18 Pieve romanica di Sala Bolognese – XI Sec

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Pieve di S.Maria Annunziata a Sala Bolognese – XI Sec

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Mi sto appassionando all’arte romanica in Emilia Romagna.
Ecco un esempio più unico che raro di quest’arte, a due passi da Bologna.

La Pieve di Santa Maria Annunziata a Sala Bolognese è una delle chiese in stile romanico-lombardo meglio conservate della provincia di Bologna.

Risale all’XI secolo la struttura principale, ma risulta costruita sui resti di una chiesa più antica, forse del V secolo.
A sua volta, la chiesa antica era in origine un tempio pagano, trasformato in chiesa cristiana fra V e VI secolo.

Una croce bizantina, a mosaico, incastonata sul muro delle austere scale in pietra che salgono all’altare, testimonia il rito dell’esorcismo della croce, documentato dalla fine del periodo pagano, per il passaggio di un edificio pagano al cristianesimo.

La mensa dell’altare è costituita da una lastra di marmo dove è scolpita una testa di divinità pagana con corna di ariete, Giove Ammone, sulla quale, scalpellando l’effigie, è stata ricavata la croce.

La cripta sottostante, presenta gli archi dipinti con simboli di epoca paleocristiana.

In prossimità della porta d’ingresso, si conserva l’antica vasca battesimale per immersione, di marmo rosso di Verona.

Digressione sul tema del battesimo per immersione

Il battesimo per immersione è una delle cerimonie più antiche della religione cristiana, testimoniata anche dal Vangelo, nell’episodio del battesimo di Gesù sul fiume Giordano.

Oggi il rituale del battesimo cristiano consiste nel versare acqua santa sulla testa del battezzando, ma Gesù stava invece dentro al fiume, immerso nell’acqua.

Il battesimo per immersione, oltre ad essere un rituale ebraico, era anche il rituale dei fedeli delle antiche religioni gnostiche, assai avversate dal Cristianesimo dei Padri della Chiesa, che hanno scritto libri e libri contro lo gnosticismo.

La mistica pagana tardo-ellenistica pure, aveva rituali di battesimo per immersione.
Nel testo “Corpus Hermeticum”, al capitolo IV, paragrafo 4, il discepolo Tat conversa con il sacerdote Ammone:

<< … >>
<< Perchè dunque, o padre, Dio non distribuì a tutti l’intelletto?>>
<<Poichè egli volle, o figlio, che questo prendesse dimora nelle anime come premio da conquistare.>>
<<E dove lo ha posto?>>
<< Dopo averne riempito un grande cratere, lo inviò sulla terra, quindi, scelto un araldo, gli ordinò di annunziare questo al cuore degli uomini: “Immergiti in questo cratere, tu che lo puoi, tu che credi che risalirai verso colui che ha mandato il cratere sulla terra, tu che sai per che cosa sei nato”. Questi dunque hanno accolto l’annuncio e sono stati battezzati nel Nous, questi hanno preso parte alla conoscenza e sono divenuti perfetti, poichè avevano ricevuto il Nous.>>
<< … >>

Perchè dunque, gnosticismo e mistica pagana erano tanto avversati dai Padri della Chiesa?

Perchè il Cristianesimo, se voleva affermarsi, doveva darsi una impostazione totalmente diversa dalle altre fedi allora esistenti, altrimenti avrebbe finito per presentarsi come una deriva di una religione che sarebbe confluita nuovamente nel paganesimo.

Ciò doveva essere evitato ad ogni costo.

Così oggi, il rituale del battesimo semplicemente versa acqua sulla testa del battezzando, che non sta immerso nell’acqua.

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Longitude,Latitude,Name
11.256833952350188,44.61646235385274,”Pieve Santa Maria Annunziata -Sala Bolognese BO”

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Riferimenti

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16 Santuario di San Luca – Due chilometri di porticato

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Santuario di San Luca – Due chilometri di porticato

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Il Santuario di San Luca si trova in cima ad una collinetta che sovrasta la città di Bologna.

E’ una delle attrazioni turistiche della città e si può raggiungere:

  • in auto, attraverso una via panoramica dei colli bolognesi
  • a piedi, attraverso un porticato di oltre due chilometri

La seconda opzione, a piedi lungo il portico, è sicuramente la più suggestiva. Fra l’altro, il portico è tutto in salita e, verso la vetta, diventa una scalinata di gradini.

In origine, penso fosse un perscorso di penitenza per i fedeli che dovevano supplicare misericordia per qualche colpa commessa o ottenere una grazia con l’intercessione della Madonna di San Luca.

Oggi tuttavia, la via di San Luca viene percorsa in gran parte da turisti curiosi, oppure giovani che vogliono saggiare la propria capacità di resistenza alla fatica.

E veramente, quel porticato in salita, è proprio una prova di resistenza alla fatica. 🙂

Ma ne vale la pena. Man Mano che si sale, si affaccia la città sotto di noi; si allarga l’orizzonte sopra i nostri occhi, fino ad abbracciare l’intero panorama delle colline e delle valli che circondano la città.

E’ uno spettacolo superbo, degno della fatica necessaria a conquistare la vetta di quel colle.

Il Santuario inoltre, è un edificio imponente, di forma circolare, circondato da portici e gradinate.

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Longitude,Latitude,Name
11.298021183038056,44.479460057025776,”Santuario Madonna di San Luca”
11.310970888198034,44.490298590277305,”Salita di San Luca- percorso a piedi”
11.316120729444588,44.48883290349044,”Via di Casaglia – percorso in auto”

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15 Gorgognano – Borgo fantasma

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Gorgognano – Borgo fantasma

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Fra le cose che mi piace visitare, ci sono i borghi fantasma. Borgo fantasma viene detto quel luogo abitato che viene successivamente abbandonato dagli abitanti, per un motivo o per l’altro.

E Gorgognano è proprio un borgo fantasma. Ma tanto fantasma.

Tanto è vero in quanto, una volta arrivati sul luogo, ci si chiede: “…e il borgo dov’è?”. Infatti dalla strada non si vede.

Ma c’è di più. E non lo dico per scoraggiare i potenziali visitatori, quanto perchè, mezzo chilometro prima di arrivare, c’è un bivio e un bel cartello stradale che indica di girare a sinistra perchè quella è “Via Gorgognano”.

Invece la direzione del borgo fantasma è quella che prosegue dal bivio verso destra, dove non è indicato niente. Il borgo fantasma si trova quindi a destra del bivio, circa mezzo chilometro più avanti.

Nessun problema, però. Se no, che borgo fantasma è quello che viene correttamente ed esaustivamente indicato dai cartelli stradali?
Un borgo fantasma che rispetti la sua denominazione deve giustamente essere anche malamente indicato. Dico questo col sorriso sulle labbra e non perchè contrariato. 🙂

La balena pliocenica

Dunque, al bivio, proseguire a destra, dove non è alcuna indicazione.
Proseguendo nella direzione sbagliata, cioè a sinistra, però si trova una piacevole sorpresa: la balena piocenica.
Ho detto giusto. In cima alla montagna è stata ritrovata una balena di 200 milioni di anni fa, spiaggiata e morta lì, sulla cima di quel colle.

Sì, perchè la linea di costa, a quei tempi, era proprio lì. Evidentemente la Pianura Padana era completamente sommersa dal mare.
Così, oggi, un povero disgraziato, come me, va a cercare Gorgognano e si trova di fronte a una balena scolpita nella roccia!

Il borgo fantasma

E’ una cosa veramente buffa. Ma torniamo a Gorgognano.

Quel che si individua abbastanza bene è la chiesetta, l’unico edificio rimasto in piedi.
Dalla chiesetta, proseguendo sulla cima del colle per duecento o trecento metri, si arriva alle rovine dell’abitato. Si capisce di stare calpestando le macerie perchè un cartello indica che quello è l’abitato di Gorgognano.

Due sassi qui, una fila di pietre là, qualche accenno alle fondamenta di un edificio, un sentiero troppo largo per essere solo un sentiero nel bosco. E’ tutto.

Il bosco ha lentamente ricoperto di vegetazione tutte le macerie.

Però il fascino dell’esplorazione e della scoperta, la fantasia che corre immaginando cosa poteva esserci qui e cosa poteva esserci là, la sorpresa di trovare una balena scolpita in cima a una montagna; tutto ciò merita sicuramente lo sforzo necessario per visitare il borgo fantasma di Gorgognano.

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Longitude,Latitude,Name
11.379861811871601,44.35951273612668,”Gorgognano -Borgo fantasma”
11.383230540708015,44.360317733807975,”Gorgognano -ingresso per la chiesetta”
11.378244313975332,44.35786163374377,”Gorgognano -ingresso per l’abitato”
11.374371204038344,44.36099898006013,”Gorgognano -La balena pliocenica”

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12 Eremo di Tizzano

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Eremo di Tizzano

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Quando ho deciso di andare a visitare l’Eremo di Tizzano, mi aspettavo di trovare un grande complesso monastico, una grande chiesa, quartieri per i monaci, visite guidate per turisti e visitatori.

Una volta giunti sul posto, in effetti il complesso monastico c’era, ma i monaci non ci sono più.

La chiesa è visitabile solo nei giorni festivi. Per il resto della settimana è chiusa, come del resto succede in genere per i luoghi di culto fuori dall’ambito cittadino.

Il quartiere dei monaci oggi è in parte diventato un ristorante gestito da privati, il resto è stato trasformato in private abitazioni.

E’ stato possibile filmare soltanto l’esterno della chiesa e il vialetto d’ingresso.

Peccato, mi sono detto. Probabilmente in passato il luogo è stato ricco e fiorente. Forse l’Eremo amministrava e gestiva la proprietà dei terreni collinari all’intorno. Ma oggi quei terreni sono tutti privati, coltivati con cura da scrupolosi e indaffarati contadini.

Mi sono allora dedicato a cercare di cogliere la bellezza del paesaggio all’intorno.

Bologna è una città di pianura, ma appoggiata sui primi rilievi collinari. In effetti, appena usciti dalla periferia della città, ci si inoltra lungo le piccole strade che portano in collina. E qui il paesaggio diventa stupendo: fra campi coltivati, boschi, chiesette di campagna e, appena ci si volta indietro, si ha l’opportunità di osservare il panorama della città che si stende lungo la pianura, fino all’orizzonte.

Così, se anche l’Eremo in sè oggi lascia solo trasparire l’importanza e la potenza che può avere avuto in passato; in compenso, il panorama che si gode dall’alto di quei primi costoni collinari, dà al visitatore il senso di un grande desiderio di superare altezze e immergersi in un panorama infinito.

C’era una chiesetta, all’interno di quel panorama: la Parrocchia di Tizzano.

Piccola, solitaria chiesetta, di importanza artistica pressochè nulla, ma infinitamente romantica, così immersa fra quei campi coltivati, arati, e in attesa della semina.

Ho cercato di cogliere qualcosa del fascino di quella chiesetta. Spero di esserci riuscito.

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Longitude,Latitude,Name
11.255010,44.467670,”Eremo di Tizzano -Casalecchio di Reno Bologna”
11.242801,44.461943,”Parrocchia di Tizzano -Casalecchio di Reno Bologna”

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9 Castello di Vignola XV Secolo

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Castello di Vignola del XV Secolo

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Non pensavo che la Rocca di Vignola fosse così affascinante.

Mentre ti incammini lungo le stradine all’interno, il tempo sembra retrocedere fino al Medioevo, e poi avanti verso il Rinascimento, immaginando di incrociare frettolosi soldati a cavallo, cui bisogna cedere il passo per non farsi travolgere.

Poi immagino di sbirciare fra qualche finestra semichiusa, illudendomi di scorgere la dama del castello in sontuose vesti di seta, intenta a conversare amabilmente con una sua ospite, mentre ancelle affaccendate provvedono a servir loro biscotti allo zenzero da intingere in un elisir al profumo di menta.

Ma bisogna ritrarsi, sta per arrivare il signore del castello, alla testa dei suoi fidi cavalieri, trionfante dall’ultima impresa di guerra.

Fra tamburi e fanfare, fra bandiere e insegne col simbolo del casato, giunge il signore del castello sulla piazza, e il popolo inneggia e loda le sue imprese, loda la sua magnificenza e ringrazia per la sua benevolenza.

Chissà che questi, in segno di magnanimità, non distribuisca denaro e cibo a tutti i presenti.

Un altro giorno sta per concludersi, per il povero contadino, servo della gleba, e forse oggi riuscirà a portare a casa molto cibo, e qualche spicciolo da spendere all’osteria, fra un bicchiere di vino e una partita a carte.

Domani dovrà alzarsi presto. Dovrà andare a dissodare le terre del padrone, se vuole avere qualche speranza di rimanere nel podere che gli è stato assegnato.

La sua famiglia lo aspetta, ma conviene ritardare ancora un poco. La distribuzione di cibo e denaro è quasi certa, vista la vittoria del suo signore e padrone.

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Beh, è stato un bel sogno. Anche per me, turista occasionale di molti secoli più avanti sulla linea del tempo, è ora di tornare a casa.

 

Longitude,Latitude,Name
11.00993101187441,44.47683079786753,”Vignola – Castello del XV Secolo”

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8 Nonantola – Abbazia dell’ VIII Secolo

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Nonantola – Abbazia dell’ VIII Secolo

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Per anni sono passato da Nonantola per andare a lavorare. Non potevo mai fermarmi perchè al mattino era troppo presto e la sera troppo tardi. Poi mi sono deciso e un mattino, invece di stare a dormire, sono andato a Nonantola.

Sapevo della sua antichissima Abbazia. Procopio di Cesarea, storico del VI secolo, cita Nonantola nel suo libro “La guerra gotica”.

A quei tempi, siamo intorno al 550 dopo Cristo, Nonantola era una città molto importante, crocevia di strade e di traffico commerciale.

Oggi possiamo ancora ammirare la sua sontuosa abbazia, che si innalza imponente in mezzo al centro abitato. Un centro abitato che conserva ancora tutto il fascino di un villaggio medievale.

Nonantola - Complesso abbaziale

Possiamo percorrere la strada che conduce alla Torre dell’orologio, e quindi immergerci nella piazza del mercato, con le sue logge ad arco.

Con un pizzico di fortuna, si può anche incontrare una gentilissima guida turistica che, con grande fervore, vi illustrerà tutti i luoghi importanti da visitare.

Ma la cosa che più mi ha affascinato è stata la cripta sotto l’abbazia. Ho avuto la fortuna di visitarla in un momento in cui non c’erano visitatori e il fascino di quelle colonne, le immagini di quei capitelli, mi hanno trascinato immediatamente in un passato ormai lontano, un passato con molte ombre e poche luci che ti colpiscono gli occhi, abbagliandoti all’improvviso.

Inoltre, come non rimanere impressionati dagli enormi pilastri che sostengono la navata centrale!

E come riuscire a passare oltre il portale d’ingresso dell’abbazia, senza soffermarsi a guardare l’intreccio di immagini e motivi floreali che ne ornano i lati!

E come non rimanere impressionati dai due leoni che stanno a guardia dell’ingresso dell’abbazia! Quasi ad ammonire il visitatore che si sta per entrare in un luogo sacro, e bisogna spogliarsi di ogni arroganza, svestirsi di ogni simbolo di potere e di ogni titolo onorifico; per indossare l’umile veste del fedele che si approssima alla dimora della divinità, dove ogni pretesa umana si riduce in polvere.

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Longitude,Latitude,Name
11.04327730369846,44.67808261705671,”Nonantola – Abbazia VIII Secolo”

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7 San Pietro – Villaggio e torre del XII Secolo

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San Pietro – Villaggio e torre del XII Secolo

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

il villaggio di San Pietro non è quello famoso che si trova a Roma. Questo è a pochi chilometri da Bologna, a Ozzano, in una minuscola frazione del comune.

Che cosa c’era a San Pietro nel Medioevo? Io credo fosse un castello, o un piccolo borgo fortificato.

San Pietro - La fontana ornamentale

Intorno alla torre rimangono resti di pavimentazione, e a mezzo chilometro dall’abitato sussistono due vasche, di cui una corredata di una statua e uno stagno d’acqua con ninfee.

Era forse il giardino dei signori del castello?

A tutt’oggi rimane la torre, ben conservata e restaurata. Il resto è affidato in parte alla fantasia del turista.

Tuttavia il paesino non manca di nulla. Poche case, strette attorno alla chiesa, che svetta in alto con il suo campanile, in perfetto stile delle chiese di pianura, nella terra d’Emilia.

E c’è anche una osteria/trattoria, fra quelle due o tre case. Vale la pena di visitarlo, questo minuscolo paesino.

Il luogo è considerato un “unicum” dal Comune di Ozzano che, nel periodo estivo organizza qui eventi e rassegne teatrali.

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Longitude,Latitude,Name
11.482436,44.416876,”San Pietro -Chiesa e osteria – Ozzano BO”
11.483158,44.417345,”San Pietro -Torre XII Sec – Ozzano BO”
11.480088,44.415490,”San Pietro -Antica fonte con vasca – Ozzano BO”

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5 Sacerno – Il tempietto del IX Secolo

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Sacerno – Il tempietto rotondo del IX Secolo

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

A Sacerno ci sono tre cose da fare:

  • vedere la chiesa con la torre del IX Secolo
  • vedere il cippo romano del secondo triumvirato (43 a.C.)
  • sedersi con le gambe sotto il tavolo di uno degli ottimi ristoranti/agriturismo del luogo

La chiesa

L’originalità della chiesa è il campanile costruito sopra un tempietto rotondo, molto antico.

Sacerno - Chiesa di Sant'Elena

Probabilmente il tempietto fu edificato nel V secolo dai monaci agostiniani, per poi essere ristrutturato nel IX secolo dai monaci benedettini.

Nel secolo XI venne costruita la chiesa romanica accanto alla rotonda, e nel XIV secolo venne innalzato il campanile quadrato, dando così alla struttura l’aspetto che vediamo ancora oggi.

Chi giunge sul luogo, rimane favorevolmente sorpreso e incuriosito dai diversi stili dell’intera struttura, e sta a guardarla per diversi minuti, cercando di capire quante epoche sono lì sovrapposte.

Ogni anno in questa chiesa vengono organizzati fra maggio e giugno dei concerti strumentali gratuiti, dove uno degli strumenti è spesso l’arpa, assai gradita al parroco e, devo confessarlo, anche al pubblico, che vi partecipa sempre molto numeroso.

Il cippo

A mezzo chilometro di distanza dalla chiesa, si trova il cippo romano del secondo triumvirato.

Secondo l’interpretazione di alcuni testi storici, in questo luogo i tre noti generali romani Ottaviano, Lepido e Antonio nel 43 a.C. si spartirono le province nel dominio di Roma a seguito della morte di Giulio Cesare, dando vita al Secondo Triumvirato.

Una delle lapidi recita:

C. IULIO CAESARE INTERFECTO
C. PANSA ET A. HIRTIO COSS. CAESIS
M. ANTONIUS M. LEPIDO ET CAESAR OCTAVIANUS
TRIUMVIRATU QUINQUENNALI R. P. C. ASSUMPTO
ROMANO IMPERO INTER SE DIVIDENDO
TABULISQUE PROSCRITIONUM SIGNANDIS
HEIC AD FLUENTA LAVINI
TRIDUO CONSTITERUNT
ANNO U.C. DCCXI. ANTE CHRISTUM XLIII.

Sacerno - Cippo del Triumvirato

Assassinato Gaio Giulio Cesare
e uccisi i consoli Pansa ed Irzio,
Antonio, Lepido e Ottaviano
assunto il triumvirato quinquennale per la costituzione della repubblica,
spartendosi fra loro l’Impero Romano
e decidendo le tavole di proscrizione,
qui presso il fiume Lavino
si fermarono per tre giorni
nell’anno 711 della fondazione di Roma e 43 a. C.

 

Questa colonna fu eretta nel secolo XVI dai monaci detti Servi di Maria, proprietari dei terreni, con l’intento di celebrare l’importanza del luogo.

Perchè i tre generali abbiano deciso di spartirsi le province di Roma proprio lì, dove oggi ci sono dei campi, per me rimane un mistero. Comunque, il cippo lì c’è e lì rimane.

Ogni tanto, per divertirmi un po’ provo a chiedere ai miei amici: “Ma sei andato a vedere il Cippo del Triumvirato a Sacerno?”, e tutti cadono dalle nuvole e ammettono di non conoscere il famoso cippo.
Eppure è anche ben segnalato da cartelli stradali turistici, fin dalla strada principale.

Vabbè, povero cippo, ormai dimenticato dalla frenetica vita moderna. Così ogni tanto, passo da Sacerno e mi fermo a osservare il cippo, in sacro rispetto.

Mangiare e bere

Poi mi dirigo verso uno dei ristorantini del luogo e metto le gambe sotto un tavolo, ripensando alla bella chiesa, al semidimenticato cippo, lì al bordo di un campo coltivato, come fossero due giganti buoni che osservano silenziosi, da secoli, il frenetico affannarsi degli esseri umani, che passano e ripassano loro accanto, senza degnarli del benchè minimo interesse.

Quindi mangio, mi bevo un bicchiere di vino, e torno a casa salutando col pensiero quei due giganti buoni, che restano lì, mentre mi allontano con la mente già rivolta alle preoccupazioni quotidiane.

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Longitude,Latitude,Name
11.231832,44.558752,”Sacerno – Chiesa di Sant Elena -Via di Mezzo Levante 22, 40012 Calderara di Reno Bologna”
11.228695,44.561641,”Sacerno – Cippo del Triumvirato -Via di Mezzo a Ponente, 40012 Calderara di Reno Bologna”

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4 Il villaggio celtico di Monte Bibele

Celti ed Etruschi in Emilia Romagna

Celti ed Etruschi

Il villaggio di Monte Bibele

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Ecco un bell’itinerario per chi voglia fare una gita fuori Bologna, ammirare un paesaggio naturale incontaminato e visitare uno dei pochissimi villaggi celtici esistenti in Italia.

In provincia di Bologna, nel comune di Monterenzio, si trovano infatti i resti di un antico villaggio, frequentato e abitato fin dai tempi remoti.

La storia di Monte Bibele cominciò nel 3000 a.C. nell’età del rame, e proseguì nel 1600-1400 a. C. alla fine dell’età del bronzo.

Dal XIII° secolo fino al V° secolo a.C. non si hanno più notizie di Monte Bibele. E’ un vuoto che ancora deve essere colmato. Probabilmente il luogo venne abbandonato.

Le notizie ripartono dal IV secolo a.C. quando fu popolato prima dagli Etruschi e quindi dai Celti, che edificarono un villaggio costituito da una trentina di edifici costruiti su terrapieni di sassi.

Il villaggio venne infine distrutto da un incendio intorno al II Secolo a. C., probabilmente in seguito all’espansione dei Romani nella zona.

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Monte Bibele, Elmo celtico con spada e cinturone

L’abitato

Si tratta di un piccolo insediamento, ma completo di strade, cisterne per l’acqua e magazzini.

La base delle capanne era di pietra locale e la struttura vera e propria era in legno con tetto a due spioventi e con copertura di canne e paglia.

La superficie abitabile delle abitazioni era di una quarantina di metri e fornite di un soppalco usato come stoccaggio delle riserve di cibo e materiali. Sotto vi era un angolo con telaio per la realizzazione di stoffe, un focolare e gli oggetti comuni per la vita quotidiana.

Le acque piovane venivano incanalate dai tetti , lungo le strade in pendenza che confluivano in una spaccatura naturale (La Tana del Tasso).

Con un pizzico di fantasia potete immaginare gente che va a prendere l’acqua alla cisterna e prepara le vivande a cuocere sul focolare, mentre i genitori anziani stanno a filare lana sul telaio.

Scendete lungo la strada orizzontale fino all’ inghiottitoio “Tana del Tasso” e risalite i gradoni della strada verticale.

Il territorio sul quale sorse il villaggio è in forte pendenza e questo inconveniente fu risolto in modo brillante con una serie di terrazzamenti artificiali rispondenti ad un preciso e rigoroso piano regolatore.

Questo metodo venne utilizzato dagli Etruschi che lo copiarono dai loro predecessori, con l’unica differenza che non utilizzarono per la parete a monte la natura, cioè un fianco della montagna, ma tagliarono quest’ultima per costruire dei muri in sassi, gli stessi muri che, anche se logorati dal tempo, vediamo noi oggi.

Fate una visita al santuario e alla necropoli (se riuscite a capire dove sono le tombe li’ in mezzo al bosco).

La visita richiede una mezza giornata, da fare a piedi con scarpe comode, fra castagneti, ciclamini e crochi.

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Il Centro Informazioni

E c’è anche un Centro Informazioni

All’ingresso della zona archeologica, c’e’ un punto informazioni, ben fornito di libri sulla storia del villaggio, manuali sulla storia degli Etruschi, e dotato pure di alcune auto tipo “fuori strada”, con autista che vi può accompagnare sul sito archeologico e illustrarvi i reperti archeologici esistenti.

Infine, esiste anche una piccola tavola calda dove potrete ristorarvi mangiando una piadina con prosciutto e formaggio e bere una bibita.

Ah!, dimenticavo, non e’ difficile che incontriate una volpe comodamente distesa sulle pendici dei campi circostanti, o che vi attraversi la strada uno scoiattolo, durante il tragitto di circa 800 metri dal punto informazioni al sito archeologico.

In compenso, vi si mostrerà una natura quasi incontaminata, da ammirare in tutto il suo elegante splendore.

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Longitude,Latitude,Name
11.369852,44.276104,”Monte Bibele -01 Ingresso zona archeologica”
11.374444,44.275940,”Monte Bibele -02 podere Ca’ dei Monti riferimento”
11.377351,44.274097,”Monte Bibele -03 Sepolcreto etrusco celtico”
11.378703,44.273365,”Monte Bibele -04 massiccio di Monte Bibele riferimento”
11.379846,44.271774,”Monte Bibele -05 abitato: ingresso Pianella M.Savino”
11.380259,44.271774,”Monte Bibele -06 abitato: gradoni verticali”
11.380441,44.271854,”Monte Bibele -07 abitato: strada principale orizzontale”
11.380607,44.271732,”Monte Bibele -08 abitato: cisterna raccolta acqua”
11.380752,44.271774,”Monte Bibele -09 abitato: inghiottitoio Tana Tasso”
11.375061,44.271835,”Monte Bibele -10 Santuario etrusco-celtico”
11.374825,44.271988,”Monte Bibele -11 Area sacra etrusca: stipe votiva”

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3 Contrafforte Pliocenico

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Contrafforte Pliocenico

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Il Contrafforte Pliocenico è una muraglia di roccia, estesa qualche decina di chilometri, che taglia trasversalmente le montagne dell’Appennino, nei pressi di Sasso Marconi.

E’ un luogo di riserva e conservazione della fauna selvatica, soprattutto uccelli, che nidificano lungo lo sperone di roccia. Alcuni roccioni sono meta di scalatori.

Di sotto scorre la strada, tortuosa e solitaria, lungo tutto il contrafforte. Numerosi sentieri permettono di percorrere il contrafforte, da sopra, per l’intera sua estensione.

E’ una meta ideale per chi desidera fare passeggiate in montagna.

A Livergnano, le case sono state costruite scavando le stanze dentro la roccia. Degli edifici, infatti, è visibile solo la facciata.

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Longitude,Latitude,Name
11.259806,44.376661,”T-Contrafforte Pliocenico-01Monte Mario-Battedizzo”
11.273415,44.370657,”T-Contrafforte Pliocenico-02V.Badolo-Battedizzo”
11.272568,44.365733,”T-Contrafforte Pliocenico-03V.Badolo-Badolo”
11.285180,44.352328,”T-Contrafforte Pliocenico-04V.Brento-Badolo”
11.293328,44.338917,”T-Contrafforte Pliocenico-05Monte Adone”
11.294133,44.337566,”T-Contrafforte Pliocenico-06Calanchi”
11.333499,44.326238,”T-Contrafforte Pliocenico-07Case_roccia-Livergnano”
11.330616,44.325682,”T-Contrafforte Pliocenico-08Case_roccia-Livergnano”

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