5 Galassia spirale

Distorsione spazio-tempo

Galassia spirale

Cronaca di un esperimento video multimediale

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Là! Quel puntino! Che cos’era?
Da quando aveva iniziato a vagare con la mente nello spazio più profondo, il tempo aveva perso significato. Si era dissolto.

Ma da qualche parte esisteva ancora una Terra. Il suo corpo era ancora là, e ogni tanto doveva tornare per rifocillarlo, ridargli energia.

Purtroppo, era così.
Poteva vagare con la mente, senza limiti di spazio e tempo, ma il suo corpo era pur sempre una entità materiale, soggetta ai limiti della materia a tre dimensioni.

E ora stava cercando quella Terra e quel corpo. Laggiù, verso quel pianeta azzurro che aveva intravisto. Quel piccolo pianeta azzurro che girava attorno a quel minuscolo sole giallo, alla periferia di quel braccio di galassia a spirale.

Si avvicinò, osservando le terre emerse.
Si avvicinò ancora.

C’era un bosco. C’era un edificio. Un vecchio edificio con una torre.
Perchè lo aveva raggiunto? Che significato poteva avere? Quell’edificio non apparteneva alla sua storia.

Eppure era così misterioso, così affascinante.
Ma non era la sua epoca, quella. Lui viveva in un’epoca ben più vorticosa di gente indaffarata e sempre in ritardo sulla tabella di marcia.

Quel luogo, quell’edificio invece, sembravano sospesi. Cristallizzati in un’epoca passata.

Ma perchè continuava a pensare in termini di tempo lineare?
Lo scorrere del tempo non aveva significato, finchè continuava a vagare con la mente.

Si sforzò di proseguire.
Doveva ritrovare la sua epoca e il suo corpo. Doveva rifocillarsi.

Buona visione.

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4 Tunnel del tempo

Distorsione spazio-temporale

Tunnel del tempo

Cronaca di un esperimento video multimediale

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Così aveva deciso di andarsene e di seguire il Tunnel Del Tempo verso quel mondo dove le dimensioni dello spazio si sovrapponevano, e dove il tempo si cristallizzava in forme decomposte e frammentate.

In fin dei conti, ripensando a ciò che lasciava, di cosa avrebbe dovuto lagnarsi?
La sua vita, dal punto di vista sociale, era stata un fallimento.

L’adolescenza

Durante l’adolescenza, i suoi amici gli facevano gli scherzi perchè pensavano che lui fosse un povero idiota, indegno della loro compagnia. In quel periodo gran parte del tempo l’aveva trascorsa in solitudine. Prendeva la sua moto e se ne andava in giro in montagna, cercando le vette più alte, i campi incolti, i sentieri nascosti.

Il periodo lavorativo

Poi era venuto il periodo del lavoro, l’inserimento nella società.
All’inizio si era trovato bene. I lavori svolti si erano conclusi con successo. Ma in seguito aveva dovuto licenziarsi perchè l’azienda aveva cambiato sede, si era trasferita a centinaia di chilometri di distanza.

Nel nuovo posto di lavoro, aveva fatto la conoscenza dell’ipocrisia che domina fra colleghi di lavoro.
I colleghi arrivavano, gli offrivano collaborazione, ma era soltanto per potergli caricare sulle spalle quelle mansioni pericolose e impossibili che loro non volevano fare. Quelle mansioni si sarebbero potute portare al successo se solo si fosse accettato di collaborare ed essere solidali. Ma quei colleghi volevano solo scaricargli addosso fastidiose responsabilità.
Anche loro pensavano di essere i più furbi e pensavano che lui fosse un povero idiota, di cui approfittare con poca fatica e grande vantaggio.

Così, quando poteva, se ne andava in qualche posto disabitato e camminava in solitudine, osservando la magnificenza della natura che si presentava ai suoi occhi, che si lasciava toccare dalle sue mani, che si lasciava annusare attraverso il profumo dei fiori e dell’erba.

L’amore

Anche i rapporti con l’altro sesso erano sempre finiti in grandi ipocrisie.
Quelle femmine così gentili e sorridenti, non perdevano mai occasione di sbatterti in faccia la propria merce, ma senza possibilità di riscatto. Le sentiva sempre parlare di amore, di amori non corrisposti, di sentimento languido e struggente.

Ma di te, di ciò che eri, di ciò che sentivi, di ciò che volevi condividere, non importava loro niente.
Se potevano, ti usavano solo per soddisfare la propria vanità: guarda come sono bella!

Di nuovo, allora, si rifugiava, in solitudine, sulla vetta di una montagna; oppure percorreva un campo incolto, percependo il fruscio dell’erba sulle sue gambe; condividendo, con gli insetti indaffarati, il profumo di un fiore appena sbocciato.

La fuga

In conclusione, non aveva proprio nulla da rimpiangere per il mondo che stava lasciando, tranne per la bellezza della natura e l’infinita perfezione di ciò che essa aveva creato.
Quella perfezione che oggi era minacciata dalla incontenibile superbia e arroganza degli esseri umani, che consideravano il loro pianeta come un oggetto da sfruttare e fare commercio.

Il mondo in cui si stava inoltrando, invece, non aveva limiti di spazio, non aveva limiti di tempo.
In un attimo poteva raggiungere i confini dell’Universo e affacciarsi per osservare un altro Universo dislocato in una nuova dimensione, in una realtà mai immaginata prima.

Là dove le tre dimensioni del vecchio mondo erano cosa goffa e ridicola. Erano argomenti su cui costruire barzellette e aneddoti da raccontare la sera fra i bagliori delle fiamme di un camino acceso.

Buona visione.

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3 Galassia M57

Distorsione spazio-temporale

Galassia M57

Cronaca di un esperimento video multimediale

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Fece ciò che da tempo aveva meditato di fare.
Compiere il salto verso l’altra dimensione, verso quella remota galassia da cui erano venuti i messaggi che finalmente aveva decodificato.

Sedette quindi davanti alla porta chiusa, attese i trenta secondi richiesti e… il suo mondo era sparito.

Dissolto. Scomparso. Perduto nelle nebbie del tempo.

… “il tempo è come un’ombra che macchia la splendente impronta luminosa dell’eternità” …

Così era scritto nei codici.
Perciò aveva deciso di andare a scoprire quale fosse il vero significato di quella ermetica frase.

Buona visione.

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2 Percezione antimateria

Distorsione spazio-temporale

Percezione antimateria

Cronaca di un esperimento video multimediale

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Questa volta non c’erano dubbi
Una nuova dimensione si stava formando al limite dell’anti-universo conosciuto.
Un buco, dicevano gli scienziati. Un buco di materia positiva.

Ma si sbagliavano. Non era un buco, ma la formazione di un nuovo universo. Un universo positivo.

E quegli strani fenomeni avevano un effetto pure sull’anti-universo fino ad allora conosciuto.
Immagini di un mondo fatto di cieli azzurri e vaste terre ricoperte di piante dalle chiome verdi cominciava ad inserirsi fra i paesaggi viola e rosso del nostro anti-mondo conosciuto.

Da dove giungevano quelle immagini? Era forse l’effetto prodotto dall’ultima tempesta anti-solare, quella che si era abbattuta sul nostro anti-mondo? Era forse stato quel misterioso tornado a spirale, quello che aveva aperto la via al mondo di materia positiva?

Avevamo sempre vissuto in un universo di antimateria, è vero, ma ora lo spazio-tempo si stava deformando, là fra le anti-galassie più lontane. L’intrusione di materia positiva rivelava nuove dimensioni, e gli effetti si vedevano già.

Nel mondo che si stava aprendo ai loro occhi, le piante avevano le chiome rivolte in alto e le radici saldamente ancorate in basso.
Nel nostro mondo di anti-materia invece erano le chiome ad ancorarsi al terreno, mentre le radici si protendevano verso l’alto.

L’anti-tempo stava cambiando. Frammenti di tempo lineare si stavano sovrapponendo al tempo discontinuo che era sempre stato il caposaldo del nostro mondo di antimateria.

Era forse la fine delle nostre certezze?

Era invece l’inizio di una nuova era positiva?

Buona visione.

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21 Carpi città ideale del Rinascimento

Bologna - la statua del Nettuno

Arte romanica in Emilia Romagna

Carpi città del Medioevo e del Rinascimento
gufo separatore
Uno stupendo centro cittadino

Eccomi a Carpi, tranquilla città di tipo medievale, nei pressi di Modena.
Ciò che sto cercando è la Pieve Santa Maria in Castello, chiesa romanica dell’VIII secolo dopo Cristo, la più antica della città di Carpi. La chiesa si trova in centro, zona pedonale.

Appena giunto, sono rimasto sorpreso nel vedere la bellezza del centro di questa cittadina: con l’ampia piazza rettangolare e il castello che la sovrasta.

Potere religioso e potere civile

Accanto al potere civile, rappresentato dal castello dei Pio, non poteva mancare anche il potere religioso, rappresentato dall’imponente cattedrale barocca del XVI secolo.
Potere civile e potere religioso si sono sempre fronteggiati dal Medioevo ad oggi, ognuno per sè tentando di conquistare il controllo ideologico dei cittadini.

La cattedrale

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, in stile barocco del XVI secolo, si erge a lato della piazza ed è internamente decorata da dipinti che lasciano stupefatti per la ricchezza dei colori e delle immagini.

Evidentemente, penso io, con quelle ricche decorazioni si voleva dimostrare la propria potenza innanzi tutto, ma anche un rinnovato interesse per la vita terrena, e mettere da parte la severa spiritualità che caratterizzava il periodo dell’Alto Medioevo rappresentato dall’arte romanica.

Basta infatti confrontare la ricca cattedrale, del XVI secolo, con la semplicità della Pieve di Santa Maria in Castello, dell’VIII secolo, per capire immediatamente cosa intendo per cambio di mentalità nella costruzione delle due chiese.

La pieve

La pieve si trova nella piazzetta sul retro del castello. Un altissimo campanile, più recente della chiesetta, le fa da compagno.
In origine, nella piazza doveva esserci un castello più modesto, mentre la pieve doveva essere molto più ampia.

In un periodo di supremazia del potere temporale sul potere religioso, probabilmente i principi di Carpi decisero di ridimensionare la pieve, riducendola a ciò che si vede oggi, una chiesetta piuttosto piccola; per poter invece erigere un più grande e rappresentativo castello.

In contemporanea, o subito dopo, venne quindi eretta anche la cattedrale.

Così la pieve è rimasta in disparte mentre, come ho già detto, castello e cattedrale si contendevano il potere.

Ecco quindi perchè oggi la cittadina di Carpi si presenta con un’ampia piazza, per discutere e fare commercio, all’ombra delle torri di un’imponente castello, all’angolo di una fastosa e ricca cattedrale.

La città ideale del Rinascimento

La gente, placidamente pedalando in bicicletta, o placidamente passeggiando intorno alla piazza, richiama alla memoria lo spirito di una cittadina tranquilla e serena, come se le ansie della vita quotidiana non facciano parte di questa comunità.

E’ questa l’impresssione che ne ho avuto, durante la visita: di essere di fronte ad una città ideale nello spirito del Rinascimento italiano.

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Longitude,Latitude,Name
10.885279483062728,44.78346197296382,”Carpi – Piazza dei Martiri”
10.88638991762915,44.78475270946763,”Carpi – Cattedrale di Santa Maria Assunta XVI Secolo”
10.886406010883737,44.78294795481713,”Carpi – Pieve di Santa Maria in Castello VIII secolo”
10.885338491941221,44.78558843634897,”Carpi – Castello Palazzo dei Pio”

Riferimenti

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1 Distorsione spazio-tempo

Distorsione spazio-temporale

Distorsione spazio-tempo

Cronaca di un esperimento video multimediale

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Strani fenomeni pare stiano accadendo in varie parti del mondo.
Le immagini percepite dall’occhio, paiono dissolversi e riconfigurarsi in forme mai osservate prima d’ora.

Dicono che incredibili infiorescenze e colori insoliti siano apparsi improvvisamente mentre si stava osservando un cespuglio coperto di ghiaccio.

Il panorama osservato cambia improvvisamente, e l’occhio percepisce immagini come provenienti da un’altra dimensione.

Gli scienziati ipotizzano che il continuum spazio-temporale abbia cominciato a rallentare, provocando da un lato una frammentazione delle immagini e una cristallizzazione in forme inusuali; dall’altro aggiungendo e alterando i colori in immagini mai osservate prima d’ora da occhio umano.

Ciò che non si era preso in considerazione, che cioè il tempo non sia un continuum lineare e stabile, sembra trovare giustificazione nelle frequenti e ormai incessanti testimonianze di queste e altre distorsioni apparse agli occhi degli osservatori.

Là dove c’era un fiume, ora i colori si sono dissolti in immagini di strane onde visive di luoghi inimmaginabili; come se improvvisamente la realtà nostra diventasse quella di qualche altro osservatore in chissà quale angolo dell’Universo.

Veramente le cose stanno cambiando.

Pure i paesaggi terrestri assumono colori insoliti, mentre strani bagliori accompagnano l’inizio di ogni nuova distorsione spazio-tempo.

Buona visione.

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1 Il Castello di Bardi – IX Secolo

I castelli del parmense

Parma – Escursione

Castello di Bardi – IX Sec
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Prosegue la mia iniziativa di andare alla scoperta del patrimonio italiano, storico, artistico e culturale.

Se a qualcuno piace visitare i castelli, la provincia di Parma ne è piena. E sono pure tenuti bene e aperti al pubblico.

Il Castello di Bardi, con la sua imponenza austera, è uno di quelli che sono riuscito a visitare, durante il mio breve soggiorno estivo nella zona.

Assomiglia molto ai castelli della Scozia.
E ora mi chiedo: “Perchè fare tanta strada, andare in Scozia per vedere i castelli della saga del “Trono di Spade”, quando quelli taliani nel parmense sono precisi?

Sono vecchi castelli, un pò cupi, arroccati sulla vetta di un colle che domina la vallata, sia quelli scozzesi, che quelli del parmense.

E qui termino la polemica, che è rivolta scherzosamente a me stesso.

Un’accoglienza di tutto rispetto

Appena entrati nel castello, si può fare l’esperienza d’essere messi in ceppi, alla gogna, e farsi così una bella foto ricordo. 🙂

Che dire? Non basta anche solo questo per decidere di visitare il castello di Bardi?

Un problema tecnico alla videocamera, mi ha fatto perdere le immagini della visita all’interno del castello.
Pertanto ho solo le immagini panoramiche.

Va bene, pazienza. Se un giorno tornerò a Bardi, filmerò nuovamente gli interni.

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Longitude,Latitude,Name
9.731021481186927,44.629665471656864,”Castello di Bardi IX Sec -Bardi PR”

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Riferimenti

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20 Rocca di Pieve di Cento – XV Sec

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Rocca di Pieve di Cento – XV Sec
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Un paesino giocattolo

Ecco un viaggio al limite del fantastico, in un paesello che pare uscito dal mio gioco delle costruzioni di legno.

Già, ricordo ancora quel gioco, quando da bambino vi ho trascorso interminabili pomeriggi, nella vecchia casa dei miei genitori, mentre mia madre era intenta alle faccende di cucina, e ogni tanto metteva un nuovo pezzo di legna da ardere dentro la stufa.

Ricordo bene anche quella stufa, con il piano in ghisa, a strisce circolari, che si estraevano dal centro verso l’esterno, ogni cerchio più grande dell’altro, fino a rivelare interamente il fuoco e la brace che ardevano di sotto.

E io giocavo e giocavo con quelle costruzioni di legno. Costruivo viuzze, costruivo piazzette, ci mettevo le persone a conversare una di fronte all’altra.

Il viaggio di fantasia si avvera

Ed ecco, di nuovo quella piazzetta, questa volta reale, in un paesino veramente esistente, ma tuttavia come se fosse immerso in un tempo immobile, identico giorno dopo giorno.

La gente tranquillamente seduta al bar, a chiacchierare e fare una partita a carte.
Qualcuno si affretta a portare a casa la borsa della spesa.
Un altro si appresta ad entrare nel negozio.

Ma si approssimano le mura della Rocca, in fondo a quella via con le case dai colori accesi.

Si viene come risucchiati fra quelle muraglie diroccate, fra quegli archi rovinati, dove non esiste il tetto e neanche esistono le porte d’ingresso e d’uscita.

Ma le feritorie, quelle sì, esistono; e ti attirano immediatamente. Ti avvicini, ti avvicini, e al terzo tentativo di scrutare all’esterno della feritoia, improvvisamente ti trovi immerso in un’altra dimensione spazio-temporale.

La distorsione spazio-temporale

Lo sguardo rivolto verso una pianura con campi di un colore verde intenso.
Poi una corsa sopra gli alberi, liberi di volare e osservare il paesaggio.

Poi un tramonto che minaccia tempesta, chissà dove, nel tunnel spazio-tempo.
Chissà dove.

Il ritorno alla rocca e alle viuzze del paese.
Di nuovo le case dipinte a colori accesi, intensi, densi, come se gocciolassero il colore stesso.

La chiesa in stile barocco

Una chiesa imponente, severa, a vederla da fuori; con un campanile che pare toccare il cielo, per poi sprofondare all’interno dell’edificio e rivelare un ambiente ricchissimo di decorazioni, in stile barocco, caldo.
Oserei dire: sensuale, se non si trattasse di una chiesa.

L’impressione è comunque di calore. Quegli stucchi, quegli affreschi, non sono freddi, non sono severi, non incutono timore, come potrebbe essere, ad esempio, per un edificio in stile romanico.

Si ritorna quindi a una dimensione quotidiana.
Passeggiando sotto un portico che pare non avere fine, si termina la visita osservando la propria ombra pedalare in bicicletta.

Il viaggio è finito. Peccato!.

Ironia della sorte. Banalità quotidiana. Il viaggio fantastico è terminato.

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Longitude,Latitude,Name
11.305475783043645,44.71198509121888,”La Rocca XV Sec -Pieve di Cento BO”

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Riferimenti

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19 Dinosauri – Parco della preistoria

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Dinosauri – Parco della preistoria
San Lazzaro di Savena
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Uuhh! che emozione!

Un parco della preistoria a due passi da Bologna!
Dinosauri a grandezza naturale! E mostrano i denti!

Con un pizzico di fantasia si può immaginare di perdersi in una radura in un bosco, seguendo un sentiero malamente accennato, circondati da alberi alti e fitti. Un luogo ideale per tendere agguati. Solo che il cacciatore è il dinosauro, e la preda è l’essere umano.

E trovarsi immediatamente circondati da animali preistorici, udire l’orribile richiamo di caccia: c’è odore di carne, di carne umana!

Ma dove sono quei dinosauri? Ormai mi sono perduto nel bosco.

Mi affretto a correre lungo il sentiero, mentre il respiro si fa affannoso; la paura mi blocca le articolazioni.

Quegli animali preistorici sono sempre più vicini. Li sento dietro le mie spalle, li avverto in lontananza, mentre un vago rumore di insetti giganteschi s’insinua nelle mie orecchie.

Non ho più fiato, ormai. Ho corso tanto. Sono giunto a uno stagno di acqua bassa. Dovrei attraversarlo, ma come? Chi si azzarda a mettere i piedi in acqua?

Ma la visita è finita. La paura lentamente svanisce, e con essa si dissolve anche il Parco della Preistoria di San Lazzaro di Savena, a Bologna.

E’ stato bello, però.

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Longitude,Latitude,Name
11.40203341111266,44.46854909762127,”Parco della preistoria – San Lazzaro di Savena BO”

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Nota: alcuni suoni sono presi da https://freesound.org/

 

18 Pieve romanica di Sala Bolognese – XI Sec

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Pieve di S.Maria Annunziata a Sala Bolognese – XI Sec

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Mi sto appassionando all’arte romanica in Emilia Romagna.
Ecco un esempio più unico che raro di quest’arte, a due passi da Bologna.

La Pieve di Santa Maria Annunziata a Sala Bolognese è una delle chiese in stile romanico-lombardo meglio conservate della provincia di Bologna.

Risale all’XI secolo la struttura principale, ma risulta costruita sui resti di una chiesa più antica, forse del V secolo.
A sua volta, la chiesa antica era in origine un tempio pagano, trasformato in chiesa cristiana fra V e VI secolo.

Una croce bizantina, a mosaico, incastonata sul muro delle austere scale in pietra che salgono all’altare, testimonia il rito dell’esorcismo della croce, documentato dalla fine del periodo pagano, per il passaggio di un edificio pagano al cristianesimo.

La mensa dell’altare è costituita da una lastra di marmo dove è scolpita una testa di divinità pagana con corna di ariete, Giove Ammone, sulla quale, scalpellando l’effigie, è stata ricavata la croce.

La cripta sottostante, presenta gli archi dipinti con simboli di epoca paleocristiana.

In prossimità della porta d’ingresso, si conserva l’antica vasca battesimale per immersione, di marmo rosso di Verona.

Digressione sul tema del battesimo per immersione

Il battesimo per immersione è una delle cerimonie più antiche della religione cristiana, testimoniata anche dal Vangelo, nell’episodio del battesimo di Gesù sul fiume Giordano.

Oggi il rituale del battesimo cristiano consiste nel versare acqua santa sulla testa del battezzando, ma Gesù stava invece dentro al fiume, immerso nell’acqua.

Il battesimo per immersione, oltre ad essere un rituale ebraico, era anche il rituale dei fedeli delle antiche religioni gnostiche, assai avversate dal Cristianesimo dei Padri della Chiesa, che hanno scritto libri e libri contro lo gnosticismo.

La mistica pagana tardo-ellenistica pure, aveva rituali di battesimo per immersione.
Nel testo “Corpus Hermeticum”, al capitolo IV, paragrafo 4, il discepolo Tat conversa con il sacerdote Ammone:

<< … >>
<< Perchè dunque, o padre, Dio non distribuì a tutti l’intelletto?>>
<<Poichè egli volle, o figlio, che questo prendesse dimora nelle anime come premio da conquistare.>>
<<E dove lo ha posto?>>
<< Dopo averne riempito un grande cratere, lo inviò sulla terra, quindi, scelto un araldo, gli ordinò di annunziare questo al cuore degli uomini: “Immergiti in questo cratere, tu che lo puoi, tu che credi che risalirai verso colui che ha mandato il cratere sulla terra, tu che sai per che cosa sei nato”. Questi dunque hanno accolto l’annuncio e sono stati battezzati nel Nous, questi hanno preso parte alla conoscenza e sono divenuti perfetti, poichè avevano ricevuto il Nous.>>
<< … >>

Perchè dunque, gnosticismo e mistica pagana erano tanto avversati dai Padri della Chiesa?

Perchè il Cristianesimo, se voleva affermarsi, doveva darsi una impostazione totalmente diversa dalle altre fedi allora esistenti, altrimenti avrebbe finito per presentarsi come una deriva di una religione che sarebbe confluita nuovamente nel paganesimo.

Ciò doveva essere evitato ad ogni costo.

Così oggi, il rituale del battesimo semplicemente versa acqua sulla testa del battezzando, che non sta immerso nell’acqua.

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Longitude,Latitude,Name
11.256833952350188,44.61646235385274,”Pieve Santa Maria Annunziata -Sala Bolognese BO”

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Riferimenti

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