Distorsione spazio-tempo

Distorsione spazio-temporale

Distorsione spazio-tempo

Cronaca di un esperimento video multimediale

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Strani fenomeni pare stiano accadendo in varie parti del mondo.
Le immagini percepite dall’occhio, paiono dissolversi e riconfigurarsi in forme mai osservate prima d’ora.

Dicono che incredibili infiorescenze e colori insoliti siano apparsi improvvisamente mentre si stava osservando un cespuglio coperto di ghiaccio.

Il panorama osservato cambia improvvisamente, e l’occhio percepisce immagini come provenienti da un’altra dimensione.

Gli scienziati ipotizzano che il continuum spazio-temporale abbia cominciato a rallentare, provocando da un lato una frammentazione delle immagini e una cristallizzazione in forme inusuali; dall’altro aggiungendo e alterando i colori in immagini mai osservate prima d’ora da occhio umano.

Ciò che non si era preso in considerazione, che cioè il tempo non sia un continuum lineare e stabile, sembra trovare giustificazione nelle frequenti e ormai incessanti testimonianze di queste e altre distorsioni apparse agli occhi degli osservatori.

Là dove c’era un fiume, ora i colori si sono dissolti in immagini di strane onde visive di luoghi inimmaginabili; come se improvvisamente la realtà nostra diventasse quella di qualche altro osservatore in chissà quale angolo dell’Universo.

Veramente le cose stanno cambiando.

Pure i paesaggi terrestri assumono colori insoliti, mentre strani bagliori accompagnano l’inizio di ogni nuova distorsione spazio-tempo.

Buona visione.

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7 San Pietro – Villaggio e torre del XII Secolo

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

San Pietro – Villaggio e torre del XII Secolo

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

il villaggio di San Pietro non è quello famoso che si trova a Roma. Questo è a pochi chilometri da Bologna, a Ozzano, in una minuscola frazione del comune.

Che cosa c’era a San Pietro nel Medioevo? Io credo fosse un castello, o un piccolo borgo fortificato.

San Pietro - La fontana ornamentale

Intorno alla torre rimangono resti di pavimentazione, e a mezzo chilometro dall’abitato sussistono due vasche, di cui una corredata di una statua e uno stagno d’acqua con ninfee.

Era forse il giardino dei signori del castello?

A tutt’oggi rimane la torre, ben conservata e restaurata. Il resto è affidato in parte alla fantasia del turista.

Tuttavia il paesino non manca di nulla. Poche case, strette attorno alla chiesa, che svetta in alto con il suo campanile, in perfetto stile delle chiese di pianura, nella terra d’Emilia.

E c’è anche una osteria/trattoria, fra quelle due o tre case. Vale la pena di visitarlo, questo minuscolo paesino.

Il luogo è considerato un “unicum” dal Comune di Ozzano che, nel periodo estivo organizza qui eventi e rassegne teatrali.

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Longitude,Latitude,Name
11.482436,44.416876,”San Pietro -Chiesa e osteria – Ozzano BO”
11.483158,44.417345,”San Pietro -Torre XII Sec – Ozzano BO”
11.480088,44.415490,”San Pietro -Antica fonte con vasca – Ozzano BO”

Riferimenti

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6 Castiglioncello – Borgo fantasma

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Castiglioncello – Borgo fantasma

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Castiglioncello è un piccolo villaggio abbandonato dai suoi abitanti.
Conserva tuttavia il fascino misterioso di tutti i luoghi di questo tipo.

Sembra che il tempo si sia improvvisamente fermato, se non fosse per le erbe e il bosco che stanno invadendo le case. Si vedono tuttavia vestiti appesi che si agitano nel vento, e la legna di un focolare che probabilmente non verrà mai acceso.

Non so perchè il villaggio sia stato abbandonato, ma penso a difficoltà di approvvigionamento idrico, poco spazio per costruire nuove case, un luogo pericoloso sospeso in cima a uno sperone di roccia.

Oggi si può raggiungere il paese solo a piedi. La strada è interrotta a causa di una frana.

Ho deciso quindi di inviare sul luogo il mio fedele robot alato che, devo confessarlo, si è comportato egregiamente, nonostante il vento insistente che rischiava di trascinarlo via ad ogni momento.

Il fedele servitore mi ha restituito immagini affascinanti, anche se un pò maliconiche, considerando che il luogo è abbandonato da diversi decenni.


Per raggiungere Castiglioncello, da Bologna si va in direzione di Imola, poi si prosegue per Castel del Rio e si raggiunge la frazione di Moraduccio. Il villaggio abbandonato è ben visibile oltre il fiume.

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Longitude,Latitude,Name
11.480984,44.175599,”CastelDelRio -Castiglioncello borgo fantasma”

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5 Sacerno – Il tempietto del IX Secolo

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Sacerno – Il tempietto rotondo del IX Secolo

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

A Sacerno ci sono tre cose da fare:

  • vedere la chiesa con la torre del IX Secolo
  • vedere il cippo romano del secondo triumvirato (43 a.C.)
  • sedersi con le gambe sotto il tavolo di uno degli ottimi ristoranti/agriturismo del luogo

La chiesa

L’originalità della chiesa è il campanile costruito sopra un tempietto rotondo, molto antico.

Sacerno - Chiesa di Sant'Elena

Probabilmente il tempietto fu edificato nel V secolo dai monaci agostiniani, per poi essere ristrutturato nel IX secolo dai monaci benedettini.

Nel secolo XI venne costruita la chiesa romanica accanto alla rotonda, e nel XIV secolo venne innalzato il campanile quadrato, dando così alla struttura l’aspetto che vediamo ancora oggi.

Chi giunge sul luogo, rimane favorevolmente sorpreso e incuriosito dai diversi stili dell’intera struttura, e sta a guardarla per diversi minuti, cercando di capire quante epoche sono lì sovrapposte.

Ogni anno in questa chiesa vengono organizzati fra maggio e giugno dei concerti strumentali gratuiti, dove uno degli strumenti è spesso l’arpa, assai gradita al parroco e, devo confessarlo, anche al pubblico, che vi partecipa sempre molto numeroso.

Il cippo

A mezzo chilometro di distanza dalla chiesa, si trova il cippo romano del secondo triumvirato.

Secondo l’interpretazione di alcuni testi storici, in questo luogo i tre noti generali romani Ottaviano, Lepido e Antonio nel 43 a.C. si spartirono le province nel dominio di Roma a seguito della morte di Giulio Cesare, dando vita al Secondo Triumvirato.

Una delle lapidi recita:

C. IULIO CAESARE INTERFECTO
C. PANSA ET A. HIRTIO COSS. CAESIS
M. ANTONIUS M. LEPIDO ET CAESAR OCTAVIANUS
TRIUMVIRATU QUINQUENNALI R. P. C. ASSUMPTO
ROMANO IMPERO INTER SE DIVIDENDO
TABULISQUE PROSCRITIONUM SIGNANDIS
HEIC AD FLUENTA LAVINI
TRIDUO CONSTITERUNT
ANNO U.C. DCCXI. ANTE CHRISTUM XLIII.

Sacerno - Cippo del Triumvirato

Assassinato Gaio Giulio Cesare
e uccisi i consoli Pansa ed Irzio,
Antonio, Lepido e Ottaviano
assunto il triumvirato quinquennale per la costituzione della repubblica,
spartendosi fra loro l’Impero Romano
e decidendo le tavole di proscrizione,
qui presso il fiume Lavino
si fermarono per tre giorni
nell’anno 711 della fondazione di Roma e 43 a. C.

 

Questa colonna fu eretta nel secolo XVI dai monaci detti Servi di Maria, proprietari dei terreni, con l’intento di celebrare l’importanza del luogo.

Perchè i tre generali abbiano deciso di spartirsi le province di Roma proprio lì, dove oggi ci sono dei campi, per me rimane un mistero. Comunque, il cippo lì c’è e lì rimane.

Ogni tanto, per divertirmi un po’ provo a chiedere ai miei amici: “Ma sei andato a vedere il Cippo del Triumvirato a Sacerno?”, e tutti cadono dalle nuvole e ammettono di non conoscere il famoso cippo.
Eppure è anche ben segnalato da cartelli stradali turistici, fin dalla strada principale.

Vabbè, povero cippo, ormai dimenticato dalla frenetica vita moderna. Così ogni tanto, passo da Sacerno e mi fermo a osservare il cippo, in sacro rispetto.

Mangiare e bere

Poi mi dirigo verso uno dei ristorantini del luogo e metto le gambe sotto un tavolo, ripensando alla bella chiesa, al semidimenticato cippo, lì al bordo di un campo coltivato, come fossero due giganti buoni che osservano silenziosi, da secoli, il frenetico affannarsi degli esseri umani, che passano e ripassano loro accanto, senza degnarli del benchè minimo interesse.

Quindi mangio, mi bevo un bicchiere di vino, e torno a casa salutando col pensiero quei due giganti buoni, che restano lì, mentre mi allontano con la mente già rivolta alle preoccupazioni quotidiane.

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Longitude,Latitude,Name
11.231832,44.558752,”Sacerno – Chiesa di Sant Elena -Via di Mezzo Levante 22, 40012 Calderara di Reno Bologna”
11.228695,44.561641,”Sacerno – Cippo del Triumvirato -Via di Mezzo a Ponente, 40012 Calderara di Reno Bologna”

Riferimenti

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4 Il villaggio celtico di Monte Bibele

Celti ed Etruschi in Emilia Romagna

Celti ed Etruschi

Il villaggio di Monte Bibele

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Ecco un bell’itinerario per chi voglia fare una gita fuori Bologna, ammirare un paesaggio naturale incontaminato e visitare uno dei pochissimi villaggi celtici esistenti in Italia.

In provincia di Bologna, nel comune di Monterenzio, si trovano infatti i resti di un antico villaggio, frequentato e abitato fin dai tempi remoti.

La storia di Monte Bibele cominciò nel 3000 a.C. nell’età del rame, e proseguì nel 1600-1400 a. C. alla fine dell’età del bronzo.

Dal XIII° secolo fino al V° secolo a.C. non si hanno più notizie di Monte Bibele. E’ un vuoto che ancora deve essere colmato. Probabilmente il luogo venne abbandonato.

Le notizie ripartono dal IV secolo a.C. quando fu popolato prima dagli Etruschi e quindi dai Celti, che edificarono un villaggio costituito da una trentina di edifici costruiti su terrapieni di sassi.

Il villaggio venne infine distrutto da un incendio intorno al II Secolo a. C., probabilmente in seguito all’espansione dei Romani nella zona.

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Monte Bibele, Elmo celtico con spada e cinturone

L’abitato

Si tratta di un piccolo insediamento, ma completo di strade, cisterne per l’acqua e magazzini.

La base delle capanne era di pietra locale e la struttura vera e propria era in legno con tetto a due spioventi e con copertura di canne e paglia.

La superficie abitabile delle abitazioni era di una quarantina di metri e fornite di un soppalco usato come stoccaggio delle riserve di cibo e materiali. Sotto vi era un angolo con telaio per la realizzazione di stoffe, un focolare e gli oggetti comuni per la vita quotidiana.

Le acque piovane venivano incanalate dai tetti , lungo le strade in pendenza che confluivano in una spaccatura naturale (La Tana del Tasso).

Con un pizzico di fantasia potete immaginare gente che va a prendere l’acqua alla cisterna e prepara le vivande a cuocere sul focolare, mentre i genitori anziani stanno a filare lana sul telaio.

Scendete lungo la strada orizzontale fino all’ inghiottitoio “Tana del Tasso” e risalite i gradoni della strada verticale.

Il territorio sul quale sorse il villaggio è in forte pendenza e questo inconveniente fu risolto in modo brillante con una serie di terrazzamenti artificiali rispondenti ad un preciso e rigoroso piano regolatore.

Questo metodo venne utilizzato dagli Etruschi che lo copiarono dai loro predecessori, con l’unica differenza che non utilizzarono per la parete a monte la natura, cioè un fianco della montagna, ma tagliarono quest’ultima per costruire dei muri in sassi, gli stessi muri che, anche se logorati dal tempo, vediamo noi oggi.

Fate una visita al santuario e alla necropoli (se riuscite a capire dove sono le tombe li’ in mezzo al bosco).

La visita richiede una mezza giornata, da fare a piedi con scarpe comode, fra castagneti, ciclamini e crochi.

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Il Centro Informazioni

E c’è anche un Centro Informazioni

All’ingresso della zona archeologica, c’e’ un punto informazioni, ben fornito di libri sulla storia del villaggio, manuali sulla storia degli Etruschi, e dotato pure di alcune auto tipo “fuori strada”, con autista che vi può accompagnare sul sito archeologico e illustrarvi i reperti archeologici esistenti.

Infine, esiste anche una piccola tavola calda dove potrete ristorarvi mangiando una piadina con prosciutto e formaggio e bere una bibita.

Ah!, dimenticavo, non e’ difficile che incontriate una volpe comodamente distesa sulle pendici dei campi circostanti, o che vi attraversi la strada uno scoiattolo, durante il tragitto di circa 800 metri dal punto informazioni al sito archeologico.

In compenso, vi si mostrerà una natura quasi incontaminata, da ammirare in tutto il suo elegante splendore.

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Longitude,Latitude,Name
11.369852,44.276104,”Monte Bibele -01 Ingresso zona archeologica”
11.374444,44.275940,”Monte Bibele -02 podere Ca’ dei Monti riferimento”
11.377351,44.274097,”Monte Bibele -03 Sepolcreto etrusco celtico”
11.378703,44.273365,”Monte Bibele -04 massiccio di Monte Bibele riferimento”
11.379846,44.271774,”Monte Bibele -05 abitato: ingresso Pianella M.Savino”
11.380259,44.271774,”Monte Bibele -06 abitato: gradoni verticali”
11.380441,44.271854,”Monte Bibele -07 abitato: strada principale orizzontale”
11.380607,44.271732,”Monte Bibele -08 abitato: cisterna raccolta acqua”
11.380752,44.271774,”Monte Bibele -09 abitato: inghiottitoio Tana Tasso”
11.375061,44.271835,”Monte Bibele -10 Santuario etrusco-celtico”
11.374825,44.271988,”Monte Bibele -11 Area sacra etrusca: stipe votiva”

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Riferimenti

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3 Contrafforte Pliocenico

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Contrafforte Pliocenico

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Il Contrafforte Pliocenico è una muraglia di roccia, estesa qualche decina di chilometri, che taglia trasversalmente le montagne dell’Appennino, nei pressi di Sasso Marconi.

E’ un luogo di riserva e conservazione della fauna selvatica, soprattutto uccelli, che nidificano lungo lo sperone di roccia. Alcuni roccioni sono meta di scalatori.

Di sotto scorre la strada, tortuosa e solitaria, lungo tutto il contrafforte. Numerosi sentieri permettono di percorrere il contrafforte, da sopra, per l’intera sua estensione.

E’ una meta ideale per chi desidera fare passeggiate in montagna.

A Livergnano, le case sono state costruite scavando le stanze dentro la roccia. Degli edifici, infatti, è visibile solo la facciata.

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Longitude,Latitude,Name
11.259806,44.376661,”T-Contrafforte Pliocenico-01Monte Mario-Battedizzo”
11.273415,44.370657,”T-Contrafforte Pliocenico-02V.Badolo-Battedizzo”
11.272568,44.365733,”T-Contrafforte Pliocenico-03V.Badolo-Badolo”
11.285180,44.352328,”T-Contrafforte Pliocenico-04V.Brento-Badolo”
11.293328,44.338917,”T-Contrafforte Pliocenico-05Monte Adone”
11.294133,44.337566,”T-Contrafforte Pliocenico-06Calanchi”
11.333499,44.326238,”T-Contrafforte Pliocenico-07Case_roccia-Livergnano”
11.330616,44.325682,”T-Contrafforte Pliocenico-08Case_roccia-Livergnano”

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2 Castel dei Britti – Il vecchio castello

Bologna - la statua del Nettuno

Bologna – Escursione breve

Castel dei Britti – Il vecchio castello

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Alla ricerca di luoghi insoliti e curiosi.

Quello che oggi si chiama Castello dei Britti non è il vero castello, ma una costruzione recente.
Nel luogo del vecchio castello oggi sorge la Chiesa di San Biagio, una bella chiesa del 1300, e l’unica traccia rimasta del castello è la porta ad arco che si trova lì accanto.

Peraltro il luogo è suggestivo, perchè la chiesa svetta sulla cima di un promontorio roccioso, a due passi dal paese.

Dalla strada principale, si può osservare la chiesa che si staglia sopra l’orizzonte, e fa veramente un effetto di imponenza.

Peccato per il vecchio castello, che forse era talmente distrutto che al suo posto è stata costruita la chiesa.

La costruzione recente, che si trova a mezzo chilometro in linea d’aria rispetto alla chiesa, oggi chiamata Castello dei Britti, è un Hotel, una bella costruzione di proprietà privata. Ha l’aspetto di un antico castello, e viene utilizzata per pernottamenti, feste e cerimonie, matrimoni e convegni.

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Longitude,Latitude,Name
11.451391,44.431706,”Castello dei Britti – San Lazzaro -Via Tomba Forella 7/B”
11.439265,44.425534,”Chiesa San Biagio – Via Castel De Britti 39 – San Lazzaro di Savena”

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