Flavio Claudio Giuliano – Un imperatore scomodo


Un imperatore scomodo

Iulianus Imperator - 361-363

Flavio Claudio Giuliano – Imperatore dal 361 al 363

Nota: Le opere in versione audio, da me ambientate e musicate, su traduzione di Augusto Rostagni, vengono fornite con licenza pubblica senza scopo di lucro: Creative Commons 2.5 – http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/

Sommario

Lettera al filosofo Temistio zip
Messaggio al Senato e al popolo di Atene zip
Misopogone zip

Introduzione

Mi ha sempre affascinato la storia dell’Imperatore Giuliano, per due motivi: l’arditezza del suo programma politico e la commovente vicenda umana. Egli e’ una delle figure piu’ interessanti della tarda romanita’. Il periodo storico e’ la meta’ del IV secolo dopo Cristo.

In breve le peculiarita’ del suo operato:

  1. Dal punto di vista religioso tento’ una restaurazione del paganesimo quando il Cristianesimo era gia’ da un cinquantennio religione di Stato.
    Si tiro’ addosso l’odio di tutto l’apparato religioso cristiano, assai influente e potente.
  2. Il suo paganesimo era profondamente ascetico, spirituale, contemplativo. Difficile da far accettare anche a un pagano.
  3. Ma Giuliano anche eccedeva nei sacrifici animali, tanto da meritarsi l’epiteto di “vittimario” (Ammiano – Storie XXII-14), in pratica il boia. Anche un pagano ne rimaneva sconcertato.
  4. Dal punto di vista morale ferocemente combatte’ la corruzione, sia quella dei giudici come quella degli apparati di corte.
    Si tiro’ addosso l’avversione di tutta l’amministrazione statale e l’avversione degli speculatori.
  5. Dal punto di vista economico ridusse le spese di corte e licenzio’ la gran massa di mimi, attori, ballerini, concubine, eunuchi, che proprio a corte prosperavano.
    Si tiro’ addosso l’odio di tutti gli oscuri e influenti personaggi di potere.
  6. dal punto di vista umano, quando era ancora bambino ebbe la sua famiglia sterminata interamente dal cugino Costanzo che quindi divenne imperatore.
  7. Giuliano era un irriducibile idealista.

Non credo sia il caso di aggiungere altro. Basta questo a dare l’idea della vastita’ riformatrice del suo progetto. Ma di quest’uomo io ho apprezzato soprattutto la sua “umanita’”. Intendo con essa le incertezze, le ammissioni di fragilita’, i rancori, le delusioni, le speranze, gli ideali. Chi di noi, nel suo piccolo, armato di un minimo di principi di giustizia, egualita’, fraternita’, collaborazione, solidarieta’, non ha provato a combattere gli egoismi tipici della natura umana?

Io ci ho provato, e mi son trovato immediatamente invischiato in situazioni irrisolvibili, oscure manovre opache, vendette collaterali, avversione generalizzata. E dire che la mia iniziativa era solo quella di un modesto impiegato d’ufficio.

E se avessi dovuto riformare la Chiesa? E se avessi dovuto riformare lo Stato? E’ possibile riformare una religione?

Si parla tanto della necessita’ di combattere la corruzione degli apparati, ripristinare la moralita’ dei costumi, promuovere la convivenza civile. Ma non e’ che ci stiamo arrampicando su una parete rocciosa che in vetta ha solo un’utopia, una folle fantasia?

Ma no. Nonostante le difficolta’, bisogna continuare a percorrere questa via. Anche Giuliano lo riteneva necessario, e per le difficolta’ insuperabili rimetteva tutto nelle mani degli dei e confidava nella loro benevolenza. Perche’ la rinuncia significa perdere tutto: il progresso civile dell’umanita’, la fiducia degli dei.

La storia dell’umanita’ e’ un continuo tentativo di costruire una giusta convivenza fra gli esseri umani: cioe’ la societa’ senza conflitti di classe. Per intenderci: la pacifica isola dei Feaci descritta nell’Odissea di Omero. Questo e’ l’obiettivo, l’utopia, cui dobbiamo tendere. Magari con la consapevolezza di un risultato mai pienamente raggiunto, ma migliorabile all’infinito.

Giuliano tento’ di riformare sia la Religione che lo Stato. Vale la pena di conoscere la sua vicenda. Essa ha qualcosa della storia personale di ciascuno di noi.

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Il quadro storico

I fatti salienti

306-337 Sotto Costantino il Cristianesimo diventa religione di Stato
337 muore Costantino I detto “Il Grande”
337 Costanzo II stermina i suoi cugini e gli zii e rimane unico imperatore
Uccide Dalmazio e Annibaliano, piu’ due fratelli di Costantino e altri cinque nipoti.
Confina Gallo e Giuliano nella tenuta di Macellum e assegna loro dei tutori cristiani.
351 Giuliano rivela discretamente la sua apostasia dal Cristianesimo
351-354 Gallo, cugino di Costanzo II, viene nominato Cesare e poi fatto assassinare da Costanzo
354 muore Costantina, moglie di Gallo. In seguito venerata come santa (Basilica di Santa Costanza a Roma, Via Nomentana 349)
355-360 Giuliano viene nominato Cesare novembre 355 e inviato in Gallia dicembre 355 a combattere le rivolte degli Alemanni
355 Costanzo da’ in sposa Elena, sua sorella, a Giuliano
356 muore il figlio appena nato di Elena e Giuliano.
357 Battaglia di Argentoratus, sconfitta degli Alemanni ad opera di Giuliano
360 Giuliano, proclamato Augusto dal suo esercito, deve combattere contro Costanzo
360 muore Elena, moglie di Giuliano e sorella di Costanzo
361 Costanzo II muore improvvisamente, Giuliano e’ unico imperatore.
361 Giuliano promuove riforme per ripristinare il paganesimo e fa chiudere le scuole cristiane
363 Giuliano intraprende la guerra contro i Persiani ma muore in battaglia
363 Gioviano proclamato imperatore, conclude la guerra persiana con una umiliante resa.
364 Valentiniano I ripristina il Cristianesimo come religione di Stato.

Diocesi e Province nel IV Secolo

Diocesi e Province nel IV secolo

Gli imperatori del periodo

  • 306-337 Costantino
  • 337-361 Costanzo II
  • 361-363 Giuliano
  • 363-364-Gioviano
  • 364-375 Valentiniano I
  • 367-383 Graziano

La famiglia Giulio-Caludia

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L’infanzia di Giuliano

Nipote di Costantino il Grande, Giuliano ebbe un’infanzia macchiata da un orribile delitto che lo lascio’ miracolosamente vivo e illeso, ma orfano di entrambi i genitori. Siamo nel IV secolo dopo Cristo. Costantino muore nel 337. L’Impero e’ stato riunito, il Cristianesimo ha ottenuto il suo giusto riconoscimento ed e’ diventato religione di Stato, pur restando la societa’ ancora in gran parte pagana. Si accende la lotta per la successione. Costanzo, figlio di Costantino e cugino di Giuliano, prende il potere dopo che l’intera famiglia imperiale e’ stata sterminata. Vengono uccisi i cugini e gli zii di Costanzo, Dalmazio e Annibaliano, fratelli di Costantino, piu’ due altri fratelli e altri cinque nipoti.

Una vera strage. Costanzo si proclama imperatore e riceve il silenzio / assenso degli apparati ecclesiastici. Il suo lungo regno, dal 337 al 361, fu improntato a un clima di sospetto, di caccia alle streghe e ai maghi, sia in senso politico che letterale. Bastava un sospetto per essersi fatti fare uno scongiuro o una pozione lenitiva, ed essere subito fatti oggetto dei sospetti dell’Imperatore e ben presto imprigionati, quindi giustiziati, e i beni e le proprieta’ incamerati dallo Stato. A corte proliferavano delatori, sicari, mandanti, nonche’ ballerini e mimi, eunuchi potentissimi e infidi.

Luoghi di studio di Giuliano Imperatore
(con coordinate GPS)

Luoghi di studio di Giuliano Imperatore

Longitude,Latitude,Name
28.929866,41.031789,”01 Costantinopoli – Istanbul Anno 331 dC nascita e primi studi”
35.466016,38.737271,”02 Macellum – Kayseri Anno 344 villa imperiale dove fu segregato”
29.944797,40.769089,”03 Nicomedia – Izmit Anno 351 dC studia”
27.184000,39.132756,”04 Pergamo – Pergamon Anno 351 dC studia”
27.341498,37.944283,”05 Efeso – Ephesus Anno 351 dC studia”
23.723509,37.980432,”06 Atene – Atene Anno 355 dC estate studia”

Giuliano e il suo fratellastro Gallo vennero relegati in una tenuta di campagna, assai lontani dalla corte, a Macellum, nel mezzo della odierna Turchia asiatica. Qui venne loro impartita a forza l’istruzione cristiana, venne loro letta la Bibbia e fu loro impedito qualsiasi comunicazione con l’esterno. In questo clima d’isolamento Giuliano studio’, sia la Bibbia come i classici Greci, ma soprattutto si appassiono’ ai classici: Platone, Aristotele, Omero, Esiodo. La letteratura germoglio’ e diede i suoi frutti da adulto nella mente del giovane. Passarono anni di meditazione e approfondimento. I germi dell’avversione di Giuliano per la religione cristiana probabilmente hanno la loro causa sia negli eventi efferati dell’assassinio della sua famiglia, di cui si accusera’ come mandante il cugino Costanzo senza ombra di dubbio, come pure nell’avere Costanzo immediatamente proclamato la sua adesione a questa religione e l’avere gli apparati ecclesiastici taciuto sui delitti commessi. Infine, Costanzo aveva costretto Giuliano a vivere in un forzato isolamento, un dorato carcere, come fosse una bambola o un soprammobile, ma non un essere umano.

Ma Giuliano si appassiono’ ai classici Greci e avverso’ la religione cristiana. In questo clima e negli eventi successivi egli maturo’ la decisione di abbracciare di nuovo il Paganesimo e rifiutare quella ipocrita religione tacitamente consenziente sugli efferati delitti cui aveva assistito.

Nel frattempo i due giovani Giuliano e Gallo avevano suscitato nuovamente le attenzioni dell’Imperatore Costanzo. Gallo viene infatti nominato Cesare (la piu’ alta carica dopo quella di Imperatore) e chiamato a collaborare al mantenimento dell’Impero. Gli vengono assegnati i territori dell’Oriente. La carica, pur se di grande prestigio, era tuttavia irta di insidie, come presto si rendera’ evidente.

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Il Cesare Gallo

su Costanzo Gallo:https://it.wikipedia.org/wiki/Costanzo_Gallo

L’esperienza tragica del fratellastro Gallo servira’ a Giuliano per comprendere il senso di cio’ che si definisce intolleranza. Una volta chiamato a ricoprire incarichi pubblici, Giuliano si guardera’ dal commettere abusi di potere, perseguendo la via della tolleranza e della clemenza. Cio’ in ossequio ai principi elencati nel documento
Lettera al filosofo Temistio.

Il governo del Cesare Gallo rimase avviluppato in una serie incresciosa di eccessi di intolleranza. Ogni sospetto, ogni voce, venivano interpretati dal Cesare nel peggiore dei modi. La persona veniva condannata, uccisa, e i beni incamerati dallo Stato. Dopo un certo numero di esecuzioni sommarie, il malcontento intorno al Cesare era diffuso. Cio’ alimentava nuovi sospetti e nuove incarcerazioni.

L’Imperatore Costanzo, regolarmente informato sulla situazione da eunuchi, prefetti, governatori, sicari e delatori, decise di chiamarlo a Milano, presso la sua corte, per rendere conto a lui personalmente dell’operato e dei motivi del malcontento. Ma la corte di Costanzo a Milano era identica a quella del Cesare Gallo, quanto a incarcerazioni ed esecuzioni sommarie, sospetti, malelingue, delatori, sicari. Tutti gli amici del Cesare sconsigliavano di andare a corte, considerando l’invito come una trappola, un mezzo per allontanarlo dai suoi soldati e poi incarcerarlo e ucciderlo.

E cosi’ in effetti avvenne. L’Imperatore Costanzo tanto insistette e tanto lo invito’ con lettere, assicurazioni di benevolenza, che alla fine il Cesare Gallo si avvio’ verso Milano. Giunto nei pressi di Pola (odierna Ptuj), venne circondato dalle milizie dell’Imperatore, incarcerato e quindi sbrigativamente ucciso.

Oriente Romano sotto Costanzo GalloIl suo governo duro’ dal 351 al 354. Sua moglie era Costantina, sorella dell’Imperatore Costanzo. Lo storico Ammiano Marcellino riferisce delle vicende del Cesare Gallo e accusa la moglie di averlo incitato alla crudelta’ nei confronti dei sudditi. Ammiano sostiene che Costantina alimentava i sospetti del Cesare, accogliendo a corte oscuri individui e facili donne con cui intratteneva colloqui che poi riferiva al marito. Costantina fu proclamata santa dalla chiesa cattolica (Basilica e Mausoleo di Santa Costanza a Roma, Via Nomentana 349).

A mio avviso, non era un ambiente facile quello in cui il Cesare Gallo si era trovato ad operare. Probabilmente pero’ e’ vero che fu piuttosto intransigente e incline a prendere per vera qualsiasi notizia sussurrata ai suoi orecchi da individui infidi e interessati.

Un clima di sospetti, di incarcerazioni, di esecuzioni sommarie, era pero’ cosa “normale” a quei tempi. L’Imperatore Costanzo era abilissimo in questo genere di operazioni.

Giuliano, nella “Lettera agli Ateniesi”, tende tuttavia a scagionare il fratellastro Gallo sostenendo che il suo carattere rude e selvatico, era dovuto agli anni di isolamento trascorsi nella tenuta di Macellum, lontano da tutti e dalla civilta’, segregato la’ dall’Imperatore Costanzo all’indomani dell’eccidio della loro famiglia.

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Il Cesare Giuliano – Le campagne militari in Gallia

Intorno alla meta’ dell’anno 355 Giuliano venne strappato all’incanto dei suoi studi filosofici e improvvisamente portato alla corte di Milano. Egli tremava al pensiero di recarsi in quella “tana di serpenti”, ma aveva una persona che lo aiutava e lo stimava: l’imperatrice Eusebia. Giuliano rimase a corte per tutta l’estate del 355 e Costanzo in questo periodo non lo ricevette mai. Poi, in novembre del 355, Giuliano venne ufficialmente nominato Cesare, la piu’ alta carica dopo quella di Imperatore. Costanzo offri’ in sposa a Giuliano la sua sorella Elena, poi lo invio’ in Gallia a sedare le rivolte dei Franchi e degli Alemanni.

Anno 356
(con coordinate GPS)

Giuliano - Campagna del 356 in Gallia

Longitude,Latitude,Name
9.173805,45.476604,”01 Milano – Giuliano nominato Cesare a Milano. Corte imperiale di Costanzo II (novembre 355)”
6.722136,44.930787,”02 Matrona – Montgenèvre (Passo del Monginevro). Da qui Giuliano si dirige a Vienne”
4.874339,45.525587,”03 Vienne – Vienne giunge Giuliano Cesare (dicembre 355)”
4.301565,46.950914,”04 Augustudunum – Autun rinforza difese (estate 356)”
3.573781,47.798202,”05 Autosudorum – Auxerre rinforza difese “
4.074401,48.297345,”06 Tricasini – Troyes (anche Tricasae). Scontro con i barbari”
4.031696,49.258329,”07 Remi – Reims rinforza difese”
6.756869,48.784967,”08 Decem Pagi – Tarquimpol Scontro con i barbari”
7.752111,48.573405,”09 Argentoratus – Strasbourg citta’ insidiata dagli Alemanni”
7.708784,48.730702,”10 Brotomagus – Brumath citta’ insidiata dagli Alemanni”
7.361647,48.741963,”11 Tabernae – Saverne (Zabern) (anche Tres Tabernae) Qui giunge Giuliano”
8.106849,48.891930,”12 Saliso – Seltz citta’ insidiata dagli Alemanni”
8.441217,49.317276,”13 citta’ di Nemetae – Speyer (ita.Spira) citta’ insidiata dagli Alemanni”
8.350718,49.634137,”14 citta’ di Vangiones – Worms citta’ insidiata dagli Alemanni”
8.247253,49.992862,”15 Mogontiacus – Mainz citta’ insidiata dagli Alemanni”
6.960279,50.937531,”16 Agrippina – Koeln (Colonia)”
6.637143,49.749992,”17 Treviri – Trier (anche AugustaTrevirorum) citta’ insidiata dagli Alemanni”
5.642641,49.278911,”18 Senon – Senon Giuliano sverna qui (fine 356 inverno)”

Giunto a Vienne attraverso il Passo del Monginevro, in primavera del 356 Giuliano si accinge a contrastare le scorrerie dei barbari, contenere le invasioni degli Alemanni al di la’ del fiume Reno, sottomettere le tribu’ dei Franchi che si stavano coalizzando per cacciare i Romani dai loro territori, recuperare le citta’ conquistate dai barbari, ricostruire le mura di difesa. Sono segnati con una croce i luoghi degli scontri armati e relativa riconquista da parte di Giuliano. In rosa invece ci sono le citta’ attualmente insidiate dagli Alemanni che stanno in massa valicando i confini del fiume Reno per invadere il territorio romano.

Giuliano avverte immediatamente l’atteggiamento poco collaborativo dei suoi generali. In pratica essi lo ignorano, prendendo ordini solo da se’ stessi o al massimo da Costanzo. Nonostante cio’, Giuliano dimostra buone doti militari e ottiene alcuni successi.

Dopo avere riconquistato la colonia Agrippina, si accinge a svernare a Senon, sul finire dell’anno 356.

Anno 357
(con coordinate GPS)

Giuliano - Campagna del 357 in Gallia

Longitude,Latitude,Name
5.642641,49.278911,”01 Senon – Senon (inizio 357 inverno)”
4.031696,49.258329,”02 Remi – Reims Giuliano difende la citta’ dagli Alemanni”
7.721350,47.533890,”03 Rauraci – Augst Arriva Barbazione magister equitum con 25000 soldati ma poi torna a Milano e lascia Giuliano solo”
4.835659,45.764043,”04 Lugdunum – Lyon (Lione) I Barbari assalgono la citta’”
7.361647,48.741963,”05 Tabernae Saverne (Zabern) (anche Tres Tabernae) Giuliano restaura la fortezza”
7.743687,48.583941,”06 Argentoratus – Strasbourg Gli Alemanni assalgono la citta’ con ingenti forze”
7.685780,48.605768,”07 Oberhausbergen – Battaglia di Argentoratus. Probabile luogo dello scontro”
6.175716,49.119309,”08 Mediomatrici – Metz Qui Cnodomario viene condotto prigioniero”
8.247253,49.992862,”09 Mogontiacus – Mainz Giuliano fa un ponte sul Reno (inverno 357)”
8.649674,50.161353,”10 Nida – Heddernheim Giuliano fa ricostruire una fortezza di epoca traiana”
2.341052,48.866498,”11 Lutetia – (anche Parisii) Parigi Giuliano si ritira per l’inverno (fine 357)

A inizio primavera 357 Giuliano da Senon e’ costretto ad accorrere a Remi per difendere la citta’ dagli Alemanni. Quindi si dirige a Tabernae per rinforzare e restaurare la fortezza. Intanto gli Alemanni hanno valicato il confine sul Reno e si accingono ad assalire la citta’ di Argentoratus. Giuliano e’ costretto ad accorrere in questa citta’ e chiudersi dentro le mura.

Intanto Barbazione, magister peditum, e’ giunto a Rauraci da Milano con venticinquemila soldati di rinforzo. Ma agisce da solo, ignorando gli appelli di Giuliano assediato ad Argentoratus. Sbaraglia i barbari a Rauraci, ordina di bruciare le navi che Giuliano aveva chiesto per sorvegliare il fiume Reno, quindi ricovera i soldati nei quartieri invernali e torna a Milano alla corte di Costanzo.

Giuliano deve quindi affrontare da solo, con poche milizie, gli Alemanni ad Argentoratus.

La battaglia di Argentoratus (estate 357)

Giuliano Cesare: Battaglia di Argentoratus del 357 d.C.

In questa battaglia Giuliano sancisce definitivamente la supremazia dei Romani sui Barbari. Alla corte di Costanzo a Milano, si tenta di minimizzare la vittoria. Costanzo celebra il trionfo a Roma, ma evidenzia solo i suoi successi nell’est europeo, dove in quel periodo era a sua volta impegnato in battaglia.

In animazione si possono seguire le quattro fasi della battaglia.

primo quadro

  • i barbari si dispongono a cuneo
  • i barbari sul lato destro (Serapione) rafforzano la cavalleria
  • i barbari sul lato sinistro (Cnodomario) pongono la cavalleria
  • i romani sul lato sinistro (Severo) oppongono cavalleria
  • i romani sul lato destro pongono guastatori e fanti armati alla leggera
  • in testa vanno astati, antepilani, ordinum primi

secondo quadro

  • i barbari avanzano pericolosamente sul lato sinistro (Cnodomario)
  • i barbari perdono sul lato destro (Serapione)
  • sul lato sinistro la cavalleria dei romani avanza con successo (Severo)
  • I romani perdono terreno sul lato destro e i cavalieri fuggono
  • Giuliano si sposta sul lato destro ed esorta i soldati a non fuggire
  • I Romani si ricompongono

terzo quadro

  • avanzano i pretoriani romani offrendo protezione a Giuliano
  • sul lato destro i romani recuperano terreno
  • i soldati romani catafratti riescono a costruire un fronte e avanzano

quarto quadro

  • i fanti barbari si scompongono
  • Cnodomario fugge verso il fiume ma viene poi catturato
  • i Romani premono i barbari fin dentro il fiume Reno
  • i barbari vengono definitivamente sconfitti

Anni 358-359
(con coordinate GPS)

Giuliano - Campagna del 358-359 in Gallia

Longitude,Latitude,Name
2.341052,48.866498,”01 Lutetia – (anche Parisii) Parigi (inizio 358 inverno”
5.474490,50.784190,”02 Tungri – Tongeren (Tongres) scontro e sconfitta dei barbari”
5.594272,51.894084,”03 Castra Herculis – Druten Giuliano ricostruisce la fortezza”
6.179016,51.776019,”04 Quadriburgium – Qualburg Giuliano ricostruisce la fortezza”
6.640815,51.451604,”05 Tricensima – Moers Giuliano ricostruisce la fortezza”
6.687951,51.204197,”06 Novesium – Neuss Giuliano ricostruisce la fortezza”
7.098207,50.737430,”07 Bonna – Bonn Giuliano ricostruisce la fortezza”
7.408664,50.426057,”08 Antennacum – Andernach Giuliano ricostruisce la fortezza”
7.904596,49.966740,”09 Vingo – Bingen Giuliano ricostruisce la fortezza”
8.247253,49.992862,”10 Mogontiacus – Mainz (Giuliano ritorna al ponte sul Reno)”

In questo periodo Giuliano rinsalda i confini a nord. La sua attivita’ si fa piu’ politica e diplomatica, che non militare. Intraprende trattative di pace, senza mancare di far conoscere la sua fermezza in caso di tradimento o di mancato rispetto dei patti. Gli Alemanni ritornano al di la’ del Reno e i Franchi si mostrano pacifici.

Giuliano stringe rapporti di fiducia e rispetto con il suo esercito. Cio’ gli sara’ molto utile nelle vicende a seguire.

Anni 360-361
(con coordinate GPS)

La spedizione contro Costanzo

Giuliano - La spedizione contro Costanzo

Longitude,Latitude,Name
4.874339,45.525587,”01 Vienne – Vienne”
7.721350,47.533890,”02 Rauraci – Augst”
11.506706,47.002732,”03 Passo del Brennero – Brenner Pass”
13.364324,45.776406,”04 Aquileia”
8.744747,48.022700,”05 Foresta della Selva Nera – presso Freiburg (Friburgo)”
9.987608,48.401082,”06 Danubio – Ulm Giuliano inizia a scendere il Danubio in barca”
19.622190,45.195181,”07 Bononia – Banoštor Giuliano lascia il Danubio e procede verso Sirmio”
19.620966,44.979497,”08 Sirmio – Sremska Mitrovica – una delle sedi imperiali”
21.895759,43.320902,”09 Naisso – Niš”
24.617150,42.783100,”10 Succi (passo) – Troyanski Prohod (anche Porte di Traiano)”
23.321868,42.697708,”11 Serdica – Sofia”
24.745290,42.135408,”13 Filippopoli – Plovdiv”
28.978359,41.008238,”14 Costantinopoli – Istanbul Giuliano vi arriva in dicembre 361″

Lo scontro con Costanzo non ci sara’ mai. Improvvisamente egli muore in novembre del 361. Giuliano, dopo aver trascorso l’anno 360 in attesa di mosse da parte di Costanzo, nell’estate del 361 intraprende comunque la spedizione contro il cugino imperatore. Un ulteriore temporeggiamento sarebbe stato a lui sfavorevole. Avrebbe potuto perdere la fiducia del suo esercito. Avrebbe dato tempo agli amici di Costanzo di coalizzarsi.

Tutti gli storici mettono in rilievo la sorprendente rapidita’ con cui Giuliano attraversa l’intera Europa e giunge a Costantinopoli.

Giuliano divide l’esercito in tre tronconi, appena il Danubio si fa navigabile. Cosi’ egli giustifica la mossa tattica: “per dare una maggiore impressione di potenza e dispiegamento di truppe agli occhi delle popolazioni locali”.

  1. Giuliano passa oltralpe in battello attraverso il Danubio (3000 uomini circa)
  2. Giovio e Giovino passano a piedi attraverso l’Italia
  3. Nevitta passa attraverso le Rezie, a nord del Danubio

Giunto a Sirmio, Giuliano prosegue per il Passo di Succi, occupa Naisso, e va a Costantinopoli dove giunge in dicembre 361.

In questo periodo l’attivita’ del neo imperatore e’ sia militare, che politica, che letteraria. Egli tenta di mettere in pratica i principi elencati nelle intense letture filosofiche degli anni passati. I tre discorsi che seguono sono una testimonianza della sua attivita’ politica piu’ che filosofica.

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Lettera al filosofo Temistio    zip

Giuliano riceve gli elogi e auguri dal filosofo Temistio, il quale lo esorta ad emulare i grandi legislatori del passato, visto che ora non e’ piu’ un semplice filosofo ma deve dimostrare di saper destreggiare gli agoni pubblici e la lotta politica, come si addice ad un uomo di successo.

In risposta, la lettera di Giuliano si apre con una dichiarazione di modestia:

  • Non so se saro’ in grado di soddisfare le aspettative ed emulare i grandi legislatori del passato: Solone, Licurgo.
  • Neppure credo di avere attitudine al comando simile a quelle di Alessandro Magno o Marco Aurelio.
[Governare i popoli e’ difficile]

Pensando alle difficolta’ dei compiti che mi aspettano e tenuto conto di queste preoccupazioni, sono tentato di abbandonare la vita attiva per dedicarmi in via definitiva alla vita contemplativa, come ai tempi degli studi in Atene, fra filosofi e studiosi, fra discussioni ardite e dotti ragionamenti.

Anche perche’ si da’ il caso che non e’ sempre vero che chiunque puo’ essere indirizzato alla vita pubblica, al comando, al governo degli uomini e degli stati. Se uno non e’ portato a cio’, meglio non avventurarsi in imprese impossibili. Oltretutto si da’ il caso che non necessariamente una vita di successo e’ una vita felice.

Certo che un uomo di successo, un uomo di comando, un governante, deve anche disporre di una buona dose di fortuna per riuscire nella sua impresa. Ma poggiare le proprie aspettative solo sulla fortuna e’ quantomai incerto e privo di felicita’. Di quanta preparazione infatti deve avere bisogno un uomo che fondi le sue imprese principalmente sulla fortuna?

[Chi deve governare sugli uomini]

Si sa che la razza degli uomini e’ imperfetta, prosegue Giuliano. Bisognerebbe che a capo degli uomini ci fossero individui al di sopra delle imperfezioni umane, uomini simili agli dei, ad esempio. Ma come si puo’ rendere un uomo piu’ perfetto dell’uomo stesso? Perfino i migliori legilatori, come Solone, hanno ceduto alla tentazione di fare leggi in favore di pochi amici invece che indistintamente per tutta l’umanita’. E’ arduo pensare che un re, un padre, non voglia affidare il regno ai propri figli una volta che senta approssimarsi la morte. E’ umano pensare questo. Ma i governanti devono tuttavia sforzarsi di legiferare con equita’ e giustizia, indistintamente per tutti, meglio magari per i posteri che non per i problemi del momento.

Ogni uomo che si trovi in posizioni di comando, prosegue Giuliano, deve sbandire la componente ferina di se stesso, la componente egoistica dedita all’immediato piacere, al soddisfacimento dei suoi personali interessi, per rivolgersi invece ad un tipo di governo retto dalla ragione, suffragato da leggi universali, giuste ed eque.

Ecco perche’ io ritengo che:

  • migliori dei governati devono essere i governanti;
  • i governanti devono considerare se stessi come esseri destinati ad un incarico superiore all’umana natura;
  • i governanti devono porre attenzione alle leggi e governare con ragione, non in riguardo alle circostanze pendenti, o al privato commercio.
  • la legge deve essere ragione esente da appetizione.
[Temistio viene confutato]

Una volta stabilito che i governanti devono essere moralmente superiori ai governati, Giuliano prosegue confutando Temistio. Mi dici che piu’ del filosofo apprezzi l’uomo d’azione, cioe’colui che si immerge nella vita pubblica e ottiene felicita’ perche’ agisce nell’ambito del “ben fare”. Ma se stimiamo felice solo chi, dedito completamente ai pubblici uffici e con questo abbia dominio su molti, come or ora hai affermato, che cosa si dovra’ dire di Socrate che non era padrone neppure della sua famiglia e di se stesso, eppure si dedicava intensamente alla vita pubblica? Non era egli uomo fattivo perche’ non comandava ad alcuno? Eppure Socrate ha dato piu’ contributo al “buon fare” di quanto ad esempio abbia fatto Alessandro Magno, che pure aveva conquistato il mondo intero allora conosciuto.

Socrate ha dato la sapienza a Platone, la strategia a Senofonte, il coraggio ad Antistene, e ha contribuito al nascere e svilupparsi di tante correnti filosofiche. Vedi, dice Giuliano, a quanta gente Socrate ha dato la possibilita’ di raggiungere la piena realizzazione di se stesso e degli individui con cui entravano in contatto, pur non essendo un uomo di successo!

Ma dalle vittorie di Alessandro, chi mai fu fatto migliore cittadino, chi mai piu’ savio ed assennato?

Quindi, vincere e’ opera di coraggio e di fortuna, o altrimenti di buon senso. Ma non e’ necessariamente migliore cittadino chi ha raggiunto il successo e la fama rispetto a chi con assoluta modestia ha pero’ contribuito ad una migliore umanita’. Chi, come Socrate, e’ giunto a conoscere il retto agire, dovrebbe infatti essere considerato piu’ che uomo, bensi’ divino, perche’ e’ giunto a conoscere l’essenza divina.

[Il miglior governante e’ il filosofo]

E qui Giuliano riprende il ragionamento precedente su chi debba essere il miglior governante: un bravo filosofo, che con il suo esempio riesca a formare anche un solo buon cittadino, retto ed onesto. Un buon filosofo, che riuscira’ tanto piu’ efficace, col suo retto agire e con le sue ragionate argomentazioni, di quanto non sia chi compie grandi gesta per il solo dono del comando, o chi si limiti semplicemente a comandare eserciti o governare citta’ o grandi stati.

Giuliano conclude la sua lettera con una ulteriore dichiarazione di modestia, affidandosi alla benevolenza divina e supplicando Dio di dargli la possibilita’ di dimostrare quanto piu’ sopra dichiarato, pur non rifiutando, per la sua impresa, l’ausilio di un pizzico di fortuna.

[E’ incerta la data di composizione della lettera]

Quando e’ stata scritta la “Lettera al filosofo Temistio?

  1. Alcuni pensano all’anno 355, dopo l’insediamento di Giuliano a Cesare quando, affacciandosi alla ribalta della vita pubblica, deve dimostrare d’essere tanto versato nella vita “attiva” quanto ha dimostrato d’esserlo nella vita “contemplativa” e negli studi filosofici.
  2. Altri invece pensano all’anno 361, al momento in cui, morto Costanzo II, egli si trova improvvisamente ad essere Imperatore dei Romani e deve governare un vastissimo impero.

I fautori della prima ipotesi si basano sulle seguenti considerazioni:

  • Le aspirazioni e i propositi dichiarati (vita attiva, vita contemplativa) si addicono di piu’ a un neo eletto, un neofita, un principiante; non si addicono a chi ha gia’ combattuto ed ora e’ diventato anche imperatore.
  • Solo uno imbevuto di teorie ma consapevole di non possedere alcuna saggezza pratica puo’ rispondere in maniera cosi’ circostanziata e facendo dichiarazioni di modestia.
  • Solo uno che avverte di essere stato cacciato suo malgrado, e senza averlo voluto, alla guida di un grande esercito e con un compito arduo da assolvere, puo’ esprimere preoccupazioni e incertezza sull’esito delle decisioni prese.
  • Infine, che bisogno avrebbe avuto l’Imperatore Giuliano di mostrare tanta modestia? Avrebbe semplicemente risposto a Temistio: “Si’, intendo fare cosi’ e cosi’, e nessuno potra’ fermarmi”. Percio’, Giuliano era al momento ancora Cesare.

I fautori della seconda ipotesi invece ritengono che:

  • un neo eletto Cesare dovrebbe stare molto attento ad esprimere propositi di governo, non e’ lui l’imperatore. Ma Giuliano esprime propositi di governo e si confronta con i grandi governanti del passato.
  • Un neo eletto Cesare deve occuparsi di combattere, deve governare un esercito e non l’umanita’, deve rispondere all’Imperatore e seguire i suoi ordini, ma non soffermarsi a discutere di governo con questo o quel filosofo.
  • Anche Temistio forse non si sarebbe sbilanciato ad esprimere elogi sperticati verso Giuliano se fosse stato ancora in vita l’Imperatore legittimo: Costanzo. Inoltre, Giuliano Cesare e’ solo il generale di un esercito, uno del mucchio, un “generalino”, anche se di illustre famiglia. Che bisogno c’era di elogiarlo?

Io ritengo valida la seconda ipotesi.

Giuliano e’ appena diventato Imperatore legittimo. Egli sente il peso del compito che ha dinanzi. Riceve la lettera e gli elogi del filosofo Temistio, che lo esorta a emulare i grandi del passato e non dimenticare i suoi studi filosofici. Giuliano si commuove ripensando agli anni passati a studiare, quando era immerso nei libri, fra discussioni dotte con questo o quell’insegnante. Lo assale un senso di malinconia e, fra una lacrima e il fermo convincimento che questo e’ il destino assegnatogli dagli dei, ribadisce con convinzione la necessita’ di condurre la nuova vita al meglio delle sue possibilita’, seguendo l’esempio dei grandi del passato: legislatori come Solone, condottieri come Alessandro Magno, imperatori come Marco Aurelio; ma anche e soprattutto modesti uomini di filosofia come Socrate, che consideravano degno e opportuno formare anche un solo filosofo e un uomo migliore, allo stesso modo di chi si occupa di essere “pastore di uomini” e non solo pastore di greggi.

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Messaggio al Senato e al popolo di Atene    zip

Questo documento e’ stato scritto presumibilmente nell’anno 361.

Dopo la proclamazione ad Augusto da parte delle sue truppe, Giuliano non puo’ far altro che affrontare apertamente l’Imperatore Costanzo II. Percio’ si muove rapidissimo dalla Gallia verso Antiochia, dove Costanzo sta radunando le truppe per affrontarlo. Giuliano fa tappa ad Atene e scrive questo discorso, sia per lodare le virtu’ morali e filosofiche degli Ateniesi, sia per presentarsi e giustificare agli occhi dei Romani la sua presa del potere che risulta a tutti gli effetti una usurpazione.

Poiche’ gli Ateniesi hanno fama di essere paladini di giustizia, Giuliano racconta le sue vicende e la sua vita, chiedendo quindi di essere giudicato. Emerge la figura di un uomo estremamente sensibile, insofferente delle ipocrisie di corte, indignato degli inutili omicidi prodigati dal cristianissimo Costanzo, desideroso di diffondere quei principi di giustizia e onesta’ intellettuale tanto cari alla filosofia ateniese.

Sono assenti le polemiche contro i Cristiani.

Giuliano non si scontrera’ mai con Costanzo. Quest’ultimo infatti morira’ in novembre 361, ad Antiochia.

[Sintesi degli argomenti]
  • Giuliano loda gli Ateniesi per il loro amore della giustizia
  • Giuliano inizia a raccontare le ingiustizie subite
  • Costanzo uccide tutti i parenti e discendenti cui appartiene Giuliano (anno 337)
  • Vicenda di Gallo, fratello di Giuliano. Costanzo lo fa uccidere (anni 351-354)
  •  
  • Giuliano e’ chiamato a palazzo (anno 355)
  • trattative con l’Imperatrice Eusebia
  • considerazioni sulla migliore azione da intraprendere
  • Giuliano a corte e’ controllato attentamente
  •  
  • Giuliano, nominato Cesare, viene inviato in Gallia (dicembre 355)
  • Vittorie di Giuliano (anni 356-359)
  • Costanzo sospetta
  • Giuliano chiede chiarezza
  • Costanzo toglie a Giuliano il comando degli eserciti
  •  
  • Costanzo ordina di pagare i soldati di Giuliano perche’ lo tradiscano
  • Costanzo raduna truppe per marciare contro Giuliano
  • Le legioni di stanza in Gallia rimangono fedeli a Giuliano
  • La popolazione della Gallia si schiera con Giuliano
  • Giuliano e’ nominato Augusto dall’esercito (anno 360)
  •  
  • Considerazioni finali
  • Augurio di Giuliano agli Ateniesi

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Misopogone    zip

Misopogone, ovvero l’odiatore della barba, la barba dei filosofi. Siamo ad Antiochia, alla vigilia della partenza di Giuliano per affrontare la guerra contro i Persiani, indicativamente nell’anno 362-363. Impresa nella quale trovera’ la morte, ponendo termine al suo breve periodo di governo e alle velleita’ di cambiamento religioso e morale.

Gli Antiocheni accolgono l’imperatore inizialmente con freddezza e indifferenza, quindi prendono a motteggiarlo e deriderlo; mai apertamente pero’, sempre attraverso dicerie di piazza, proteste della popolazione, indifferenza ai suoi appelli, ostilita’ nei confronti del restaurato paganesimo. Tale atteggiamento di sorda rigidita’ da parte di entrambi: gli antiocheni da una parte, Giuliano dall’altra, culmina nell’amara invettiva del Misopogone (in greco: l’odiatore della barba. Cioe’ il costume dei filosofi di farsi crescere un folto barbone).

Lo scritto, fatto appendere da Giuliano sulle porte del Palazzo Imperiale, inizia in maniera assai curiosa con la descrizione di una serie di suoi difetti descritti da Giuliano stesso con dovizia di particolari, tanto per far capire che lui sapeva tutto delle critiche che gli stavano mettendo in giro gli Antiocheni.

Ma l’atteggiamento ironico e scherzoso lascia presto il posto all’acredine, per concludersi con una amara dichiarazione di personale sconfitta.

Chi non ha mai dovuto fare i conti con una opposizione sorda e implacabile proprio per il semplice motivo che ci si e’presentati come portatori di un risanamento?

Proprio questo dovette affrontare Giuliano: una opposizione sorda e implacabile.
Poiche’ pretendeva di cambiare tutto sinceramente, tutti gli si opposero. Se si fosse presentato come colui che cambiava tutto per non cambiare nulla, tutti l’avrebbero seguito e acclamato.

La vicenda personale di Giuliano Imperatore puo’ benissimo applicarsi anche alla vita di ciascuno di noi. Chi non ha mai provato a cambiare, iniziando da se stesso, cercando di conformarsi a principi di una maggiore giustizia sociale, un maggiore equilibrio economico, una migliore e sana moralita’, proprio in contrapposizione alla corruzione dilagante e agli illeciti guadagni, che fanno la fortuna di pochi e la fame di tutti gli altri?

Platone aveva provato settecento anni prima, a indurre il giovane Dionisio, tiranno di Siracusa, a conformarsi ad un modello di virtu’ senza mezzi termini, e conformare la societa’ ad un irreprensibile modello di giustizia ed eguaglianza, entrambi troppo perfetti e ristretti per poter essere accettati in misura duratura da qualsiasi essere umano. Giuliano tenta nuovamente l’impresa durante il suo breve impero.

Le conseguenze sono disastrose: da un lato Platone viene venduto come schiavo e solo grazie ad alcuni suoi amici pitagorici riesce a salvarsi; dall’altro Giuliano, dopo aver inutilmente tentato di ingraziarsi la popolazione di Antiochia, deve rinunciare e andarsene sdegnato, ma non senza prima aver lasciato intendere agli antiocheni la possibilita’ di una tremenda vendetta, se solo fosse ritornato vincitore dalla guerra contro i Persiani.

Il Misopogone, iniziato con l’ironica e grottesca descrizione del proprio aspetto fisico, lascia il posto al rancore (per l’ipocrisia che accomuna gli antiocheni: tutti buoni ed onesti, ma egoisti nella conduzione degli affari economici e nell’amministrazione della giustizia); per concludere, amareggiato, con la dichiarazione della propria sconfitta.

Il governo dei filosofi, teorizzato nella Repubblica di Platone, dichiarato nella Lettera a Temistio, aveva sperimentato nella realta’ la sua completa inattuabilita’. Ma la parte umana e morale di me stesso, se puo’ dissentire nei confronti degli eccessi religiosi e dogmatici dell’Imperatore Giuliano, rimane convinta della necessita’ di limitare gli egoismi e perseguire la solidarieta’. Compito dell’uomo non e’ quello di diventare spropositatamente ricchi e potenti, non e’ quello di essere acclamati e lodati da tutti, non e’ quello di vincere in tutte le battaglie, sia individuali che collettive. Compito dell’uomo e’ quello di vivere e sopravvivere, vivere e lasciar vivere.

E se c’e’ un’entropia vai da sconfiggere, se c’e’ un disegno divino dietro il mistero della vita su questo pianeta, tale disegno va imitato e perseguito, per quanto ce lo rendano possibile le nostre deboli forze di esseri umani.

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Giuliano Imperatore – La campagna persiana

Dopo l’amara esperienza politica in Antiochia, illustrata nel Misopogone, Giuliano si accinge a partire per una spedizione militare in Persia contro Sapore II, che da tempo molestava e devastava i territori Romani.

In questo periodo scrive anche l’opera “Contro i Cristiani”( giuntaci frammentaria). L’opera, scritta probabilmente durante le operazioni belliche in Persia, era nata come conseguenza dei contrasti sempre piu’ accesi fra Cristiani e Pagani, culminati in templi incendiati da una parte e spoglie distrutte di santi e martiri dall’altra.

Campagna persiana del 363(con coordinate GPS)

Giuliano: Campagna Persiana del 363

Longitude,Latitude,Name
36.176189,36.200150,”01 Antiochia – Antakya – Giuliano organizza l’esercito e parte”
36.830410,36.132819,”02 Litarba – Al Atarib”
37.134260,36.202105,”03 Beroea – Aleppo”
37.534799,36.348962,”04 Batne – Tadif (Batne di Siria)”
37.887724,36.529408,”05 Hierapolis – Bambyce (Hierapolis di Siria) marzo 363″
38.068817,37.006972,”06 Batne – presunta Batne in Osdroene”
39.024276,36.863131,”07 Carre – Harran”
39.008321,36.483796,”08 Davana – Nahr al Balikh River-Syria (presunta Davana. Fiume Belias: Balikh River)”
38.998105,35.959411,”09 Callinicum – Ar Raqqah (27 marzo 363). Giunge anche la flotta “
40.509183,35.030988,”10 Cercusium – Al Khabour River (presunta Cercusium) inizio aprile 363″
40.686303,34.847994,”11 Zaitha – presunta (circa 30 km SE da Cercusium)”
40.730000,34.743000,”12 Dura Europos – zona archeologica. Citta’ abbandonata nel 256 (6 aprile 363)”
41.909598,34.485998,”13 Anathas – Anah (11 aprile 363)”
42.058442,34.387792,”14 Tilutha – presunta Tilutha circa 15 km da Anathas”
42.374164,34.125183,”15 Achaiachala – Haditha (16 aprile 363)”
42.411481,34.019754,”16 Baraxmalcha – presunta. (isola Al-Flewi)”
42.825366,33.643520,”17 Diacira – (anche Dacira) Hit”
43.122970,33.531058,”18 Ozogardana – (anche Zaragardia) presunta Sari-al-Hadd”
43.430015,33.418135,”19 Macepracta – presunta (70 km sud-est di Diacira)”
43.603633,33.390365,”20 Pirisabora – presunta (20 km da Macepracta) circondata dal fiume come un’isola (29 aprile 363)”
44.225795,33.190449,”21 Maozamalcha – presunta (citta’ nei pressi di Ctesifonte)”
44.433523,33.099060,”22 Naharmalcha – Nahr el Malik – localizzazione presunta (canale Regio”
44.510497,33.090596,”23 Seleucia – Weh-Ardashir – Giuliano brucia le navi romane per impedire eventuali ritirate”
44.581081,33.093614,”24 Ctesifonte – Al-Mada’in – zona archeologica (Taq Kasra Iraq)”
44.264517,33.826539,”25 Hucumbra – (anche Symbra) Ukbara – presunta localizzazione”
44.275423,33.956149,”26 Maranga – presunta. Giuliano incontra l’esercito di Sapore II”

Le tappe temporali della spedizione sono le seguenti:

  • 27 marzo      Giuliano giunge a Callinicum
  • 1/2 aprile    Giuliano giunge a Cercusium
  • 6 aprile       Giuliano giunge a Dura Europos
  • 11 aprile      presa di Anathas
  • 29/30 aprile  presa di Pirisabora
  • 1/2 giugno    Giuliano giunge a Seleucia
  • 21 giugno     Giuliano rinuncia a conquistare Ctesifonte e risale l’Assiria, fra Eufrate e Tigri
  • 26 giugno 363 muore Giuliano (Maranga, presso Ctesifonte, Persia, 363)

I Persiani impiegano un certo tempo ad organizzare le proprie truppe e Giuliano prosegue costeggiando l’Eufrate fin quasi a Ctesifonte.

A Callinicum Giuliano si ricongiunge con la flotta e decide di avanzare su un ampio fronte. Allarga i cunei e distanzia animali e uomini in modo da costituire un fronte di dieci miglia.

Fra Cercusium e Dura Europos , Giuliano entra in Assiria, la zona fra Tigri ed Eufrate, e dispone l’esercito cosi’:

  • 1500 uomini avanzati in esplorazione
  • Giuliano al centro dell’esercito con i fanti
  • Nevitta al fianco destro costeggia gli argini del fiume Eufrate
  • Arinteo e Ormisda con la cavalleria al fianco sinistro
  • Dagalaifo e Vittore alla retroguardia
  • la flotta lo affianca sul fiume Eufrate
[Mappa della zona di Ctesifonte]

Ai tempi di Giuliano la zona si presentava diversamente, come si vede dalla cartina, che mostra in tratteggio l’antico percorso del Tigri. Il fiume scorreva fra Seleucia e Ctesifonte, e probabilmente le due citta’ avevano un lago in mezzo.

La zona di Ctesifonte nel IV secolo

Nei pressi di Ctesifonte la resistenza persiana si fa piu’ accesa. Giuliano ottiene un buon successo militare in uno scontro nei pressi di Seleucia, ma gli aruspici etruschi al suo seguito lo sconsigliano di prendere Ctesifonte, troppo guarnita e difesa.

Giuliano decide allora di incendiare la propria flotta che si trovava sul canale Naharmalcha (Nahr el Malik, dal centro verso sinistra nella cartina), per impedire qualsiasi iniziativa volta ad una ritirata del proprio esercito. In effetti la situazione si stava complicando perche’ i persiani stavano bruciando tutti i territori davanti all’esercito romano, impedendo qualsiasi vettovagliamento delle truppe sul luogo. Inoltre le milizie di rinforzo, che da diverso tempo dovevano ricongiungersi con Giuliano, tardavano ad arrivare. Fra i soldati si faceva strada il malcontento e l’incertezza, oltre alla fame per mancanza di viveri.

A Maranga Giuliano incontra l’esercito di Sapore, vasto, immenso, le cui armature luccicano sotto i raggi del sole cocente di quelle zone.

[I due eserciti si fronteggiano]

Maranga: 23 giugno 363. Disposizione degli eserciti persiano e romano

Mentre Giuliano dispone le truppe corazzate ad arco e i fanti a cuneo sul centro, Sapore ammassa i catafratti al centro, dispone elefanti dietro gli arcieri e la cavalleria, e fanti scudati a guarnizione dell’intero esercito.

Ma la battaglia non avra’ mai luogo. Giuliano, uscito allo scoperto senza indossare alcuna armatura, viene trafitto su un fianco da una lancia scagliata da un soldato persiano. Trasportato agonizzante nella tenda, morira’ entro poche ore.

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Appendici

[Le citta’ della Gallia. Ieri e Oggi.]    (con coordinate GPS)

Longitude,Latitude,Name
3.791538,43.224970,”Ad Gradus – Golfo del Leone”
6.960279,50.937531,”Agrippina – Koeln (Colonia)”
2.295753,49.894067,”Ambiani – Amiens”
7.125102,43.580418,”Antipolis – Antibes”
4.627777,43.676647,”Arelate – Arles”
7.752111,48.573405,”Argentoratus – Strasbourg”
4.301565,46.950914,”Augustudunum – Autun”
0.586709,43.646380,”Ausci – Auch”
7.042707,46.880601,”Aventicum – Avenches”
6.024054,47.237829,”Bisontii – (anche Besantio) Besançon”
2.398782,47.081012,”Biturigae – Bourges”
6.643179,44.899416,”Brigantia – Briançon”
-0.579180,44.837789,”Burdigala – Bordeaux”
4.853947,46.780764,”Cabyllona – Chalon-sur-Saône”
0.198015,49.511788,”Castra Costantia – Harfleur (incerto)”
4.363073,48.956682,”Catelauni – Châlons-en-Champagne”
2.414202,49.376086,”citta’ di Arverni – Clermont”
8.441217,49.317276,”citta’ di Nemetae – Speyer (ita.Spira)”
0.340375,46.580224,”citta’ di Pictavi – Poitiers”
-0.633389,45.744175,”citta’ di Santones – Saintes”
8.350718,49.634137,”citta’ di Vangiones – Worms”
0.100530,43.862587,”Elusa – Éauze”
6.513519,46.447320,”Lemano – Lago di Ginevra”
4.835659,45.764043,”Lugdunum – Lyon (Lione)”
2.341052,48.866498,”Lutetia – (anche Parisii) Parigi”
6.833631,45.033339,”Mars – Oulx”
5.369780,43.296482,”Marsiglia – Marseille (Marsiglia)”
6.722136,44.930787,”Matrona – Montgenèvre (Passo del Monginevro)”
1.151361,49.027013,”Mediolanum – Évreux”
6.175716,49.119309,”Mediomatrici – Metz”
8.247253,49.992862,”Mogontiacus – Mainz”
3.003078,43.184277,”Narbona – Narbonne”
7.424616,43.738418,”Porto di Ercole Monaco – Monaco”
7.721350,47.533890,”Rauraci – Augst”
4.031696,49.258329,”Remi – Reims”
2.617717,44.745071,”Rotomagi – Rouens”
5.447427,43.529742,”Salluvii – (anche Aquae Sextiae) Aix-en-Provence”
7.048457,45.138614,”Segusio – Susa (Alpi Cozie)”
3.282680,48.200650,”Senones – Sens”
6.210238,42.999224,”Stoechades – isole Hyeres”
1.444209,43.604652,”Tolosa – Toulouse”
6.637143,49.749992,”Treviri – Trier (anche Augusta Trevirorum)”
4.074401,48.297345,”Tricasini – Troyes (anche Tricasae)”
5.474490,50.784190,”Tungri – Tongeren (Tongres)”
0.684840,47.394144,”Turini – Tours”
4.892360,44.933393,”Valenza – Valence”
-0.211464,44.430624,”Vasatae – Bazas”
4.874339,45.525587,”Vienne – Vienne”
3.573781,47.798202,”Autosudorum – Auxerre”
3.777692,47.576164,”Cora – Saint-Moré”
4.228680,47.279494,”Sedelaucum – Saulieu”
6.756869,48.784967,”Decem Pagi – Tarquimpol”
7.708784,48.730702,”Brotomagus – Brumath”
7.361647,48.741963,”Tabernae Saverne (Zabern) (anche Tres Tabernae)”
8.106849,48.891930,”Saliso – Seltz”
8.649674,50.161353,”Nida – Heddernheim (fortezza di epoca traiana)”
5.594272,51.894084,”Castra Herculis – Druten (fortezza di confine)”
6.179016,51.776019,”04 Quadriburgium – Qualburg (fortezza di confine)”
6.640815,51.451604,”05 Tricensima – Moers (fortezza di confine)”
6.687951,51.204197,”06 Novesium – Neuss (fortezza di confine)”
7.098207,50.737430,”07 Bonna – Bonn (fortezza di confine)”
7.408664,50.426057,”08 Antennacum – Andernach (fortezza di confine)”
7.904596,49.966740,”09 Vingo – Bingen (fortezza di confine)”
1.613334,50.725231,”Bononia – Boulogne-sur-Mer”
1.324854,51.295891,”Rutupiae- Richborough”
-0.127758,51.507351,”Lundinium – London (Londra)”

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Note tecniche

Le coordinate GPS delle mappe sono indicate nel formato di file tipo .CSV.

Il programma utilizzato e’ ITNCONV, disponibile gratuitamente. Non richiede installazione. Semplicemente basta copiare ITNCONV.EXE in una cartella e quindi eseguirlo con doppio click. Richiede l’accesso a Internet per poter accedere alle mappe.

Istruzioni per l’utilizzo delle mappe con ItnConv:

  • Copiare le coordinate GPS (compresa la riga di intestazione Longitude,Latitude…) in un file di testo e salvarlo con estensione .csv (esempio: Gallia.csv).
  • Aprire ItnConv, premere il bottone Open e selezionare il file csv
  • Lasciare invariata la finestra di Setting CSV e premere OK
  • una volta caricate le righe di coordinate, premere il bottone Editor sulla destra per accedere alle mappe
  • In alto a destra scegliere il tipo di mappa [Terrain] Here Maps
  • per ingrandire o diminuire la mappa, usare + e – in alto a sinistra
  • Un doppio click sulla mappa propone un nuovo punto
  • scegliere “Add to itinerary” per confermarlo, “Delete” per cancellarlo
  • fare click sulla X su sfondo rosso in alto a destra per chiudere le mappe
  • Scegliere in basso Export file format: CSV (*.csv)
  • premere il bottone Export e salvare il file

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Bibliografia

La fonte storica principale su Costanzo e Giuliano e’:

  • Ammiano Marcellino – “Storie” (Rusconi)

Una recente edizione delle opere filosofiche di Giuliano e’:

  • “Giuliano Imperatore – Alla Madre degli Dei” (Fondazione Valla)

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