5 Galassia spirale

Distorsione spazio-tempo

Galassia spirale

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Là! Quel puntino! Che cos’era?
Da quando aveva iniziato a vagare con la mente nello spazio più profondo, il tempo aveva perso significato. Si era dissolto.

Ma da qualche parte esisteva ancora una Terra. Il suo corpo era ancora là, e ogni tanto doveva tornare per rifocillarlo, ridargli energia.

Purtroppo, era così.
Poteva vagare con la mente, senza limiti di spazio e tempo, ma il suo corpo era pur sempre una entità materiale, soggetta ai limiti della materia a tre dimensioni.

E ora stava cercando quella Terra e quel corpo. Laggiù, verso quel pianeta azzurro che aveva intravisto. Quel piccolo pianeta azzurro che girava attorno a quel minuscolo sole giallo, alla periferia di quel braccio di galassia a spirale.

Si avvicinò, osservando le terre emerse.
Si avvicinò ancora.

C’era un bosco. C’era un edificio. Un vecchio edificio con una torre.
Perchè lo aveva raggiunto? Che significato poteva avere? Quell’edificio non apparteneva alla sua storia.

Eppure era così misterioso, così affascinante.
Ma non era la sua epoca, quella. Lui viveva in un’epoca ben più vorticosa di gente indaffarata e sempre in ritardo sulla tabella di marcia.

Quel luogo, quell’edificio invece, sembravano sospesi. Cristallizzati in un’epoca passata.

Ma perchè continuava a pensare in termini di tempo lineare?
Lo scorrere del tempo non aveva significato, finchè continuava a vagare con la mente.

Si sforzò di proseguire.
Doveva ritrovare la sua epoca e il suo corpo. Doveva rifocillarsi.

Buona visione.

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4 Tunnel del tempo

Distorsione spazio-temporale

Tunnel del tempo

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Così aveva deciso di andarsene e di seguire il Tunnel Del Tempo verso quel mondo dove le dimensioni dello spazio si sovrapponevano, e dove il tempo si cristallizzava in forme decomposte e frammentate.

In fin dei conti, ripensando a ciò che lasciava, di cosa avrebbe dovuto lagnarsi?
La sua vita, dal punto di vista sociale, era stata un fallimento.

L’adolescenza

Durante l’adolescenza, i suoi amici gli facevano gli scherzi perchè pensavano che lui fosse un povero idiota, indegno della loro compagnia. In quel periodo gran parte del tempo l’aveva trascorsa in solitudine. Prendeva la sua moto e se ne andava in giro in montagna, cercando le vette più alte, i campi incolti, i sentieri nascosti.

Il periodo lavorativo

Poi era venuto il periodo del lavoro, l’inserimento nella società.
All’inizio si era trovato bene. I lavori svolti si erano conclusi con successo. Ma in seguito aveva dovuto licenziarsi perchè l’azienda aveva cambiato sede, si era trasferita a centinaia di chilometri di distanza.

Nel nuovo posto di lavoro, aveva fatto la conoscenza dell’ipocrisia che domina fra colleghi di lavoro.
I colleghi arrivavano, gli offrivano collaborazione, ma era soltanto per potergli caricare sulle spalle quelle mansioni pericolose e impossibili che loro non volevano fare. Quelle mansioni si sarebbero potute portare al successo se solo si fosse accettato di collaborare ed essere solidali. Ma quei colleghi volevano solo scaricargli addosso fastidiose responsabilità.
Anche loro pensavano di essere i più furbi e pensavano che lui fosse un povero idiota, di cui approfittare con poca fatica e grande vantaggio.

Così, quando poteva, se ne andava in qualche posto disabitato e camminava in solitudine, osservando la magnificenza della natura che si presentava ai suoi occhi, che si lasciava toccare dalle sue mani, che si lasciava annusare attraverso il profumo dei fiori e dell’erba.

L’amore

Anche i rapporti con l’altro sesso erano sempre finiti in grandi ipocrisie.
Quelle femmine così gentili e sorridenti, non perdevano mai occasione di sbatterti in faccia la propria merce, ma senza possibilità di riscatto. Le sentiva sempre parlare di amore, di amori non corrisposti, di sentimento languido e struggente.

Ma di te, di ciò che eri, di ciò che sentivi, di ciò che volevi condividere, non importava loro niente.
Se potevano, ti usavano solo per soddisfare la propria vanità: guarda come sono bella!

Di nuovo, allora, si rifugiava, in solitudine, sulla vetta di una montagna; oppure percorreva un campo incolto, percependo il fruscio dell’erba sulle sue gambe; condividendo, con gli insetti indaffarati, il profumo di un fiore appena sbocciato.

La fuga

In conclusione, non aveva proprio nulla da rimpiangere per il mondo che stava lasciando, tranne per la bellezza della natura e l’infinita perfezione di ciò che essa aveva creato.
Quella perfezione che oggi era minacciata dalla incontenibile superbia e arroganza degli esseri umani, che consideravano il loro pianeta come un oggetto da sfruttare e fare commercio.

Il mondo in cui si stava inoltrando, invece, non aveva limiti di spazio, non aveva limiti di tempo.
In un attimo poteva raggiungere i confini dell’Universo e affacciarsi per osservare un altro Universo dislocato in una nuova dimensione, in una realtà mai immaginata prima.

Là dove le tre dimensioni del vecchio mondo erano cosa goffa e ridicola. Erano argomenti su cui costruire barzellette e aneddoti da raccontare la sera fra i bagliori delle fiamme di un camino acceso.

Buona visione.

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3 Galassia M57

Distorsione spazio-temporale

Galassia M57

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Fece ciò che da tempo aveva meditato di fare.
Compiere il salto verso l’altra dimensione, verso quella remota galassia da cui erano venuti i messaggi che finalmente aveva decodificato.

Sedette quindi davanti alla porta chiusa, attese i trenta secondi richiesti e… il suo mondo era sparito.

Dissolto. Scomparso. Perduto nelle nebbie del tempo.

… “il tempo è come un’ombra che macchia la splendente impronta luminosa dell’eternità” …

Così era scritto nei codici.
Perciò aveva deciso di andare a scoprire quale fosse il vero significato di quella ermetica frase.

Buona visione.

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2 Percezione antimateria

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Percezione antimateria

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Questa volta non c’erano dubbi
Una nuova dimensione si stava formando al limite dell’anti-universo conosciuto.
Un buco, dicevano gli scienziati. Un buco di materia positiva.

Ma si sbagliavano. Non era un buco, ma la formazione di un nuovo universo. Un universo positivo.

E quegli strani fenomeni avevano un effetto pure sull’anti-universo fino ad allora conosciuto.
Immagini di un mondo fatto di cieli azzurri e vaste terre ricoperte di piante dalle chiome verdi cominciava ad inserirsi fra i paesaggi viola e rosso del nostro anti-mondo conosciuto.

Da dove giungevano quelle immagini? Era forse l’effetto prodotto dall’ultima tempesta anti-solare, quella che si era abbattuta sul nostro anti-mondo? Era forse stato quel misterioso tornado a spirale, quello che aveva aperto la via al mondo di materia positiva?

Avevamo sempre vissuto in un universo di antimateria, è vero, ma ora lo spazio-tempo si stava deformando, là fra le anti-galassie più lontane. L’intrusione di materia positiva rivelava nuove dimensioni, e gli effetti si vedevano già.

Nel mondo che si stava aprendo ai loro occhi, le piante avevano le chiome rivolte in alto e le radici saldamente ancorate in basso.
Nel nostro mondo di anti-materia invece erano le chiome ad ancorarsi al terreno, mentre le radici si protendevano verso l’alto.

L’anti-tempo stava cambiando. Frammenti di tempo lineare si stavano sovrapponendo al tempo discontinuo che era sempre stato il caposaldo del nostro mondo di antimateria.

Era forse la fine delle nostre certezze?

Era invece l’inizio di una nuova era positiva?

Buona visione.

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1 Distorsione spazio-tempo

Distorsione spazio-temporale

Distorsione spazio-tempo

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Strani fenomeni pare stiano accadendo in varie parti del mondo.
Le immagini percepite dall’occhio, paiono dissolversi e riconfigurarsi in forme mai osservate prima d’ora.

Dicono che incredibili infiorescenze e colori insoliti siano apparsi improvvisamente mentre si stava osservando un cespuglio coperto di ghiaccio.

Il panorama osservato cambia improvvisamente, e l’occhio percepisce immagini come provenienti da un’altra dimensione.

Gli scienziati ipotizzano che il continuum spazio-temporale abbia cominciato a rallentare, provocando da un lato una frammentazione delle immagini e una cristallizzazione in forme inusuali; dall’altro aggiungendo e alterando i colori in immagini mai osservate prima d’ora da occhio umano.

Ciò che non si era preso in considerazione, che cioè il tempo non sia un continuum lineare e stabile, sembra trovare giustificazione nelle frequenti e ormai incessanti testimonianze di queste e altre distorsioni apparse agli occhi degli osservatori.

Là dove c’era un fiume, ora i colori si sono dissolti in immagini di strane onde visive di luoghi inimmaginabili; come se improvvisamente la realtà nostra diventasse quella di qualche altro osservatore in chissà quale angolo dell’Universo.

Veramente le cose stanno cambiando.

Pure i paesaggi terrestri assumono colori insoliti, mentre strani bagliori accompagnano l’inizio di ogni nuova distorsione spazio-tempo.

Buona visione.

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Clifford Simak – Il villaggio dei fiori purpurei

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Introduzione

Una tranquilla cittadina, dove non succede mai niente. C’e’ un uomo, ha tentato di farsi strada nella vita, ha rincorso il successo, ma con risultati discutibili. E poi c’e’ la ragazza del liceo, ritornata al paese natale dopo diversi anni, quella ragazza che era stata l’amore giovanile degli anni passati, quando la vita comincia e i sentimenti sono freschi e frizzanti. Ma c’e’ anche l’ubriacone, che pero’ rivela una grande sensibilita’ agli affetti e all’amicizia. E’ una galleria di personaggi particolari che tuttavia mostra una caratteristica in comune: la propensione al fallimento, sia sentimentale o economico, o sociale. E ci sono i fiori: belli, rossi, grandi…

Quando lessi il romanzo ero un ragazzetto e rimasi colpito dalla poesia che emanava da questo racconto. Era una fantascienza tutta particolare, commovente, sentimentale, e stimolava le mie piu’ profonde aspirazioni a condividere e socializzare. Ero nauseato dai mostri orripilanti, dagli alieni spietati, dalle invasioni della Terra e dallo sterminio ingiustificato da parte di alieni senza scrupoli. Ma ero nauseato anche dalle invasioni dei Terrestri in mondi alieni, fatte a suon di sfruttamento commerciale, razzia di materie prime, schiavitu’ di popolazioni locali. Pure mi davano il voltastomaco quelle false storie di presunto Medioevo prossimo venturo, storie architettate al solo scopo di compiacere un pubblico che vuole leggere di squartamenti, torture, violenze.

Beh, diciamo che ho un po’ esagerato l’atteggiamento di certa letteratura fantastica, ma il sospetto di un sottile compiacersi nel raccontare storie truculente tuttavia rimane. Ma questo romanzo e’ diverso.

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Succo di Urtica - pubblicita' anni '50

L’evento

Chi o che cosa ha improvvisamente racchiuso la cittadina di Milville dentro una cupola trasparente che impedisce da fuori di entrare e da dentro di uscire, isolando le genti al suo interno e spaventando a morte coloro che vedono il fenomeno da fuori di essa?

Perche’ l’idea di fondo e’ questa: cosa succederebbe se un giorno scoprissimo di essere rimasti intrappolati dentro una cupola trasparente che impedisce il passaggio alla vita, ma solo ad un certo tipo di vita; alle cose, ma solo ad un certo tipo di cose; e tutto senza una ragione evidente?

La stessa idea e’ stata ripresa dall’autore Stephen King nel suo romanzo “The Dome”, ma con sviluppi differenti. Di questo suo romanzo ho visto solo una parte della riduzione televisiva e, con tutto il rispetto per le produzioni altrui, ho riscontrato il solito compiacimento nella descrizione di eventi truci. Ne do’ la colpa alla riduzione televisiva, non a Stephen King, scrittore di tutto rispetto.

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I tipi vincenti

Qui invece si inizia un sottile esame dei personaggi intrappolati all’interno. Si cominciano a dipanare i tipi psicologici e in cio’ Simak e’ indiscutibilmente un maestro. Bisogna anticipare subito che i tipi vincenti del romanzo sono i perdenti della vita come la osserviamo ai nostri giorni.

C’e’ Brad, impiegato fallito che ha tentato la fortuna con la compravendita di terreni ma e’ rimasto schiacciato dalla crisi dell’agricoltura nelle piccole comunita’ agricole. Poi c’e’ Stiffy Grant, l’ubriacone del villaggio, che rivela pero’ strane capacita’ sensitive e premonitrici. E Tupper Tyler, il ragazzo diversamente abile ma dotato di straordinarie capacita’ di comunicazione in senso non-verbale, oltre alla capacita’ di riconoscere gli amici sinceri da coloro che approfittano delle sue difficolta’ per deriderlo. E pure l’industriale privo di idee che, sull’orlo del fallimento, improvvisamente si ritrova nella mente progetti straordinari ed efficaci, gia’ pronti e completati.

Tutti questi perdenti diventano i protagonisti della vicenda. Saranno loro a salvare l’umanita’ dal disastro previsto.

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Le conseguenze disastrose

Perche’ quella cupola non puo’ che portare guai, soprattutto se al di fuori di essa sta gente priva del senso delle proporzioni e disposta ad usare sempre i mezzi piu’ drastici per risolvere il problema. Cosi’ si profila per gli abitanti intrappolati all’interno la possibilita’ che si debba usare una bomba atomica per distruggere quella maledetta cupola che, dal momento in cui e’ comparsa, ha pure iniziato ad espandersi lasciando ai bordi una striscia circolare di terra arata su cui sono piovuti chissa’ da dove dei semi. E’ l’inizio di una invasione aliena? Invero e’ assai strana questa invasione di minuscoli semi vegetali. Mentre ai bordi esterni della cupola si ammassano dispiegamenti di forze militari, in perfetto stile Stati Uniti, con carri armati, mezzi blindati, soldati super equipaggiati e generali intransigenti, all’interno il nostro protagonista, Brad, l’impiegato-commercialista inconcludente, e’ testimone di eventi strani.

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L’intreccio dei misteri

Dopo che dall’ufficio di Brad sono venuti a requisirgli il telefono per morosita’, Cipria Paglieririentrando in ufficio, Brad ne vede un altro, ma non ha il filo e non ha il disco per formare i numeri. Ah, quanto mi piace questa ingenuita’ di Simak che agli inizi degli anni ’60 ha immaginato un telefono cellulare come una diavoleria aliena! Questo “strano telefono”, senza filo e senza disco tuttavia funziona, ma all’altro capo non si sa bene chi ci sia. E davvero e’ sempre un’incognita, soprattutto se non possiedi un display che ti dice qual’e’ il numero chiamante ed eventualmente il nome della persona che chiama. Si’, e’ vero, e’ sempre fonte di mistero quando all’altro capo c’e’ uno sconosciuto che oltretutto ti chiama per nome e cognome e ti invita ad andare a parlare con tizio e con caio senza spiegarne i motivi.

Se poi Tizio e’ l’imprenditore con le idee portentose che come prima mossa consegna a Brad una busta con dei soldi offerti gratuitamente, soldi che potrebbero farlo emergere dai debiti immediatamente, il mistero si infittisce ancora di piu’.

Tornando a casa, dopo che l’imprenditore gli ha confessato che le sue idee vengono dal nulla e nascono nella sua mente come se qualcuno o qualcosa gliele avesse trapiantate, Brad incontra Tupper Tyler, il ragazzo diverso con problemi di comunicazione, improvvisamente ricomparso dopo che era stato dato per disperso dieci anni prima. Ma da dove era venuto? Ma soprattutto dove se ne era andato, poiche’ dopo una breve conversazione con Brad, Tupper si inoltra nell’aiuola e scompare in mezzo al gruppo dei fiori purpurei.

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I fiori

E cosi’ cominciano a delinearsi i contorni della vicenda, poiche’ in tutte quelle stranezze alla fine i misteriosi fiori purpurei hanno sempre qualcosa a che fare, o perlomeno sono sempre presenti li’ dove sono i piu’ strani personaggi. I fiori sono nella villa dell’imprenditore, sono attorno alla baracca di Stiffy l’ubriacone, sono nella serra di Brad, poiche’ il padre di lui era stato un giardiniere e un giorno, di ritorno dal bosco, aveva portato a casa alcune piante di questi fiori, sconosciuti, mai visti sulla Terra, una specie nuova.

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Il legame fra Terrestri e Alieni

Il padre di Brad si era preso cura di queste piante, come tanti di noi facciamo quando vediamo un bel fiore. Li aveva messi nella serra e questi erano cresciuti e si erano moltiplicati. I fiori avevano avvertito il sentimento di amore che spingeva quell’uomo a prendersene cura, e se ne erano ricordati. Poiche’ essi erano l’avanguardia di una invasione aliena, una invasione pacifica, produttiva, scambievole e mutuamente equilibrata. I fiori avevano una profonda conoscenza tecnica e culturale, grazie all’insieme delle radici che costituiva una specie di immenso contenitore di dati, un computer biologico. Erano in grado di modificarsi parzialmente dal punto di vista genetico, conoscevano il tempo cosi’ come gli umani iniziavano a conoscere lo spazio. Erano giunti sulla Terra perche’ gli umani avevano dimostrato di amarli e apprezzarli, proprio grazie all’esperienza avuta col padre di Brad che, in pratica, li aveva adottati. Ora avevano deciso di dichiararsi esplicitamente e di offrire la loro collaborazione. In cambio della possibilita’ degli umani di costruire manufatti grazie all’uso delle mani, essi fornivano la loro immensa cultura e conoscenza tecnologica accumulatasi nel corso di miliardi di anni trascorsi dal momento in cui una precedente civilta’ aveva deciso di trasformarli da semplici fiori a strumento di memorizzazione di dati.

E’ questo il patto di collaborazione che i fiori dichiarano a Brad e chiedono che lui sia il loro portavoce in questo tentativo di comunicare all’umanita’ le loro intenzioni.

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Le difficolta’

Ma le difficolta’ sono immediatamente evidenti. Gli umani sono sospettosi, intransigenti, incapaci di vedere al di la’ di loro stessi. Ci puo’ essere collaborazione la’ dove si applicano i propri schemi culturali per comprendere qualcosa di alieno? C’e’ mai stata comprensione delle civilta’ dell’America Latina quando gli Europei sono sbarcati nel continente americano? Quale e’ stata la convivenza fra Europei e Indiani nel Nord dell’America? Quale comprensione fra civilta’ europea e civilta’ araba nel corso del Medioevo e oltre fino ai nostri giorni?

Beh, le domande sono tante. Potrei continuare con altri casi, ma mi astengo per pudore e malinconia.

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Una via di uscita

Naturalmente queste difficolta’ sono ben delineate e adombrate da Simak anche in questo romanzo.

Insetticida FLITEgli e’ ben consapevole dei difetti di noi umani. Ma a questi contrappone una forte volonta’ di risolvere pacificamente le controversie. La volonta’ viene dalla propria cultura, da secoli di tentativi per addomesticare il nostro spirito bellicoso attraverso l’uso della ragione, l’uso della fiducia. Armi? Beh, si’, ma per difendersi di fronte ai soprusi. L’uso delle armi in nome di una azione preventiva, che abbiamo sperimentato attraverso le strategie militari di questi ultimi anni, non ha dato i risultati sperati di un aumento della pacificazione globale. Anzi, sembra aver dato la stura alle peggiori aberrazioni della psicologia umana, come se improvvisamente fossimo ripiombati indietro di qualche millennio.

Cosi’ e’ anche nel romanzo di Simak. E si profila una guerra. La guerra preventiva, la guerra globale, sono pero’ la tragica conseguenza della prossima estinzione dell’umanita’, estinzione dimostrata e visivamente anticipata nel momento in cui Brad viene prioettato in un mondo temporalmente alternativo in cui i Fiori si sono sviluppati la’ dove gli esseri umani si sono estinti per loro propria volonta’, intransigenza e miopia intellettuale.

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Conclusione

Che altro dire? Sembra quasi un romanzo profetico delle difficolta’ osservate ai nostri giorni, a distanza di cinquanta anni da quando e’ stato concepito e scritto. Rimane da mettere in evidenza l’amore, quell’affetto che ha spinto il padre di Brad a prendersi cura di quelle povere piante smarrite. Sarebbero scomparse se lui non le avesse portate nella sua serra. Ora i Fiori sono tornati, decisi a offrire gratuitamente la propria collaborazione. Tutti coloro che hanno coltivato quei fiori nel villaggio, durante gli anni passati, l’hanno fatto inconsapevolmente, spinti da un comune senso di amore e cordialita’ fra specie diverse, quella collaborazione che ti fa sempre sperare che un giorno forse il favore potrebbe esserti ricambiato, magari non a te ma alle tue generazioni future. Un giorno forse potresti essere tu ad avere bisogno di qualcuno, la’ dove oggi semini la tua fiducia per gli altri offrendo gratuitamente un aiuto.

Perche’ l’aiuto offerto dal padre di Brad ai fiori e’ stato gratuito, attinto dalle migliori qualita’ degli esseri umani: fiducia, collaborazione, volonta’, intelletto.

  • Ci vuole sempre un pizzico di fiducia per risolvere una difficile situazione.
  • Un esempio di collaborazione e’ sempre piu’ efficace di una guerra preventiva.
  • La volonta’ e’ il grilletto che innesca la miccia intellettuale. Senza la volonta’, qualsiasi ragionamento che dimostri la bonta’ e l’efficacia di una azione, sarebbe sterile e arido.

Una civilta’ e’ tale quando supera i particolarismi interni e offre collaborazione. Cosi’ sono anche i Fiori nel momento in cui decidono di rivelarsi agli umani. Essi offrono conoscenza, collaborazione, mutuo rispetto, in cambio di quelle capacita’ tecnologiche tipiche della nostra civilta’ terrestre.

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Note sparse

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Clifford Simak – Qui si raccolgono le stelle

Qui si raccolgono le stelle

di Clifford Simak

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qui Sommario

 

Terrestri e no

Introduzione

Il protagonista nel suo aspetto sociale

Profetica anticipazione di Internet

Gli uomini non sono ancora pronti

L’esplorazione del cosmo interiore

L’altro universo: i diversi

L’altro universo: il mondo femminile

Le forze del cosmo

Conclusione

Riferimenti

 

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qui Introduzione

Lassu’, sulle colline che circondano un piccolo paese di una tranquilla regione a prevalente sviluppo agricolo, si mormora che esiste un uomo dall’aspetto di un quarantenne, ma che dai dati anagrafici potrebbe avere almeno un secolo di vita. Cio’ suscita un crescente moto di curiosita’ nella comunita’, che spinge qualcuno ad ingaggiare un investigatore privato per spiare le abitudini di questo misterioso individuo.

Le prime indagini giungono ad un nulla di fatto e i misteri e le stranezze si infittiscono giorno dopo giorno. La fattoria in campagna, dove l’uomo abita, sembra immune dagli insulti del tempo; non solo, l’uomo pare vivere in una stanzina minuscola adiacente al fabbricato mentre il resto dell’edificio sembra ricoperto da una pellicola resistente a qualsiasi agente esterno e oltretutto le sue finestre si mostrano opache a qualsiasi occhio indiscreto che tenti di sbirciarvi all’interno.

Gli elementi per imbastire una buona trama per un romanzo di fantascienza ci sono gia’ tutti e sono piu’ che sufficienti. Ma Simak, da bravo scrittore, non si ferma alla trama e comincia a delineare il suo misterioso personaggio all’apparenza immortale.

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qui Il protagonista nel suo aspetto sociale

Enoch e’ un personaggio solitario, contemplativo, attento alle vicissitudini che scuotono il mondo, ma in qualche modo perennemente estraneo ad esse. E’ interessato ai progressi della scienza ed e’ abbonato da oltre ottanta anni ad una prestigiosa rivista scientifica, tanto che lo stesso direttore gli aveva inviato per lettera i suoi personali complimenti, esprimendo tuttavia il desiderio di sapere come avesse potuto mantenere l’abbonamento a lui intestato per cosi’ lungo tempo.

Ormai Enoch sa che il suo segreto non puo’ essere mantenuto a lungo e presto il mondo sarebbe venuto a conoscenza di cio’ che egli nasconde nella casa. Essa infatti e’ stata trasformata in una stazione di transito per i passeggeri che si spostano da tutti i mondo della galassia, in una ordinata babele di incontri scientifici e culturali che hanno infinitamente accresciuto le capacita’ di progresso dei popoli che hanno aderito a questa rete di connessioni intergalattiche.

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qui Profetica anticipazione di Internet

E’ una sorta di Internet a livello galattico quella che viene anticipata da Simak. Il romanzo, pensato e scritto verso la fine degli anni ’50 del secolo scorso, esprime l’anelito delle genti di allora a superare le barriere imposte dalla lontananza fisica degli individui e un vivo desiderio di incontrarsi e conoscersi, ora che la guerra e la discordia sembrano definitivamente sconfitte e si fa strada la convinzione che la scienza e la tecnica possano finalmente avviare l’umanita’ verso un radioso sentiero costellato di progresso e civilta’.

Era una ingenua illusione quella degli uomini di allora, ma degna di tutto il mio rispetto e ammirazione. Oggi, dopo oltre cinquanta anni, posso confermare che gli scambi culturali si sono realizzati, attraverso Internet, ma il progresso infinito e quel radioso sentiero di civilta’ non si sono realizzati. La fatica di vivere non e’ alleviata, le macchine non hanno diminuito gli orari di lavoro degli uomini, ne’ gli uomini sono piu’ felici oggi rispetto ad allora.

Questo senso di sconfitta, questa disillusione di fondo, fanno parte dei pensieri di Enoch e indirettamente riflettono le preoccupazioni dello scrittore stesso. Nonostante l’ammirazione per i progressi scientifici in atto, Simak non crede che la sola scienza possa esprimere la totalita’ dell’essere umano, ed inizia a delineare una sorta di esplorazione interiore.

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qui Gli uomini non sono ancora pronti

Enoch vorrebbe comunicare al mondo le proprie scoperte, frutto dei reiterati contatti Enoch e lo straniero con le genti che hanno transitato per la stazione terrestre, ma si trattiene dal farlo perche’ ritiene che gli uomini non siano ancora pronti, troppo rissosi e primitivi per affrontare l’incontro con civilta’ superiori. Gli uomini sono troppo egoisticamente avvolti nei propri interessi per accorgersi che intorno a loro si muove un universo di popoli e civilta’ altrettanto interessati a conoscersi e confrontarsi.

Gli uomini non sono ancora pronti. E’ questa una costante e un luogo comune di tanti romanzi di fantascienza. Forse fa parte della natura umana quella sensazione di non essere all’altezza delle aspettative di cui si viene investiti, forse affonda le radici nella perenne incertezza, nella costante consapevolezza della fragilita’ dell’esistenza umana e in una atavica paura dell’ignoto.

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qui L’esplorazione del cosmo interiore

Se, agli elementi di cui sopra, si aggiunge anche l’egoismo derivante dal naturale istinto di sopravvivenza degli individui, si puo’ avere ragione delle lacerazioni interiori che attanagliano il personaggio di Enoch, che vorrebbe aprirsi al mondo ma teme che l’ondata di ritorno possa travolgerlo e di questa sua incertezza ne da’ colpa al mondo esterno, che appunto “non e’ ancora pronto”. Ma l’esplorazione interiore prosegue e il lettore viene via via trascinato nel vortice dei suoi pensieri.

Enoch e’ un contemplativo, ammira l’armonia della natura che lo circonda, come ammira l’armonia del cosmo, e il fascino delle stelle lontane la cui luce brilla fino a riscaldare il suo duro cuore di uomo, che essendo stato pure un soldato, ha conosciuto gli orrori della guerra. Enoche e’ un abitudinario: Come tutti gli individui solitari, la passeggiata che fa tutti i giorni lo conduce sempre sul solito sentiero, quello che giunge fino al fiume, dove l’acqua che scorre e’ per lui simbolo dello scorrere della vita degli esseri umani, e il fiume assume l’aspetto di un vecchio saggio che osserva gli uomini rincorrere inutilmente i propri desideri, senza riconoscere il pregio delle piccole cose che li circondano. Queste piccole cose sono i fiori che sbocciano, il calore del sole sulla pelle, la pioggia che rinnova ogni volta lo spettacolo della vita che risorge.

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qui L’altro universo: i diversi

Solo un’altra persona oltre a lui, riesce a penetrare il mistero della vita, Qui si raccolgono le stelle ma piu’ di quanto lui possa, lei riesce anche ad imbrigliarne le oscure forze taumaturgiche convogliandole verso una inspiegabile capacita’ di guarigione. Questo personaggio meraviglioso e’ una fanciulla, che pero’ e’ muta. La diversita’ la rende handicappata, ma le da’ la possibilita’ di sviluppare quelle potenzialita’ latenti altrimenti offuscate dal preponderante uso che gli uomini fanno della comunicazione verbale. Si’, perche’ ammettiamolo, l’handicap ce l’hanno gli uomini cosiddetti “normali”, miseramente e pateticamente soli nonostante tutto il loro comunicare; mentre la fanciulla partecipa dello spettacolo della creazione e ne e’ artefice a sua volta, avendo sviluppato la facolta’ di immergersi nel cosmo della natura circostante per estrarne le capacita’ di guarigione e le forze benigne di cui la natura e’ dispensatrice.

E’ una costante dei romanzi di Simak quella di attribuire le migliori capacita’ al popolo dei derelitti, alla massa degli oppressi, alla folla dei perdenti, a coloro che vivono ai margini della societa’, come appunto Enoch e la fanciulla sordomuta. Saranno loro due infatti a togliere l’umanita’ dai pericoli che incombono e che si mostreranno evidenti nel seguito del romanzo.

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qui L’altro universo: il mondo femminile

Se l’affetto e la stima di Enoch sono riservati alla fanciulla sordomuta, l’amore viene delineato dal personaggio di Mary. Lei e’ la donna dei sogni di ogni uomo: graziosa, comprensiva, dolce e sensuale, mai volgare, si muove con grazia ed eleganza nella stanza e spande intorno a se’ un inebriante e fragrante profumo.

Mary e’ tanto perfetta da rivelarsi immediatamente irreale, cosi’ irreale da rivelarsi per un ologramma, una immagine tridimensionale della fantasia umana. Mary e’ resa concreta da uno speciale meccanismo offerto in omaggio a Enoch da parte di coloro che hanno installato la stazione terrestre intergalattica.

E cosi’, anche il perfetto amore e’ irraggiungibile. Pur essendo Mary una donna reale, Enoch non puo’ toccarla e appena tenta di afferrarla, questa si ritrae e si nega. Ma c’e’ un epilogo, che non voglio rivelare per non togliere al lettore il piacere della sorpresa.

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qui Le forze del cosmo

Ma non tutte le forze che si muovono nel cosmo sono belle e buone, non tutti i popoli della galassia sono docili e amabili. Presto si scoprira’ che il quadro idillico di una umanita’ felicemente immersa nel cosmo e nella natura, viene deturpato da una oscura forza disgregatrice cui fa da argine una misteriosa forza benigna rappresentata dal “talismano”, una sorta di “deus ex machina” che pero’ manca di un individuo che sia in grado di manovrarlo e il talismano giace percio’ inutilizzato. Ma forse qualcuno c’e’ che puo’ farlo funzionare.

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qui Conclusione

La sensibilita’ contemplativa di Enoch non riesce ad evolvere verso una sensibilita’ religiosa. La meraviglia dell’essere umano di fronte allo Enoch e Mary spettacolo della vita e del cosmo non trova soluzione nel riconoscere in cio’ una superiore intelligenza, un disegno superiore che sfugge tuttavia alle capacita’ intellettuali umane. Questa sensibilita’ religiosa, che pervade il romanzo, viene identificata un po’ ingenuamente nel talismano, una sorta di meccanismo, un oggetto materiale e non una intelligenza soprannaturale.

Non era scopo del romanzo affrontare questo tema. Lo scrittore si limita ad osservare stupefatto lo spettacolo del cosmo e lascia intravedere l’evoluzione intellettuale che questa meraviglia suscita in lui. Spetta al lettore la liberta’ di proseguire il percorso e trarre la conclusione, se lo desidera.

Mi e’ sempre piaciuto questo romanzo, quasi privo di azione, ricco di considerazioni psicologiche. Gli alieni sono buoni, docili, caratterizzati da una profonda cultura che li rende saggi, interessanti. L’Universo, con i suoi mondi riccamente popolati, e’ quasi interamente dominato da genti interessate alla natura, alla scienza, alle arti. Simak non dice quale deve essere il cammino di civilta’ dell’uomo, ma lascia intravedere che, una volta sconfitto il problema della sopravvivenza, una civilta’ si definisce tale quando riesce a dedicare il maggior tempo possibile alla conoscenza e alla professione delle arti creative.

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 Riferimenti

Altri commenti

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Robert Silverberg – Mutazione

Robert Silverberg – Mutazione

Introduzione

Ecco un viaggio sentimentale che si trasforma via via in un viaggio di purificazione.

Mutazione, il titolo dato alla versione italiana del romanzo, non rende minimamente onore a ciò che Silverberg voleva lasciare intendere. Ma anche il titolo originale Downward To The Earth (Declino per la Terra) Mutazione risulta assai enigmatico e incomprensibile, se non si tiene presente il concetto religioso di “miseria umana” per un corpo materiale fragile e soggetto alla morte, e di conseguenza l’escatologia offerta da una rinascita.

Mentre si avanza nella lettura, si scopre che quella semplice storia, iniziata sul filo dei ricordi, nasconde un intenso desiderio di rinascita, una voglia di abbandonare il proprio corpo di essere umano, fragile e soggetto alla morte, per rinascere… come? Più completo?

Forse in forma spirituale e non più materiale?
Dotato di una mente in grado di stare in comunione con tutti gli altri esseri spirituali?

Gundersen non lo sa quando ha deciso di ritornare sul pianeta Belzagor e rivedere i vecchi amici di una volta, scambiare con loro qualche chiacchiera e sentire come se la passano ora. Vuole anche rivedere Seena, la donna che ha amato e con la quale aveva fatto l’amore la notte delle cinque lune, la’ vicino alle Cascate di Shangri La.

Egli sa però che nel pianeta succedono code strane.

Le due razze intelligenti che vi abitano, sono composte di soli individui adulti. Dove sono i bambini?

E il rito della rinascita cui periodicamente si sottopongono, che roba è?

 

Il pianeta

Belzagor e’ un pianeta coloniale. Inizialmente conquistato e sfruttato dagli umani, era stato poi abbandonato una volta che le direttive politiche del pianeta Terra avevano impedito ulteriori ingerenze degli umani sulle popolazioni indigene. Ora su Belzagor sopravvivono i meccanismi automatici costruiti dagli uomini che provvedono al mantenimento dello spazioporto e dell’albergo in cui vengono ospitati i pochi turisti che giungono per visitare il pianeta. Ma ormai l’incuria e la foresta stanno avendo il sopravvento e il pianeta di giorno in giorno assume l’aspetto selvatico e naturale che aveva quando gli umani vi avevano fatto scalo la prima volta.

Gli indigeni

Due popolazioni indigene vivono sul pianeta, intelligenti, ma completamente prive del senso della scienza e della tecnica, caratteristica questa che ha fatto invece la storia degli uomini sulla Terra. Queste popolazioni infatti vivono ed hanno vissuto sempre allo stato naturale, incuranti della necessita’ di procurarsi da mangiare per vivere. La foresta ha sempre dato loro tutto cio’ di cui avevano bisogno e non hanno mai sentito la necessita’ di combattere e conquistare territori. Ma c’e’ dell’altro. La prima popolazione e’ prevalentemente erbivora, ha un aspetto molto simile agli elefanti terrestri, con proboscide, orecchie e zampe enormi, proprio come un elefante. Questa caratteristica fisica ha sempre istintivamente portato gli umani, sbarcati sul pianeta, a considerarli come animali, finendo per disprezzarli e sottovalutarli, anche se i Nildoror (cosi’ si chiama la popolazione elefantesca) sono comunque dotati di un linguaggio articolato in grado di esprimere concetti complessi e ragionamenti evoluti. La seconda popolazione invece e’ carnivora, di aspetto feroce, bipedi, ma con mani artigliate e denti a zanne che escono minacciosamente dalla bocca. Il corpo e’ muscoloso e massiccio, quasi tre metri di statura. Difficile, anche per questa seconda popolazione, non essere considerati alla stregua di animali, visto il loro aspetto rozzo e feroce. Eppure anche i Sulidoror (cosi’ vengono chiamati) possiedono un linguaggio e hanno intelligenza. Sono ottimi lavoratori, servizievoli e infaticabili.

Le due popolazioni indigene non si combattono fra loro, ma sembrano avere stabilito un tacito accordo di collaborazione e rispetto reciproco. Oltre alla stranezza della non belligeranza, della mancanza di tecnologia, dell’assenza di citta’ e strade, fra le due popolazioni non ci sono bambini, ne’ anziani, solo adulti di eta’ media. Periodicamente, i rappresentanti di entrambe le popolazioni sentono come un intenso desiderio di intraprendere un viaggio verso il Territorio delle Nebbie, un luogo posto a Nord e perennemente immerso nella nebbia, in cui si dice che avvengano strani riti di purificazione e di rinascita. Nessuno sa cosa avvenga in quei luoghi perche’ agli umani e’ proibito il passaggio mentre gli indigeni che si sono inoltrati la’, non sono piu’ ritornati.

Il viaggio sentimentale

Gundersen e’ intenzionato a ripercorrere i luoghi della passata esperienza su quel pianeta, ma anche vorrebbe conoscere cosa succede durante quei riti di rinascita, e capire cosa sia quella che gli indigeni chiamano “rinascita”, se sia cioe’ una semplice purificazione spirituale dall’intossicazione della civilta’, o se si spinga ancora oltre fino a coinvolgere l’intera struttura materiale e fisica di un individuo, come se si potesse abbandonare il proprio corpo e rivestirne un altro nuovo e privo dei disagi della vecchiaia e della morte. Con questi interrogativi che incessantemente gli occupano la mente, Gundersen intraprende il viaggio verso il Territorio delle Nebbie, ma lo fa costruendo delle tappe in ognuno dei luoghi in cui aveva vissuto gli anni addietro, quando era Governatore Coloniale, e in cui spera di incontrare i vecchi amici e informarsi sulle vicende della loro vita in sua assenza. Lo accompagna un Nildor che gli fa sia da guida indigena nella giungla selvaggia, come anche da cavalcatura, poiche’ si fa montare a cavallo come si fa per gli elefanti; e anche da compagno per conversare e scambiare opinioni.

Durante la prima tappa Gundersen giunge alla stazione nella giungla, ora in rovina, dove si estraeva il siero della longevita’ dal veleno dei serpenti, siero una volta destinato al ricco mercato terrestre dei prodotti contro l’invecchiamento e la morte. Questa ossessione degli esseri umani di poter sconfiggere la morte, pensa Gundersen, e’ oltremodo inopportuna e disumana. Eppure, egli pensa, questo siero aveva ridotto notevolmente la fase di invecchiamento riuscendo quasi a sconfiggere la morte. Quel veleno dei serpenti era veramente una pozione miracolosa, faceva ricrescere gli arti amputati, rigenerava le cellule necrotiche, ridava energia e vitalita’ a quei corpi consunti dalla vecchiaia. Ma ora la stazione era abbandonata e giaceva in rovina.

Il viaggio di purificazione

Ad ogni tappa del suo viaggio, Gundersen aggiunge un tassello al mosaico dell’enigma di quel pianeta, ed ogni tessera lo convince sempre piu’ che deve giungere fino al luogo dove avvengono quei misteriosi riti di rinascita e la’ sottoporsi anch’egli alla rinascita di se stesso. Perche’?, verrebbe da chiedersi, perche’ rinascere? Non basta e avanza la fatica di un’unica vita? Ma Gundersen prosegue ostinatamente e noi lettori veniamo trascinati inesorabilmente assieme a lui nel vortice degli eventi che lo portano a scoprire i due amanti umani che sono rimasti intrappolati nella giungla ed ora sono rosi dai parassiti, che stanno loro succhiando tutte le energie vitali. Mutazione

Poi giunge a Shangri La, dove vive ancora la sua amante Seena, in solitudine, dopo aver rinunciato ad andare oltre nel tragitto verso la rinascita. Seena sembra come sospesa nella vana speranza di trovare l’uomo della sua vita, l’amore perfetto, che pero’ non puo’ essere Gundersen, che pure lei ha amato sinceramente e appassionatamente. Non puo’ essere l’amante che lei cerca perche’ Gundersen e’ troppo ostinatamente ossessionato dalla misteriosa rinascita e deve continuare il suo viaggio. Anche Ulisse nell’Odissea rinuncia all’amore con la dea Calipso per continuare il suo viaggio di ritorno in patria, per ritrovare se stesso e la sua vita di essere umano. Ulisse e Gundersen rinunciano alle seduzioni dell’amore perfetto, dell’amore sublime e infinito, e continuano il viaggio, che e’ un viaggio fisico, ma psicologicamente corrisponde ad un viaggio all’interno della propria anima, ed e’ un viaggio di penitenza, purificazione e rinascita.

Gundersen incontra altri suoi amici durante il tragitto. Incontra Kurz, responsabile della stazione dei serpenti nella giungla. Ha tentato la rinascita sottoponendosi al rito, ma la sua anima era troppo corrotta e la rinascita non e’ riuscita. Ora giace su un letto, ne’ uomo ne’ animale ne’ pianta, continuamente ossessionato da misteriosi incubi. Trova anche l’altro amico col quale avevano percorso l’altopiano alla ricerca di fossili e di animali strani e piante sconosciute. Ora giace anche lui su un letto, consunto dal cancro che gli rode le viscere e gli prosciuga le energie vitali. Lo assistera’ negli ultimi momenti fino al sopraggiungere della morte liberatrice dalle sofferenze.

Ad ogni tappa Gundersen incontra gente che ci ha provato, ha tentato di intraprendere una via, di costruirsi una vita, anche se non sempre moralmente felice, e li trova sofferenti e malati, sconfitti, distrutti, a un passo dalla morte, corrosi da quella natura che hanno cercato di conquistare e piegare alle proprie volonta’. La Natura ogni volta ha dimostrato a Gundersen il suo diritto ad essere lei la madre e matrigna delle vicende umane. Nonostante tutto Gundersen prosegue il viaggio, fino all’epilogo, che si risolve nel sottoporsi al misterioso rito della rinascita.

Il viaggio spirituale

Mi basta qui ribadire il concetto , gia’ altresi’ sviluppato in altra sede, del cammino spirituale dell’individuo che si trova ad un certo momento della propria vita a dover intraprendere un viaggio misterioso, irto di difficolta’, non sempre a lieto fine, in cui i confini fra reale e immaginario si fanno via via piu’ indistinti, un cammino che ha con se’ la speranza di una rinascita, un rinnovamento. Ci si volta indietro durante il tragitto e si scorge da lontano quanta gente non ce l’abbia fatta, quanti abbiano rinunciato fermandosi in una specie di paradiso dorato ma illusorio; quanti invece siano rimasti coinvolti dentro gli eventi fino a rimanerne come risucchiati e siano scomparsi.

Ulisse e TiresiaAnche il tragitto di Ulisse nell’Odissea e’ un tragitto alla ricerca di se stesso, dove gli vengono offerte diverse prospettive: d’amore, con Calipso, Circe e Nausicaa, la fanciulla figlia del re dei Feaci; di convivenza sociale, con la brutalita’ di Polifemo, la droga dei mangiatori di loto, la societa’ perfetta e felice dei Feaci, infine l’egoismo e il tradimento dei Proci.

Anche Gundersen nel suo tragitto ha modo di osservare e giudicare diverse soluzioni, tanti tentativi, ma tutti fallimentari o rinunciatari. Gundersen non perde di vista l’obiettivo, non si lascia sviare da facili soluzioni o allettamenti. Come Ulisse, riesce a riconoscere dove sta il pericolo o dove ci sono elementi fuorvianti

A corollario dei tentativi di entrambi sta un vago sospetto che la scienza e la tecnica non siano gli strumenti giusti per risolvere i problemi della vita e di questo lo scrittore Robert Silverberg se ne fa una ragione pur non dicendolo apertamente. Egli ci mostra le due razze dei Nildoror e dei Sulidoror che convivono pacificamente, non hanno tecnologia, e non si preoccupano del domani.

Questo romanzo e’ pervaso da una certa religiosita’, un senso vago di insondabilita’ dell’animo umano, un senso fortissimo di incomunicabilita’ degli esseri umani nonostante tutto il loro chiassoso conversare. Sembrerebbe un epilogo totalmente negativo, quello cui ci spinge la curiosita’ di conoscere cosa succedera’ a Gundersen, invece cio’ non avviene. Rappresentazione di Ermete Trismegisto, pavimento della cattedrale di Siena (sec. XV). Se da un lato si deve constatare la solitudine infinita degli esseri umani, chiusi inesorabilmente dentro se stessi e la loro unica vita, la prospettiva offerta dal pianeta Belzagor e’ quantomai curiosa e originale, e non manca di sorprenderci ogni volta che si legge questo romanzo.

Ma c’è di più. Tutto il romanzo sembra richiamare alla mente i concetti espressi nel

vai  Corpus Hermeticum di Ermete Trismegisto,
in particolare nel primo libro: il Poimandres.

…”parlami adesso, o Nous, di come avviene l’ascesi”. A questo Poimandres disse: “Dapprima, nel dissolversi del corpo fatto di materia, consegni il corpo stesso all’alienazione, e la forma che avevi diventa invisibile… Così dunque l’uomo si slancia verso l’alto, attraverso la compagine delle sfere… divenuto simile ai suoi compagni, ascolta anche le potenze che sono oltre la natura ottava e che cantano inni a Dio con voce dolce. Salgono allora in ordine verso il Padre; si consegnano alle potenze e, divenuti essi stessi potenze, rinascono in Dio. … (Poimandres, I,24-26)

separazione

Primo Contatto – Gli alieni ricevono un radio messaggio dalla Terra

Volto Enigmatico
Primo Contatto

Altre civilta’ incontrano la civilta’ terrestre

gufo separatore

Quando raggiunse la sala, la folla si era gia’ ammutolita, in attesa della trasmissione. Tutto il mondo era col fiato sospeso, e tutte le televisioni avevano telecamere e microfoni puntati verso lo schermo dove sarebbe andata in onda, in diretta mondiale, la prima comunicazione proveniente da una civilta’ intelligente scoperta dai radiotelescopi nelle profondita’ dello spazio.

Basico

La trasmissione inizio’, e le macchine robot di traduzione simultanea, con algoritmi elaboratissimi, cominciarono a interpretare e tradurre cio’ che sembrava alle orecchie degli ascoltatori soltanto una serie di scricchiolii e scoppiettii. Si delinearono assai distintamente due voci melodiose, tanto misteriose quanto affascinanti, sicuramente frutto di una civilta’ avanzatissima, magari all’apice del loro sviluppo intellettuale.
Le voci dicevano:

Questo?…
Questo costera’ almeno 100 miliardi!

Questo?…
Questo costera’ almeno 200 miliardi!

Questo?…
Questo fara’ schizzare lo “spread” alle stelle!

Allora almeno questo…
Questo provochera’ il “default” del sistema!

Almeno questo,… mi sembra equilibrato e ragionevole…
Noooooo! Potrebbe destabilizzare il sistema!

La prima voce sembrava supplichevole, come di chi pregasse per avere almeno una piccola concessione. La seconda invece rispondeva sempre con veemenza ed arroganza, come un padrone che parli con uno schiavo. Si’, sembrava proprio un colloquio simile a quelli che potevano essere avvenuti sul nostro pianeta secoli addietro, quando ancora vigeva il regime di schiavitu’, quella pratica aberrante che, per fortuna, era stata debellata da molti secoli, e non sarebbe risorta mai piu’.

I robot traduttori, impegnati nella decifrazione del messaggio, continuarono la traduzione, ma lui aveva gia’ la mente impegnata da una valanga di domande, perche’ gli sembrava che il messaggio non avesse alcun senso. Forse gli algoritmi di conversione dovevano essere rivisti e aggiornati. C’era ancora tanto da fare per capire i messaggi provenienti dalla Galassia.

Quanti mondi ruotavano lassu’ nell’Universo? E quante civilta’, pur con i modesti mezzi messi a disposizione, avrebbero potuto incontrare? Milioni e milioni. Civilta’ progredite, popoli che avevano sconfitto la fame e la miseria, i conflitti sociali, …

astronave

Inutile rimuginare sopra quelle frasi, erano incomprensibili.

Ma che cos’erano quei “miliardi” di cui parlava la voce arrogante? Che fossero animali? Allora la civilta’ che era emersa dalle profondita’ dello spazio con quei messaggi enigmatici, era ancorata ad un livello “agricolo”, una societa’ pastorale, una organizzazione medievale, fatta di servi della gleba costretti a lavorare e vivere di stenti per dei padroni che invece vivevano usufruendo di ogni agiatezza e splendore economico. Mmhh, era un’ipotesi plausibile. Ma una societa’ agricola e pastorale non manda messaggi attraverso le stelle. Doveva essere qualcos’altro che li agitava.

C’era quella strana parola: “spread”.
Se solo avesse potuto capire di cosa si trattava! I traduttori elettronici gli davano le seguenti definizioni:

  • diffondersi, espandersi
  • spiegare, mostrare
  • aprire, allargare, stendere

Ma no, nessuna definizione era soddisfacente. Aprire, allargare… che cosa? Forse la crosta del pianeta si stava spaccando, i terremoti…, le inondazioni…,

…i “miliardi” allora erano le astronavi! Si’, 100 astronavi qui, 200 astronavi la’!…
Stavano preparando l’evacuazione del pianeta a causa di una catastrofe! Che grande civilta’!
Di fronte all’estinzione imminente, ognuno apprestava mezzi per salvare quanta piu’ gente possibile!
Non importava nulla di salvare se stessi, ognuno si preoccupava di salvare gli altri!
Ecco perche’ la voce era concitata, non era arrogante, era disperata! Si’, era disperata!
Disperata di non poter salvare tutti, di dover lasciare qualcuno a morire di una morte orribile, mentre il pianeta si disintegrava…
Doveva essere proprio cosi’ il significato di tutti quei “miliardi”, cioe’ di quelle astronavi che pure non bastavano a salvarli; astronavi, o qualunque altra cosa fossero.

stazione spaziale

Ma il “default” che cos’era?
I soliti stupidi traduttori elettronici davano:

  • impostazione predefinita
  • inadempienza, inosservanza
  • insolvenza

Ma che cosa non potevano adempiere? …Tento’ di interpretare: “Questo provochera’ l’inosservanza del sistema!”
Le parole pronunciate da quella voce concitata rimbombavano nella sua mente lasciandogli un senso di inorridimento, di nausea…
Forse era un sistema religioso. Gli adepti, di fronte alle impostazioni predefinite della loro religione, si preoccupavano di non provocare l’inosservanza delle regole che imponevano di salvare quanta piu’ gente possibile, anche se non appartenevano alla loro confessione religiosa. Che grande civilta’! Nel nostro pianeta, penso’, nonostante il progresso e la scienza, avremmo dovuto imparare da quella oscura civilta’ le regole del vivere.

Si allontano’ dalla sala delle audizioni, rimuginando nella mente le ultime parole di quel messaggio misterioso: “…potrebbe destabilizzare il sistema…”
Che fosse un avvertimento per chiunque avesse per caso ascoltato quel messaggio? Per avvertirlo che le ripercussioni della loro catastrofe planetaria avrebbero potuto “espandersi” e coinvolgere anche altri sistemi stellari? Forse era questo il significato dello “spread” che sarebbe schizzato fino alle stelle: un allargamento delle conseguenze a tutta la galassia, magari a tutto l’Universo….
Forse era la fine di tutto? Il Big Bang aveva terminato la corsa espansiva e ora tornava a restringersi in un minuscolo punto infinitesimale, come affermavano le ultimissime tesi scientifiche di matematici e astronomi?

astronauta

Non poteva essere possibile, ma non doveva sottovalutare la concitazione di quelle voci, la disperazione… di quelle voci. Si scrollo’ di dosso quei pensieri angoscianti, mentre un brivido gli correva lungo la schiena.

Si avvio’ lungo il sentiero, mentre le voci gli risuonavano ancora una volta nella mente: “… 200 miliardi! …schizzare alle stelle! …default …destabilizzare il sistema…”

Si’, bisognava lavorare di piu’ e meglio sugli algoritmi dei robot traduttori. C’era ancora tanto da fare.

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Ivan Efremov – La Nebulosa di Andromeda

Introduzione

La Nebulosa di Andromeda - Ivan Efremov

Tu che in avvenire verrai da queste parti,
se la tua mente ragiona, chiedi:

Chi siamo?
Chi siamo noi?


Interroga l’alba,
Interroga il bosco,
Interroga l’onda,
Interroga la tempesta,
Interroga l’amore.

Interroga la terra,

la terra del dolore,
la terra amata.

Chi siamo noi?

Noi siamo terra!

(Ivan Antonovic Efremov – “La Nebulosa di Andromeda”)

 

Polvere tu sei e polvere ritornerai!, si potrebbe aggiungere, cercando di interpretare il testo con parole della Bibbia.

Ma la tematica religiosa e’ completamente assente nel romanzo, in ossequio ai principi del marxismo. Tuttavia, lo spirito religioso aleggia in questi versi, sotto forma di amore e devozione per il nostro pianeta, cosi’ piccolo e fragile, cosi’ minacciato, oggi piu’ che mai, dallo sconsiderato intervento umano.

L’amore e il rispetto del nostro singolare pianeta, l’incanto per il mistero della vita in tutte le sue forme, sono costantemente ribaditi da Efremov attraverso le pagine del suo romanzo.

E’ vano lo sforzo degli esseri umani, se pretendono di equipararsi alla divinita’. Polvere essi sono, e polvere ritorneranno, nonostante la prodigiosa tecnologia di cui possano circondarsi.

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I traguardi sociali raggiunti

Nell’Era del Grande Anello il mondo e’ pacificato.
La lotta per la sopravvivenza non esiste piu’. La fame e’ stata debellata.

Tensioni sociali non ne esistono piu’.
Le lotte politiche non esistono perche’ le differenze di classe hanno cessato di esistere.
Ognuno svolge un suo ruolo nella societa’ e sono tanto indispensabili i dirigenti quanto gli operai, gli agricoltori e gli impiegati.

Padroni non ne esistono. Schiavi neppure.
Leader politici non hanno alcun senso nell’Era del Grande Anello.
I ruoli sociali vengono assegnati in base alle attitudini e le preferenze dimostrate durante il periodo scolastico.

Il lavoro piu’ faticoso e’ stato sostituito dalle macchine e dall’automazione.
Gli esseri umani continuano a lavorare.

Il lavoro e’ un’attivita’ e non e’ una merce. E’ un’attivita’ che rafforza le capacita’ individuali, evitando di rendere l’individuo molle e fiacco. Lo stesso lavoro non dura tutta la vita. Dopo un certo tempo l’individuo viene destinato ad altra mansione per evitare noia e rassegnazione.

La moneta non esiste piu’. Le banche sono scomparse. Risparmiare per sopravvivere non ha piu’ alcun senso.

I mezzi di produzione sono della comunita’ e non sono privati.
Le merci prodotte sono della comunita’ globale e non servono all’arricchimento personale.

Il controllo politico e’ costituito da organismi collegiali, reciprocamente limitantisi in modo che non esistano possibilita’ di sopraffazione e dominio.

Per chi non vuole partecipare alla societa’ globalizzata, esistono delle isole particolari in cui si possono costituire comunita’ organizzate in maniera diversa. Esse sono: l’Isola dell’Oblio e l’Isola delle Madri.

I mezzi di trasporto sono pubblici: treni, navi. Gli aerei civili sembrano assenti.
Le automobili private non esistono piu’: non costituiscono piu’ un simbolo di distinzione sociale. Troppo inquinanti e dispendiose di materie prime, sono state sostituite dai mezzi pubblici.

Le strade collegano l’intero globo. La cosiddetta “strada a spirale”, avvolge tutto il pianeta e permette di raggiungere ogni zona abitata. Per piccoli spostamenti si possono usare delle “cavallette elettriche”, una specie di piccoli aerei che spiccano grandi balzi.

L’aspettativa di vita si e’ notevolmente allungata, arrivando a sfiorare i duecento anni, senza subire gravi danni da invecchiamento dei tessuti umani.

Poiche’ non c’e’ piu’ bisogno di spendere energie in armi e difesa dei confini, gli uomini ora si dedicano molto all’arte, alla musica, e soprattutto alle comunicazioni con altre civilta’.

L’esplorazione del Cosmo ha fatto passi da gigante. Le informazioni scambiate con altre civilta’ hanno permesso un ulteriore sviluppo scientifico e tecnologico.

Ma…i viaggi nel cosmo alla velocita’ della luce sono troppo lenti. Pure le comunicazioni scambiate con altre civilta’ impiegano troppo tempo.

L’organizzazione sociale

Organizzazione sociale nell'Era del Grande Anello

(considerazioni tratte dal capitolo IX)

  • Centri di ricerca e di calcolo
    corrisponde al nostro Istituto di statistica, ma molto piu’ potente.
  •  
  • Consiglio dell’Economia
    E’ l’istituto di pianificazione programmata della produzione.
    Stabilisce cio’ che si puo’ realizzare. L’economia e’ la base reale della nostra esistenza.
    Il Consiglio trasferisce tutto sul terreno delle possibilita’ reali dell’organismo sociale e delle leggi obbiettive.
    E’ un organismo fondamentalmente “inibitore”, nel senso che si fa cio’ che si puo’ fare, non di piu’.
  •  
  • ADG: Accademia del Dolore e della Gioia
    psicologi e psichiatri studiano i problemi dell’equilibio psico-fisico dell’individuo in rapporto con la societa’. Questo istituto e’ la quintessenza delle teorie filosofiche della dialettica, quella che si esprime col termine “il misterioso dualismo”.
    In una societa’ ben strutturata, la dialettica e’ progresso, avanzamento verso un futuro sempre migliore. Studia i mezzi psicologici per accrescere la somma della felicita’ umana.
    Sulla dialettica, come strumento di progresso sociale, e sulla mancanza di dialettica nella nostra societa’ del XXI secolo, vedi il mio articolo: L’uomo a una dimensione e’ tornato vai
  •  
  • Accademia dei Limiti (frontiera) del Sapere
    Studia la meccanica delle mega-ondulazioni, cioe’ i ritmi cosmici che si diffondono lentamente nello spazio, come le manifestazioni delle velocita’ contrarie della luce.
  •  
  • Ufficio di Controllo dell’Onore e del Diritto
    Corrisponde al nostro sistema giudiziario. Vigila sulla sorte di ogni uomo sulla Terra. Tutela i diritti dei cittadini nei confronti dello Stato e delle Istituzioni pubbliche, per evitare soprusi (vedi cap.10 in merito alla condanna di Mven Mas per l’esperimento non autorizzato)
  •  
  • Consulto dell’Eutanasia
    Istituto che decide quando e’ il momento di staccare i macchinari ospedalieri che tengono in vita i pazienti, per evitare inutili accanimenti terapeutici. (vedi cap.10)
    E’ costituito da settanta persone. La morte e’ anche un fatto sociale.
  •  
  • Consiglio della Morte Civile
  •  
  • Consiglio dell’Astronautica e della Navigazione Astrale
    si occupa delle comunicazioni con le altre civilta’ extraterrestri
  •  


Organizzazione sociale in Unione Sovietica

In Unione Sovietica, su tutto domina la politica: il partito comunista.
Il Consiglio dei Ministri e’ l’organo decisionale, coadiuvato dall’onnipotente Ministero delle Finanze e dalla Banca di Stato.

La Centrale di Pianificazione e’ una definizione vaga e approssimativa di un organismo estremamente ramificato. Serve da consulente e attuatore delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri.

Poiche’ nell’Era del Grande Anello il Partito non esiste piu’, il suo posto e’ stato preso da un piu’ razionale ed equilibrato “Centri di Ricerca e di Calcolo”. Ci si affida alle leggi statistiche e alle formule matematiche invece che al Partito.

E’ evidente l’intento di Efremov di ribaltare i termini delle forze di potere nella societa’.


Organizzazione sociale in Italia

In Italia le Banche influenzano l’azione del Governo in quanto hanno in mano e finanziano il debito pubblico, cui il Governo risponde con il pagamento degli interessi.

Banche e Imprenditori costituiscono buona parte delle rappresentanze di Governo, Camera e Senato. Il Sindacato svolge funzione di tutela degli interessi dei lavoratori pubblici.

La Giustizia e’ un organo indipendente con funzioni di “inibizione” degli eccessi di malcostume e malgoverno.

L’Istituto Nazionale di Statistica produce documenti di analisi che hanno un’importanza assai relativa nell’ambito delle decisioni prese dal Governo.

Nell’Era del Grande Anello si governa attraverso statistiche e pianificazione economica. In Unione Sovietica si governa attraverso il Partito Comunista. In Italia si governa attraverso le clientele che maggiormente riescono a far prevalere i propri interessi economici. Si potrebbe aggiungere: nel Medioevo governavano i Principi feudali proprietari terrieri; nell’Alto Medioevo governavano le potenti abbazie monacali, proprietarie di terreni e contadini; nell’Impero Romano governavano Imperatore, Senato, Esercito, in costante conflitto di interessi.

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Antica iscrizione tombale

Scompaiono nel tempo.
Affondano nello spazio i pensieri,
le nazioni, i sogni, le navi.
E io porto nel mio viaggio eterno
il meglio che offra la Terra.

(“La Nebulosa di Andromeda” – Capitolo V)

 

Le epoche “passate” fino a quella “attuale”

Nella narrativa utopica, la descrizione degli eventi che hanno scandito il raggiungimento del livello di civilta’ “attuale”, e’ quasi obbligatorio. Efremov non si sottrae a questo intento.

  • “Era del Mondo Discorde” EMD
    Il periodo in cui l’umanita’ e’ afflitta da discordie politiche ed economiche (per intendersi: il XX secolo). Secoli di oscurantismo e capitalismo e grandi guerre
    • “Secolo della Scissione”:
      l’ultimo secolo dell’EMD. Gli uomini capiscono che il futuro dell’umanita’ sta nel lavoro, nella scienza, in una nuova disciplina sociale, negli sforzi di milioni di uomini liberi dal giogo. Il mondo si scinde in due parti: il vecchio capitalismo e il nuovo socialismo.
      La realizzazione dei principi comunisti richiede pero’ un radicale mutamento economico: l’abolizione della miseria, della fame e dei disagi, del lavoro sfibrante.
      Per cambiare l’economia occorre un controllo della produzione e della distribuzione. Bisogna educare gli individui alla coscienza sociale.
  •  
  • “Era del Mondo Unito”
    E’ il periodo successivo al Secolo della Scissione. Gli uomini si uniscono e il Comunismo si diffonde su tutta la Terra. L’educazione fisica e spirituale dell’uomo, non piu’ schiavo dei meccanismi economici della sopravvivenza, divengono il principale compito della societa’.
    Le tappe storiche di questa rivoluzione sono:
    • “Secolo dei Paesi Uniti”
    • “Secolo del Plurilinguismo”
    • “Secolo della Lotta per l’Energia”
    • “Secolo del Monolinguismo”

    Il lavoro rimane comunque una necessita’, per permettere il superamento dei continui ostacoli che la natura frappone al progresso e alla liberta’ degli uomini.
    Con il lavoro si rende possibile la sempre continua conquista di risultati scientifici ed economici.
    Il lavoro deve essere intenso ma creativo, adatto alle possibilita’ ed esigenze di ognuno. Vario e mai monotono. Cibernetica, preparazione culturale e tecnica, educazione fisica, multiforme intelligenza, permettono all’uomo di cambiare ogni tanto professione. Cio’ rende possibile trovare nel lavoro sempre maggiori sodisfazioni, senza scadere nella noia e nell’avvilimento.
    La scienza fa passi da gigante, l’arte contribuisce al rinnovamento della vita.
    Scompare la scrittura intesa come “musica delle parole”. Scompaiono gli artifizi oratori e letterari. Sono scomparsi anche i motti di spirito, cioe’ gli abili giochi di prestigio con le parole. Scompare l’arte di dissimulare i propri pensieri. (cap.14).
    Si passa cosi’ alla nuova era.

  •  
  • “Era del Lavoro Comune” ELC
    • “Secoli della Semplificazione”
    • “Secoli del Rinnovamento”
    • “Secoli della Prima Abbondanza”
    • “Secoli del Cosmo”

    L’esigenza che ciascuno abbia cio’ che gli e’ necessario porta alla semplificazione del tenore di vita.
    L’uso degli standard produttivi permette di ricavare articoli e macchine da pochi elementi costruttivi, seguendo in cio’ l’esempio della natura per cui tutte le varieta’ complesse derivano da pochi tipi di cellule.
    Le energie un tempo sprecate per le macchine da guerra e la propaganda politica, vengono da ora convogliate nel rinnovamento della vita e nel progresso scientifico.
    Tutti i continenti sono collegati fra loro da una strada a spirale. I treni elettrici trasportano gli uomini in ogni parte del globo.
    La fame e’ stata debellata e l’uomo ha molto tempo da dedicare ai viaggi turistici.
    Le fabbriche sono state cmpletamente automatizzate e di conseguenza sono scomparsi i grandi agglomerati urbani.
    L’organizzazione pianificata della vita ha distrutto l’ansia della velocita’ e la necessita’ di mezzi sempre piu’ rapidi.
    Il clima e’ stato cambiato riducendo i ghiacci delle calotte polari, ma limitando la forza degli uragani e delle tempeste. Il mare e’ aumentato di 7 metri, ma l’Antartide e’ diventata la miniera principale della Terra addomesticata.
    Dai successi ottenuti nello studio del Cosmo, ha origine l’era attuale.

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  • “Era del Grande Anello”
    Si cominciano a studiare i messaggi provenienti dal cosmo, soprattutto dalla costellazione 61 del Cigno, il cui primo messaggio decifrato e’ un messaggio di augurio e di benvenuto.
    La vicenda si svolge nell’anno 409 di questa era (vedi capitolo 12).
    In questo periodo si costituisce la “psicologia fluttuante dell’arte” (cap.14).
    Essa dimostra la diversita’ della percezione emotiva nella donna e nell’uomo.
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Nell’Era del Grande Anello l’umanita’ ha adottato un unico alfabeto, detto lineare, che ha escluso i segni complessi.

I dialoghi sono improntati alla massima franchezza. Gli uomini non hanno piu’ bisogno di mentire per sopravvivere alle difficolta’ della vita.

Il Grande Anello e’ una sorta di associazione fra le popolazioni della Galassia, che hanno adottato lo stesso sistema linguistico di comunicazione, e si scambiano notizie e informazioni.

Per le trasmissioni, si concentra sulle apparecchiature il 40% delle energie elettriche disponibili sulla Terra. Cio’ avviene comandando a tutto il globo di interrompere il consumo per concentrarlo qui sui trasmettitori.
Per le ricezioni invece e’ sufficiente l’8%.

Nelle aspettative dell’autore del romanzo, il comunismo realizzato si presentera’ concretamente soltanto dopo qualche migliaio di anni dalla Rivoluzione Russa. Gli apparati dirigenti dell’allora governo sovietico, accolsero quindi il romanzo con critiche e freddi commenti, inizialmente ostacolandone la pubblicazione.

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Formula propiziatoria

Pronunciata dai giovani alla fine del corso di studi, per affrontare le fatiche della vita:

“Voi, anziani, che mi avete chiamato sulla strada del lavoro,
accettate le mie capacita’ e la mia volonta’,
accettate la mia opera e insegnatemi, giorno e notte.
Datemi aiuto, perche’ faticoso e’ il cammino,
Ed io vi seguiro’.”

“… tra le righe di questa antica formula stanno racchiuse molte cose…”

(“La Nebulosa di Andromeda” – Capitolo IX)

 

Feste e cerimonie

(vedi capitolo 8)

  • Festa delle Coppe di Fiamma
    In primavera. Spettacolo ginnico in cui le giovani donne hanno modo di mostrare la loro bellezza.
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  • Festa delle Fatiche d’Ercole
    In autunno. I giovani mostrano la loro prestanza fisica e la capacita’ di superare le difficolta’ durante le prove a loro assegnate. Si divide in:
    • giorno della bella utilita’
    • giorno dell’arte superiore
    • giorno del coraggio scientifico
    • giorno della fantasia
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Probabilmente ispirato da feste e gare sportive dell’antica civilta’ greca, Efremov descrive queste feste con accuratezza, dimostrando di dare ad esse una grande importanza nell’ambito dello sviluppo civile dell’individuo.

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L’educazione scolastica

(Cap.09) Veda Kong accompagna Evda Nal nella visita alla scuola dove studia la figlia: Rea Nal. Rea ha diciassette anni e frequenta il terzo ciclo. Significa che l’istruzione scolastica inizia qualche anno dopo la nascita…

Ipotesi di sequenza dei Cicli Scolastici nell’Era del Grande Anello

Primo Ciclo … 03 – 07 anni
Secondo Ciclo … 08 – 12 anni
Terzo Ciclo … 13 – 17 anni
Quarto Ciclo … 18 – 22 anni
Triennio Fatiche d’Ercole … 23 – 25 anni
Biennio Istruzione Superiore … 26 – 27 anni

La scuola si trova in Irlanda. I locali delle aule non hanno porte, ma semplici sporgenze sui muri segnalano la presenza dell’ingresso. I giovani vivono separati dai genitori in istituti collegiali.

I cicli scolastici si avvicendano ogni quattro anni, fra l’infanzia e l’adolescenza. Sono quattro cicli di quattro anni, poi c’e’ il triennio delle Fatiche d’Ercole, quindi l’istruzione superiore biennale. Al termine di ogni ciclo lo studente viene trasferito in altro istituto. Questo perche’ la monotonia ottunde la psiche e limita la curiosita’, peggiorando cosi’ i risultati scolastici.

Durante l’struzione superiore biennale lo studente si esercita in un lavoro indipendente nella specialita’ prescelta. Cambiando genere di lavoro, nel corso della vita, si possono ottenere fino a cinque o sei specializzazioni diverse. Gli istituti sono situati in luoghi ameni e confortevoli, per aumentare nello studente la percezione della Natura, componente fondamentale per lo sviluppo dell’essere umano. L’istruzione e’ anche e soprattutto educazione.

E’ evidente l’intenzione di Efremov di ripetere i termini della Paideia greca. L’istruzione deve essere globale, volta a formare l’Uomo e non solo il Tecnico. Lo studente sara’ il cittadino della societa’ di domani. Il suo valore si misurera’ non solo per le capacita’ tecniche ma anche e soprattutto per le qualita’ morali e intellettuali e per essere esempio di civilta’ e progresso per gli altri individui.

Nel Cap.13 il discorso sull’educazione scolastica viene ripreso e approfondito. Si ribadisce la necessita’ di una educazione collettiva dei figli che inizi fin dai primi anni di vita, sottraendo il figlio alla famiglia e facendolo educare da insegnanti incaricati che fin da subito lo indirizzino ai compiti che lo attenderanno nella societa’.

E qui, non posso che disapprovare questa sorta di educazione “spartana”, un errore in cui scivolo’ anche Platone nel suo dialogo “La Repubblica”. Platone sosteneva, per eccesso di razionalita’, a mio avviso, che i figli dovessero essere educati il piu’ possibile fuori dalla famiglia, proprio come afferma ora Efremov.

Ma io ricordo ancora la fortissima emozione che provavo da bambino ogni volta che rivedevo i miei genitori, pur se ero stato distaccato da loro anche solo per qualche ora, perche’ magari mi avevano mandato all’asilo, o perche’ mio padre rientrava in casa la sera dopo il lavoro.

Non posso approvare che un bambino venga sottratto fin da piccolo ai suoi genitori in nome di una educazione collettiva. E’ troppo forte il legame coi propri genitori in quell’eta’, legame che si prolunga fino ai dieci anni e oltre.

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Il lavoro

(Cap.12) La psicologa Evda Nal, accademica del Dolore della Gioia, afferma che la felicita’ umana risiede in un lavoro.

“La psiche umana non e’ adatta ad una eccitazione prolungata ne’ al frequente ripetersi di eccitazioni. Cio’ appunto impedisce una rapida usura del sistema nervoso. L’elemento fisiologico dell’uomo ha bisogno di un frequente riposo. Il mezzo fondamentale per distrarsi e riposarsi dall’asma psichica e’ il lavoro. E’ necessario quindi un regolare alternarsi di lavoro e di riposo accompagnati dal cambiamento del genere di occupazione durante l’arco dell’attivita’ lavorativa di un essere umano”.

Questo principio viene espresso in maniera costante, da Efremov, attraverso le opinioni dei suoi personaggi. Ma poiche’ la societa’ descritta si e’ da tempo affrancata dal lavoro piu’ faticoso, grazie alle macchine e la scienza applicata all’automazione, non si capisce in ultima analisi di quale lavoro deve mai occuparsi l’uomo dell’Era del Grande Anello.

Comunque lavora, proprio per evitare i pericoli di un edonismo che fiacca e istupidisce la psiche. E lavora anche per parecchio tempo!, oserei aggiungere, visto che la vita media e’ di 200 anni…

Ipotesi di corso vitale di un individuo nell’Era del Grande Anello

primo svezzamento, con la madre 01 – 02 anni
educazione scolastica, lontano dai genitori 03 – 27 anni
periodo lavorativo 28 – 200 anni

Da notare: manca completamente il periodo pensionisico! Nell’Era del Grande Anello si lavora finche’ c’e’ vita…

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Territori particolari

  • Il Gran Mondo
    e’ il territorio globalizzato, che occupa tutta la Terra, dove vivono pacificamente gli abitanti del Comunismo realizzato.
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  • Isola dell’Oblio
    vi abitano tutti coloro che, per un motivo o anche temporaneamente, decidono di allontanarsi dalla societa’, rifiutandone leggi e costumi. Si avventurano in una terra senza leggi, dove gli uomini comunque si riorganizzano in comunita’.
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  • Isola delle Madri
    vi vanno tutte le donne che vogliono crescere i loro piccoli per lungo tempo, senza affidarli agli istituti di educazione collettiva, appena dopo lo svezzamento.
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Concetti rilevanti

Di seguito si evidenziano alcuni concetti significativi che si rincorrono lateralmente durante tutto il romanzo.

  • Il metodo dialettico
    L’azione reciproca di forze contrarie, (secondo i dettami della piu’ rigorosa teoria filosofica della dialettica hegeliana) riduce le contrapposizioni a un equilibrio armonico. Cio’ avviene anche nel nostro cervello, e da cio’ ha preso esempio la suddivisione della societa’ in forze armonicamente contrapposte. In tale organismo sociale vanno percio’ a scomparire le figure dell’eroe, del capo, del “conduttore”; di colui cioe’ che, ergendosi al disopra di tutti, agisce di propria iniziativa e risolve le contraddizioni della societa’. L’eroe in carne ed ossa, tuttavia non scompare, ma assume un significato simbolico: l’eroe diventa il progresso.
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  • L’educazione (Paideia)
    L’educazione dell’uomo nell’Era del Grande Anello e’ un lavoro delicato, che richiede diagnosi individuali. Non e’ piu’ il tempo in cui la societa’, come nell’Era del Mondo Discorde, si accontentava di uomini educati a casaccio. Le insufficienze intellettuali di allora si giustificavano con l’asserzione di “tare ereditarie” e “difetti innati” della natura dell’uomo. Un uomo educato male e’ un’onta per la societa’ intera, un grave errore di una grande collettivita’. Tuttavia nella nuova societa’ e’ comunque necessario sia sfatare il mito della societa’ primitiva, felice, pura e innocente; quanto quello della sfrenata liberta’ individuale, per cui basta volere perche’ cio’ sia potenzialmente una realta’ gia’ ottenuta. Ecco perche’l’educazione della volonta’, operata dall’Accademia del Dolore e della Gioia, e’ una necessita’ obbligata tanto quanto l’educazione del corpo attraverso la ginnastica. Gli antichi elleni dicevano “metron ariston”, cioe’ la misura e’ la cosa migliore. In conclusione si ritorna al concetto della dialettica quale migliore strumento per l’equilibrio delle forze contrapposte e il conseguimento del progresso sociale. Progresso sociale, pero’, non individuale.
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  • L’attivita’ creativa
    La felicita’ consiste pertanto nello sforzo individuale di tutti gli esseri umani allo scopo di aiutare il prossimo attraverso il lavoro che accende lo spirito; una soddisfazione intellettuale ben piu’ grande della misera e temporanea felicita’ costituita dall’avidita’ di accumulazione e di possesso. In questo senso, le gioie e i dolori dell’animo umano servono a trasferire tali antagonismi nel dominio superiore dell’attivita’ creativa.
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  • Egoismo e indifferenza
    I nemici piu’ temibili della psiche umana, che la societa’ deve con ogni sforzo debellare, sono: l’indifferenza, la vacuita’ e l’indolenza dello spirito. In conclusione, migliore e’ l’individuo, migliore la societa’, poiche’ v’e’ reciproca dipendenza. Il destino dell’umanita’ intera si identifica nell’ascesa rapida e costante verso le vette del sapere e del sentimento.
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  • Scienza, arte e sentimenti
    “L’arte e con essa lo sviluppo dei sentimenti, non sono meno importanti della scienza, per la societa’.” (cap.15) Nella societa’ comunista sovietica, intenta a sviluppare razionalmente soltanto il progresso scientifico sociale, questa frase individualista dovette risuonare molto eversiva e reazionaria. Invece, e’ la tesi di fondo di tutto il romanzo.
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  • Il “toro” umano
    E’ un argomento caro ad Efremov, che ad esso dedichera’ pure un romanzo: “L’ora del toro”.

    (Cap.11) Bet Lon, il grande matematico finito nell’Isola dell’Oblio a causa del suo irriducibile egocentrismo, e’ il tipico personaggio “toro”, come ce ne sono stati tanti nell’antichita’: di grandi capacita’ intellettuali e tattiche, ma che usa le proprie qualita’ per il solo vantaggio personale e non per un uso a disposizione dell’umanita’.

    Nel passato hanno sempre creato guai all’umanita’, trascinando i popoli, su cui si trovavano a comandare, immancabilmente verso esiti tragici e sanguinosi. Vengono altrimenti definiti: dittatori, ma rispetto a questi, si caratterizzano per il carattere ancora piu’ forte e violento.

    “Tori”, ovvero uomini forti, ne abbiamo conosciuti anche recentemente: Mussolini, Hitler, Gheddafi, Saddam Hussein, Stalin. Il “toro” e’ assolutamente insensibile alle sofferenze e ai sentimenti degli altri, e’ un irriducibile egocentrico. Incapace di perseguire nientaltro che la soddisfazione delle proprie esigenze, guida e conduce l’ingenua e fragile umanita’.

    Ancora una volta, per bocca di Mven Mas, Efremov si sofferma a fare le seguenti considerazioni:
    Nella societa’ male organizzata dei tempi antichi, troppe cose dipendevano da coloro che erano stati favoriti dal caso. Ma la precarieta’ delle speranze, dell’amore e della fortuna, anziche’ indebolire, ha rafforzato il sentimento, cioe’ quello stimolo che guida l’uomo a cercare di migliorare sempre, nonostante le avversita’. Perche’ e’ vero che, anche nei secoli piu’ bui e tristi della barbarie civile, non sono mai scomparse la felicita’, la speranza, l’attivita’ creativa. Erano infatti false quelle tesi dell’antichita’ che volevano sostenere che l’uomo non si poteva addomesticare, e sarebbe sempre rimasto quella belva ferina ed egoista come era stato in passato.

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  • L’Uomo forte
    Nel Cap.09 l’archeologa Veda Kong ha occasione di pronunciare un discorso per confutare la tesi di un ragazzo che le si e’ avvicinato chiedendo perche’ la societa’ odierna e’ priva di condottieri di valore, di uomini cioe’ che, rispetto agli obiettivi che si propongono, considerino la loro vita niente.

    Veda risponde che l’idea del capo e del condottiero e’ tipica dell’eta’ del Mondo Discorde, del cosiddetto ventesimo secolo, quando lo sviluppo delle forze produttive e intellettuali era demandato al caso e alla egocentrica iniziativa di qualche “uomo forte”.

    In una societa’ ben strutturata ed equilibrata, come quella odierna, l’azione reciproca di forze contrapposte, ridotta ad un lavoro armonico, permette un rapido e costante sviluppo delle capacita’ produttive ed intellettuali dell’umanita’, capacita’ che si riflettono in un costante e progressivo aumento del benessere intellettuale dell’individuo, nel rispetto delle possibilita’ economiche offerte dal pianeta in cui vive.

    Il discorso ufficiale della psicologa Evda Nal all’assemblea dei giovani che si apprestano a concludere quel ciclo di studi per inserirsi nel mondo del lavoro, pronunciato poco dopo quello informale di Veda Kong, ribadisce e conferma cio’ che quest’ultima ha appena spiegato al gruppo di giovani:

    “La dialettica e’ lo strumento attraverso cui la societa’ progredisce e si sviluppa. L’educazione dell’individuo, volta a imbrigliare la naturale tendenza all’egoismo dell’essere umano per dirigerla verso lo sviluppo sociale e collettivo, e’ l’obiettivo costante delle istituzioni e degli organismi in cui e’ suddivisa la societa’ stessa. Ma le fonti della liberta’ e degli interessi di un individuo risiedono comunque e soltanto nella volonta’ individuale di perseguire questi obiettivi, e nell’intento di volgerli al progresso dell’umanita’ invece che al vantaggio e al profitto personali”.

    Brani di lezione:… l’automazione delle forze produttive della societa’, ha creato un analogo sistema riflesso di direzione nella produzione economica, e ha permesso a un gran numero di persone di occuparsi di cio’ che costituisce il compito fondamentale dell’Uomo: la ricerca scientifica.

    Si ribadisce il tema piu’ volte annunciato fin qui: compito dell’Uomo e’ migliorare la vita e il Cosmo attraverso la ricerca scientifica, ma solo quella volta al benessere della collettivita’, non quella intenta al vantaggio personale e al soddisfacimento della propria vanita’. Si ribadisce inoltre che l’attivita’ lavorativa deve volgere a liberare l’uomo dall’asservimento e dalla schiavitu’ del lavoro, pur se quest’ultimo rimane comunque necessario. A questo proposito, l’automazione puo’ svolgere un ruolo fondamentale nella trasformazione di una societa’, da societa’ di schiavitu’ lavorativa a societa’ di uomini liberi.

    Per le implicazioni relative a questi concetti e gli sviluppi che hanno avuto in questi ultimi anni, si veda il mio articolo L’uomo a una dimensione e’ tornato vai

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Argomenti per discutere

Il romanzo utopico e’ uno stimolo per argomentare e confrontare, discutere e giudicare; in perfetto stile dialettico.

  • La Bellezza
    (Cap.02) Durante la trasmissione delle immagini provenienti dalla civilta’ del sistema stellare di Epsilon Tucanae, Dar Veter si sofferma a meditare:

    La grande scala dell’evoluzione ha condotto a questo bellissimo essere pensante che e’ l’uomo. Gli esseri della Tucana dimostrano una bellezza fisica e interiore che sulla Terra non e’ stata ancora raggiunta. Sulla Terra questa bellezza si puo’ osservare solo in certe immagini artistiche o in rarissimi esemplari. Quanto piu’ difficile e lunga e’ stata l’evoluzione dalla specie animale all’essere pensante, tanto piu’ le massime forme della vita sono perfette e quindi bellissime. La bellezza e’ l’immagine perfetta, istintivamente percepita, di una struttura che sia in possesso di tutti i suoi mezzi. Qual’e’ la ragione della bellezza degli esseri della Tucana? (si chiede Dar Veter). Forse la loro civilta’ e’ piu’ un atto di evoluzione singola, di potenza spirituale e fisica, che non di progresso scientifico. La nostra civilta’ per lungo tempo e’rimasta legata al progresso scientifico, e solo con l’avvento del comunismo e’ cominciato il perfezionamento dell’intimo dell’uomo; e non piu’ soltanto delle macchine, delle case, dei cibi e degli svaghi.

    Da antropologo, Efremov si chiede se sia vero che, quanto piu’ un essere e’ evoluto, tanto piu’ deve essere bello, dotato cioe’ di una bellezza istintivamente visibile. Egli pero’ associa senza giustificazione la bellezza fisica alla bellezza intellettuale, l’evoluzione fisica e l’evoluzione civile; dando ad intendere che, quanto piu’ uno e’ “bello” intellettualmente (cioe’ dotato di civilta’); tanto piu’ deve essere bello anche fisicamente, e viceversa.

    Efremov quindi aggiunge: noi abbiamo raggiunto il comunismo, cioe’ un livello di civilta’ superiore al precedente, ma abbiamo trascurato la bellezza interiore, l’evoluzione singola, il perfezionamento dell’intimo dell’uomo, dedicandoci soltanto al progresso scientifico. Dobbiamo imparare dagli esseri umani della Tucana e concentrare i nostri sforzi sul progresso interiore invece che solo sul progresso scientifico.

    E aggiungo io: questa e’ una critica costante al comunismo sovietico, che Efremov ribadisce in ogni occasione all’interno del romanzo. Di avere cioe’ concentrato gli sforzi sul progresso sociale trascurando il progresso individuale, l’evoluzione interiore. Inoltre, mi sembra, la bellezza interiore e’ frutto di principi morali determinati dal livello di cultura raggiunto dall’individuo e quindi anche dalla sua civilta’; e non necessariamente dalla perfezione fisica delle sue forme. Un essere fisicamente brutto puo’ essere estremamente intelligente, mentre uno fisicamente bello puo’ essere duro e rozzo come la pietra. Certo che, l’insieme di bellezza fisica e bellezza interiore, fanno l’essere perfetto, quell’essere vagheggiato da Efremov nella descrizione della civilta’ della Tucana. Ed e’ lo stesso essere che andava cercando anche Socrate, per quanto possiamo intendere dai dialoghi di Platone. Chiedeva Socrate ai bei giovanetti incontrati al Liceo: “Vediamo se la tua bellezza interiore eguaglia la bellezza delle tue forme fisiche”. Purtroppo spesso Socrate rimaneva deluso, poiche’ lui, brutto e semideforme, risultava di livello intellettuale qualitativamente superiore a loro.

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  • Ancora sulla Bellezza
    (Cap.05) Il pittore Kart San, discutendo sulla bellezza del corpo umano, dichiara che esso e’ la migliore espressione della razza attraverso le generazioni vissute nella salute fisica e morale.

    Mah, dico io, cio’ puo’ essere vero da un punto di vista antropologico, per cui il ritrovamento di un osso ben fatto e’ sintomo di un bel corpo e di un’era di benessere civile. Ma le dichiarazioni di Kart San mi suonano stranamente sinistre, alla luce di come esse sono state usate dai regimi totalitari fascista e nazista, per cui il culto della razza perfetta fisicamente era la giustificazione per l’affermazione anche della superiorita’ intellettuale e quindi del diritto di dominio dell’uomo sull’uomo.

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  • la migliore societa’
    (Cap.04) Guardando i resti delle popolazioni scite delle steppe asiatiche, sepolti insieme al defunto nelle tombe erette in suo onore, Veda Kong e Dar Veter discutono sulla migliore societa’, quella cioe’ maggiormente rispondente ai bisogni dell’essere umano. Veda dichiara:

    La societa’ e’ caratterizzata dalla sua evoluzione morale e ideologica, frutto a sua volta dell’ordinamento economico. La forma perfetta di un’organizzazione sociale su basi razionali non e’ semplicemente l’accumulo di molte forze produttive, ma un certo grado di qualificazione.

    Dietro queste parole sta sempre la considerazione dello scrittore su quale debba essere la migliore societa’, e su quali valori debba fondarsi. Egli ribadisce che non solo si deve essere attenti alle esigenze economiche, ma anche si deve prestare attenzione alle qualita’ morali e intellettuali che la societa’ riesce a veicolare al singolo individuo, rendendolo percio’ migliore. Il tema delle qualita’ morali e intellettuali, qui introdotto, percorre sotterraneo attraverso tutto il romanzo. I personaggi sono individui qualitativamente eccezionali, sia dal punto di vista morale che intellettuale. Sono individui in cui la lotta ferina per la sopravvivenza non fa piu’ parte della loro vita. I bisogni materiali necessari al sostentamento non sono piu’ gli obiettivi prioritari della loro esistenza. Sono bensi’ le qualita’ morali e intellettuali quelle su cui si concentrano le loro attenzioni. Ancora una volta, e’ evidente, la critica al sistema comunista dei tempi in cui e’ stato scritto il romanzo, intorno alla meta’ del ventesimo secolo. Agli occhi di Efremov, la societa’ sovietica e’ esageratamente dedicata agli obiettivi economici, finendo per disprezzare e bandire gli obiettivi intellettuali e morali del singolo individuo, obiettivi ritenuti qualitativamente superiori.

    A essere sinceri, anche nella nostra societa’, individualista e liberista, gli obiettivi economici sono prevalenti su quelli morali, intellettuali, artistici.

    Nell’Era del Grande Anello e’ considerato controproducente costringere le persone per molto tempo a svolgere lo stesso lavoro. Questo concetto viene ribadito piu’ volte durante lo svolgersi del romanzo. La monotonia inaridisce le capacita’ creative.

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  • Opportunita’ di un esperimento scientifico
    (Cap.05 e Cap.08)) L’esperimento, pur se fatto in nome della scienza e del progresso, comporta gravi rischi per l’incolumita’ delle persone coinvolte a causa dell’arditezza delle teorie e dei mezzi inadeguati con cui verranno fatte le prove.

    Probabilmente, dico io, lo stesso dilemma avra’ angosciato anche gli scienziati coinvolti negli esperimenti sulla bomba atomica. Pero’ si ando’ avanti lo stesso. E’ giusto rinunciare ad un esperimento perche’ rischioso? E se i risultati venissero usati inadeguatamente dall’uomo? E se i risultati fossero catastrofici per l’umanita’? Tutte le scoperte scientifiche richiedono un tale genere di considerazioni. Il romanzo “Frankenstein” di Mary Shelley, gia’ nel XIX secolo aveva individuato perfettamente i termini del problema. Esso e’ anche il problema del romanzo sul Dr.Jekill: la contrapposizione fra etica e scienza. Esso riappare fra i pensieri di Mven Mas, Ren Boz e Dar Veter e, in prospettiva, fra i pensieri della nostra umanita’: se sia giusto sacrificare risorse e vite umane in nome della scienza e del progresso. John Milton, schierandosi fra i sostenitori della sacralita’ della Natura, nel “Paradiso Perduto” (vedi il mio articolo: John Milton – Il Paradiso Perduto vai) condanna questo tipo di scienza, confinandola fra i vizi degli Angeli trasformati in Demoni dall’Onnipotente, proprio a causa della loro vanita’ e presunzione, cui la scienza e il sapere, svincolati da una morale, possono condurre: e’ il delirio di onnipotenza ad essere condannato. Sono tre le opinioni che nel romanzo vengono proposte:

    • Ma l’esperimento si dovra’ fare, conclude Mven Mas, in nome del bisogno di dare risposta al mistero del tempo e dello spazio. In sostanza, Mven Mas afferma che il progresso scientifico giustifica i rischi.
    • Ren Boz invece giustifica l’esperimento in nome della necessita’ di unifcare tutti i popoli dell’Universo, dopo l’unificazione di quelli della Terra. Una risposta “politica”, questa di Ren Boz; una risposta “progressista” quella di Mven Mas.
    • Dar Veter alla fine sconsiglia l’esperimento invocando saggezza e moderazione, ma in cuor suo rimane deluso e amareggiato della propria mancanza di temerita’ e invidia quegli eroi del passato di cui tante volte ha letto le gesta. La sua decisione, conclude, e’ saggia e ragionevole, ma priva del “colore” e del “profumo” della vita: manca di spirito eroico.
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  • Estetica e arte nella societa’
    (Cap.07) L’arte e l’estetica hanno una loro funzione nella societa’.

    L’arte ha smesso di rappresentare lo splendore e la grandezza, fatti puramente esteriori. Fine dell’arte e’ cogliere il lato emotivo dell’uomo. L’arte una volta tendeva a rappresentare forme astratte perche’ voleva imitare la razionalita’. Ma l’arte non si puo’ rappresentare astrattamente, a parte la musica, che occupa un posto a se’. Cosi’ l’arte, se non e’ astrattismo, e’ lotta, ansia del mondo riflessa nei sentimenti degli uomini.

    Vengono indirettamente attaccate: sia l’arte celebrativa, tipica dei regimi totalitari, sia l’arte astratta e cervellotica, tipica dei sistemi liberal-democratici, eccessivamente individualisti. Si vorrebbe riscoprire la genuinita’ di un sentimento “primitivo”, spontaneo e immediato. Purtroppo, anche questo tema, variamente studiato e analizzato nelle opere filosofiche scritte da Friedrich_Nietzsche, ha le sue luci e le sue ombre.

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  • Tendenze naturali dell’animo umano
    (Cap.11) Sono: l’ostinazione maligna, la presunzione dell’idiota, l’egoismo dell’animale.

    Se l’uomo si lascia guidare dalla sua occasionale ambizione e dalle passioni personali, il coraggio si trasforma in ferocia, l’attivita’ creativa in astuzia, e la devozione e lo spirito di sacrificio nel sostegno della tirannide, del brutale sfruttamento e dell’oltraggio.

    A non contenere e lasciar libero sfogo a queste tendenze bestiali, sarebbe rinato un mostruoso dispotismo che avrebbe calpestato tutto; quell’arbitrio sfrontato imposto all’umanita’ per tanti secoli. Percio’, la societa’ del Grande Anello deve continuamente vigilare e convogliare le tendenze egoistiche in progresso utile al benessere dell’umanita’, senza lasciarsi trascinare dal predominio dell’uno sui molti e dallo sfruttamento da parte dei pochi nei confronti degli altri.

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  • Che cosa ha valore per l’uomo del XX secolo
    (Cap.14) Durante una spedizione archeologica viene ritrovato un deposito di materiale risalente al XX secolo.

    Veda Kong si immagina di trovare dentro la grotta cio’ che gli uomini di allora a suo avviso consideravano le cose di maggior valore da tramandare ai posteri. Oppure cose di valore intellettuale tale da meritare la costruzione di quello che sembra un deposito blindato e inattaccabile dagli insulti del tempo. Veda Kong si immagina disegni, progetti, schemi di scoperte scientifiche; e poi opere d’arte, libri, musica.
    Nulla di tutto questo pero’ si intravede dentro la grotta quando per un attimo se ne scorge l’entrata: solo modellini di automobili e automobili in dimensione normale, veicoli estremamente inquinanti, che avevano esaurito le riserve fossili del pianeta e riscaldato pericolosamente l’atmosfera.

    Infine, nella sala piu’ profonda e riposta: armi e mezzi di sterminio di massa. Veda Kong conclude amaramente che solo questi erano gli oggetti di valore per gli uomini del lontano Mondo Discorde.

    Conclude Efremov amaramente: “…i costruttori di quel nascondiglio avevano confuso la civilta’ con la civilizzazione, senza capire la necessita’ dell’educazione e dello sviluppo dei sentimenti dell’uomo. Avevano percio’ riposto la’ solo cio’ che ritenevano utile. La letteratura, l’arte, la musica, erano considerate soltanto piacevoli, attivita’ inutili”.

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Conclusione

Ho cercato di sintetizzare e non ci sono riuscito. 🙂

Se sono riuscito a suscitare qualche curiosita’ e sollevare qualche spunto polemico, oppure qualche intervento critico, lo scopo e’ stato raggiunto.

Perche’ la critica delle ipotesi proposte era lo scopo anche di Efremov quando si e’ accinto a scrivere questa utopia fantascientifica.

Riportando frasi e discorsi dei personaggi, a volte si ha l’impressione di aver fatto un comizio politico, ma l’intento non era questo, nel mio caso. Anch’io sono stato coinvolto nel turbine polemico cui Efremov mi ha gettato.

Certe cose non saprei mai come si potrebbero realizzare:

  • Abolizione della moneta.
    Sembra impossibile. Vado al bar, prendo un caffe’, poi vado via.
  • Mezzi di produzione pubblici
    In teoria sembra una proposta efficiente. In pratica e’ impossibile. Verrebbero prodotti solo gli articoli standard. Ma l’essere umano vuole il prodotto di qualita’.
  • Economia centralizzata pianificata
    Si puo’ fare solo per i generi di prima necessita’, quelli indispensabili per sopravvivere: mangiare. Tutto il resto pero’ sarebbe sottoposto al discorso di qualita’. Ci si potrebbe mai accontentare di una casa arredata per tutti in modo uguale?

Su questi semplici esempi proposti si areno’ lo Stato Sovietico. I prodotti erano standard, mancavano di qualita’. La gente non li voleva.

Ma, esso rimane l’unico esperimento politico, recente, alternativo al nostro sistema liberal-democratico. L’unica teoria politico-economica che abbia posto l’attenzione sull’Uomo e non sul Denaro, cioe’ sui valori “umani” invece che sulla ricchezza economica.

Percio’, a mio avviso, merita un attimo di attenzione, invece di una sbrigativa condanna per inefficienza.
E appunto questo, io, ho fatto. Mi sono soffermato ad ascoltare, giudicare, criticare, confrontare.

E’ il piu’ singolare romanzo di fantascienza che abbia letto fino ad ora.

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Personaggi e luoghi

I Pianeti

Zirda pianeta su cui e’ diretta la spedizione. Popolazione estinta per radiazioni nucleari
Stella di Ferro Il pianeta dove atterra la Tantra, attratta dalla enorme gravita’
Epsilon Tucanae Sistema stellare da cui giunge uno strano messaggio di invito e benvenuto, da parte di pacifici esseri umani

Le astronavi

Tantra astronave sui cui viaggiano i personaggi all’inizio del romanzo
Al Graab astronave che si e’ perduta nei pressi del pianeta Zirda
Parus astronave diretta a Vega che si e’ perduta 90 anni prima, ritrovata arenata nel pianeta della stella di ferro
Lebed astronave con cui partono i personaggi alla fine del romanzo

Personaggi sull’astronave Tantra

Erg Noor comandante astronave
Niza Krit astronauta, assistente e innamorata di Erg Noor
Pel Lin astronauta
Kei Ber astronauta
Ingrid Ditra astronomo
Pur Chiss astronomo
Bina Leed geologa
Luma Lasvi medico
Eon Tal biologo
Taron meccanico
Ione Marr insegnante di ginnastica ritmica

Personaggi sulla Terra

Dar Veter (significa in russo: Dono del Vento) direttore Stazioni Esterne del Grande Anello, romanticamente innamorato di Veda Kong
Mven Mas nuovo direttore stazioni esterne del Grande Anello. Si innamora di Cara Nandi
Edva Nal psichiatra all’Accademia del Dolore e della Gioia, ha curato Mven Mas dalla noia di lavorare e vivere, il male dell’uomo
Rea Nal la figlia di Evda Nal. Studia in un istituto in Irlanda (vedi cap.9)
Veda Kong archeologa, ex amante di Erg Noor, fa da annunciatrice per le comunicazioni del Grande Anello nello spazio
Juni Ant direttore della stazione “Memorie Elettroniche”
Liao Lan paleontologo
Miiko Eigoro primo aiutante di Veda Kong negli scavi archeologici
Ren Boz Fisico dell’Accademia della Frontiera del Sapere
Evda Nal psichiatra dell’Accademia del Dolore e della Gioia
Cara Nandi modella, danzatrice, posa come tipo umano per Kart San
Kart San pittore che tenta di ricostruire nelle sue opere i tipi umani vissuti nell’antichita’
Grom Orm presidente del Consiglio Astronautico
Diss Ken figlio di Grom Orm
Mir Omm Segretario del Consiglio dell’Astronautica
Zog Zorr compositore musicale, autore della Sinfonia Cosmica in Fa Minore
Tor Ann figlio di Zog Zorr e amico di Diss Ken
Bet Lon eminente matematico: scopre che l’azione reciproca di potenti campi magnetici e’ la prova dell’esistenza di dimensioni parallele
Aff Nut chirurgo che cura Ren Boz dopo l’incidente durante l’esperimento di spazio zero
Onar la ragazza che Mven Mas salva dalle pretese di Bet Lon, sull’Isola dell’Oblio

Da notare che i nomi sono tutti brevissimi, al massimo due sillabe. E’ frutto della semplificazione del linguaggio avvenuta nel Secolo del Monolinguismo. 🙂

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Bibliografia

La Nebulosa di Andromeda Ivan Efremov (Feltrinelli)
Il Cuore del Serpente vai Ivan Efremov (Galassia – La Tribuna)
Il viaggio utopico nella fantascienza sovietica Beatrice Zenobi (Studi Slavistici)
Paideia Werner Jaeger (La Nuova Italia)
L’uomo a una dimensione vai Herbert Marcuse (Einaudi)
L’economia pianificata Henri Chambre (Casa Editrice G.D’Anna)
Opere Friedrich Nietzsche (Newton Compton)

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