Severino Boezio – Disarmonia della vita umana


Disarmonia della vita umana

La Consolazione della Filosofia. Miniatura del 1485

O creatore del firmamento stellato,
che assiso su eterno trono
volgi il cielo con rapido vortice
e assoggetti le stelle alla tua legge,

sì che la luna, or splendente nel suo pieno disco
rivolta ai raggi diretti del fratello
oscura le stelle minori,
ora pallida nel suo oscuro disco
più vicina a Febo perde il suo splendore,

e colei che come Vespero sul far della notte
riconduce il sorger delle gelide stelle,
di nuovo, come Lucifero, cambia il suo solito corso,
impallidendo al sorger del sole.

Tu, al rigor del primo inverno che fa cadere le foglie,
raccorci la luce in più breve durata.

Tu, al sopraggiungere della torrida estate,
assegni alla notte veloci le ore.

La tua potenza regola il mutar delle stagioni,
sicché le fronde che il soffio di Borea porta via,
tenere le riconduce poi Zefiro,
e quelle che Arturo vide come sementi,
Sirio le dissecca come alte messi.

Nulla sciogliendosi dall’antica legge
si sottrae alla funzione che gli è propria.

Tutto governando con sicuro destino,
i soli atti umani rifiuti tu, reggitore,
di imbrigliare nella debita misura.

Perché infatti la fortuna fallace volge sì grandi vicende?

Opprime gli innocenti la dura pena dovuta al delitto,
mentre voleri perversi si assidono su alto trono
e i malfattori, con iniquo scambio,
calpestano il capo dei giusti.

La chiara virtù avvolta in oscure tenebre giace nascosta
e il giusto sconta le colpe degli iniqui.

Proprio a costoro nulla nuoce lo spergiuro,
nulla la frode adorna di ingannevole colore.
Ogni qual volta poi essa decide di usare le sue forze,
gode di assoggettare a sé i più grandi re,
che popoli innumerevoli temono.

Oh, volgiti ormai a riguardare la misera terra,
chiunque tu sia che coordini l’armonia delle cose!

Parte non vile di tanta opera,
noi uomini siamo sballottati nel mare della sorte.

La violenza dei flutti, o reggitore, tu calma,
e mediante la legge con cui reggi l’immenso cielo,
rinsalda stabilmente la terra.

(Severino Boezio – La Consolazione della filosofia – Libro I, capitolo V)

  • rivolta ai raggi diretti del fratello: la luna è Diana Artemide; il “fratello” della Luna è Febo, la divinità solare
  • Vespero e Lucifero: due denominazioni del pianeta Venere
  • Borea: è il vento di tramontana; qui è inteso come simbolo della stagione invernale
  • Zefiro: è il vento primaverile; che spira da occidente
  • Arturo: in greco significa “guardiano dell’Orsa; è la stella luminosissima sul prolungamento della coda dell’Orsa Maggiore
  • Sirio: al solstizio d’estate, Sirio precede di poco il levar del sole all’orizzonte. In latino Sirio era anche detta Canicola

 

Boezio in prigione, miniatura, 1385

Prima considerazione

Boezio insegna agli studenti

Ammettiamo che il cosmo sia un caos.

Frutto di una conflagrazione iniziale, l’universo si espande; e la materia si allontana inesorabilmente.

In questo magma di materia che si consuma, l’essere umano non si capisce cosa ci stia a fare.

Casualmente, molecole di carbonio, idrogeno e ossigeno, si sono aggregate e… zzzac!!!… eccoti l’essere umano che, poveretto, è pure consapevole della sua condizione, cioè ha coscienza di sé e della sua infinita misera condizione, confrontata con la immensità dell’Universo.

E’ veramente disgraziato questo essere umano. Sballottato di qua e di là nell’Universo, aggrappato saldamente alla sua navicella Terra, egli non ha alcun valore né importanza, per quanto riguarda la sua posizione nell’economia dell’Universo

Seconda considerazione

Boezio raffigurato col proprio suocero, Quinto Aurelio Memmio Simmaco, nobile e letterato romano.

Ammettiamo che il cosmo sia un tutto ordinato e regolato da leggi armoniche e matematiche.

E’ difficile sostenere che questo ordine cosmico non abbia un reggitore, cioè non abbia una entità che regola e ordina il tutto.

Se esiste una entità regolatrice del tutto, se il cosmo ha un ordine armonico, allora questa armonia deve essere anche saggiamente equilibrata.

Se esiste un saggio equilibrio nel cosmo, se esiste un reggitore che regola saggiamente, allora questo reggitore deve aver agito a fin di bene e di giustizia.

L’essere umano è quindi una creatura voluta dal suo reggitore, e si inserisce nel cosmo conformemente all’obiettivo di un tutto governato in maniera armonica ed equilibrata.

L’essere umano, voluto dal suo creatore e reggitore, è quindi immerso in questo cosmo ordinato in cui il reggitore agisce a fin di bene e di giustizia.

Considerazione finale

Che il cosmo sia un caos, che l’essere umano sia pura casualità, è una conclusione non accettabile dalla coscienza umana.

Esistere o non esistere è la stessa cosa? E’ una tesi difficile da ammettere e da sostenere. Inoltre è contraria al principio di sopravvivenza, istinto naturale dell’essere umano.


Ma se il cosmo è ordinato, se il cosmo è saggiamente governato e regolato da leggi armoniche e matematiche; allora perché le vicende umane sembrano sfuggire a questa armonia?

Perché la vita dell’essere umano sembra più governata dal caso, dalla fortuna, dall’ingiustizia e dallo squilibrio delle forze, a dispetto di quanto invece avviene nell’equilibrio armonico dell’Universo?

 

Bibliografia e suggerimenti

 

2 pensieri su “Severino Boezio – Disarmonia della vita umana

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