Lao Tzu – Tao Te Ching


Lao Tzu – Tao Te Ching

Il “Tao” del “non agire”

Statua in pietra di Laozi

La versione audio del Tao Te Ching, è recitata da Silvia Cecchini, e da me corredata di sottofondo musicale.

Si può scaricare facendo click qui:Audiolibro: Tao Te Ching zip. Licenza Creative Commons 4.0

 

Note generali

Laozi (老子T, LǎozǐP), trascritto anche Lao Tzu, Lao Tse, Lao Tze o Lao Tzi, è stato un filosofo e scrittore cinese antico del VI secolo a.C., presunto autore del Tao Te Ching e fondatore del taoismo.

Nel I secolo d.C divenne la principale divinità del pantheon taoista.

Laozi è tradizionalmente ritenuto l’autore del Tao Te Ching, saggio composto di poco più di cinquemila parole, Lao Tzu contenente i punti cardine della sua dottrina e strutturato in brevi aforismi, non collegati fra loro in maniera struttrata.

L’opera pertanto non vuole essere l’esposizione di una dottrina, ma più semplicemente vuole suggerire una serie di impressioni, di stili di vita, di strutture di pensiero, per giungere a indicare una via, un cammino.

Quanto sopra appena detto è tanto vero che il concetto fondamentale del Tao Te Ching, e dell’intero taoismo, è il wu wei, un termine che in italiano può essere tradotto letteralmente come «non agire», «non sforzarsi» o anche, «agire spontaneamente» o «vivi il momento».

Ribadito come norma suprema del comportamento individuale e collettivo, il wu wei tuttavia non invita alla passività, ebbene esige un’attenzione costante al mondo circostante, così da non interferire con il fluire spontaneo degli eventi naturali.

Seguendo l’esempio di altri trattatisti cinesi, Laozi per spiegare le proprie idee e concezioni fa ampio ricorso a paradossi, analogie, ripetizioni, simmetrie, rime, e costruzioni ritmiche.

Non a caso, l’intera opera può essere interpretata come una complessa analogia, dove il riferimento al monarca allude all’Io, e il riferimento ai cittadini dell’Impero allude alle sensazioni e ai desideri sperimentati dal corpo.

Interpretazione del primo aforisma

Da un punto di vista filosofico, il Tao Te Ching si apre con un aforisma: “Delinea il Tao” che ribadisce l’impossibiltà per l’essere umano di conoscere razionalmente il Tao. Delinea il Tao Esso appare come un’entità al di là del cosmo, metafisica, da cogliere solo con l’intelletto.

Pertanto il Tao non ha nome, e solo convenzionalmente gli esseri umani lo definiscono Tao.

Esso e’ tuttavia il principio generatore, dispensatore e coordinatore del Cielo e della Terra, cioe’ del Cosmo visibile; e quando il Tao assume lo stato di realta’ materiale e conoscibile, prende il termine di Madre delle diecimila creature, cioe’ di Madre generatrice della molteplicità materiale.

La Madre delle diecimila creature pertanto, si contrappone, come realta’ materiale molteplice, al Tao, principio immateriale, unico e inconoscibile; e tuttavia generatore della molteplicità cosmica.

Interpretazione del secondo aforisma

Nel secondo aforisma: “Nutrire la persona” i pricìpi del cosmo materiale sono definiti da entità contrapposte: bello, brutto, bene, male, essere e non-essere.

La contrapposizione tuttavia si configura come una armonia, e non come un lotta o un conflitto. Il cosmo è una armonia autoregolata dal Tao.

In generale, l’armonia degli opposti essere e non-essere viene brillantemente spiegata nell’aforisma che porta l’esempio del vaso, dove l’essere costituisce la forma materiale del vaso stesso, mentre il non-essere è il vuoto contenuto nel vaso, e ne costituisce l’utilità. Infatti l’importante non è il vaso, ma ciò che esso contiene.

Lao TzuCompito dell’essere umano, cioè del saggio (qui definito come: il Santo), è quello di cogliere il fluire del cosmo senza interferire con azioni razionali, pensate e pianificate nei minimi particolari come se si dovesse costruire un edificio.

L’edificio della vita deve seguire un corso “spontaneo”, adattarsi agli eventi senza forzarne la conclusione. Pertanto deve seguire il principio del “wu wei”, cioè il “non agire”, adattarsi alla maniera dell’acqua che si riversa al suolo, riempie gli anfratti e segue la pendenza.

Una volta compiuta l’opera, il saggio deve ritrarsi e lasciar scorrere gli eventi.

Continuare ad agire comporterebbe una perdita del risultato raggiunto; sarebbe una sottrazione piuttosto che un arricchimento.

Anche nel nostro agire comune spesso osserviamo la norma del “non agire”.

Quando, trovandoci a dover affrontare situazioni in cui agire in un modo o nell’altro, comunque non si ottiene un risultato soddisfacente; allora ci si pone la domanda: “Cosa devo fare?”.

E la risposta quasi sempre è: Lascia stare, aspetta, non agire.

Considerazioni sparse

Sono interessanti gli aforismi che affrontano il problema della guerra.

In essi si ribadisce comunque la necessità di possedere un esercito, come deterrente contro le sopraffazioni da parte del nemico.

Ma la guerra di conquista è sempre sbagliata e nociva, e al regnante che in tal modo ottiene una vittoria in battaglia, spetta comunque il posto d’onore per la cerimonia funebre dei caduti in guerra.

In conclusione, la filosofia del Tao, del “non agire”, del cogliere l’attimo e lasciarsi trasportare dalla corrente, fiduciosi che comunque l’armonia del cosmo ha una sua ragione recondita; questa filosofia, dicevo, o per meglio dire: questo stile di vita, costituisce una interessante alternativa alla pianificazione minuziosa della nostra vita di tutti i giorni, con le sue ansie, le sue preoccupazioni, le sue nevrosi.

Chissà che un pò più di lasciar stare, lasciar perdere, non agire, non possa a volte essere la soluzione migliore rispetto ad un estenuante affannarsi, perdere la pazienza e infine soccombere sotto il peso degli eventi.

 

Aforismi

1 – Delinea il Tao

Il Tao che può essere detto non è l’eterno Tao,
il nome che può essere nominato non è l’eterno nome.

Senza nome è il principio del Cielo e della Terra
quando ha nome è la madre delle diecimila creature.

Perciò chi non ha mai desideri ne contempla l’arcano,
chi sempre desidera ne contempla il termine.

Quei due hanno la stessa estrazione anche se diverso nome
ed insieme sono detti mistero.

Mistero del mistero, porta di tutti gli arcani.

Tao

2 – Nutrire la persona

Sotto il cielo tutti sanno che il bello è bello,
di quì il brutto,

sanno che il bene è bene,
di quì il male.

E’ così che essere e non-essere si danno nascita fra loro,
facile e difficile si danno compimento fra loro,

lungo e corto si danno misura fra loro,
alto e basso si fanno dislivello fra loro,

tono e nota si danno armonia fra loro,
prima e dopo si fanno seguito fra loro.

Per questo il santo permane nel mestiere del non agire
e attua l’insegnamento non detto.

Le diecimila creature sorgono ed egli non le rifiuta
le fa vivere ma non le considera come sue,
opera ma nulla si aspetta.

Compiuta l’opera egli non rimane
e proprio perché non rimane non gli vien tolto.

gufo separatore

Riferimenti

 

 

 

 

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