11 Villa padronale di pianura con giardino romantico


Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Villa padronale di pianura con giardino romantico

gufo separatore

Premessa

Riuscire a visitare un’antica villa padronale di pianura, oggi non è facile.

Qualsiasi padrone di un’antica dimora privatata non desidera aprire le porte di casa a truppe cammellate di turisti chiassosi e curiosi, armati di fotocamera, che si aggirano intorno, calpestando e rovinando giardini e aiuole; magari strappando un fiore per portarlo a casa propria; oppure sedendosi su quella che è una statua di arredo del giardino e non è una panchina pubblica.

Così, quando ho saputo che si poteva visitare quell’antica villa di pianura, mi sono immediatamente iscritto per partecipare, cercando di rispettare l’intimità e la riservatezza che il luogo e il suo padrone rappresentavano.

La storia in genere delle ville padronali

Verso la fine del 1800, queste dimore rappresentavano la residenza del padrone delle terre coltivabili intorno alla villa stessa. Un unico padrone nella sua villa e tanti contadini nei poderi. Era il residuo del sistema feudale del Medioevo.

Il proprietario era padrone dei terreni agricoli, i contadini invece lavoravano la terra e avevano diritto ad abitare nella fattoria a patto che versassero almeno la metà del raccolto al padrone.

Il sistema economico è stato così chiamato: mezzadria, che significa pressappoco metà a me e metà a te.

Colazione sull'erba

Va da sè che quella metà spesso veniva raddoppiata: al padrone andava tuttto il raccolto e al contadino rimaneva solo quel tanto sufficiente a sopravvivere. Agli inizi del 1900, i contadini soffrivano la fame, mentre i padroni vivevano praticamente di rendita.

I padroni aderirono in massa al partito fascista che garantiva loro un argine al dilagante comunismo, mentre le masse dei diseredati considerarono con qualche interesse la possibilità che il comunismo potesse liberarli dal giogo servile della mezzadria.

Questa situazione di feroce tensione politica, si risolse solamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’avvento dell’industrializzazione in Italia.

I contadini in parte abbandonarono le terre e andarono a fare gli operai in fabbrica, andando a costituire il proletariato urbano delle città. Le città videro, negli anni fra il 1950 e il 1980, un grande sviluppo delle proprie periferie urbane, con la costruzione di grandi quartieri e palazzoni che ancora oggi si possono osservare.

Una parte dei contadini però rimase nel proprio podere e accettò di acquistare la terra dal padrone, diventandone proprietari. Ai padroni così, un pò alla volta, rimase solo la proprietà della villa padronale, con i problemi relativi alla costosa manutenzione degli edifici e del giardino.

I contadini invece, lavorando sodo e con tanto sudore della fronte, oggi sono silenziosamente diventati benestanti, quasi ricchi. I loro campi coltivati sono un gioiello di perfezione. Dalle vigne ricavano un ottimo vino. Dall’allevamento di animali ricavano il letame per concimare i campi. Dai campi ricavano sementi ed erba per il nutrimento degli animali e per la vendita sul mercato.

Questi contadini oggi sono proprietari di giganteschi e costosi trattori, macchine per la trebbiatura, l’aratura, la disinfestazione, l’irrigazione.

Ai proprietari delle ville padronali, invece, come già detto precedentemente, una volta che i contadini gli sono sfuggiti, non è rimasto altro che vendere i terreni e mantenere la sola proprietà della villa con annesso giardino. Qualcuno di loro ha trasformato la villa in luogo per cerimonie e matrimoni, risolvendo il problema dei costi di manutenzione dell’edificio.

Così trasformata, la villa è rimasta ben presentabile e in ottimo stato, ma ha perso il fascino della villa padronale del XIX secolo e del relativo giardino romantico adiacente all’edificio principale.

Edouard Manet (1832-1883) - La colazione sull'erba

La visita

La villa che ho visitato invece, è rimasta più o meno simile a ciò che poteva essere nel 1800:

  • un padrone orgoglioso della sua proprietà;
  • una chiesetta privata per le funzioni religiose;
  • una zona dedicata agli attrezzi per il giardino;
  • una serra seminterrata, per garantire umidita’ alle piante e mitigare il calore eccessivo della stagione estiva;
  • un giardino romantico con punti visivi di attrazione;
  • qualche accenno a un rudere in mattoni, che fa tanto il fascino del misterioso, dove potersi momentaneamente celare e osservare il mondo attorno.

Insomma, quella villa, pur nella sua semplicità, perchè non era estremamente imponente e vistosa, aveva tuttavia interamente il fascino di una dimora padronale del XIX secolo.

E quel giardino, con le semplici opere artistiche a fare da punto di attrazione visiva, sembrava appena uscito da un quadro dei pittori impressionisti di fine ‘800, con gentiluomini e dame che conversano stando placidamente seduti sull’erba.

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