamente la testa del serpente, nelle vesti di Maria Vergine Madre di Dio.
  • La Creazione viene fatta dal Figlio (Libro Settimo), non viene fatta dal Padre. Nel Vecchio Testamento invece e’ Dio stesso che crea il Mondo.
  • I mondi dei vivi e dei morti sono comunicanti. Morte e Colpa costruiscono un ponte fra l’Inferno e la Terra. Le porte dell’Inferno rimangono aperte. Libro Secondo, Libro Decimo.
  • Fra l’Inferno e la Terra c’e’ il regno del Caos (Libro Secondo), simbolicamente il luogo dell’eterno disordine. Anche di questo non c’e’ traccia nella Bibbia.
  • I mondi costruiti da Dio sono piu’ di uno. Li scorge Satana prima di giungere al Paradiso Terrestre.

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Libro Primo

Il poema si apre con una panoramica d’insieme su un luogo oscuro, dove la luce non filtra e dove laghi avvelenati si alternano a territori infuocati e martoriati da tempeste di tizzoni ardenti. Satana osserva l'Inferno. La sua nuova dimora.E’ l’Inferno, la sede dove sono stati cacciati gli angeli ribelli dopo che, avendo osato sfidare l’Onnipotente in aperta guerra, sono stati sconfitti e conficcati a testa in giu’ in questo luogo di tormenti senza fine.

Un essere pero’ si muove e si risveglia dal torpore dopo la terribile caduta: e’ Satana, il Principe che ha guidato gli eserciti ribelli durante la sfida e che ora condivide la triste sorte assieme agli altri. Satana si rigira, si guarda intorno e comincia a scorgere i suoi compagni di sventura. Accanto a lui scorge Belzebu’, fedele compagno d’armi.

Insieme si chiedono cosa sia meglio fare dopo questa umiliante sconfitta, e poiche’ sono esseri immortali nonostante tutto, e anche principi, nonostante il luogo in cui si trovano; decidono di risvegliare tutti gli altri che giacciono sparsi nelle terre d’intorno e condurli verso la collina che si intravede la’ poco lontano, dove avrebbero innalzato una nuova reggia e avrebbero deciso quali azioni intraprendere nei successivi periodi.

Subito come per incanto, la reggia si innalza, splendida, ornata d’oro e di cristalli, illuminata fulgidamente, e entro le enormi porte diamantine entra il corteggio di angeli e principi e si inizia l’infernale consesso. Di cosa abbonda la terra d’Inferno? Diamanti, oro, pietre preziose.

La reggia viene eretta in pochissimo tempo e senza fatica ornata di lussuosissimi gioielli.

Ma ascoltiamo l’inizio del poema: ascolta

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Libro Secondo

La reggia infernale ha qualcosa di magico e soprannaturale perche’, nonostante continuino ad entrarvi angeli, guerrieri e principi, le sale non sono mai colme.

Satana si alza per parlare. Tutti si raccolgono in muto silenzio, ansiosi di ascoltare il loro capo.Pandemonium. La Reggia Infernale Il discorso di Satana e’ una carrellata sulle recenti vicissitudini e una richiesta di consigli su come affrontare la nuova situazione.

Si alza quindi Moloch, uno dei piu’ famigerati fra i principi del consesso infernale, e propone di riorganizzare le truppe e prepararsi a muovere aperta guerra all’Onnipotente, usurpargli il trono e riconquistare la perduta potenza e liberta’. Tutti applaudono.

Si alza quindi Belial, un principe scaltro, infido e moralmente basso. Egli fa’ notare che in fondo qui si sta bene, basta organizzarsi e costruire a poco a poco un ambiente confortevole senza bisogno di importunare il Vincitore con vendette che potrebbero farli rischiare di essere cacciati ancora piu’ in basso dentro la terra d’Inferno. Bisogna ammettere che le armi del vincitore sono insuperabili, infatti, nonostante anche a loro non manchino astuzia e scienza tecnologica. Conviene assoggettarsi, e fare buon viso a cattivo gioco, sottomettersi e aspettare tempi migliori. Belial si siede, fra mormorii di consenso.

Si alza quindi Belzebu’, uno dei piu’ importanti principi d’Inferno. Egli fa notare che sarebbe meglio cercare di scoprire cosa sta architettando l’Onnipotente con quella strana razza di individui che ha appena creato e posto in un non ben precisato ameno territorio colmo di delizie e confortevole. Varrebbe la pena di andare a indagare se veramente il posto vale le parole di cui si sente continuamente mormorare la’ nell’empireo. Se i suoi abitatori si dimostrassero imbelli e ingenui, si potrebbe anche tentare di usurpare loro il territorio e insediare la’ l’Inferno. Oppure si potrebbe cercare di rendere quella razza odiosa e invisa all’Onnipotente, convincendo gli appartenenti a commettere azioni riprovevoli, facendo si’ che lo stesso Onnipotente alfine li distrugga, con il vantaggio che ancora una volta loro, principi d’Inferno, potrebbero poi abbandonare il luogo attuale e insediarsi la’.Morte e Colpa a guardia delle Porte d'Inferno Se tutto cio’ non dovesse riuscire, comunque si puo’ sempre stabilire un ponte fra l’Inferno e quel tanto citato Paradiso e trasformare tutto in un unico e orribile Inferno, tanto per continuare a dimostrare il loro odio e disprezzo per tutto cio’ che aggrada all’Onnipotente, traendo gioia dalla sofferenza altrui. Il discosrso di Belzebu’ suscita un coro di acclamazioni. La proposta e’ accettata con consenso generale.

Ma chi andra’ in esplorazione? Tutti allora si zittiscono e mostrano la natura del loro animo gretto e meschino, rifiutando il rischio.

Si offre quindi Satana di andare a cercare quel novello mondo di delizie, tanto caro all’odiato Vincitore Onnipossente. L’impresa e’ ardua. Egli dovra’ superare le porte d’Inferno, varcare il Caos e la Notte, per poi avvicinarsi a quel cosiddetto Paradiso Terrestre e la’ non farsi scorgere dagli angeli posti a guardia dello stesso. Stabilito quindi il da farsi, l’assemblea si scioglie e ognuno va ad occuparsi di cio’ che maggiormente rispecchia le sue caratteristiche e aspirazioni.

Di cosa si occupano gli angeli ribelli, condannati li’ nell’Inferno? C’e’ chi si dedica alla vita militare e inizia a prepararsi alla guerra, con marce, adunanze, trombe, vessilli da erigere e portare in trionfo, nuove armi da sperimentare, strumenti di distruzione sempre piu’ subdoli e tremendi, da provare e di cui compiacersi. Altri invece si dedicano mollemente al canto e alla poesia sentimentale. Accompagnandosi al suono della cetra, imitano in cio’ il mito di Orfeo, dal canto irresistibile e dalle pigre abitudini. Altri pero’ s’ingegnano in vuoti ragionamenti filosofici e discutono vanamente delle origini e del fine della Creazione.

I discorsi dei Principi in sede d’assemblea sono una carrellata sui vizi degli uomini, vizi che si possono riassumere in parole come: egoismo, ipocrisia, vanagloria, tradimento, lassismo, opportunismo. E’ un tema caro all’autore Milton, quello di illustrare le occupazioni dei rappresentanti d’Inferno quale specchio su cui riflettere i vizi degli uomini, la’ dove le occupazioni cui sono dediti, egli dice, sono fini a se’ stesse e non rivolte a celebrare la benevolenza dell’Onnipotente e la sua infinita gratuita generosita’.

Satana, Colpa e Morte

Satana dunque parte immediatamente verso i confini dell’Inferno. La’ giunto, trova le porte sbarrate da due individui mostruosi: Colpa e Morte.

  • Colpa ha volto di donna ma ventre di serpente; nasconde fra le spire due animali di aspetto canino che continuamente divorano le sue viscere e continuamente le stesse si riformano dandole un perenne stato di sofferenza.
  • Morte invece divora e strazia tutte le anime che giungono a lei, in un carosello continuo di dolore e patimenti.

Per nulla intimorito da queste presenze soprannaturali, Satana intima loro di scostarsi e lasciarlo passare. Ma Colpa riconosce in Satana suo padre, essendo lei nata un giorno dalla testa di lui. In seguito, lei sarebbe poi stata sedotta da Satana stesso. Dai suoi amplessi sforzati e laidi sarebbero nati i due cani che le straziano il ventre e nel suo ventre si nascondono ogni volta. Ma neppure questo racconto riesce a meravigliare Satana, che subito ne approfitta per chiederle di aprirgli le porte, visto che e’ anche suo parente, legata com’e’ a lui da vincolo di affetto.

Le porte d’Inferno vengono quindi spalancate, ma non si riserrano. Al di la’ e’ il Regno del Caos. Morte inizia la costruzione di un ponte, una via che congiungera’ l’Inferno con gli altri mondi, oltrepassqando il Regno del Caos, dando alle creature infernali la possibilita’ di defluire indisturbate fin sulla Terra.

Satana attraversa il Regno del Caos volando con le sue proprie ali gigantesche.Satana vaga nel Caos In basso si profila un mare di lava incandescente, di fumo, di tempesta. L’attraversamento e’ arduo, ma alla fine si stagliano i confini anche di quel mondo e, al di la’, una serie di universi e una miriade di mondi appesi al tetto del cosmo, dove sicuramente si cela anche il Paradiso con la coppia tanto amata dall’Onnipotente. La’ si dirige Satana, quindi, intenzionato a distruggere, con le sue arti malefiche, o con l’inganno o con la forza, quel paradiso di delizie.

Ma i Signori del Caos stanno a guardia delle porte ed egli deve affrontarli. Il problema si rivela di facile impegno per Satana. E’ sufficiente che Egli prometta un qualche vantaggio, dalla conquista del novello mondo, che questi si fanno subito da parte e lo lasciano passare. I mondi che si presentano ora agli occhi di Satana sono tanti e variegati, splendidi sotto la calotta dell’Universo, addirittura sconosciuti alle creature infernali; ma lui li supera tutti e si dirige di buon volo verso la Terra.

A questo punto e’ necessaria una osservazione. Tale desrizione dell’Universo, costituito da una infinita’ di mondi, viene appena accennata e non si aggiunge nullaltro. Tanto basta pero’ a lasciar supporre che Milton non ritenesse la Terra l’unica creazione nell’Universo di Dio.

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Libro Terzo

L’uscita di Satana dalle oscure dimore infernali, regno della buia notte, da’ occasione all’autore di accennare alla sua propria cecita’.John Milton Sono pagine di alto, sublime, commovente lirismo poetico. Egli paragona l’eterna notte dei luoghi infernali con l’oscurita’ di folte e impenetrabili nubi che gli offrono i suoi occhi, e cio’ lo fa sul momento rattristare. Negato infatti e’ a lui di vedere il sole, gli astri, la Terra con le sue foreste e gli animali tutti. Ma negato gli e’ soprattutto vedere il volto dell’uomo, immagine di Dio. Ma non per questo egli cade in tetro avvilimento. Questa sua cecita’ e’ infatti la via per scorgere la splendente luce di Dio che gli infonde speranza e volonta’ di vivere. Chi non soffre di questa terribile malattia della cecita’, non riesce a immaginare quanto straziante debba essere avere davanti agli occhi una perenne oscurita’. Le parole di John Milton, cosi’ eleganti, cosi’ commoventi e poetiche, riescono a darne solo un vago significato; eppure fanno capire quanto grande sia quel pur piccolo dono della vista che comunemente ci e’ stato elargito. Insieme con esso, anche il dono della vita, in tutte le sue forme, appare ancora piu’ immenso e sublime.

Satana dunque si aggira per il firmamento stellato, meravigliato da tanta bellezza, e dall’alto, Dio lo segue con lo sguardo e si adombra.

Dio sa che quello Spirito e’ ostinatamente intenzionato a corrompere l’uomo, ma sa anche che Egli l’uomo lo ha fatto libero. Se Satana riuscira’ nel suo intento, non e’ sua la colpa, ma solo dell’Uomo.

Il Figlio, che siede alla sua destra, lo ascolta in silenzio, ma quando Dio termina di sfogare le sue preoccupazioni,Satana si tuffa nel fiume Stige si offre di salvare lui stesso l’Uomo dalla dannazione eterna, sacrificandosi temporaneamente, facendosi uomo per morire al pari di lui, ma dando con cio’ la dimostrazione dell’immenso amore che nutre per l’umanita’ tutta; cosi’ grande da giungere al proprio sacrificio pur di salvarla.

Ma quello Spirito infernale intanto e’ giunto alle porte del nostro Universo, e di la’ si affaccia a scrutare l’orizzonte, abbagliato dall’immensa luce che di la’ sgorga. Ecco che fra il fulgore scorge una grande porta, e un cherubino li’ accanto, intento ai suoi impegni. Decide pertanto di interrogarlo per farsi illustrare la via che porta all’Eden, la dimora della coppia felice.

Il cherubino e’ l’Angelo Uriele, custode del Sole. Egli, avulso da ogni ipocrisia, non immagina chi si celi sotto quell’aspetto leggiadro con cui Satana si e’ camuffato, pigliando le sembianze di uno degli Angeli che popolano le dimore celesti. Senza indugio Uriele indica la via per giungere all’Eden e laggiu’ si affretta immediatamente Satana, volteggiando e descrivendo nell’aria numerose ruote con le proprie ali.

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Libro Quarto

Satana cammina in direzione del giardino dell’Eden, e intanto si domanda se fosse stato meglio sottomettersi al volere dell’Onnipotente o se piuttosto fosse giusto continuare con la decisione intrapresa di rovinare per invidia e disprezzo quanto di piu’ caro ci sia per l’Onnipotente stesso, cioe’ l’Uomo. La conclusione e’ quantomai scontata: nessuna concessione all’Onnipotente, mai sottomettersi e accettare lo stato di sudditanza, guerra ad oltranza all’odiata creatura umana.

Occorre evidenziare a questo punto la sottile abilita’ dell’autore nel descrivere i pensieri dei propri personaggi. In special modo gli spiriti infernali trovano una caratterizzazione quantomai psicologicamente appropriata. Come ho gia’ avuto modo di esprimere piu’ sopra, essi sono lo specchio dei vizi degli esseri umani: superbia, ipocrisia, opportunismo, servilismo, egoismo.

Ma ecco che si profila finalmente il famoso giardino dell’Eden. Attraverso gli occhi di SatanaAdamo ed Eva nel Paradiso Terrestre anche noi abbiamo la possibilita’ di sbirciare la’ dentro. Ecco la’ quella coppia tanto amata, intenta alle cure del giardino. La curiosita’ a questo punto e’ veramente tanta.

Cosa fanno nel Paradiso Adamo ed Eva? In quali cure sono affaccendati? Beh, se ci si aspettavano cose mai pensate da mente umana, come sarebbe il caso, visto che questo giardino dovrebbe essere tuttaltro rispetto alle normali cure cui siamo dediti noi esseri di questo mondo, si potrebbe rimanere delusi.

La coppia si dedica alla cura della dimora e del giardinetto intorno, come farebbe una qualsiasi coppia di pensionati in buona salute. La’ si da’ una potatina alle rose, qui si prepara una ciotola di cibo per il gatto, si tolgono le erbacce e le foglie secche dal vialetto d’ingresso, si fanno i preparativi per il pranzo e per la cena. Poi si va a dormire felici e innocenti, come fanciulli che si addormentano dopo aver giocato tutto il giorno. Intende Adamo migliorare la propria dimora, magari costruendo un alloggio piu’ confortevole, piu’ duraturo? Ma no, si dedica soltanto alla manutenzione ordinaria. Non c’e’ casa li’, si dorme sotto le stelle. Non c’e’ neppure una dispensa, un frigorifero. Il cibo e’ abbondante e disponibile in ogni dove; basta solo allungare una mano e cogliere quanto si desidera. Di un alloggio con solide mura che diano sicurezza e tranquillita’ poi non c’e’ assolutamente bisogno. Non c’e’ nessun altro li’, tranne loro, e gli animali sono docili e mansueti. Beh, una cosa c’e’ che li minaccia, ed e’ Satana. Ma nella loro innocenza, la coppia primigenia non conosce il significato dell’invidia, dell’egoismo, dell’ipocrisia, del disprezzo, tanto cari e connaturati a Satana.

Ma allora, a cosa si dedicano quei due, oltre alla cura e manutenzione del giardino?Adamo ed Eva ascoltano Dio che parla Beh, alla contemplazione della natura, e con essa, alla riconoscenza e al ringraziamento verso la divinita’ che ha dato loro tutte quelle facilitazioni. E non e’ poco. Voglio dire che sarebbe bello se ognuno di noi potesse dedicarsi quasi esclusivamente al ringraziamento e alla riconoscenza verso la divinita’ senza dover continuamente pensare a sopravvivere. Cio’ e’ degno di un Paradiso. Ma oltre a cio’ mi domando, visto che il nostro autore John Milton e’ un individuo in possesso di notevole creativita’ artistica, se anche ai nostri primi genitori sia stata data la possibilita’ di esprimere la propria creativita’, magari in ossequio e gratitudine verso la divinita’ stessa. Mi sarebbe sembrata una occupazione degna di rispetto, per la quale un posticino nell’Eden l’avrei anche lasciato. Ma non e’ cosi’ per il nostro autore, che infatti confina l’arte fra le attivita’ dei principi d’Inferno, ahime’, visto che a fine assemblea, un gruppo di quegli spiriti infernali si adagia mollemente sul terreno e li’ si dedica a cantare, recitare poesie, scrivere, dissertare. E’ tutta deplorevole vanita’, egli dice, e va condannata. Stando al suo giudizio, allora dovremmo anche condannare la sua opera, il Paradiso Perduto, tanto cara, sia a me che ad altri esseri umani prima e probabilmente anche dopo di me. Su cio’, sulla vanita’ della creazione artistica, mi permetto di esprimere un modesto ed umile disappunto.

Ma tornando all’Eden e facendo un paragone con altri luoghi paradisiaci, ben diverso ad esempio, e’ l’Olimpo degli dei greci, dove, se si escludono i vizietti e peccatucci, indegni di una divinita’, si possono osservare anche strumenti mirabili, magici e portentosi, in possesso degli dei. Anche gli dei nordici sono in possesso di strumenti strabilianti, ma che usano per esercitare il proprio potere anziche’ per elargire benessere. Una scienza volta al miglioramento del creato, alla produzione di benessere, ad alleviare la fatica, anche in ossequio e imitazione della perfetta creazione del mondo da parte della divinita’; una scienza costruttiva insomma, una tale occupazione appunto, io non l’avrei vista male da parte della coppia primigenia. Ma ahime’, anche la scienza e’ condannata da Milton, in quanto strumento di superbia e vanagloria; e l’albero proibito da Dio alla nostra coppia e’ proprio l’albero del sapere e della scienza.

Cosi’, ad Adamo ed Eva non rimane altro che vivere in una beata innocenza, ignari di tutto, facendo nulla, tranne che salutare il Sole la mattina e osservare le stelle la sera, cosa peraltro tuttaltro che risibile e deplorevole.

In verita’ non e’ proprio cosi’ intellettualmente limitata la vita dei nostri due progenitori. A loro e’ affidato il compito di ringraziare Dio per la vita che hanno ricevuto in dono, e questo viene ben chiaramente ribadito da Adamo nel colloquio che amabilmente intrattiene con la sua compagna Eva. Insieme elevano una preghiera di ringraziamento, ed Eva conferma e rinnova il vincolo coniugale cui e’ stata elevata quando Dio stesso l’ha condotta verso Adamo, e quando di lui ella si innamoro’ immediatamente a prima vista.

Milton coglie l’occasione per ribadire la santita’ dell’unione coniugale della prima coppia, esempio e origine di tutte le coppie a venire, il vero e solo legame d’amore che uomo e donna devono perseguire.

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Libro Quinto

La coppia si sveglia alle prime luci del mattino. Adamo trova e osserva Eva, ringraziando Dio d’avergli fatto il dono piu’ bello e prezioso.

Eva quindi si sveglia e dopo aver a sua volta ringraziato Dio d’avergli messo accanto Adamo, quanto di piu’ prezioso lei abbia per infondergli sicurezza e tranquillita’,Eva coglie la mela gli confessa d’aver fatto un sogno che l’ha assai preoccupata. Le sembrava infatti d’essere in riva ad un laghetto e un individuo sconosciuto l’aveva condotta accanto all’albero proibito e poi questa persona ne aveva staccato un pomo e l’aveva gustato, facendoglielo assaggiare a sua volta.

Di questo sogno premonitore ella confessa le sue preoccupazioni ad Adamo che pero’, si affretta a tranquillizzarla, imputando i sogni in genere ad una perdita di lucidita’ della componente razionale dell’individuo quando questi dorme e si riposa. Eva non deve percio’ preoccuparsi di un sogno, se sa che al risveglio, la ragione riprendera’ il sopravvento e nulla potra’ loro succedere di imprevisto.

Dopo averla cosi’ rassicurata, Adamo invita Eva a rendere grazie a Dio creatore con una preghiera. E’ una bella e sublime preghiera mistica, quella che esce dalla bocca di Adamo, piena di esortazioni verso tutte le creature animate e tutti gli elementi della natura, affinche’ si uniscano al suo inno di lode. Acqua, vento, sole luna, animali, piante; tutti devono partecipare di questo inno di ringraziamento verso il Creatore, sommo bene e generosita’ infinita, che con il Suo gratuito amore ha reso loro, coppia primigenia, i piu’ felici e onorati al di sopra tutti gli altri esseri viventi, e ha reso il mondo cosi’ bello e perfetto. Adamo si esprime in questi termini.

Non si puo’ evitare di pensare che le sue parole siano in verita’ quelle di Milton, che esprime per bocca di Adamo tutto il suo amore per quel mondo e quella vita sensibili che, a causa del suo difetto fisico, gli sono in parte negati. Ma ancora una volta, cosi’ come apertamente nel capitolo terzo aveva dichiarato che la mancanza della luce degli occhi gli aveva permesso di scorgere la suprema luce divina; cosi’ ora ribadisce le stesse convinzioni in maniera indiretta, tramite la preghiera di Adamo, che e’ pure la sua preghiera. E’ impensabile immaginare, dice Adamo, quanto sia bella la luce divina, se solo la luce del mondo e’ cosi’ stupenda e meravigliosa. E’ una grande preghiera mistica.

Intanto Dio osserva benignamente quella coppia e incarica l’Arcangelo Raffaele di illustrare loro le meraviglie del creato e nel contempo metterli in guardia su certi movimenti oscuri che si appressano a loro al solo scopo di arrecare danno. L’arcangelo va, e nella mensa apparecchiata da Adamo ed Eva inizia ad illustrare loro quanto vedono, ma viene interrotto da Adamo che e’ ansioso di conoscere come vivono angeli e arcangeli, loro che sono molto piu’ appresso a Dio.

E l’arcangelo racconta. Ma il discorso si focalizza sulla lotta avvenuta all’inizio dei tempi, La battaglia fra angeli e demoniallorche’ un angelo ribelle sottrasse un certo numero di schiere all’Onnipotente al fine di carpirgli lo scettro e il potere. Quell’angelo era Satana. La descrizione della battaglia, i discorsi dei contendenti, sia per sostenere lo spirito combattivo e contrastare l’avvilimento, sia durante i duelli, e’ a dir poco grandiosa, sublime. Le vicende si dipanano via via, espresse in termini aulici che suscitano meraviglia e rispetto nell’ascoltatore, quel sacro rispetto che conviene assumere quando si intuisce che cio’ che si sta raccontando, va oltre la comune capacita’ umana di comprensione, la comprensione cioe’ dei motivi per cui, come dice Milton, “chi tutto puo'”, ha permesso che avvenisse questa lotta titanica fra schiere celesti, combattuta all’inizio dei tempi.

Ma si sa, che fra il sublime e il ridicolo non c’e’ che un passo, e noi, uomini del ventunesimo secolo, non siamo piu’ avvezzi alle sublimi gesta eroiche, e il liguaggio aulico e’ ormai distante dai nostri canoni di conversazione. Cosi’, riducendo in versione audio le sublimi parole del poeta che descrivono la battaglia, non si puo’ evitare di aggiungere un pizzico di ironia e forzare i rumori cruenti e lo schianto delle lame sugli scudi con banali rumori di un’accetta che spacca la legna o di un coltello che squarta un pollo gia’ morto acquistato al supermercato. Anche il grido di dolore di Satana che viene ferito e quindi riportato nella sua tenda dai fedeli compagni, e’ un clamoroso falso, ovviamente. Il sommo poeta Milton non me ne vorra’ per questa irresistibile forzatura. Noi del XXI secolo facciamo fatica a comprendere l’eroismo epico, anche se ne rimaniamo immensamente affascinati.

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Libro Sesto

E’ tutto dedicato alla descrizione del seguito dell’epica battaglia fra angeli e demoni. In un primo momento i demoni hanno il vantaggio e gli angeli sembrano affranti e sgomenti.Cacciata degli angeli ribelli Ma ecco che l’Onnipotente incarica il suo unico Figlio di riportare la vittoria e sbaragliare gli angeli ribelli. Egli usera’ il carro da guerra approntato all’occorrenza, insieme alle sue tremende folgori, e sara’ seguito da un esercito di serafini.

La battaglia ha inizio e i demoni vengono sconfitti, non senza dimostrazioni di straordinaria e meravigliosa potenza sia dall’una che dall’altra parte dei contendenti.

Si apre infine una voragine e l’esercito dei demoni viene risucchiato e scaraventato nel Caos dell’Inferno, loro prossima e ultima dimora. La voragine si chiude.

Gli angeli vincitori, esultanti, celebrano il Trionfo del Figlio con canti e danze. Lo seguono quindi fino alla dimora celeste dove il Figlio si siedera’ alla destra del Padre Onnipotente, cosi’ come e’ scritto nelle Sacre Scritture.

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Libro Settimo

Occorre invocare la Musa dei poeti, dichiara l’autore, perche’ ora ci sara’ una svolta nella vicenda. Ancora una volta Milton coglie l’occasione per fare il paragone fra la cecita’ umana, e in particolare la sua, che e’ pure fisica oltreche’ intellettuale, e la benefica e salvifica luce divina. Cosi’ consolato e fiducioso nella divina provvidenza, Milton si accinge quindi a descrivere cosa avvenne dopo che l’esercito ribelle dei demoni fu sconfitto.

Nel Paradiso Terrestre l’angelo Raffaele riprende a parlare e, sollecitato da Adamo, racconta come avvenne la creazione dell’Universo e della Terra in particolare, e come fu che Dio creo’ l’Uomo, a sua immagine.

Dio chiama il suo Figlio e lo incarica di svolgere il compito della Creazione. Il Figlio si immerge nel Caos,Il Figlio crea l'Universo dal Caos separa gli elementi dalla materia informe, costruisce l’Universo, le stelle, i pianeti. Poi si accinge a creare la Terra, e pone intorno ad essa il Sole e la Luna, affinche’ si generino i giorni e le stagioni. Poi infonde la Vita sugli elementi, e ordina alle Piante e agli animali di popolare la Terra.

Infine crea l’Uomo, e gli da’ una compagna, e li pone li’, sul Paradiso Terrestre, dove ora Adamo ed Eva risiedono. Adamo ed Eva ascoltano rapiti il racconto dell’Angelo, e quando questi ha finito di esporre le vicende, aggiunge che loro due devono comunque stare accorti e vigilare contro chi sta insidiando la loro dimora per odio e invidia nei confronti del Creatore. Ma queste insidie saranno vane se loro continueranno a seguire i consigli che l’Angelo sta ora illustrando e a rendere grazie a Dio Creatore per i doni che ha loro elargito. L’Angelo quindi si acquieta, e attende altre domande dalla coppia, cui dare le dovute e opportune spiegazioni, la’ dove questo gli sia possibile.

E’ necessario fare un’altra parentesi ora, e mettere in evidenza come nel poema di Milton non e’ il Dio Padre a fare l’Universo, bensi’ il Dio Figlio. Cambia nulla? Non so. Certo, poiche’ la Creazione e’ un testo appartenente al Vecchio Testamento, in esso ancora il Figlio non e’ presente, e tutto avviene con un Dio unico; al massimo, coadiuvato da schiere angeliche che fanno piuttosto da messaggeri o spettatori. Ho sempre ritenuto che fosse stato il Dio Padre, il Dio Unico, a creare l’Universo.

Una tale quieta presa di posizione di Milton, la’ dove finora ho sempre notato nel poema un grande rispetto filologico per il testo sacro, mi ha lasciato un po’ sorpreso e incuriosito.

Ma ascoltiamo come Dio creo’ la Terra: ascolta

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Libro Ottavo

Adamo e’ muto e meravigliato dello straordinario racconto che ha udito dalle labbra dell’Angelo.Adamo ed Eva ascoltano l'Arcangelo Raffaele Ma quando si riprende dallo stupore, subito un’altra domanda gli preme di avanzare, pregando l’Angelo d’essere cosi’ gentile e avere la pazienza d’assecondarlo anche in quest’altra sua curiosita’: e cioe’ come mai, se l’Universo e’ cosi’ vasto, e da tanti e tanti altri, fra stelle e pianeti e’ cosi’ popolato; come mai, e come e’ possibile, che questi siano solo ed esclusivamente fatti ad ornamento del cielo di questa Terra, che al loro confronto appare ora cosi’ piccola e fragile.

Sorridendo l’Angelo risponde e asseconda anche quest’ultima brama di sapere di Adamo, ma conclude il suo discorso mettendolo in guardia dai pericoli di un troppo soverchio e orgoglioso desiderio di sapere, la’ dove bisogna in ultimo mantenere il sacro rispetto riguardo alla volonta’ del Creatore, che ha posto stelle e pianeti cosi’ distanti dalla Terra affinche’ fosse evidente il velo di mistero ch’Egli ha posto fra se’ e le cose da Lui create.

Poi e’ la volta dell’Angelo, che prega Adamo di raccontare come fu la sua esperienza di vita dal primo momento in cui prese coscienza di se’. E cosi’ Adamo racconta: come si sveglio’ in una terra dolce e addomesticata, piena di animali miti, di ruscelli, di piante. Meravigliato e stupito da tutta questa abbondanza, Adamo rivolge una preghiera all’ambiente circostante, affinche’ gli venga rivelato chi ha creato questo giardino di delizie in cui ora si trova.

Mentre prega, Adamo cade in un profondo torpore, e nel sonno una voce gli dichiara d’essere Lui l’artefice di tanta delizia, ma si affretta subito ad aggiungere che questo non e’ il Giardino che gli e’ stato assegnato.

Lo conduce quindi per sentieri, valli, ameni ruscelli, fino alla vetta di un monte, e qui gli si apre alla vista un mondo cosi’ perfetto che il precedente al confronto appare immediatamente ben poca e misera cosa. “Questo e’ il mondo che ho approntato per te, Adamo”, gli soggiunge la voce che nel frattempo gli si e’ rivelata in tutto il suo fulgore. “Questa e’ la Terra che ti ho destinato. Abbine cura.”, prosegue la voce, “Ma ricorda di non mangiare dell’Albero della Sapienza, l’Albero del Bene e del Male, quello che si trova accanto all’Albero della Vita, la’ in mezzo al Giardino. Solo questo divieto ti impongo, in pegno della tua fede e ubbidienza. Perche’ se ne mangi, tu morirai, e la tua stirpe dovra’ subire la stessa sorte”. Cosi’ disse la Voce.

Poi lo condusse nel Giardino, e li’ lo depose, dove ora lui e l’Angelo pure sono, e vanno amabilmente discorrendo. Una volta giunti nel Giardino, Adamo osserva tutto quanto la Voce Divina ha per lui predisposto: gli animali, le piante, la natura. Ma dentro di se’ avverte un gran senso di solitudine e una crescente malinconia, osservando che tutte le creature vivono in compagnia, e ognuna si accoppia col proprio simile. Cosi’ il leone con il leone, la scimmia con la scimmia, e gli uccelli e gli insetti, ognuno col proprio simile ama vivere. Solo lui, Adamo, non ha un suo simile con cui discorrere, ne’ una compagna con cui condividere la vita.

Il Gran Fattore allora fa discendere su Adamo un profondo torpore e, sottratta una costola dal corpo di lui,La creazione di Eva costruisce con essa la donna, Eva, la compagna che Adamo ha richiesto. Appena si sveglia, Adamo si innamora immediatamente della donna e la vuole come sua sposa. Eva, d’altro canto, e’ gia’ consapevole dei vezzi dell’Amore e del gioco del ritrarsi per farsi ancora piu’ ardentemente desiderare, e cosi’, fra vezzi e ritrosie, si avviano verso il boschetto dove si consuma il primo rapporto coniugale della storia dell’Umanita’. Il primo, il piu’ naturale, quello voluto da Dio, che ha voluto cosi’ suggellare e l’unione fra uomo e donna.

La figura di Eva, cosi’ come viene descritta nel Paradiso Terrestre, risulta piuttosto anacronistica. Quando l’Arcangelo arriva, mandato da Dio, Eva la troviamo intenta a preparare la tavola. Quando l’Arcangelo e Adamo discutono, Eva se ne va a raccogliere fiori, per non disturbarli, dice l’autore del poema. Ella e’ ben diversa dalla donna moderna, contemporanea, che partecipa della vita pubblica e vuole a buon diritto avere un posto uguale a quello dell’uomo, in questo mondo.

Nel Paradiso Terrestre, Eva si occupa della “casa”, raccoglie fiori, saluta gli uccellini, e si adorna per piacere al suo Uomo.

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Libro Nono

Si apre una nuova fase nella vicenda e l’autore chiede alle muse ispiratrici di continuare a sostenere la sua poesia perche’ in questa parte del poema dovra’ raccontare il tradimento, la caduta nel peccato e la cacciata dal Paradiso, argomenti non adatti ad una tranquilla narrazione.

Satana vaga per i giardini dell’Eden alla ricerca di un animale entro cui celarsi per mettere in atto il suo propositoSatana sceglie il serpente di indurre in tentazione la giovane coppia. Trova che il serpente e’ la bestia maggiormente adatta al suo spirito: viscido e infido. Ma prima di insinuarsi entro il corpo dell’animale, si sofferma a considerare quanto sia bello il mondo creato dal suo rivale: l’Onnipotente, e quanto sia fortunata quella coppia felice che di questo mondo puo’ godere. Di contro invece, lui crepa d’invidia e di livore, sia nei confronti di Adamo ed Eva, sia nei confronti dell’Onnipotente, il quale ora lo costringe a insinuarsi in una bestia cosi’ infame, lui, angelo decaduto, eppure cosi’ bello e potente un tempo, quando ancora non era stato sconfitto. Ma pure (egli continua nelle sue considerazioni), questo suo svilimento attuale rendera’ ancora piu’ feroce la sua vendetta, una volta raggiunto lo scopo di rovinare quella coppia beata, e in forza di queste considerazioni la sua vittoria sara’ ancora piu’ piacevole e la vendetta ancora piu’ spietata.

La giovane coppia, ignara delle insidie che vanno appressandosi, si scambia una serie di interminabili complimenti e si promette vicendevole aiuto ed assistenza per tutti i giorni a venire. Eva si avvia, a girovagare per il Giardino dell’Eden, e qui, una volta lontana da Adamo, incontra Satana in vesti di serpente.

Al primo momento di spavento, in Eva fa’ seguito una incuriosita meravigli, nell’udire un serpente discorrere con eleganti e fluenti parole. Satana la rassicura, e si affretta a spiegare che questo suo eloquente parlare e’ dovuto all’incredibile vicenda che gli e’ appena capitata e di cui si appresta or ora a raccontare.

Il Serpente racconta dell’albero proibito, e del frutto di cui ha mangiato, e degli incredibili effetti che gli ha procurato. Farcisce le sue parole con interminabili elogi alla bellezza di Eva, pari se non superiore a quella degli angeli, aggiungendo che una bellezza tale e’ sprecata se non accompagnata da una equivalente intelligenza superiore, come quella da lui acquisita dal momento che ha spiccato il pomo dall’albero. Satana invita pertanto Eva ad approfittare di quella opportunita’, evidenziando la certezza che cio’ la fara’ divenire almeno pari agli angeli, se non pari a Dio stesso.

Stuzzicata dalle parole del Serpente, colta nel vivo della sua vanita’ finora celata,Eva prende il frutto proibito e lo mangia Eva prende il frutto e lo mangia. E’ fatta. Il peccato e’ commesso. Il Destino degli uomini segnato.

La Terra trema e rimbomba, ma Eva non se ne cura e vuole rendere partecipe anche Adamo del guadagno acquisito dal suo gesto. Si avvia pertanto verso il luogo dove Adamo l’attende con trepidazione. Anche lui, prima riluttante, infine cede alle lusinghe della compagna.

Quali sono i primi effetti del frutto? Una sfrenata lussuria li coglie, e si avviano nell’alcova a soddisfare gli improvvisi bisogni. Ma quando si alzano stanchi, spossati, all’indomani di una notte di interminabili follie amorose, si accorgono che ogni sentimento e’ scomparso, ogni rispetto reciproco e’ svanito. A questi e’ subentrato un sentimento di vergogna, un insinuante senso di disprezzo, un irresistibile voglia di accusare e rinfacciarsi l’un l’altro il peccato, la disobbedienza, e la colpa. Mentre si accusano reciprocamente, si avviano al cospetto dell’Onnipotente, ma prima sentono un insopprimibile bisogno di coprirsi, di coprire le loro vergogne, e cingono di foglie la zona genitale.

Il libro termina, senza concedere ai due il beneficio di un rimorso, l’auspicio di un ripensamento, la catarsi di una giustificazione a causa degli eventi. Ancora una volta, la figura femminile risulta negativamente definita, poco tratteggiata e poco sondata. Se, per Satana e per Adamo, l’introspezione psicologica e’ mirabilmente descritta, per Eva si riserva solo un breve commento di rassegnazione e sgomento. Egli piu’ o meno conclude cosi’ il capitolo: “Cosi’ avviene ogni volta che un uomo si fa catturare dalle lusinghe di una donna, deviando dalla retta via, ne diventa il suo zimbello e perde la propria dignita’”. E’ un vero peccato, che Milton non ci abbia lasciato nel poema un sondaggio piu’ profondo sulla psicologia femminile, quel personaggio femmina primigenia che sicuramente non era e non e’ cosi’ semplice come lui ce l’ha dipinto.

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Libro Decimo

L’Onnipotente, nonostante la pieta’ e l’amore per la coppia prediletta, si trova costretto a pronunciare la sentenza di condanna. Di cio’ incarica il Figlio,Adamo ed Eva scacciati dal Paradiso Terrestre ancora una volta.

Mi chiedo se questa interpretazione della Sacra Scrittura sia corretta. Nel Vecchio Testamento c’e’ solo il Padre, il Figlio viene solo annunciato dalle scritture profetiche.

Comunque, il Figlio si avvia verso il Giardino dell’Eden e qui e’ costretto a chiamare la coppia affinche’ si mostri. Una volta che vergognosamente si presentano al cospetto, il Figlio domanda perche’ ora si vergognino del loro aspetto, visto che precedentemente cio’ non era mai avvenuto. Per caso hanno mangiato dei frutti dell’albero proibito?, chiede quindi, ben sapendo cio’ che e’ successo. Adamo risponde, ammettendo la disobbedienza, ma accusando immediatamente Eva come responsabile del suo misfatto. Il Figlio benevolmente li redarguisce entrambi, ma poi si appresta a pronunciare la terribile sentenza.

  • Adamo ed Eva saranno scacciati dal Paradiso Terrestre.
  • Dovranno conoscere e subire il disfacimento del corpo, la vecchiaia e la morte.
  • Conosceranno malattie e tribolazioni.
  • La Terra sara’ avara dei suoi frutti e solo con la fatica e il sudore riusciranno a strapparle di che vivere.
  • Eva verra’ condannata per la sua vanita’ a partorire con dolore e sofferenza.
  • Adamo, per essersi fatto abbindolare dalle vane lusinghe di una femmina, sara’ condannato a procurarsi il cibo, per se’ e la famiglia, fino a che la morte verra’ a dispensarlo dalle fatiche e lo trascinera’ nell’oblio.
  • Quindi il Figlio si rivolge al Serpe e lo condanna in contumacia, essendo esso fuggito appena realizzata la disobbedienza dei due umani.
  • Satana, Per aver tentato con lusinghe e frodi la coppia prediletta, sara’ condannato a strisciare sulla terra in veste di serpente, e mangiare polvere. La donna gli schiaccera’ il capo e lo disprezzera’ in eterno.
  • Per la presunzione d’aver aspirato al Trono Divino, Satana e i suoi angeli ribelli saranno condannati per sempre all’Inferno.
  • L’Inferno sara’ inoltre il luogo destinato alle anime umane condannate per i loro peccati.

Ascoltiamo come Adamo giustifica il suo nascondersi agli occhi di Dio, dopo aver mangiato il frutto proibito: ascolta

Satana intanto e’ giunto alle porte d’Inferno, felice di raccontare ai suoi fedeli ammiratori, Principi e Reggitori di Troni, Schiere e Dominazioni, i risultati ottenuti.

Prima di varcare le porte, tuttavia si incontra con Morte e Colpa, suoi figli illegittimi e incestuosi, che stanno a guardia delle Porte del Caos. Essi mostrano con fierezza a Satana il ponte che hanno costruito fra l’Inferno e l’Eden, ponte che passa sopra l’oceano del Caos. Detto ponte sara’ la strada maestra da cui scenderanno all’Inferno le anime dannate, e dall’Inferno saliranno Diavoli, Morte e Colpa, seminando malattie, tribolazioni e discordia. Morte e Colpa saliranno a pascersi e ingozzarsi di anime umane, animali e piante, distruggendo tutto cio’ che abbia vita.

Satana giunge alla Reggia d’Inferno e qui viene accolto con applausi trionfali.Satana e i suoi demoni trasformati in serpenti Egli si accinge ad illustrare i brillanti successi ottenuti e promette una nuova dimora a tutti loro, ora che l’Eden e’ alla loro portata e la coppia primigenia e’ diventata invisa all’Onnipotente.

“Ma quale condanna?”, aggiunge Satana in conclusione del suo discorso, “Un territorio ricco di messi e colmo di beni per loro si affaccia, e la minaccia dell’Onnipotente si e’ rivelata una enorme fandonia di un presuntuoso millantatore, visto che lui si trova ora sano e salvo li’ in mezzo a loro, men che meno trasformato in serpente come preannunciato”. Ma non riesce a finire il discorso che la sua voce e’ diventata un sibilo; la lingua e’ trifida e braccia e gambe si sono congiunte e sono sparite dentro il tronco. Cade a terra, Satana, e con lui tutti i partecipanti all’assemblea. Tutti trasformati in serpenti, scorpioni, scolopendre, ellopi, scarafaggi. Cosi’ ridotti escono dalla reggia e scompaiono in buchi sottoterra.

Intanto la coppia primigenia inizia a rendersi conto del terribile danno causato dalla disobbedienza al volere divino. La loro presunzione sara’ causa di grandi mali. Adamo, vagando solitario per la foresta, cerca di trarre le conseguenze possibili a seguito della condanna.

Sara’ dannato solo lui? Saranno dannati lui e lei? Come sara’ la morte preannunciata dall’Onnipotente? Forse sara’ come scomparire nel nulla, ritornare polvere, oppure qualcosa rimarra’ del suo essere? Forse perira’ solo il corpo, e l’anima sara’ condannata in eterno? Meglio allora che muoiano sia anima che corpo. E la sua discendenza? Cosa diranno di lui le generazioni future? Ah, si’, lo malediranno in eterno per le sofferenze a cui li ha condannati.

Mentre si tormenta cosi’, lo avvicina Eva che si getta subito in ginocchio di fronte a lui chiedendo perdono per la sua imprevidenza. Adamo con disappunto la respinge, accusandola d’essere lei la causa prima dei mali a cui sono ora condannati.

Eva cerca di calmarlo e rincuorarlo, nonostante tutto. Ella suggerisce di porre fine a entrambe le loro vite, subito, all’istante, affinche’ non si propaghi la maledizione alle generazioni future.

Adamo la riprende, per questi suoi pensieri irriverenti nei confronti di Colui che la Vita ci ha donato. Propone invece di andare al cospetto dell’Eterno e chiedere umilmente perdono, con cuore affranto, atteggiamento supplice, sinceramente pentiti e afflitti. Preso cosi’ a compassione, sicuramente l’Onnipotente non vorra’ distruggere le sue creature predilette.

Si avviano umilmente verso il luogo deputato all’incontro col Creatore.

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Libro Undicesimo

L’Onnipotente osserva dall’alto i due esseri umani che rivolgono a Lui umili suppliche, ed e’ preso da pieta’.Nuovi Cieli e  Nuova Terra: Gerusalemme Celeste Ma poi, rivolgendosi al Figlio che gli siede accanto, dichiara che non puo’ deviare dalle decisioni prese, e quanto e’ stato dichiarato dovra’ compiersi. Lascia comunque al Figlio la facolta’ di redimere il genere umano dai suoi peccati, un giorno lontano, alla fine dei tempi. Il Figlio acconsente, preso anch’egli da pieta’ per il crudo destino assegnato a quelle ingenue creature, abilmente traviate dal perfido Satana.

Un giorno, tutto il genere umano si riunira’ al suo Creatore, il Male sara’ sconfitto e la Gloria di Dio sara’ celebrata in eterno da tutte le schiere celesti. Ma e’ ora di accingersi ad effettuare la cacciata dei due dal Paradiso Terrestre, e di questo viene incaricato l’Arcangelo Michele, con la raccomandazione pero’ di cacciarli con rispetto, non senza prima averli adeguatamente istruiti sui pericoli cui andranno incontro e anticipando loro la via per ottenere la Salvezza.

La coppia si e’ appena risvegliata. Un altro giorno si affaccia ai loro occhi. Possono constatare che nulla e’ successo dal momento della condanna. Anzi, l’azione di rivolgere suppliche e preghiere li fa sentire molto piu’ sereni e rinfrancati, tanto che riescono quasi a convincersi che l’Onnipotente forse ha recesso dal suo proposito e ha deciso di perdonarli.

In lontananza scorgono il drappello di angeli con alla testa l’Arcangelo Michele, sfolgorante nella sua armatura. L’Arcangelo si avvicina. Adamo ed Eva lo aspettano fiduciosi. Le loro speranze vengono pero’ rapidamente disattese. La sentenza e’ irrevocabile, ma prima Adamo deve conoscere in visione i principali fatti che faranno la storia dell’umanita’.

L’Arcangelo, dopo aver fatto scendere su Eva un pesante torpore, conduce Adamo sulla vetta di un alto monte e qui gli mostra in trasfigurazione le vicende che avverranno.

  • Adamo vede la vicenda di Caino e Abele e l’atroce efferato delitto di Caino contro il pio Abele. Adamo inorridisce. Chiede se sia questa la morte che sara’ serbata a lui e alle generazioni future, la’ in quella terra che gli e’ stata assegnata.
  • “Questo ed altro”, risponde Michele, e gli mostra tutti gli orribili strumenti che conducono alla morte dell’essere umano: malattie, pestilenze, vecchiaia, dolori; oltre alle cause violente, conseguenza di guerre, assassinii, tradimenti, vendette.
  • Seguono vari episodi in cui Michele illustra, e riassume ad Adamo, fatti relativi al Vecchio Testamento, che illustrano quanto sara’ arduo il percorso della vita umana se si dimentica di farsi illuminare dalla fede e si disprezza la benevolenza divina.
  • Vengono mostrati ad Adamo i comportamenti di sacerdoti corrotti, che di giorno predicano le norme religiose e morali, ma appena scende la sera si dedicano a volutta’ e gozzoviglie.
  • Si vedono governanti che si dedicano esclusivamente alla guerra e, uccidendo e massacrando un gran numero di nemici da un lato e un gran numero di gente del popolo su cui sono chiamati a governare, percio’ stesso si guadagnano onori e gloria invece che infamia e disprezzo.

Queste ed altre sono le vicende che L’arcangelo Michele mostra ad Adamo, e questi piu’ volte scoppia a piangere e si domanda se sia opportuno per lui ed Eva dare corso alla vita degli esseri umani.

Lo sara’, risponde Michele, se del non troppo si osservera’ la regola.

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Libro Dodicesimo

L’Arcangelo Michele prosegue nell’illustrazione delle vicende piu’ recenti.

  • Dal seno d una donna nascera’ il Figlio di Dio.
  • Questi si accollera’ le colpe accumulate dall’Umanita’, compreso il Peccato Originale.
  • Per queste colpe Egli sara’ condannato a morte e morira’, disprezzato e umiliato da quella stessa umanita’ da Lui tanto amata. Ma la Morte non potra’ sconfiggerlo.
  • Egli dopo poco resuscitera’ e salira’ al Cielo dove siedera’ alla destra del Padre.
  • Dal Trono decretera’ la Fine del Mondo, che avverra’ un giorno, alla fine dei tempi.
  • Da essa nasceranno nuovi Cieli e Nuova Terra, per tutti coloro che hanno vissuto nella speranza della Fede e nella Fede saranno morti, osservando e rispettando le leggi che Dio ci ha tramandato attraverso i testi sacri e gli uomini di buona volonta’.
  • Su questi Nuovi Cieli e Nuova Terra Dio siedera’ assieme al Figlio. Insieme, con benevolenza, governeranno in eterno su tutti gli Uomini risorti da morte.
  • Morte e Colpa saranno definitivamente sconfitti e banditi.
  • Satana avra’ il capo di serpente schiacciato da Maria Vergine e precipitera’ nel piu’ profondo abisso dell’Inferno.

L'Arcangelo Michele lascia Adamo ed Eva e vola viaL’Arcangelo Michele quindi tace, in attesa di un commento da Adamo. Quest’ultimo, sentendosi adeguatamente istruito sulle vicende che avverranno, si dichiara pronto ad affrontare con fiducia cio’ che dovra’ avvenire. Confortato dalla Fede e fidando nella benevolenza di Dio, e’ pronto ad affrontare il compito che gli e’ stato assegnato.

Insieme si avviano quindi giu’ per il sentiero e scendono ad incontrare Eva che intanto si e’ risvegliata. Eva dichiara d’essere pronta ad affrontare le difficolta’ della vita se Adamo sara’ al suo fianco a sorreggerla e confortarla. I Cherubini intanto si appressano alla coppia e con le loro lance infuocate rendono manifesto che e’ ora di ottemperare al volere di Dio. L’Arcangelo Michele accompagna Adamo ed Eva fuori dalle Porte del Paradiso e li’ li lascia soli, volandosene via rapidamente.

Essi si voltano un attimo indietro, scorgendo terribili angeli minacciosi posti a guardia delle Porte, e si incamminano lungo la via.

Ecco come Eva dichiara di voler seguire Adamo sulla Terra: ascolta

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Riferimenti

  • Il testo tradotto da Lazzaro Papi e’ fuori dai diritti d’autore. E’ un testo libero.
    John Milton – Il Paradiso Perduto – Ed.Bietti 1934
  • Per i rumori di ambiente all’occorrenza mi sono avvalso di suoni scaricati da Freesound
    https://www.freesound.org/
  • La musica e’ tutta di mia produzione.
  • Le immagini sono prese dal web. Appartengono principalmente a due autori:
    William Blake e Salvador Dali’

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Considerazioni finali

Ho fatto quest’opera per hobby. Tre anni ho impiegato a completarla, ma ora che e’ finita, quasi mi dispiace. Che faro’ ora?

Un giorno, quando saro’ vecchio e carico d’anni, riascoltero’ queste registrazioni. Ne trarro’ gioia e piacere sia per l’affascinante tematica, sia per il lieto ricordo del tempo passato; il tempo in cui ci lavoravo sopra.

Perche’, come dice Epicuro, in vecchiaia il piacere consiste nel lieto ricordo dei tempi passati.

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